Regolare deragliatore e cambio

Bene, adesso è il momento di agganciare i cavetti e regolare la trasmissione.
Il procedimento è molto più semplice di quanto sembri, la difficoltà è spiegarlo.

Come quando parlai della centratura della ruota, dove alla fine si tratta di avvitare o svitare un nipplo ma il “quanto” è impossibile descrivere a parole, con la trasmissione è lo stesso. Si regolano i fine corsa, si tende il cavo, si collima se necessario ed è fatta. Già, ma quanto tendere? Ecco, proprio nella descrizione sta la vera difficoltà.

Iniziamo allora a capire come sono fatti questi componenti e ricapitoliamo il loro principio di funzionamento. Già ne ho parlato nei capitoli precedenti, ma un ripasso fa sempre bene.
Sia il cambio che il deragliatore sono due meccanismi che funzionano secondo uno schema a pantografo. La loro funzione è spostare la catena da un pignone all’altro e da una corona all’altra.
Per farlo sono azionati da un cavetto collegato al comando per cui dando tensione la catena sale, passa cioè da un pignone più piccolo a uno più grande (lo stesso anche per le corone) e rilasciando tensione la molla integrata nel cambio e nel deragliatore richiamerà verso il basso la catena, facendola adagiare su un pignone o una corona più piccoli.

1042 Deragliatore movimento pantografo1043 Cambio movimento pantografo

Se il principio di funzionamento è sempre uguale (tranne il caso dei cambi rovesciati) il modo in cui deragliatore e cambio devono essere installati può variare.
Come detto spesso non è possibile prendere in esame tutti i modelli presenti sul mercato ma solo fornire indicazioni di massima, che comunque consentono di coprire la quasi totalità dei sistemi di trasmissione meccanica. Per qualche componente più particolare bisogna ricorrere alle istruzioni della casa, ma con la lettura di quanto segue anche i manuali del produttore, scritti per non essere compresi, appariranno chiari.

Stabilito come lavorano cambio e deragliatore, tutto si riduce ad agganciare il cavo secondo il giusto percorso, regolare i registri di fine corsa, l’allineamento e la tensione cavo.
Il cavo secondo il giusto percorso in modo che non sia modificato il tiraggio, i registri di fine corsa in modo che cambio e deragliatore lavorino su una lunghezza stabilita, senza che la catena esca dai confini pignone e corona maggiori/minori; l’allineamento in modo che lavorino sempre in asse e infine la tensione cavo in modo che la riposta a ogni movimento del comando sia “diretta”, senza sfasamenti.

Sia il cambio che il deragliatore hanno una corsa utile, devono cioè essere in grado di spostare la catena da un estremo all’altro del pacco pignoni e dalla corona maggiore alla minore senza che la catena stessa superi questi confini. A bloccare questo passaggio da un estremo all’altro sono chiamati i registri di fine corsa.
Due viti poste sul corpo di cambio e deragliatore che andando a battuta su apposite fermi evitano a questi componenti di oltrepassare la linee estreme di pacco pignoni e guarnitura.
Qui in basso ho usato come modello fotografico un deragliatore molto economico (e tenuto in posa con un sistema piuttosto raffazzonato…) perché le viti dei registri di fine corsa sono ben visibili nel loro percorso fino alla battuta, mentre deragliatori più raffinati hanno questo meccanismo coperto o comunque difficile da far risultare in foto, almeno per me.

1044 Registrare deragliatore e cambio 01 1045 Registrare deragliatore e cambio 02

Il meccanismo, ho detto, è uguale anche per il cambio, sempre due viti a regolare lo spostamento.
La loro posizione sul corpo del cambio non è uguale per tutti.
La maggior parte li ha sulla parte posteriore o sul corpo del pantografo, ma non mancano anche di lato. In ogni caso sono sempre facilmente riconoscibili, sono due, a poca distanza tra loro, uguali e sovente recano vicino incise le lettere H e L, che indicano High e Low ossia alto e basso nella traduzione letterale.
Attenzione: la lettera H indica la fine corsa dal lato dei pignoni più piccoli; la lettera L indica il fine corsa opposto.

Nelle immagini in basso è possibile apprezzare le differenze nel posizionamento delle viti di registro, sempre indicate dalle frecce.

