E se bastasse una sola bici?

Tempo di lettura: 3 minuti

E se fosse sufficiente avere una sola bici? Domanda ben strana se posta da me: al momento ho sette bici e su quattro di loro salgo solo io. In altri momenti mi sono trovato ad averne molte di più. Invece sono certo che la maggioranza di voi è più saggia di me e con una sola bici fa tutto e si diverte.

In realtà non mi trovo ad averne tante perché sono uno che per ogni disciplina pretende la bici specifica; pedalo con qualunque cosa mi capita e in qualunque modo ho voglia. Mi piacciono le biciclette, se posso cerco di farmi passare lo sfizio e me le metto in casa.

Però il mercato da anni punta sulla specializzazione estrema, anche se paradossalmente tanta specializzazione si sta traducendo nella ricerca della semplificazione, nel ritorno a una bici capace di andar bene un poco ovunque. Non mi riferisco solo al fenomeno gravel, che di nuovo ha solo il nome perché già negli anni sessanta i francesi producevano bici adatte sia alla strada che al moderato fuoristrada. Come le sorelle maggiori della mia Peugeot Anjou, per esempio; che è più moderna ma da quella famiglia discende.

In America sono decenni che propongono bici stradali dotate di piega da corsa con telaio in acciaio, geometrie soft e passaggio gomme largo: non le hanno etichettate in alcun modo, ci pedalano e basta. Così come avviene in Australia e nel Sud-est asiatico, luoghi dove si vive la bici senza le tipiche fisime nostrane. E, passatemelo, senza la nostra arretratezza culturale. Noi che siamo ancora qui a combattere stradisti contro fuoristradisti, sostenitori del carbonio contro l’acciaio o viceversa, delle ruote alte o basse e via scindendo l’atomo.

Possiamo illuderci quanto vogliamo di essere la patria del ciclismo, ma non lo siamo. Se parecchi tra i migliori telaisti italiani hanno deciso di trasferirsi all’estero o lavorare solo con clienti stranieri; se tante aziende stanno abbandonando il nostro mercato preferendo concentrarsi su quello USA e Nord europeo non è solo per motivi economici: qualche ragione ci sarà.

In ogni caso differenze tra una bici e l’altra della stessa famiglia ci sono. Più o meno evidenti, di sicuro non è possibile affermare che le bici da corsa o le Mtb son tutte uguali. Né che una bici da 200 e altra da 2000 euro abbiano lo stesso comportamento. Se spazio e soprattutto portafoglio ce lo permettono è divertente avere più bici, ognuna col suo carattere ben definito. Che poi io sia finito per sentieri con l’ammiraglia da corsa e mi sia lanciato all’inseguimento del gruppo con quella urbana è colpa del mio neurone asfittico, non fa testo…

Però in questo agosto appena concluso mentre pedalavo mi chiedevo spesso: ma che ci faccio con tante bici?

Antefatto: come sapete a fine luglio sono stato vittima di un incidente e ho anche scritto in altro articolo che ero partito qualche settimana prima portando con me solo l’ammiraglia sportiva e la tuttofare London Road, lasciando a casa sua maestà Elessar. Questo perché la London Road mi serviva per chiudere un test e avviarne un altro (gomme Continental SpeedRide e lo SmartHalo, che pubblicherò nelle prossime settimane). Chiusi i test previsti per luglio avevo programmato il mese successivo per tante uscite sportive e qualcuna più turistica, ma sempre con la sportiva X-Lite Team. Alla prima pedalata per diletto e non per il blog un disgraziato mi ha steso e addio programma. Passati i dolori forti mi sono rimesso in sella, preferendo sempre più spesso l’inglesina tuttofare, molto più confortevole su strada e con una posizione in sella poco estrema. Usandola mi è venuto quasi naturale farci un poco di tutto. Dal fuoristrada alle commissioni in paese, dall’uscita simil-sportiva alle vasche in ciclabile.

