Sostituzione cavi e guaine interne

Tempo di lettura: 3 minuti

Eccoci con un breve articolo per mostrare una tecnica semplice per la sostituzione di cavi interni al telaio.

Era da tempo che volevo scriverne ma per una ragione o per l’altra era sempre finito in coda. Il problema principale è che non esiste una metodologia univoca, una procedura giusta per tutti i telai. Sono lontani, per fortuna, i tempi dove ogni produttore faceva come gli pareva; mi ricordo un telaio top di gamma per il quale l’azienda fu costretta a pubblicare molti video perché cambiare un cavo freno richiedeva otto astrusi passaggi: roba da cubo di Rubik…

Adesso chi progetta un telaio a cavi interni ha ben chiaro che la loro veloce e facile sostituzione è importante: fa risparmiare tempo in officina e abbassa i costi di gestione per il ciclista. Perché già un kit cavi e guaine nuovi costicchia, se poi per la loro sostituzione servono due ore, beh, il conto alla fine sarà salato.

Ognuno ha messo a punto sistemi per semplificare le operazioni: tubicini interni, finestrelle a incastro sul telaio per recuperare il cavo, passaggi obbligati nei quali è impossibile perdersi il filo del cambio.

E quindi ogni telaio fa ancora storia a sé: è tutto più semplice ma continua a non esserci una regola generale, valida per chiunque.

Però c’è il però. Che nel nostro caso è quello dei cavi a passaggio libero. Senza una guida, senza uno sportellino per recuperarlo, senza un tubicino che lo obblighi lungo il tragitto. Come si procede in questi casi? Facile, creiamo noi la guida.

Ed ecco un mio altro atto di presunzione; ho dato per scontato che fosse una procedura così intuitiva e naturale che mi è sempre sembrato inutile star lì a scriverne. Poi arrivano le vostre mail, leggo in giro di ciclisti disperati perché gli è rimasto il cavo freno nell’orizzontale e si sentono rispondere che c’è più nulla da fare o che devono tagliare il telaio e poi farlo stuccare (vero, l’ho letto in noto forum…) e mi chiedo: ma prima di sfilare tutto a nessuno è venuto in mente di lasciare una guida?

E se una guida non c’è, a nessuno è venuto in mente di crearla prima di sfilare il cavo? Pare di no, altrimenti non penserebbero a tagliare il telaio, che tra l’altro non è una soluzione…

Come procedere per evitare di impazzire dopo? Dipende.

Esclusi tutti i passaggi cavo in cui esiste una procedura specifica per quel dato telaio (per esempio lo sportellino sotto la scatola movimento e quello sul fodero destro del carro o qualunque altro sistema abbia messo a punto il produttore ed applicabile solo a quel telaio) distinguiamo due ipotesi per quelli che possiamo definire i cavi a passaggio libero: all’interno del telaio corre anche la guaina oppure no.

Nel primo caso, sua classica applicazione è quella del cavo freno posteriore all’interno dell’orizzontale, è davvero facile.

Sfiliamo il cavo freno dal comando (solo il cavo freno) lasciando la guaina al suo posto; infiliamo un nuovo cavo freno sempre dal comando, ovviamente; sfiliamo la vecchia guaina da dietro, cioè dall’uscita in prossimità del reggisella e dalla stessa porta facciamo entrare la guaina nuova. Facile.

In pratica si usa come guida dapprima la vecchia guaina e poi il nuovo cavo freno. E’ sempre meglio procedere nell’ordine che ho indicato e non al contrario, cioè sfilando prima la guaina. I cavi vecchi sono spesso sfilacciati all’estremità, ci si complica inutilmente la vita cercando di infilarci sopra una guaina.

E se invece abbiamo solo i fori di ingresso e uscita e nulla all’interno a fare da guida? Facile anche qui: la inseriamo noi.

Per comodità di esposizione ho preso a esempio il cavo freno posteriore della mia Rose X-lite Team, che scorre libero all’interno dell’orizzontale. Cioè un pezzo di guaina arriva fino all’ingresso e l’altro pezzo copre il tragitto dall’uscita al telaio sino al corpo freno. Se ci tiriamo via il cavo dopo ritrovare l’uscita può essere un vero strazio.

In realtà un trucco c’è per i più distratti, per chi ha sfilato via tutta senza pensarci: un potente magnete. Ovvio che vale solo per i telai in composito; del resto quelli in metallo hanno quasi sempre i tubi di passaggio saldati all’interno.

Si infila il cavetto e lo si fa correre all’interno del telaio sfruttando il magnete, fino all’uscita. Con un poco di pazienza la procedura va sempre a buon fine.