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La freccia indica il registro a battuta, poco visibile
La freccia indica il registro a battuta, poco visibile

 

1049 Registrare deragliatore e cambio 06 1050 Registrare deragliatore e cambio 07 1051 Registrare deragliatore e cambio 08 1052 Installazione cambio 03

Io in genere regolo i fine corsa, una regolazione di massima, durante l’installazione al telaio sia per il deragliatore che per il cambio.
Sposto il pantografo a mano e verifico l’allineamento delle pareti interne ed esterne con corone maggiore e minore tenendomi circa 1mm di margine; e l’allineamento della puleggia con pignoni maggiore e minore.
Una piccola accortezza pratica nel caso in cui la corsa sia insufficiente è mantenere scarico il cambio o il deragliatore a mano in modo che la vite di regolazione non sia a battuta e poi svitare o avvitare, alla bisogna.
Questo perché, se per esempio vediamo che il cambio si blocca contro il registro sul penultimo pignone tanto da costringerci ad avvitare il registro in modo da spostare il pantografo verso l’ultimo pignone, con la vite dobbiamo vincere la resistenza del pantografo stesso. Su alcuni cambi economici o molto costosi e quindi prodotti con materiali nobili ma delicati rovinare la filettatura della sede della vite di finecorsa è un pericolo concreto. Lavorando a “cambio scarico”, cioè allungando io la corsa a mano, la vite non incontrerà pressione.
Può essere una esagerazione o una precauzione eccessiva e secondo alcuni lo è; io però faccio così, mi ci trovo bene, non ho mai danneggiato un componente e in fin dei conti quei pochi secondi in più costano davvero poco. Oltre al fatto che mi piace essere preciso…

Una volta sgrossati i fine corsa dobbiamo regolare la vite B-tension e tagliare l’ultimo pezzo di guaina, quella che si innesta nel cambio.
Preferisco sempre eseguire quest’ultimo taglio adesso e non mentre calcolo la lunghezza delle guaine ai comandi, perché questa è la fase in cui provvedo anche a regolare la vite B-tension, quella che abbiamo visto serve a regolare la distanza delle pulegge dai pignoni, in particolare dal pignone maggiore.
I manuali di istruzione indicano di solito il valore ottimale; non dovrei dirlo, ma non lo guardo spesso, preferendo una regolazione che porti puleggia e pignone maggiore il più vicino possibile senza che, a catena montata, vadano in conflitto tra loro.

Si tratta di un valore tra i 4 e i 6mm, dipende dal produttore del cambio. La distanza maggiore per diversi modelli Shimano e Sram, quella inferiore per tutto il resto.
Senza impazzire a posizionare un righello mi limito a usare una chiave a brugola da 4 o da 6 nello spazio rimasto tra puleggia e pignone che così mi funziona da comparatore.

Nelle immagini in basso la prima indica la distanza da misurare tra puleggia e pignone e nella seconda la linea rossa simula la chiave a brugola: o scattavo la foto o inserivo la chiave…

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La guaina cambio deve essere tagliata anch’essa in modo tale da non creare angoli stretti che compromettono la scorrevolezza. Una curva dolce è sempre la soluzione migliore e con alcune prove, sempre partendo dalla configurazione più lunga, si raggiunge presto la lunghezza ottimale, che per me è quella che concilia efficacia meccanica e gradevolezza estetica.

La guaina di Elessar, caratterizzata da una curva molto dolce e tagliata in modo da avere le scritte a vista, uno dei tanti dettagli che curo quando monto una bici e che rendono l’insieme per me assai piacevole.

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La guaina della mia Rose Xeon Crs con un simpatico “ferro di cavallo” grazie alla uscita particolare dal carro.

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La guaina della mia Peugeot Anjou, dove ho creato una figura a gancio che a me piace.

1057 Peugeot Anjou 052

Adesso è il momento di fermarci e passare al montaggio di un altro componente: la catena, perché da ora in poi averla in sede ci serve.
La procedura di installazione nonché il sistema di calcolo della lunghezza sono già stati trattati qui sul blog, ma ripropongo un riassunto giusto delle fasi più importanti.
La prima operazione è determinare la giusta lunghezza della catena ed i produttori suggeriscono diversi sistemi. Io uso sempre lo stesso, quello indicato da Campagnolo, indipendentemente se il gruppo sia italiano o no e se sia una stradale o una Mtb, tranne il caso di qualche gruppo particolare che richiede alcuni passaggi diversi. Una verifica al foglio di istruzioni è d’obbligo.
In ogni caso i sistemi più diffusi nel mondo stradale sono quelli suggeriti appunto da Campagnolo e da Shimano e Sram.
Il metodo Campy, che come ho detto è quello che uso io, prevede l’installazione della catena su corona e pignone più piccoli: la distanza del bilanciere non dovrà essere superiore a 10-15mm, come si vede nella immagine in basso.