In salita ho faticato più di quanto avrei fatto con la leggera sportiva in carbonio e in discesa il passo è stato più lento, rilanciare fuori dalle curve non è il suo forte: ma è stato comunque divertente. In fuoristrada ho dovuto scegliere i percorsi evitando asperità eccessive e i salti, perché la forcella rigida fatica a tenere la traiettoria nei tratti più scabrosi: ma è stato comunque divertente. Così mi è venuto in mente di girare un breve video (un soffio sopra i tre minuti), riprendendo le tante situazioni tipo che un ciclista può affrontare; vissute in sella alla stessa bici. Soprattutto in fuoristrada la velocità sarebbe potuta essere superiore, ma si spostava la camera (montata sull’orizzontale) urtando le ginocchia.  Ho aggiunto alcuni secondi di ambientazione tipicamente urbana; anzi, tipicamente partenopea. Dura la vita per noi pedalatori da queste parti…

Insomma, questa economica biciclettina ha saputo accompagnarmi per bene. Non come Elessar è vero, che è capace di fare tutto e meglio, ma se considero che costa una notevole quantità di euro meno di quanto ho investito per creare la regina luccicante posso affermare che decidere di tenermela quando chiusi il test fu una buona idea. E sono sempre più convinto che una bici simile sia una ottima idea per chi ne vuole una sola e non è disposto a investire cifre importanti.

Ora la proletaria London Road è stata abbigliata per ritornare a svolgere il suo ruolo di bici quotidiana e quindi si è ritrovata parafanghi, portapacchi, luci, reggisella ammortizzato e cavalletto. Le toccherà portarmi al lavoro e al supermercato o in giro per commissioni. Niente salite impervie o discese a tutta o sentieri per agguantare il tramonto. Però a vederla così mi sembra sprecata…

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • Omar

    Ciao Fabio,

    Per un paio d’anni ho avuto una sola ed unica bicicletta che utilizzavo non proprio a 360° ma quasi: uscita sportiva con stradisti, fuoristradistica leggera con bikers, esplorativa e commuting casa-lavoro.

    Grazie alla bontà di base del mezzo non ho mai sofferto l’unicità della scuderia ma un grosso difetto ad avere un solo biciclo l’ho trovato. Quando deve essere sottoposto a cure non si pedala!

    Infatti ho rimediato affiancando Yggdrasill che, giorno dopo giorno, apprezzo sempre più. Magari prima di fine anno mi ci concedo una bella uscita chilometrica.

    • Elessarbicycle

      Giusto Omar, quando è ferma è un problema. Anche se alla fine in un paio d’ore si fa una revisione totale. Però sapere di avere sempre una seconda opzione è molto comodo.

      Fabio

  • Claudio

    E’ una questione emotiva e pratica.
    Tra moglie, marito e figlio, devo già gestire 6 bici (tre da città e tre da cicloturismo).

    ….e poi – istintivamente – son monogamo!

  • Caro Fabio, vedo che ti stai addentrando nella “filosofia della bicicletta” e fai molto bene perchè al di là dei miglioramenti tecnologici questa meravigliosa macchina “biomorfa” va vista nella sua essenza e non nella sua complicanza. A questo proposito ho immaginato che ti addentrassi in una “Critica della Ragion Pura” ed in una “Critica della Ragion Pratica”…della biciclettà!

    • Elessarbicycle

      Ciao Antonio, in realtà articoli più filosofici (oddio, preferisco chiamarle chiacchiere in libertà) ce ne sono molti qui sul blog. Risalgono agli albori di questa pubblicazione, è vero, e quindi ormai bisogna andare a cercarseli con calma. Ho sempre cercato di sviscerare le motivazioni che spingono tanti di noi a preferire faticare sui pedali o passare ore a curare ogni singola vite. Ma, come ho scritto in altra risposta, l’ultimo anno e mezzo è stato fagocitato dal tanto lavoro tecnico per far funzionare il blog e dai troppi test che ho seguito; di fatto mi è mancato il tempo per occuparmi d’altro. Per il nuovo anno, che per me è come quello scolastico, parte con l’autunno, ho deciso una drastica riduzione dei test per potermi dedicare all’uso della bici. Sia in chiave sportiva, senza eccessi e fanatismi, che quotidiana. Del resto il motto del blog è stato dall’inizio “La vita sui pedali” e negli ultimi tempi l’ho spesso trascurata. Rimedierò. Questo breve articolo è stato solo il pretesto per rompere il ghiaccio e trovare un luogo per pubblicare il video…

