Vittoria Terreno Zero

Le conclusioni

Tempo di lettura: 11 minuti

Le conclusioni

Con tanti test pubblicati è un continuo scoprire novità; e quando penso di aver trovato il meglio e ne scrivo convinto,  ecco che pochi mesi dopo, a volte solo settimane, mi imbatto in qualcosa che alza ancor più l’asticella.

Quello che è accaduto con queste Terreno Zero, almeno finché si resta nel loro ambito di utilizzo e gli sconfinamenti non ci portano troppo lontano.

I Vittoria Terreno Zero sono copertoncini per certi versi particolari, molto specialistici nel senso che sono orientati a un preciso modo di vivere il ciclismo gravel.

Non è una gomma tuttofare come siamo soliti intendere e dichiara da subito tutta la sua propensione alla velocità sfoggiando il battistrada centrale che sembra preso pari pari dalle sportivissime Vittoria Corsa.

E le squame, come le chiama Vittoria, non rimandano ad aggressivi rettili; anzi, così sottili appaiono timide. Eppure è timidezza apparente perché la tenuta laterale su strada è da gomma sportiva e in fuoristrada si difendono più che bene, cedendo solo alla geometria quando lo loro ridotta altezza e profilo inclinato nulla possono per artigliare il terreno pesante o comunque cedevole.

Ma, e questo deve essere chiaro, sono copertoncini dedicati a un preciso modo di pedalare. Se è il vostro allora siete a cavallo.

Quale modo di pedalare? Riassumo.

Su strada si fatica ad avvertire la differenza con un copertoncino sportivo.

La scorrevolezza è un gradino sopra qualunque gomma da gravel/fuoristrada mi sia capitato di usare (non solo quindi quelle di cui ho pubblicato la recensione) così come la tenuta in curva.

Gran grip che ritroviamo anche in frenata, dove non temono staccate assassine; però il grip da solo non basta, quando pinzi forte serve anche che la gomma si deformi poco per poter sfruttare appieno tutta la forza frenante. E le Terreno Zero non cedono.

Ingresso, percorrenza e uscita di curva fanno dimenticare sia una gomma anche da fuoristrada.

In salita la superiore scorrevolezza ripaga di un peso non tra i più contenuti, e questo è l’unico punto dove sul mio notes non c’è il massimo dei voti.

Sul bagnato la tenuta è perfetta, che sia asfalto o pavé.

Il comfort di marcia è eccellente, con questa sensazione difficile da descrivere e che nei paragrafi precedenti ho definito “planare” sulla strada. Senti le gomme scorrere come non ci fosse attrito e al tempo stesso hai chiara la percezione (sul bagnato non vi dico…) che sia attaccata al suolo, come se formasse un tutt’uno impossibile da scindere.

Si, è difficile trovare le giuste parole o una metafora calzante: posso solo dirvi che il senso di sicurezza è assoluto. E che a questo punto non troverò pace finché non sarò riuscito a testare a fondo le Vittoria Corsa.

In fuoristrada non hanno limiti.

Attenzione, non significa che possono affrontare qualunque terreno. Sono gomme con un preciso ambito di utilizzo, molto specifico e soprattutto chiaramente indicato dall’azienda. Quindi il fatto che portate fuori da questo ambito le prestazioni decadono non rientra tra i limiti ma tra le caratteristiche.

Non è un modo per salvare capra e cavoli, so che esiste un pregiudizio verso i test, che molti li ritengono pilotati. Non parlo a difesa degli altri, parlo per me e voi che mi seguite da tempo sapete non è così nelle mie recensioni. Dove anzi cerco sempre di spiegarvi anche come e perché arrivo a certe conclusioni.

Vittoria indica i terreni compatti come ideali per l’utilizzo di questi copertoncini e hanno ragione: si fila veloci come su asfalto, scorrevolezza, comfort e grip in frenata analoghi, al netto delle differenze tra asfalto e terra. Quindi nell’ambito stabilito non hanno limiti.

Questa specializzazione è al contempo anche una sua caratteristica, e di conseguenza su terreni pesanti e fango, ossia utilizzi assai lontani a quelli previsti, ovviamente non può rendere al meglio.

Quindi il fatto che su terreni smossi, come quelli leggermente ghiaiosi di cui ho scritto nel paragrafo precedente, si sia dimostrata abbastanza valida va tutto a suo merito; così come l’avermi comunque tirato via dai tratti fangosi.

Chiede però un diverso approccio nella guida. Le squame poco pronunciate non offrono in curva presa analoga alle classiche tacchette e quindi è bene girare su traiettorie larghe e rotonde.