Metodo Campagnolo
Metodo Campagnolo

 

Il metodo consigliato da Shimano e Sram, prevede di innestare la catena sul pignone più piccolo e la corona più grande, facendola passare attraverso il bilanciere. Quando questo sarà perpendicolare al terreno avremo la corretta lunghezza della catena, che di solito si ottiene su gruppi stradali rimuovendo due maglie. Oppure (soprattutto Sram, ma anche Shimano per i gruppi Mtb) avvolgere pignone e corona maggiori ma senza far passare la catena per il bilanciere e aggiungere due maglie.

Metodo Shimano
Metodo Shimano

 

La chiusura può avvenire o con l’uso di una falsa maglia o con l’innesto di un pin, dove è indispensabile usare l’attrezzo giusto cioè lo smagliacatene. Che per gruppi a 10 o 11v velocità dovrà essere dotato anche dell’apposito strumento per mandare il pin della catena a filo con le maglie.

1060 Falsamaglia 011061 Falsamaglia 03 1062 Smagliacatena 1063 Inserimento Pin Shimano 01

Per maggiori dettagli su come chiudere la catena vi rimando al relativo capitolo in questa categoria.

Catena in sede è il momento di dedicarci ai cavetti.
La prima operazione è assicurarci che i comandi siano in posizione di riposo, che per le levette all’obliquo coincide con la posizione tutta avanti, per i comandi indicizzati significa posizionarli come si volesse tenere la catena su corona e pignone più piccoli e che i registri di tensionamento dei cavi siano completamente avvitati o al massimo sviati di non oltre due giri.
Vale la pena perdere qualche secondo a guardare bene il passaggio del cavo, soprattutto quello del deragliatore, prima di fissarlo.
E’ fondamentale non sbagliare il percorso di aggancio, evitare che il cavetto nella sua corsa possa sfregare contro qualche parte del deragliatore e che la curvatura di quello del cambio sia esattamente quella indicata dalla casa.
Come ho già detto, ogni componente è quasi storia a sé e seppure è possibile stabilire dei principi generali non è possibile indicare ogni singolo modello in un articolo.
Nelle immagini in basso potete notare il differente percorso di due cambi stradali, uno Sram Force 10v e un Campagnolo Veloce. Trasmissioni più o meno analoghe, il principio di funzionamento è uguale eppure la differenza c’è con Campagnolo che segue un percorso lineare mentre invece il cavetto Sram esegue una doppia curva.

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Sul corpo del cambio è presente un invito per il cavo ed analogo invito è spesso presente anche sul deragliatore: quando c’è seguitelo sempre.

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E prestate molta attenzione, sempre, al corretto passaggio del cavo cambio intorno la brugola di fissaggio, che è quello indicato sempre nel foglio di istruzioni.

L’ultimo dettaglio prima di agganciare il cavetto è mantenere la vite di registro allineamento/tensione a metà della sua corsa utile. Come vedremo più avanti sarà necessario avvitare o svitare, ma al momento non lo sappiamo ancora. Avere corsa utile al registro in ambedue le direzioni ci eviterà di dover sganciare dopo per poter agire sul registro.

1069 Registrare deragliatore e cambio 16

Adesso, finalmente, possiamo agganciare.

Iniziare dal deragliatore o dal cambio non importa, è uguale; inizio dal cambio.

Agganciamo per prima cosa il cavetto, tirando ma non tendendo e con il comando in posizione di riposo. Ecco qui, adesso inizia il difficile. Non nell’operazione ma nella descrizione.
Che significa il mio criptico “tirando ma non tendendo”? Non c’è un valore numerico o di forza, contano le sensazioni sotto le mani e l’esperienza.
Non è detto che al primo tentativo si raggiunga subito la tensione ottimale, quella che poi richiederà solo di lavorare sui registri.
In questo caso meglio procedere senza attrezzi, tirando il cavo a mano e serrando poco la brugola di fermo, in modo che il cavo non scappi ma nemmeno si deformi.
Facendo girare la ruota (l’ho detto che è importante avere la bici sul cavalletto di lavoro? No? Bene, lo dico adesso…) eseguiamo la prima cambiata, ossia dal pignone più piccolo a quello immediatamente superiore. Se il cambio non si sposta di un millimetro, la tensione è insufficiente.
Dobbiamo allora sganciare di nuovo il cavetto, tenderlo un poco più forte e ripetere l’operazione.
L’importante è salga di rapporto, se lo fa sferragliando o se la catena viaggia indecisa prima di prendere coraggio e salire non preoccupiamoci, ci torneremo dopo.
Per adesso va bene così, stringiamo un altro poco la vite di fermo del cavetto e passiamo al deragliatore.
Il sistema è lo stesso, è necessario agganciare il cavetto tirandolo ma non tendendolo e poi subito provare. Anche qui se vediamo il pantografo immobile malgrado gli scatti ci informano che il comando sta lavorando, allora il cavetto è troppo lento. Sganciamo di nuovo, tendiamo un poco in più e riproviamo.
Una volta assicuratoci che il deragliatore si muove, anche se come per il cambio la salita di corona non è immediata, non dobbiamo preoccuparci.