      Fabio

  • edo fal

    Come ti capisco !
    Io ne ho una dozzina più 3 di mio figlio e 3 di mia moglie.
    Queste bici le tengo in una vasta cantina, in casa, nel mio ufficio.
    Mia moglie mi prende in giro dicendo “ma quanti culi hai per aver bisogno di tutte queste bici”. Io so che ha ragione ma comunque le rispondo che ognuna di queste bici fa con me più chilometri di quante ne fanno le sue con lei.
    Tutto è cominciato anni fa quando mi hanno rubato una bellissima e costosa bici nuova; allora mi sono messo a spulciare tutte le inserzioni di bici usate in vendita per vedere se vi trovavo anche la mia. Il risultato di questa ricerca è stato che la mia non l’ho mai trovata ma ho trovato tante belle bici a cui, se messe in vendita a prezzi onesti / buoni non ho saputo resistere.

    Mi dico spesso che così non può andare avanti e che mi devo liberare di molte di queste bici ma poi fatico a liberarmene perché mi piacciono tutte.

    Pur avendo una bici tuttofare (bici gravel in titanio con telaio divisibile tramite giunti Hirth S&S, attacchi portapacchi e per tre borracce) con cui uscire la domenica su strade asfaltate e non e con cui fare viaggi, sento di aver bisogno però anche di:
    – una bici da corsa pura
    – una bici per ciclocross con cui vado su sentieri di montagna (spesso però spingendola a piedi)
    – una bici da carico invernale, non costosa e non appariscente con cui andare a fare le spese in città (ruote larghe, portapacchi, parafanghi)
    – una bici veloce per spostamenti in città (bici da corsa con manubrio piatto, esteticamente malandata ma super efficiente)
    – una bici da stazione (super malandata)
    – almeno un paio di belle bici da corsa dei tempi che furono (le mie bici emozionali)

    ciao
    edoardo

    • Elessarbicycle

      Ciao Edo, ti capisco pure io… 😀

      C’è stato un momento in cui il mio parco bici personale, cioè quelle a mio uso esclusivo, contava 16 bici. Alcune le dovevo tenere smontare per mancanza di spazio, ogni tanto rimontavo e ci uscivo. Ognuna con un suo perché, del tutto slegato all’utilizzo: c’era quella che sognavo da bambino, quella maltrattata da troppi proprietari pigri che meritava una nuova vita, quella che era bella e basta, quella che serviva per gli esperimenti, quella presa solo perché aveva i Campy Delta, quella che mi bastava guardarla ed essere felice e così via.
      Avessi spazio e denari ti assicuro che tornerei ad averne molte di più; ormai da mesi mi sono imposto di non guardare più annunci e soprattutto smettere di cercare Peugeot, tra le mie preferite.
      Potrei restare con una sola bici? No, lo farei solo se dovessi. E, difficile a credere, non sarebbe Elessar…

      Fabio

  • Claudio

    …bel video!!
    Rende bene la libertà di una bici tuttofare.

  • Luca

    Una sola bici nonmi è proprio possibile 🙂
    Per adesso siamo a 2: una Bici da corsa, per le uscite stradali, bella, leggera e con il fascino di avere una scritta sul telaio che qui a Genova non ha quasi nessuno (Daccordi) detta The beauty, e una cattivissima MTB bi-ammortizzata (giuro non lo dico più) per le uscite sterrate dove la sua delicata sorellina non durerebbe 10 minuti, soprannomina The Beast.
    Il numero ideale sarebbe 3 aggiungendo un bel telaio vintage da restaurare, ma devo ancora trovarlo!

    • Elessarbicycle

      E lo dici a me? 😀 😀 😀

      Mi sembra giusto, spazi nei due mondi. Telai belli da rimettere in sesto ci sono, ma chiedono cifre spropositate. Mio consiglio: cerca nei negozi dei vecchi ciclisti nei paesini, anni fa era normale per ogni negoziante farsi fare i propri telai da rinomati telaisti e venderli col marchio loro. raro ormai, ma qualcosa ancora scovo…

      Fabio

      • Luca

        Grazie della dritta!!

        • Elessarbicycle

          Figurati; non so di dove sei ma al sud ancora si trova roba carina, più difficile al centro. Io ho beccato un gran telaio, peccato che poi il proprietario ha voluto farne una bici diversa da ciò che meritava. Ma tant’è, alla fine le bici devono piacere a chi le usa, non devono per forza piacere pure a me; come me le chiedono così gliele faccio.

