Piega Pro Bike Gear medium flare Discover

Tempo di lettura: 4 minuti

In questa lunga sequenza dedicata al mondo gravel la recensione di una piega potrebbe far comodo.

Sappiamo infatti che la sua foggia è differente rispetto a quelle sportive, la caratteristica più importante, e a volte eccessiva, è l’orientamento verso l’esterno della zona finale.

Io ho scelto di tenermi più stretto, letteralmente, scegliendo la Pro Bike Gear medium flare, prelevata dalla gamma Discover della casa che identifica i prodotti dedicati al gravel e l’avventura in genere.

Con i suoi 12 gradi di flare, cioè l’angolo di apertura della parte finale, abbiamo parecchi vantaggi nella guida in fuoristrada e possiamo installare senza problemi comandi stradali; oltre ad essere una misura perfetta per l’ergonomia dei nuovi comandi Shimano GRX, non per niente siamo nell’orbita del colosso giapponese.

Ho montato questa piega su due differenti telai gravel: l’Holdsworth Mystique e la Trek Checkpoint ALR.

Perché hanno geometrie molto diverse tra loro e, quindi, assetto in sella differente. 

Con la piega, in troppi guardano solo il peso e il materiale; la larghezza se capita.

Dimenticando l’importanza di due valori fondamentali: reach e drop.

Che determinano, nei fatti, la posizione sulla bici. 

L’avvento delle pieghe gravel ha complicato le cose, la loro angolazione verso l’esterno rende più difficile “visualizzare” la forma, dove andranno i comandi e che distanza potrebbero avere le leve.

E poi c’è da chiedersi: ma serve davvero una piega siffatta? Non basta una normale stradale, magari con valori di reach e drop contenuti?

Ha i suoi vantaggi, è innegabile; come innegabile che, e vale per quasi tutto riguardi il gravel, siamo dinanzi all’ottimizzazione di idee ben più antiche, come dimostra questa piega dei primi anni ottanta che montai su una mia bici usata per le quotidiane commissioni.

Quali sono questi vantaggi e se esistono eventuali controindicazioni è lo scopo dei test, almeno di quelli che pubblico qui. 

Test in soli tre paragrafi, ho unificato prova su strada e conclusioni. Per quanta tecnologia possa esserci in una piega, resta un tubo sagomato: non è che puoi farci letteratura 😀

Ma prima dobbiamo scoprire come fatta questa Discover medium flare.

Voltiamo pagina.

COMMENTS

  • ginogino

    Interessante, ancora non ho potuto finire di assemblare la mia gravel, questa storia del coronavirus ha bloccato gli ultimi acquisti che mi servivano per completare l’assemblamento della mia prima gravel, comunque ho già preso una venturemax e ho in mente di provare anche altri manubri, che differenza c’è tra questa e una cowchipper/woodchipper. Ho guardato sul sito del produttore e di questi manubri non c’è traccia.

    Ps. Trovo veramente fastidioso e irritante il fatto che sia bloccato il tasto destro del mouse, quasi al limite di cancellare questo sito dai miei siti preferiti.

    • Elessarbicycle

      Ciao Gino, io trovo invece fastidioso e irritante che troppi per troppo tempo abbiano usato il tasto destro per copiare gli articoli e pubblicarli sui loro siti.
      Poiché questa impostazione di sicurezza non inficia la lettura, resterà.
      Se questa semplice misura di sicurezza che non va a discapito di nessuno di voi e anzi va a vostro beneficio perché potete sempre essere sicuri della fonte di ciò che leggete ti induce a non venire più qui, mi spiace. Ma non posso fare altrimenti.

      Fabio

  • Salvatore Cara

    Lo sto utilizzando sulla monster cross dal dicembre scorso. Anch’io trovo che sia ottimo. Costa meno del venturemax ed è pure più leggero. Inizialmente avevo scelto la versione con 30° di flare ma non essendo disponibile ho ripiegato sul 13° che invece si è rivelato molto più versatile da utilizzare, almeno se lo confronto con l’altra piega gravel che ho su un altra bici, il On-one midge, decisamente esagerato come flare. Aspetto con interesse la prova della versione carbonio, su queste bici il confort non è mai abbastanza.
    Saluti Fabio.

    • Elessarbicycle

      Ciao Salvatore, temo dovrai aspettare a lungo.
      Ho montato piega (con reggisella e attacco nonché sella dedicata) il 9 marzo; dal 10 stop uscite, e finché non si potrà, ovviamente non avrò elementi da offrire a voi.

      Fabio

    • Damiano

      Io sono recentemente passato dal Woodchipper al On-one midge. L’ho utilizzato un totale di mezza volta, visto che poi è successo quel che è successo. Mi trovo molto meglio ad ogni modo con il Midge, ma devo sottolineare che la mia monster cross è veramente moster, Fargo con Rohloff e forcella ammortizzata Fox32, che uso sia per sentieri (un poco) impegnativi che per trail e lunghe (lunghissime a volte) distanze. Non si tratta in entrambi i casi di manubri gravel, mi sento di dire. Sono manubri da monster cross, appunto, fortemente spinti sul lato offroad tecnico. La mia Vetta gravel infatti (che uso anche e soprattutto su strada) ha una compact standard Deda. Forse ne guadagnerei mettendo un manubrio gravel, ma alla fine vista la percentuale di tempi di utilizzo, in questo modo sono molto più versatile.

      • Elessarbicycle

        Ciao Damiano, una monstercross è, come giustamente sostieni, una bici che travalica e di molto il “semplice” gravel.
        Poi non dimentichiamo che un test è un test, dove la ripetizione indica che è singolo.
        Si parla di ciò che è in prova, impossibile ampliare poi il discorso a ogni componente simile o quasi simile, e quando ne usciremmo più?

        Fabio

        • Damiano

          Concordo pienamente! Grazie per i tuoi sforzi e per i test veramente esaustivi che fai, il resto è chiacchiera da bar e intrattenimento di ciclisti rullano sulla ruota come i criceti 🙂

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