Un intermezzo: se il sistema di cambiata è gestito da levette non indicizzate, la procedura più semplice è posizionare i comandi a riposo, ossia tutto avanti come già detto, agganciare i cavetti tendendo da subito, quindi anche in modo più deciso, stringere i fermi dei cavi su cambio e deragliatore e provare tutti i rapporti.
La mancanza di indicizzazione non rende necessario il lavoro di fino sulla tensione cavo. Quindi davvero in cinque minuti, anche meno, facciamo tutto.

Torniamo alla nostra trasmissione da regolare.
Ricapitolando, abbiamo tutto sistemato, cambio nella corretta posizione e distanza dai pignoni, deragliatore allineato e catena alla giusta lunghezza ma cambiata e deragliata non sono precisi.
E qui entrano in gioco i registri di tensione cavo, a telaio o a guaina a seconda del modello.
Prima però regoliamo di fino i registri di fine corsa, perché adesso con catena montata e cambio e deragliatore che più o meno lavorano abbiamo agio di lavorare con cura.
Deragliatore in posizione corona minore e cambio su pignone maggiore e regoliamo le corse interne di questi due componenti usando il registro L; spostiamo su corona maggiore e pignone minore e regoliamo di fino la corsa esterna usando il registro H.

Che poi questa corsa altro non è, sia interna che esterna, quella che evita alla catena di saltare via dalla corona o dal pignone.

Fatto questo siamo alle fasi finali, la tensionatura appunto.
In realtà c’è un passaggio da svolgere prima ma che io (apriti cielo!) non eseguo e cioè l’allineamento del cambio. Tranne casi particolari con modelli piuttosto “laboriosi”, questa storia del terzo pignone o del quinto o di quelli che indica di volta in volta il produttore alla fine la trovo inutile.
Una trasmissione deve funzionare bene su ogni rapporto e questo significa una catena che balza immediata sul pignone o la corona comandata, senza tentennamenti, indecisioni e rumori anomali.
Se alla fine con centinaia di trasmissioni montate senza impazzire dietro allineamenti astrali e con risultati sempre ottimi (scusate, ma quando ci vuole…) la mia procedura non ha mostrato falle, qualcosa vorrà significare.
Perché non esiste un solo modo di fare certi lavori. Qui, in questo blog che è mio ovviamente descrivo il mio modo di lavorare; né migliore né peggiore di altri, solo efficace quanto gli altri.

Proseguiamo e innestiamo il pignone inferiore, quale corona usiamo non importa.
Facciamo girare la trasmissione senza cambiare: se non notiamo alcun rumore (tranne quello fisiologico della catena che innesta i pignoni) o movimento, come un saltello continuo quasi come se la catena volesse ingaggiare il pignone superiore ma manca dello slancio necessario, allora proviamo la prima cambiata.
Se sale subito, senza indecisioni, proseguiamo salendo di rapporto, provandoli uno per uno facendo girare la trasmissione.
Se invece, come è probabile, la salita denuncia qualche indecisione, allora il cavetto è lento.
Identifichiamo il registro di tensione (se è a telaio è quello di destra, se è a guaina e sulla guaina cambio: qui è lapalissiano…) e svitiamo. Si, dobbiamo svitare il registro che in questo modo, aumentando la sua corsa tenderà il cavetto.

Nella immagine in basso i registri di tensione cavetto cambio di Elessar e quelli di deragliatore e cambio sulle guaine della mia Rose Xeon Crs.