          Fabio

  • Io personalmente ne ho 4:
    – Una MTB che utilizzo io normalmente tutti i WE per le mie uscite.
    – Una Ibrida per andare in ufficio con manubrio da corsa con parafanghi, portapacchi e borse e forcella ammortizzata (passando per il centro di Milano è una manna su ciottolato, pavé, lastroni…).
    – Una di mia moglie.
    – Una di mia figlia.

    Onestamente non sento la necessità di averne altre perché amo sfruttare le cose fino in fondo: avere 2 bici dedicate ad un utilizzo specifico e che uso costantemente mi soddisfa e non mi fermo mai a pensare cosa usare per fare cosa.
    Entrambe le bici le ho assemblate e modificate da solo dato che è una cosa che mi è sempre piaciuta e mi da una soddisfazione doppia pedalare con qualcosa che ho “creato” io. L’ultima arrivata (l’ibrida) assemblata a partire da un telaio Cube SL Road Pro (su un sito tedesco praticamente te lo tirano dietro…) è stato puro divertimento cercare e montare tutte le parti; in più la ricerca di informazione mi ha fatto scoprire questo bel blog da cui ho attinto molti tutorial utilissimi !
    Ora sulla scia dell’entusiasmo sto ristrutturando una vecchissima Leri che andrà nella casa al mare…

    • Elessarbicycle

      Molto interessante l’ibrida con forca ammortizzata e piega. Ne feci alcune anni fa, sfruttavo un modello tedesco che aveva, caso raro in questa tipologia di bici, un orizzontale abbastanza corto così che trovare un assetto giusto con la piega era semplice. E aveva di serie un ottimo gruppo Deore 9v con tripla, cambio non dyna sis: in pratica mi bastava cambiare i freni idraulici coi meccanici, due leve freno e mettere una piega. Facilissimo. Poi l’hanno tolta di listino…
      Se ne hai voglia mi mandi qualche foto? Mi interessa vederla e sapere come l’hai montata.

      Fabio

      • Mi spiace deluderti ma nella fretta mi sono mangiato una parola fondamentale: manubrio flat. La piega è la prossima evoluzione ma ci arriverò con calma dopo avere reperito il necessario. Per ora monto un gruppo Shimano 105 con comandi cambio flat bar Shimano Ultegra R770

  • Damiano

    Io vado controcorrente: possiedo e uso una sola bici. Fatta su misura, secondo le mie caratterstiche, scelte e misure. Ma una sola. Parte delle motivazioni sono il poco spazio in appartamento e le finanze, oltre che il tempo necessario a tenere in ordine e in perfetta efficienza una sola, figuriamoci più bici! Però mi piace l’idea di avere una bici, la mia bici, capace, con un semplice cambio ruote, di portarmi dall’Hochtor Pass sul Grossglockner allo sterrato cattivello qui sul carso. Insomma, una specie di fedeltà al mio compagno di vagabondaggi e scoperte sulle strade e nei boschi. Non farò tempi da primato nè sui trail nè sulle cronoscalate (anche se spesso sono nel primo 15%) però mi diverto sicuramente da matti!!

    • Elessarbicycle

      Ciao Damiano, più che controcorrente diciamo che qui sei tra appassionati ed è normale che oltre a pedalarci ci piace avere più bici.
      E poi la tua è una scelta ben motivata; hai la tua bici perfetta, fatta su misura (e non parlo solo delle quote, intendo sulle tue esigenze) e soprattutto fai la cosa più importante: ti diverti! Bravissimo!

      Dovendo rifare Elessar dopo il furto della prima fui tentato di progettarla come unica bici, sacrificando qualcosa del comfort per darle una connotazione più sportiva. Poi scelsi di tenermi la sportiva estrema e quindi potei costruire Elessar più randagia. Che, quindi, così com’è non sarebbe adatta a mia unica bici. Ma forse chissà, avrei dovuto fare come te…

