Fai da te: conviene?

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Sto pianificando i futuri articoli per il nuovo progetto gravel di cui vi racconterò a breve, appena avrò qui tutto il necessario.

E sto valutando se vale la pena scrivere un articolo teorico, definiamolo così, per illustrare linee guida. Adatte a una gravel ma anche a una bici in generale.

Cosa serve sapere, cosa guardare per non sbagliare standard dei componenti, come interpretare quegli standard, cosa non dimenticare per non trovarsi bloccati durante i lavori a causa del piccolo pezzo che non è stato messo in conto e così via.

Offrendo una panoramica degli attrezzi necessari.

E qui mi sono scontrato con un vecchio problema: gli attrezzi costano, vale la pena?

Una pressa per serie sterzo è una cinquantina di euro; almeno un 25% in più una per movimento Press fit, che però non è detto sia necessaria, se il telaio è BSA bastano 15 euro per una buona chiave.

Necessari però sono altri attrezzi, a iniziare dal per me indispensabile cavalletto da lavoro; che uno magari già possiede perché esegue in comodità la piccola manutenzione, quindi potrebbe non doverlo acquistare al momento.

Ma la lista è lunga e stabilita dagli standard del telaio e dei componenti.

Una cosa è avere freni al cerchio, altra averli idraulici. Nel primo caso bastano una tronchese di qualità e una pinza normale, nel secondo servono tagliatubi, se cerchiamo il miglior risultato un attrezzo per la spina, il necessario per riempire l’impianto. 

Se il telaio è a cavi interni potrebbe essere necessario investire quella trentina di euro per un attrezzo guidacavo magnetico.

Se la catena è con falsamaglia servono le pinze apposite oltre lo smagliacatena per portarla alla corretta lunghezza.

Insomma, senza star qui a stilare la lista, diciamo che dai pochi spiccioli di una chiave a brugola da due sino alle tante banconote di qualche attrezzo specifico, avere tutto il necessario potrebbe persino uguagliare il costo del telaio.

Non prendo in considerazione il fattore tempo, chi decide di montar da sé una bici dell’adagio che il tempo è denaro non sa che farsene, ogni minuto passato a creare la propria compagna a pedali è ben speso.

Però; però non posso fare a meno di domandarmi se valga comunque la pena, almeno sotto l’aspetto economico.

E calcolatrice alla mano devo rispondere che no, non ne vale proprio la pena.

Qualcosa si può risparmiare, magari appaltando in esterno alcuni lavori semplici ma che richiedono attrezzi costosi e di raro utilizzo per un amatore. Penso a serie sterzo e movimento centrale Press-fit: con 20/25 euro una onesta officina li installa per noi e risparmiamo parecchio rispetto all’acquisto.

E arriva un altro però: se lo scopo è il gusto di pedalare su una bici costruita da noi, delegando alcuni lavori quanta parte di questo gusto sacrifichiamo?

La prima Elessar, quella che mi fu rapinata, la montai io in ogni dettaglio, ruote comprese che assemblai con cura.

Sulla seconda Elessar le ruote le ho prese complete, già montate. Perché le risorse erano scarse, non fu una bici panificata ma costruita sull’onda emotiva della sottrazione subita, e acquistare singolarmente cerchi, mozzi, raggi e spedizione da oltreoecano mi costava parecchio in più rispetto al set bello e pronto, sul quale ottenni anche un cospicuo sconto come contributo a risanare la ferita.

Mi ha tolto gusto nel pedalare? Ha menomato questa mia fissa del “quanto è bello se lo hai fatto con le tue mani”?

Francamente no; ma è pur vero che ho qualche centinaio di bici montate negli anni, l’entusiasmo della creazione non è quello di quando ero ragazzetto.

Quindi? Conviene o no questo far da sé? Boh, non so che dirvi.

A parte la solita banalità che il gusto sta nell’aver fatto tutto da soli e questo non ha prezzo, una risposta certa non la ho. Se mai ne ho avuta una.