1067 Registro tensionatura cambio Elessar 1068 Guiane Rose Xeon Crs

Dobbiamo lavorare sul registro sempre tenendo la trasmissione in movimento e fermarci (nel tendere, non nel tenere la trasmissione in movimento) nel momento esatto in cui la catena sale.
Una volta certi che la catena sul penultimo pignone (considerando ultimo il più piccolo, quello da cui siamo partiti) giri fluida, altra cambiata su pignone successivo. Potrebbe rivelarsi una nuova, più leggera, indecisione nella salita: è normale avvenga, un altro poco di tensione al cavo e via.
Verificati tutti i rapporti con buona probabilità su alcuni, quelli mediani, la catena saltellerà un poco o sarà decisamente rumorosa. E’ un problema di allineamento.
E perché allora non lo abbiamo fatto prima, vi starete chiedendo? Perché tanto l’allineamento “a freddo”, senza prima aver regolato la tensione, nove volte su dieci deve essere rivisto, il che significa spesso dover rivedere anche la tensionatura dei cavi. Insomma, è facile innestare una spirale di regolazioni che si sovrappongono senza venirne a capo, soprattutto per i neofiti. E siccome il mio scopo è far si che chiunque abbia la voglia i lavori se li faccia da solo senza lasciarsi bloccare da apparenti difficoltà (che spesso non sono apparenti, vero, ma nemmeno insormontabili) allora all’allineamento mi dedico adesso e non prima.
Descrivere se ruotare il registro posto sul cambio e indicato nella immagine in basso in senso orario o antiorario è impossibile in uno scritto perché bisogna vedere e, soprattutto, sentire.

1069 Registrare deragliatore e cambio 16

Possiamo però fare così.
Sempre tenendo la trasmissione in movimento ruotiamo di un paio di giri in senso antiorario il registro: se il rumore aumenta, stiamo sbagliando verso e quindi lavoreremo sul registro in senso orario, se termina siamo stati bravi. O possiamo ruotare in senso orario, è lo stesso, l’importante è capire se il rumore/saltello aumenta o diminuisce.

A questo punto, una volta stabilito il verso giusto, riportiamo il registro esattamente al punto di partenza (se abbiamo dato due giri in un senso ne daremo due in senso opposto) e iniziamo a regolare di mezzo giro alla volta e poi un quarto di giro fino ai pochi gradi necessari per la regolazione finale.
Un sistema empirico ma efficace e veloce.
Ovviamente è sempre bene dare una ulteriore controllata su tutti i rapporti e verificare non vi siano indecisioni di cambiata e che la catena ingaggi tutti i pignoni.

Un aggiunta, per chi volesse verificare l’allineamento del cambio così come previsto di produttori.

In questo caso prenderò a esempio Campagnolo ma la procedura è simile anche per gli altri, solo che richiedono a parametro pignoni differenti. E’ d’obbligo quindi verificare sul manuale di istruzioni il vostro cambio quale pignone richiede.

Nella immagine in basso (se ci cliccate sopra si apre a tutta pagina e potete leggere anche le indicazione fornite dal produttore) vedete come mamma Campy chieda di posizionare il cambio sul quarto o quinto pignone partendo dal piccolo (a seconda se a 10 o 11v) e far coincidere la mezzeria della puleggia con la mezzeria del pignone di riferimento. Lo spostamento è regolato dal registro indicato in figura.

1070 Allineamento cambio Campagnolo

Se non riesce a salire sull’ultimo pignone, posto che non sia il registro di fine corsa a bloccare la salita, è necessario tendere un altro poco il cavo. Se è il pignone più piccolo a non essere impegnato, sempre che la colpa non sia dei registri, sarà necessario rilasciare tensione.
Alla fine è solo questione di prove, sui pignoni estremi e mediani e poi su tutti in successione, lavorando al contempo sui registri di tensione così come indicato.

Il deragliatore è uguale, anche qui dobbiamo lavorare sulla tensione cavo sfruttando l’apposito registro.
Comando in posizione di riposo ossia corona inferiore e trasmissione in movimento: se la catena non sale netta, tendiamo il cavo finché il risultato non è raggiunto.
Con la catena sulla corona maggiore è il caso di verificare anche il registro di fine corsa esterno.
Come con il cambio non resta che provare, tendendo o rilasciando il cavo a seconda se sia lenta la salita o bloccata la discesa. Ma il principio è uguale e quindi anche la procedura.

Se avvertiamo rumore negli incroci estremi, cioè corona maggiore/pignone maggiore e viceversa nessun problema, è normale. Del resto è una condizione che su strada non si usa.
Se invece la catena striscia la parete della parte esterna della gabbia quando è sulla corona maggiore abbiamo due possibilità: o il fine corsa è regolato troppo chiuso o il cavo è troppo lento. C’è anche una terza possibilità e cioè che abbiamo fine corsa chiuso e cavo lento…
Tendiamo un poco il cavetto, se il deragliatore non si sposta verifichiamo il fine corsa e apriamolo.
Nuovo controllo e nuova regolazione se necessario. Il tutto dando per certo che il deragliatore sia allineato bene, altrimenti hai voglia a regolare è tutto inutile.

Lavorando con pazienza su allineamento del deragliatore e registri/tensione è possibile ottenere con alcuni gruppi una regolazione che consente l’uso della corona maggiore con tutti i rapporti. Ovviamente la catena lavorerà male negli incroci, ma è una condizione accettabile nel caso di un piccolo strappo e non abbiamo voglia di scendere di corona.