      Fabio

  • Giovanni

    All’inizio avevo solo una una vecchia bici sportiva, poi ho conosciuto Fabio ed allora…..nulla è stato più come prima 🙂
    Se dovessi pensare di rimanere con una sola bici l’unica difficoltà a cui posso pensare risiede nel dover volta per volta adattarla o adattarsi all’uso. Adattarla perchè se monta i pedali da corsa devo montare qualcosa di più cittadino per usarla in paese, adattarsi perchè se esco con un 52-42 e13-21 sono le mie gambe che dovrebbero adattarsi. Anche io amo la specializzazione e potendo preferisco poter aver delle biciclette che facciano bene ciò che gli viene chiesto senza doversi “adattare” di volta in volta. Non è detto che occorra spendere pratimoni,come detto da Fabio ci sono negozi,e ne conosco uno,dove riposano vere chicche dai più neanche notate, o spesso nei mercatini qualcuno nella fretta di liberarsi la cantina ha fatto poco caso a cosa gettava.
    Giovanni

    • Elessarbicycle

      E già, soprattutto dalle tue parti si trova ancora roba carina. Dal centro a salire ormai quasi nulla. Scovato negozietto nel basso Lazio, appena ho tempo ci ritorno…
      Come? Già troppe bici? E vabbè, una più, una meno, chi se ne accorge…

      Fabio

  • alfaluna

    Io ho Gitana per il cicloturismo tendente al Gravel, la Jones montata MTB (può anche essere montata stradale turistica – se eri vicino te la facevo provare, secondo me ti piacerebbe) e una Bianchi spillo come Urban da palo (un pò troppo grande per me).

    …….sai mi piacerebbe avere anch’io una Peugeot Vintage ma sono ignorante enon ci capisco nulla, sarei sicuramente truffato dal venditore di turno. Però chissà quando avrò un pò di soldi ……

    • Elessarbicycle

      Tranquillo Lorenzo, se vedi una francesina che ti piace girami le info che vediamo di che si tratta.
      Se per qualche motivo devi andar in Francia le vendono a pochissimo: qui serve un mutuo…

      Fabio

  • alfaluna

    impegnativo il minuto 1:30 🙂

  • Domenico

    E se bastasse un solo orologio?
    E se bastasse una sola stilografica?
    Probabilmente si, ma come tutti gli appassionati di qualcosa si tende a diventare compulsivi nell’acquisto degli oggetti che amiamo
    Poi si può far tutto con un solo oggetto, ma come l’appassionato di orologi ha quello da sera e da sport e l’appassionato di stilografiche non ne avrà mai una sola, perchè avrà quella con il pennino extra fine, fine bold etc…, così anche noi andiamo a cercare le motivazioni che ci spingono all’acquisto del nuovo oggetto di desiderio.
    “L’unico modo per resistere alle tentazioni, è cedervi” si legge nel ritratto di Dorian Gray.
    Io lo convertirei in “L’unico modo per vincere le tentazioni, è cedervi.”

    P.S. io ne ho 5 e per ognuna trovo la sua motivazione o mi convinco dell’esistenza di una motivazione; fortunatamente ho spazio a sufficienza in garage…

    • Elessarbicycle

      Ciao Domenico, più che trovare risposte ho voluto la domanda. Io risposte certe non ne ho, tranne che se interpreto solo per uso utilitaristico allora di tante bici non so che farmene. Però io sono, come te e tutti voi, un appassionato e quindi dell’utilità mi frega una cippa 😀

      Alla fine siamo bravi a trovare, come giustamente dici, la motivazione; il perché all’ennesima bici. Io da tempo ho smesso e impostato così: “Moglie mia, non mi drogo, non bevo, non mi accompagno a fanciulle disinibite, mi occupo e preoccupo di te e di nostra figlia: gioco con le bici e basta, lasciami fare”.
      Che poi in realtà in casa son contenti: mi chiudo in microfficina e non vago per casa a infastidire…