Però siccome voi siete ciclisti attenti, prima di cimentarvi siete venuti qui, avete letto come fare e il cavo non ve lo siete perso. Come invece fece quel tipo di cui mi hanno raccontato che sfilò il cavo freno, gli arrivò una telefonata e mentre rispondeva vide questa guaina solitaria e senza chiedersi nemmeno perché fosse lì tirò via pure lei. Mi hanno detto che un simile pollo si è addirittura aperto un blog dove pontifica di ciclismo e tecnica e guai a contraddirlo. Voi, se vi ci imbattete, non fidatevi…

Ma torniamo a noi: ah, giusto: come fare a creare una guida?

Ci serve qualcosa che ci faccia da guida, lapalissiano: un normale pezzo di guaina termostringente.

Mappete, e cos’è? E’ la guaina che si usa per coprire i cavi elettrici, soprattutto nei punti di giunzione. Si ok, esiste da un paio di anni un kit apposito proposto da Park Tool e non ho controllato se anche altri hanno seguito la stessa strada. Però ha senso acquistarlo per chi ha una attività professionale, non è certo regalato. Il ciclista che ama curare la propria bici cambierà cavi e guaine una volta l’anno se non ogni due anni. Vale la spesa? Non credo.

Anche perché con un paio di euro di guaina termostringente ci campiamo una vita…

Esiste in differenti diametri e con diverso coefficiente di restringimento: a noi serve da 1mm, che si restringa la metà o per due terzi è indifferente.

E’ facilmente reperibile dal ferramenta o dai brico, in vendita a metratura continua. Non acquistatela giusta giusta, ne serve in più e fra poco capiremo perché.

Abbiamo la guaina giusta, iniziamo.

Sfiliamo via il pezzo di guaina freno e infiliamo la nostra termostringente sul cavetto.

Due consigli: il primo è che il cavo freno non deve essere sfilacciato. Se è rovinato allora prima di inserire la guaina termostringente dovremo eseguire un nuovo taglio, preciso e netto.

Secondo consiglio: per favorire l’inserimento della guaina termostringente ruotatela nel senso delle spire del cavetto di acciaio. Entrerà più facilmente senza danneggiarsi.

Una veloce scaldata con un accendino o un phon molto caldo e la guaina si ristringerà sul cavetto, fasciandolo tenacemente: per questo si chiama termostringente 😀

Altro consiglio: fidarsi è bene, a volte non fidarsi è meglio. Tendiamo leggermente per assicurarci abbia fatto presa.

Non serve inserire la termostringente troppo in profondità. Un centimetro, uno e mezzo se si ci sente più sicuri, bastano e avanzano.

Ora non dobbiamo fare altro che spingere da un lato e tirare dall’altro, senza movimenti bruschi: se ci accorgiamo che si blocca non dobbiamo tirare più forte, solo tornare un poco indietro e poi tirare nuovamente il cavetto verso l’uscita.

Una volta che la nostra guaina termostringente è uscita dal foro opposto a quello di entrata dovremo tagliare il pezzo che contiene il cavetto di acciaio.  Per questo meglio comprarne in eccesso, sarà riutilizzabile più volte dopo i tagli.

Così nel telaio resterà solo la guaina termostringente, libera e pronta ad accogliere il cavetto nuovo per scortarlo nel percorso inverso.

Facilissimo.

Qui ho mostrato per semplicità espositiva il solo passaggio interno nell’orizzontale. La procedura è applicabile ovunque serva, ovunque cioè abbiamo un passaggio libero, senza guide.

Il diametro della guaina termostringente che ho indicato (1mm, ricordo per i più distratti) è valido sia per i cavi freno che per quelli cambio, più sottili. Ma proprio perché col calore si stringe, non costituisce un problema. Anzi, è preferibile perché a volte i cavetti trasmissione hanno fori di ingresso e uscita ridotti al minimo, e ogni spessore aggiuntivo potrebbe vanificare le operazioni. La nostra piccola guaina passa ovunque, comportandosi egregiamente in una funzione che non è la sua. Molto meglio dei tubetti reperibili nei negozi di bici.

Stavolta ho voluto sperimentare una nuova struttura degli articoli della categoria “Officina”, aggiungendo un video che sintetizza la procedura.

Come si è potuto vedere è una procedura semplicissima. Applicabile a qualunque passaggio interno necessiti la creazione di una guida. Poi, ovvio, dovrà essere adattata allo specifico telaio e al lavoro che uno sta svolgendo. Io per semplicità espositiva ho sfruttato il passaggio interno del cavo freno posteriore ma se, per esempio, dobbiamo lavorare sul cavo cambio può succedere che è necessario smontare il movimento centrale, recuperare da lì il cavo e poi creare la guida per il fodero basso.