Una volta che tutto è ben regolato il passaggio finale è il taglio dell’eccesso dei cavetti. Io rimando questa operazione, sempre, a dopo un giro di prova per verificare se sotto carico la trasmissione funziona a dovere. Spesso infatti, non so perché soprattutto con Shimano, le regolazioni eseguite sul cavalletto da lavoro una volta in strada, e quindi appunto sotto carico, sfasano un poco. Avere il cavetto ancora intero mi aiuta nelle successive regolazioni.

Piccolo consiglio per il taglio. Oltre a dover usare una tronchese di buona qualità, i cavetti trasmissione sono molto flessibili e con la fastidiosa tendenza a reagire esplodendo se il taglio è impreciso. Due giri di nastro adesivo all’altezza del punto dove tagliare e un colpo netto giusto al centro del nastro che opererà da fermo impendendo la fioritura delle spire che compongono il cavo.
Due capifilo clampati con una leggera pressione e abbiamo finito.

Bene, siamo in chiusura. Probabilmente qualche filmato aiuterebbe, soprattutto nella fase di regolazione finale, magari con l’audio della catena che gratta o saltella.

La rete già abbonda di simili video, dove però non è spiegato mai o quasi mai il perché. Spero che con queste note anche i video altrui risulteranno più comprensibili, alla fine il mio scopo è che chi non lo hai mai fatto esegua queste operazioni, che sia merito mio o di altri conta nulla, importa che ci riusciate e, sono certo, riuscirete.

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Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. I pulsanti in basso ti permettono di trovarmi sui tuoi social.

COMMENTS

  • Ciao Fabio. Ottimo articolo, ricco di dettagli come al solito.
    Mi sono soffermato più volte a rileggere la parte sul registro dell’allineamento del cambio; purtroppo non ho capito cosa succede “fisicamente” quando avvitiamo o svitiamo questo registro. Sulla mia bici a volte ho dei tentennamenti nei pignoni intermedi. Forse ho sottovalutato questo importante passaggio.
    Domani dopo il lavoro proverò subito con questa procedura. 😉

    • Ciao Daniele, hai ragione. Non seguendo la procedura da manuale non ho pensato a chi invece vuole farlo.
      Ho inserito nel testo una aggiunta prendendo a esempio Campagnolo. Con gli altri il sistema è uguale, cambia solo il pignone di riferimento. Al solito è diverso a seconda del produttore e a volte anche tra modelli differenti della stessa casa, quindi la lista non posso farla. Verifica sui techdocs shimano il tuo cambio cosa prevede, c’è scritto sempre.

      Fabio

  • Daniele

    Ciao Fabio,
    ieri sera ho provato a registrare la trasmissione della mia bdc con la tua guida.
    Tralasciando il fatto di aver rotto la catena nello smontaggio (Spero di poter sostituire la maglia con una falsa maglia a sgancio rapido, se esiste per Campagnolo) non ho proprio capito come fare per regolare la distanza della puleggia superiore del cambio dal pignone piu grande. Mi spiego meglio. A catena smontata agisco sulla vite (l’unica vite presente escludendo quelle H e L) che si trova affianco alla puleggia superiore del cambio (Campy Veloce antecedente al tuo). Poi sposto a mano tutto verso il pignone più grande, ma non so a cosa riferirmi perchè essendo il cambio snodato anche sul suo asse di fissaggio e essendo la gabbia anch’essa libera di ruotare, per me può arrivare sempre e comunque contro il pignone maggiore. Non capisco come prendere la distanza di 4mm circa che indichi tu.
    Il Pignone maggiore è un punto fisso, la puleggia superiore e libera di muoversi attorno a due assi (al perno della gabbia e a quello di fissaggio del cambio al telaio).
    Non so se sono riuscito a spiegarmi. Magari in foto non rende bene la posizione che fai assumere al cambio durante la misurazione.
    Ciao

    • Ciao Daniele, sposta il cambio a mano mettendo in linea puleggia e pignone maggiore e mantieni la gabbia perpendicolare al terreno, come nel disegno pubblicato per misurare la lunghezza catena secondo il metodo Shimano.

      Si, la falsamaglia specifica per Campagnolo 10v c’è, la produce Kmc.

      Fabio

  • Riguardo la lunghezza della catena io aggiungerei un dettaglio che ho letto in una vecchia guida Sun Tour: se l’ultimo pignone è 30 o più denti è opportuno aggiungere due maglie alla misura ricavata con la puleggia a 90°.
    Per mia esperienza aggiungo anche che le due maglie in più sono utili quando si sfrutta la trasmissione oltre la sua capacità (lo so, non si dovrebbe fare ma…) con il principio che è meglio avere la catena lenta sulla combinazione pignone piccolo-corona piccola che tropo tirata nella combinazione pignone grande-corona grande.