      Fabio

  • Ciao Fabio. Io sono a 7: la specialissima in carbonio di qualche anno fa (Whistle Crow), la tuttofare in acciaio con DNA un po’ più offroad (Sulrly Karate Monkey), la scattofisso ricavata da un telaio corsa vintage (Benotto Triathlon), le tre corsa anziane per le ciclostoriche (una Olmo, una Ballardin e un’altra Benotto), la MTB biammortizzata in alluminio da trail (Cube)…più telai e componentistica varia. La moglie mi lascia fare, la figlia adolescente mi guarda con una faccia che sembra dire “che strano, mio papà…”.
    Le uso più o meno tutte, ma devo dire che la Surly è la più versatile ed è forse quella a cui mi sono affezionato di più. Di fatto è una bici universale: ideale per le scampagnate su strada bianca (ma non chiamatela gravel…), perfetta come commuter, ottima per la passeggiata con la famiglia, più che soddisfacente nei singletrack non troppo impegnativi di montagna. E ogni tanto cambia pelle: rigida, front, singlespeed, 2×10, 1×11, coperture slick e tassellate. Non l’ho ancora montata con la piega drop, ma trovo abbia un telaio troppo sloping per stare bene col manubrio da corsa.
    Devo dirmi dunque appagato? Chiaro che no. Sto mettendomi in giro per farmi fare la mia ‘Elessar’, un telaio in acciaio su misura che sia per me la bici ‘definitiva’. Ed essendo io a Ferrara sai a chi mi rivolgerò. Ma già mentre lo dico, so che di definitivo questa bici avrà ben poco…

    • Elessarbicycle

      Ciao Ricky, hai un parco bici davvero notevole. Hai ragione a preferire la KM, è una bici che si fa amare con l’uso; e con la piega non sta male, anzi… 😀
      Anche mia figlia mi guarda strano (più che altro è uno sguardo commiserevole…) però una voltale le è scappato che molti suoi compagni di classe seguono il blog. Da un lato lo ha detto con il sottinteso “babbo, non metterti a scrivere le tue scemenze…” dall’altro sotto sotto era anche orgogliosa. E io contento, sapere di avere lettori giovani mi fa assai piacere. Alla loro età noi ci preoccupavamo di avere spazio nel cortile della scuola per parcheggiare il motorino, loro lo chiedono per la bici. Bello.
      Mi prenoto per vedere la tua “Elessar” quando sarà 😀

      Fabio

  • Marco

    Ciao Fabio, ho spulciato il sito Planet X, vorrei acquistare un telaio della London Road per crearmi una gravel/bici tutto fare . Non è disponibile la mia misura (L).
    Credi che il telaio della Full Monty SL ( che loro annoverano tra le gravel pure) possa essere molto simile e, quindi una buona scelta?

    • Elessarbicycle

      Ciao Marco, non ho mai avuto tra le mani una Full Monty e quindi non ho elementi di valutazione.
      Non so che futuro avrà la LR, hanno presentato la nuova versione SL che non mi è chiaro affiancherà o sostituirà l’attuale modello. Nel secondo caso dubito la misura tornerà disponibile.
      L’unica è chiedere a loro.

      Fabio

      • Marco

        ….contattati quelli di PlanetX, mi hanno confermato che nn riassortiranno la LR. E’ come pensavi tu.
        Come alternativa ho trovato questo telaio in rete:

        RIDEWILL BIKE Telaio Gravel Alluminio BSA 68mm Disco Flat Mount Taglia 55 / XL (Gravel) / Gravel Frame Aluminium BSA 68mm Flat Mount Disc Size 55 / XL (Gravel)
        …potresti darmi un consiglio se è valido oppure darmi altre opzioni per l’acquisto di un telaio “tuttofare” ….
        Grazie.
        Marco

        • Elessarbicycle

          Ciao Marco, grazie per la segnalazione. Peccato, è un gran bel telaio. Vedremo la nuova versione.
          Non ho valutazioni sul telaio che mi indichi, è mia abitudine pronunciarmi solo su ciò che ho verificato di persona.
          Telai tuttofare ne son pieni i cataloghi, il budget disponibile diventa il primo parametro con cui, letteralmente, fare i conti. Perché assemblare costa ben più di una bici già pronta.
          E poi ci sono da valutare gli standard, per esempio se QR o perno passante, attacco pinze flat mount o IS, passaggio gomme, possibilità di attrezzarla con accessori ecc
          Insomma, ci sono tanti elementi di cui tener conto che rispondere “prendi questo” sarebbe solo un atto di presunzione da parte mia e non reale aiuto.
          Guardati prima intorno, prova a immaginare cosa vorresti, fai i tuoi calcoli e ne riparliamo. Una cosa sono le bici che pubblico sul blog, altra quella su cui ho messo le mani e sono più di quante ne racconto, quindi è probabile che troveremo il modello che fa per te e conosco bene.

          Fabio

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