Insomma, qui non si è voluto mostrare come sostituire tutti i cavi per tutti i telai in produzione, impresa impossibile. Solo come creare la guida, a poco prezzo e senza necessità di attrezzature particolari. Un lavoro alla portata di chiunque.

Buone pedalate

COMMENTS

  • Antonino Pistilli

    Ciao Fabio, non riesco a far passare nella Mystique il cavo freno post nel fodero…ma c è qualche trucco?..a me sembra strettissimo..
    Grazie
    Toni

    • Elessarbicycle

      Ciao Antonino, mi aspettavo questo tuo messaggio…
      Purtroppo definire malfatti i passaggi è un eufemismo.
      I foderi hanno la curvatura che blocca (tutti e due) e la finestra sopra scatola movimento è strettina (quella del’obliquo). Ti serve un guidacavo magnetico, c’è un articolo sul blog che spiega come è fatto e come funziona
      Infila il tubo freno posteriore partendo dall’ingresso nel fodero, se hai pinza GRX con il cappuccio lo dovrai rimuovere per passare nella finestra sotto obliquo (o allarghi il foro); anche cambio ti conviene da fodero, sempre con guidacavo. Troppo stretta l’uscita, metti uno e non tiri fuori l’altro altrimenti.

      Fabio

      • ANTONINO PISTILLI

        Fabio ho letto la tua guida…ma quel tubo freno post mi sembra veramente enorme…tiro col cavo guida ma niente..ho paura di staccarlo…dici di allargare il foro..ma come?
        Altra cosa..ma i cavi deragliatore strisciano sulla parte bassa del movimento centrale?
        Grazie mille come sempre…

        • Elessarbicycle

          Il tubo passa, rognoso ma passa.
          Oltre tirare devi anche spingere, come sempre in questi casi.
          Se il cappuccio dei tubi freno ti da fastidio, taglialo via. Attento però a non raschiare, contamini il tubo. Ovviamente dopo dovrai cambiare olio e spurgare aria.

          Deragliatore non so, io ho messo un Di2; ma mi sembra ricordare che c’è un passacavi da avvitare. Non ricordo la scatola con i vari gommini dove è finita…

          Fabio

        • Elessarbicycle

          EDIT.
          Ho trovato la scatola coi gommini in dotazione.
          C’è un passacavi doppio, quindi i cavetti vanno lì. E ho visto che i gommini da applicare al telaio hanno lo stop, quindi anche il cambio non usa tutta guaina ma all’interno del telaio viaggia cavetto nudo e questo semplifica, c’è più spazio libero in uscita.
          I cavetti quindi vanno inseriti nei tubicini, altrimenti uscendo dal tubo obliquo urtano il telaio, almeno a occhio vedendo i passacavi in dotazione e la distanza dal foro.
          Poi non so, ho montato direttamente il Di2, non ho fatto prove col meccanico e potrebbe non strusciare ma dubito

          Fabio

  • Luca

    Ciao Fabio una domanda…. Se il cavo freni ha un diametro di circa 1.5mm mentre quello del cambio 1.2mm come ci fa ad entrare una guaina termorestingente da 1mm? Si dilata? Ti ringrazio per la risposta, saluti Luca.

    • Elessarbicycle

      Ciao Luca, non so se hai mai usato (per sue applicazioni naturali) la guaiana termostringente.
      Se lo hai fatto avrai notato che ha una sua elasticità, anche a freddo.
      Quindi cede quanto basta.
      I produttori dichiarano una capacità di restringersi media del 50%, che sale aumentando il diametro ma scende al suo diminuire.
      Con quella da 1mm hai tenacia a sufficienza, una volta scaldata, per non perdere il cavo in alcuni passaggi ostici.

      Altra considerazione: questo articolo è di tre anni fa, quando gli attrezzi magnetici (di cui parlo in altro articolo) quasi non esistevano. Uno solo, all’epoca superava i 100 euro, ora meno. Quindi dovevamo fare di necessità virtù con quello che c’era.
      Ora che con una trentina di euro prendi un buon attrezzo, questa pratica non ha più senso.
      In alcuni casi è ancora comoda, per esempio con quella da 5mm sigilli un tubo idraulico evitando si contamini nel passaggio, ma a parte usi residuali conviene al giorno d’oggi ricorrere ad attrezzi moderni.

      Fabio

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