    • Ciao Gaetano, si una volta si usava e nulla vieta di farlo ancora adesso volendo, per evitare di strappare via il cambio incrociando male, E’ anche vero che coi cambi attuali è piuttosto difficile accada.
      Io però resto convinto che la cosa migliore è avere la giusta lunghezza e il cambio più possibile vicino ai pignoni per favorire la velocità e precisione dell’esecuzione.

      Fabio

  • Riporto in auge la considerazione sulla distanza delle pulegge dai pignoni; nel dettaglio a volte non mi è chiaro se avvitando avvicino la puleggia al pignone massimo oppure se l’allontano. Non è evidentissima la variazione infatti, a catena montata. Almeno su Campagnolo.

    Daniele

    • Ciao Daniele, più avviti più allontani.

      La vite ha la sua sede filettata e batte sul riferimento fisso del telaio; quindi avvitando funziona secondo lo stesso principio di un estrattore: batte sul riferimento fisso e spinge indietro il cambio.

      Fabio

  • Davide

    Grazie mille: ha funzionato alla grande! Seguendo la documentazione ufficiale Shimano non c’ero proprio riuscito.

    • Elessarbicycle

      Ciao Davide, sono contento che l’articolo ti sia stato utile.
      Spezzo lo stesso una lancia in favore dei techdocs Shimano, che non sono fatti male ma risentono dei costi. Sono dei foglietti in bianco e nero con pochi disegni, perché prova a immaginare quanto costerebbe altrimenti stamparli come per esempio è impaginato questo articolo…
      Però è un peccato che i produttori non offrono online versioni più dettagliate delle loro documentazioni tecniche, poi chi vuole se le stampa.
      Vabbè, per fortuna ci sono i miei articoli 🙂

      Fabio

  • Fausto

    Caro Fabio,
    il mio cambio, Shimano Acera, scende sul pignone più piccolo, il primo dal basso, quando decide lui. Ma solo se sto pedalando, perché con la bici appesa al cavalletto cambia bene e regolarmente. Ho provato a svitare e riavvitare più volte il registro anche tra una pedalata e l’altra. Niente, Scende improvvisamente dopo qualche minuto o nient’affatto. Il cambio non fa rumori particolari. E’ forse un caso di insubordinazione? Grazie.
    Fausto

    • Elessarbicycle

      Buona questa dell’insubordinazione! Mi piace, la sfrutterò in qualche articolo 🙂

      Come ripeto spesso, senza vedere è impossibile fare diagnosi, solo ipotesi.
      Se scende è perché qualcosa tira giù la catena e possono essere tanti qualcosa.
      Succede solo dopo tempo, quindi guarderei la guaina e il cavetto. Una curva stretta o una piega possono bloccare la corsa in discesa, per cui solo dopo tempo il cavetto si rilassa e fa scendere il cambio.
      Ci può essere un non perfetto allineamento del cambio perché il forcellino è leggermente storto.
      Ci può un essere un eccesso di sporco (o di pulito, senza sufficiente lubrificazione dei perni del pantografo) per cui il cambio dopo un dato tempo in quella posizione si rilassa e scende di pignone.
      Più tanti altri qualcosa, magari vedendo girare la bici si nota subito; così a distanza solo la sfera di cristallo.

      Tu comunque per iniziare controlla il percorso del cavo/guaina, dai olio fluido al pantografo e tendi il cavo usando il registro sul cambio.
      E poi esci, tanto sul cavalletto non sarà mai la regolazione sotto carico.

      Fabio

  • Con il metodo Shimano il fatto di togliere due maglie una volta che il bilancere è perpendicolare lo dovrei sapere da altre istruzioni perché nella figura mostrata non c’é scrito e neppure disegnato….sbaglio? Grazie (mi sento stupido)

    • Elessarbicycle

      Ciao Adriano, lo stupido sono io perché c’è un errore.
      Il periodo incriminato è sbagliato, frutto di un refuso nel copia e incolla quando modificai tutti gli articoli già pubblicati sulla vecchia piattaforma per adattarli alla diversa impaginazione di questa nuova veste grafica.
      Pensavo di averli scovati tutti ma invece ne salta sempre fuori qualcuno. Ho corretto, che poi altro non è che un pezzo preso da un precedente articolo.
      Scusa.

