Auguri per due

Consueto messaggio augurale; per due perché oggi festeggiamo il Natale e il compleanno del blog.

Il suo quinto compleanno: e già, il primo articolo fu messo online il 25 dicembre del 2012. A volere essere pignoli, siamo un soffio sopra i quattro anni di vita visto che sono partito a pochi giorni dalla fine del 2012.

Insomma, il blog è più giovane di quanto attesti la carta d’identità: come il suo creatore… 😀

Chi mi segue dall’esordio sa che questo progetto non nacque a tavolino, con un piano preciso, una rigida scaletta e obiettivi da raggiungere.

Nacque per curiosità mia, volevo scoprire se dopo anni che non componevo la mano c’era ancora; nacque per passione, perché mi piacciono le bici, la tecnica e la buona scrittura; nacque nella mia totale incapacità di capire il funzionamento della piattaforma, a stento sapevo inserire una foto nel testo e solo dopo essermelo fatto spiegare molte volte; nacque perché dopo una lunga latitanza da questo mondo a pedali per gravi problemi di salute, al mio rientro tanti ciclisti passavano da qui, in quella microfficina che stavo rimettendo in funzione, alla ricerca di una soluzione, e pensai che, forse, condividere quel poco che avevo imparato negli anni sarebbe stato utile.

E così decisi di salire sul mio piccolo treno, stivando nei vagoni alcune conoscenze e lasciandomi trasportare sui binari verso mete indefinite. Fermandomi in stazioni sempre diverse e attivando scambi per esplorare nuove direzioni. Raggiungendo destinazioni inattese o bloccandomi su un binario morto. Incontrando persone fantastiche e altre di cui non vale la pena nemmeno serbare il ricordo.

Perché non tutte le mie scelte sono state felici, errori ne ho commessi. Quello che più mi pesa ancora è stato il netto ridimensionamento della mia piccola officina.

Sicuramente il blog nel tempo ha iniziato a chiedere sempre più risorse, una giornata ha solo 24 ore e qualcosa dovevo sacrificare. Sicuramente se non ci fosse stata la sistematica sparizione di attrezzi e materiali non avrei sacrificato proprio lei.

Che continua a esistere e lavorare, ma solo per pochi progetti selezionati di ciclisti appassionati e di cui ho stima. Continuano a nascere bici, non tutte come vorrei o come farei: tutte però come le vuole il suo compagno ed è questo che conta.

Bici che per precisa scelta, egoistica, ho smesso da tempo di mostrare sul blog. Non è cattiveria: l’egoismo è perché non sarei in grado di gestire le richieste che poi arriverebbero da qui.

Ma resta il fatto che penso sempre che avrei dovuto continuare malgrado tutto, perché era una idea, quella di un posto dove i ciclisti potessero trovare sfogo alla loro passione esplorando ogni strada senza pregiudizi, che lo meritava. E che alla fine avrebbe alimentato il blog invece di esserne fagocitata.

Ho incontrato tante persone stupende e anche se in alcuni casi ci limitiamo a sentirci solo per telefono a causa della distanza che ci separa, è nato un rapporto di reciproca stima e affetto. Ho incontrato poche persone che hanno cercato solo di profittare del blog per proprio tornaconto o dare un senso al loro nulla ma non ha importanza; succede, lo comprendi, passi oltre.

Ho incontrato me stesso e ho dovuto fare i conti con i miei limiti. Il tono da professorino, una certa spocchiosità, una eccessiva petulanza, una netta intransigenza verso le sciocchezze, un sarcasmo che faticosamente silenzio.

Tutti difetti che cerco di compensare con la grande passione che mi anima, una passione che provo a trasmettervi da queste pagine; con la pignoleria che non annovero tra i limiti perché mi porta alla ricerca del miglior risultato possibile; con la voglia di scoprire tutto ciò che può esservi utile nella vostra vita sui pedali riportandovi fedelmente le mie considerazioni.

E non posso fare a meno quindi di parlarvi ancora dei test. Perché sono diventati una sezione importante di questo blog: negli ultimi 14 mesi ne ho pubblicati quasi settanta. Con cadenza settimanale.

Non ho mai cercato o chiesto prodotti particolarmente diffusi; per capirci, il test di un Dura Ace non lo troverete, ce ne sono a iosa in rete e uno più, uno meno non farebbe differenza.

Mi piace troppo scovare piccole realtà artigiane, prodotti inusuali o particolari. Poi certo, devo fare i conti anche io con la necessità di avere grandi marchi, e ho selezionato alcune eccellenze. Ma senza mai dimenticare di chiedermi se vi sarebbe stato utile o no. E soprattutto senza mai farmi condizionare dai pregiudizi.

E così il mio piccolo treno continua a sbuffare; però adesso si prenderà una pausa. A giorni troverete un articolo sulla pedalata rotonda e poi sino a dopo la epifania non pubblicherò articoli di rilievo. Forse qualche innocua chiacchierata, di quelle che ogni tanto mi piace scambiare con voi.

Devo chiudere il ciclo di terapie alla schiena e saltare in sella al più presto per lavorare alla tornata di test su accessori e abbigliamento dedicati al ciclismo urbano, un aspetto della nostra vita sui pedali a cui tengo e che non riesco mai a trattare come vorrei. In realtà sono tanti, tantissimi gli argomenti che vorrei condividere con voi, se solo riuscissi a trovare il tempo di fare tutto.

Eppure tra uno sbuffo e l’altro piano piano il trenino avanza, fra voi e con voi.

Auguri e buone pedalate.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore. Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. I pulsanti in basso ti permettono di trovarmi sui tuoi social.

COMMENTS

  • Davide

    Ricambio gli Auguri natalizi e di una pronta ripresa. Grazie per entusiasmo e competenza e buone pedalate.

  • Guybrush Threepwood

    Se potessi scrivere ancora al barbuto vestito di rosso, sicuramente chiederei di avere la microfficina vicino casa. Purtroppo però i bei tempi sono andati e molti desideri sono destinati a rimanere tali. Ed è così che mi accontento di passare il poco tempo libero nella mia parodia di microfficina, allestita a posta per provvedere alla piccola manutenzione ordinaria, ma che aspira sempre a qualcosa di più. A volte forse anche fuori dalla propria portata…
    Emulazione? Forse. Francamente non lo capisco. So solo che un volta chiusa la bici sul cavalletto e indossati i guanti dal lavoro, il mondo della bici si espande e si veste di creatività, manualità, curiosità e scoperta delle cose fatte bene, Delle cose fatte con calma e soprattutto fatte da se. E non importa la distanza che separa le due “sedi distaccate”. Quando afferrò gli utensili, non mi sento mai solo.
    Buon Natale Elessar.
    Buon Natale Fabio.
    E buon Natale a tutti i ciclopasticcioni come me.

    Daniele

  • alfaluna

    Auguri al blog, a tutti gli utenti del blog e a Fabio

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