Da questo lato del computer posso solo provare a comporre articoli completi e precisi, cercando di raccontare con dovizia come costruire la propria bici. Passo passo, ogni singola operazione, che attrezzi servono.

Schema che non ho seguito del tutto con il progetto Holdsworth Mystique montata Ultegra Di2 e che invece vorrei riuscire a proporre in occasione del montaggio del gruppo GRX. Che andrà su un telaio diverso.

Quale? Pazientate qualche giorno… 😀

Buone pedalate       

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • Paolo Mori

    Personalmente, a me piace giocare con i componenti della bici, montare&smontare, sporcarmi le mani. Il fai da te a volte è necessario, ma usare componenti montati da altri non toglie niente al piacere di pedalare.
    Per quanto riguarda il blog, avere una descrizione completa e accurata fa sempre comodo, se non altro per cultura o come ispirazione… non necessariamente per fare tutto da sé, ma per poter sognare e progettare la propria bici perfetta con un po’ di consapevolezza in più 🙂

    • Elessarbicycle

      Naaaaaaaa, io detesto montare e smontare, voglio tutto pronto e pure l’olio sulla catena faccio mettere in officina….
      😀 😀

      Comunque, scherzi a parte, hai ragione. Al di là se uno poi lo faccia o meno, sapere se e come si fa aiuta a decidere. Magari uno sottovaluta una operazione o sopravvaluta se stesso, quindi si, mi hai convinto!
      Se mi arriva telaio, illustrerò passo passo 😀

      Fabio

  • Stefano

    Complimenti per le due pareti di attrezzi, sono un capitale che rende in soddisfazione e piacere più dei BOT, CCT, etc. Piuttosto è necessario ampliare con attrezzi elettrici…le E-Bike incombono..

  • Stefano

    Avevo messo anche una faccina sorridente ;))) alla fine, ma non è stata inserita. Please, non lapidatemi per la battuta sulle E-Bike :))

    • Elessarbicycle

      Ciao Stefano, in realtà ci sono altri pannelli ma in foto non si notano 😀
      Tranquillo, qui è differente, nessuno è lapidato per le proprie idee…
      E-bike sono in enorme espansione ma è settore che mi interessa seguire. Non per mia impostazione ideologica, semplicemente perché curare test e tecnica richiede forti e continui investimento che non posso affrontare.
      Ti faccio rapido esempio: il prossimo progetto editoriale è tutto con materiale fornito dalle aziende. Telaio, gruppo, ruote, sella, manubrio ecc ecc.
      Eppure per poter gestire il tutto ho dovuto comunque spendere 350 euro in materiale vario (non solo ciclistico, c’è quello che serve per foto in interno e esterno e tanto altro); ogni articolo ha un costo da sostenere, purtroppo.
      Star dietro a tutto è impossibile già così, figuriamoci se mi metto ad aggiungere altro.

      Fabio

  • Giovanni74

    Ciao Fabio,
    sicuramente avere una guida passo passo aiuta e come, sopratutto per quelle operazioni, come hai ben detto, che in teoria ci sembrano facili e poi si rivelano incubi. Montare da soli la biciletta è un’operazione che dà molte soddisfazioni, però gli attrezzi necessari sopratutto sulle nuove biciclette diventano numerosi e costosi. Quando ho rimontato la vecchia Bianchi Sprint del 79 dopo il restauro del telaio,sono servite qualche chiave, una tronchesina, grasso ect, tutte cose che possiamo ben riutilizzare o che magari abbiamo già. Mentre quando ho sostituito la sola forcella alla Carlà,l’articolo è presente sul blog, mi sono dovuto acquistare la pressa per le calotte, l’estrattore delle calotte, un nuovo cavaletto più adatto all’operazione ect. Economicamente è stato controporducente,ma volevo farmi il lavoro da solo, quindi ho visto la cosa come un investimento.

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