      Fabio

  • Paolo Merlino

    Ciao, a seguito di una normale sostituzione della catena no riesco più a sistemarla a dovere. Utilizzando il 34 davanti e i rapporti dietro intermedi sotto sforzo (quindi ad esempio in salita) scatta/saltella in continuazione in maniera molto molto rumorosa e fastidiosa. Su cosa devo intervenire? Tieni conto che facendo girare i pedali con le mani invece il problema non si presenta. Ho provato con il registro ma nulla. Del resto le cambiate avvengono regolarmente. Aiuto!

    • Elessarbicycle

      Ciao Paolo, come ripeto spesso a distanza, ossia senza vedere dal vivo, è impossibile fare diagnosi ma solo ipotesi. Hai cambiato la catena, probabilmente non i pignoni e questa potrebbe essere una causa. Usura diversa, sotto sforzo si avverte, capita. Non so che trasmissione monti né che catena hai usato, e questo complica ancor più le cose. Immagina sia una Shimano ma solo perché dici che senza carico funziona bene e Shimano va regolata a puntino sempre sotto carico. Metti la bici sul cavalletto e cerca di capire in che modo saltella, se lo fa e lavora sul registro posto sul cambio. Se tende a voler salire stringi il registro, se tende a voler scendere, svita. Di più, da qui non posso aiutarti.

      Fabio

  • roberto Carlone

    mi inserisco anche io nella discussione, ho una bici Olmio di circa 25 anni con cambio campagnolo veloce, mi ero accorto anni fa di questo problema ma poi ho lasciato correre e sono passato alla MTB con cambio shimano di cui sono piu soddisfatto, riassumo se continuo a pedalare va tutto bene ma se giro al contrario i pedali mi cade la catena anche se ho regolato bene il deragliatore e quindo non dovrebbe uscite …. regolando tutte le viti del cambio non sono riuscito ad eliminare questo problema hai qualche dritta per aiutarmi? grazie

    • Elessarbicycle

      Ciao Roberto, una volta per testare che tutto fosse perfettamente a punto si faceva girare i pedali al contrario. Quindi se a te cade la catena c’è qualcosa che non va bene. A distanza e senza vedere per me è sempre impossibile indicare la esatta causa del problema. Per pura statistica posso dirti che spesso dipende da un corretto allineamento, per esempio la ruota leggermente fuori asse nel telaio (capita, immagino tu abbia forcellini semi orizzontali) o il cambio che ha subito un urto e si è deformato lui o l’attacco al telaio. Rarissimo dipenda dal deragliatore, 98 volte su 100 la colpa è dietro. Ma può anche essere che sia tutto a posto ed è solo un problema di tensione cavo per cui il cambio non si allinea perfettamente. Insomma, le possibilità sono diverse ma ripeto, senza vedere nessuna certezza: l’unica è che così non va bene.

      Fabio

      • Roberto Carlone

        ti ringrazio della risposta ma come mi hai detto non sono stato piu specifico : a me succedeva dopo uno scollinamento con il pignone piu grosso dietro e il 42 davanti ma ho visto che anche con il 52 fa lo stesso problema, sulla bici invece ho le due levette del cambio sul telaio con quella dei pignoni a scatti mentre quella dei due davanti a frizione.
        nella prova che ho fatto il deragliatore davanti sfrega contro la catena verso l’interno (volutamente) e girando il pedale all’indietro sento che il cambio di dietro si impunta e la catena salta da dietro e poi davanti scende dalla corona.
        ieri dopo diversi tentativi toccando su quello che accosta o allontana corona e cambio, la famosa vite G e il tendifilo H ho risolto il problema con il 42 e il 24 dietro ma mettendo il 52 il problema si ripresenta.
        domanda :
        puo dipendere dalla catena? e’ l’unico componente che ho cambiato da quando l’ho ritirata dal concessionario

        • Elessarbicycle

          Ciao Roberto, come detto senza vedere è sempre difficile. Però perché la catena striscia la gabbia del deragliatore? Non deve e pedalando all’indietro (e anche in avanti) porta tutta la trasmissione fuori linea. Sicuramente la catena usurata ha una sua parte di responsabilità, però c’è da regolare meglio tutta la trasmissione. Hai il vantaggio del comando deragliatore non indicizzato, tutto più semplice. Hai tre elementi da verificare. Il corretto allineamento/tensione del deragliatore (regolalo senza farlo strisciare), la tensione cavo cambio (sfrutta il registro posto sul cambio) e il livello usura catena. In una, due o tutte e tre sta la causa del problema. Verifica anche l’usura/giusta posizione delle pulegge cambio. Quale sia lo potrei scoprire solo mettendo la bici sul cavalletto, scovare i problemi via pc è sempre un lavoro sulle ipotesi.

          Fabio

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