Guidare in fuoristrada come fossimo su strada, questo il trucco. Niente traiettorie spigolate o ingressi stretti a far derapare il posteriore per chiudere perché altrimenti parte pure l’anteriore: staccata, se necessaria, ingresso e percorrenza veloce su linea larga evitando eccessive inclinazioni della bici e si viaggia veloci e in sicurezza.

Tante belle qualità in queste Vittoria Terreno Zero: ma a che prezzo?

Sono copertoncini al top e il prezzo di vendita immagino ne sarà fedele specchio; con l’esclusiva della mescola arricchita al grafene, e solo loro (solo gomme Vittoria cioè) possono vantarlo.

Perché immagino e non riporto? Sono troppo recenti, la distribuzione non è a regime al momento in cui scrivo (non li ho trovati nei negozi che solitamente uso per i rilevamenti e vi ricordo che le recensioni sono composte molto prima rispetto alla data di pubblicazione) e il prezzo indicato dalla casa sicuramente all’atto pratico sarà inferiore nel passaggio ai tanti store che battagliano tra loro a suon di sconti.

Sarà in linea coi concorrenti top? Sicuramente si, e sicuramente se è questo il ciclismo che vivete, saranno soldi ben spesi.

Chiudo ringraziando Antonello Ferrara per il fondamentale supporto durante le uscite dedicate alle foto. Sue tutte quelle in esterno che avete visto in questo articolo.

Buone pedalate.

COMMENTS

  • xtanatos

    Molto interessanti, anche se il peso è davvero notevole…..

    • Elessarbicycle

      Ciao Massi, notevole non direi.
      Se pensiamo che altri top di gamma come Michelin Power Gravel e Panaracer GravelKing, giusto per citare quelli che ho voluto per creare il mio trittico ideale, pesano più o meno uguali.
      450g i francesi e 400g i giapponesi (dichiarato sui 700×35 ma io ho provato i 700×43 e quindi ho verificato solo il loro peso), quindi il distacco non è poi troppo elevato.
      Certo, il fattore peso è stato l’unico punto dove non hanno totalizzato il massimo. Però ho rilevato come la scorrevolezza superiore non faccia rimpiangere i grammi in più.

      Fabio

  • xtanatos

    Ciao, ci può stare anche perchè ho preso i Power Gravel 700x33c (fantastici !!!!, poi commento il post) e pesano 400g.
    Non sono abituato a gomme così larghe sulla LR e le Power Gravel sono le più pesanti che ho.
    Se non fosse per la spesa ci farei un pensierino per uso casa lavoro dato che devo sostituire che Pirelli Velo che si sono tagliate.
    Dubbio amletico…..

    • Elessarbicycle

      Giusto, non avevo specificato che i 450g delle Michelin sono riferiti alla misura superiore.
      Per ora goditi le Michelin, quando saranno da cambiare proverai altro.
      Tanto sono tutte ottime gomme, cambiano “gli stili d’uso” ma ognuna messa nel suo campo è davvero notevole.

      Fabio

  • alessio michelotti

    Ciao io sto usando i terreno dry e avro percorso circa 1300 km fra strade bianche e asfalto. Belle gomme mi ci sono trovato un po’ male solo in situazioni di discesa e con fondo su strada bianche abbastanza sconnesso ( ghiaia e sassi per intenderci ). Volevo chiederti, hai notato anche tu particolari segni di usura?

    • Elessarbicycle

      Ciao Alessio, i Dry li sto usando ancora; credo sarò online col loro test tra circa 4 settimane e potrò fornirti le mie valutazioni. Per ora sono ancora al lavoro, purtroppo il maltempo degli ultimi mesi e che perdura ha rallentato tutti i test.

      Fabio

  • Massimiliano Rosati

    Ciao,
    causa taglio in una Power Gravel, complice una super offerta di Amazon, ho preso una coppia di Terreno Zero nella stessa misura di quelle testate (il peso rilevato è più basso 435g).
    Ho avuto modo di provarlo su un percorso conosciuto e dove avevo appena girato con le Terreno MIX 700x33c: forse complice la differenza tra le due gomme ma sono rimasto impressionato da queste gomme !!!
    Sono veloci su asfalto e quasi non si percepisce differenza passando su terreno compatto sia asciutto che compatto.
    🙂

    • Elessarbicycle

      Embé, vi ho mai deluso con un mio test? 😀
      Unico limite, ovvio e naturale direi, se becchi terreno pesante: trazione zero o quasi.
      Però se il terreno è compatto e asciutto mazzete se vai veloce.
      I Power gravel sono più poliedrici grazie alle tacchette, quindi alla fine conta uno che percorsi fa.
      Interessante la questione peso: o la mia bilancia è morta o la tua. Spero la tua, altrimenti tutti i pesi rilevati fino ad oggi sono farlocchi. Ops…

      Fabio

  • Gustavo

    Leggo nel sito Vittoria che esiste anche la dimensione 700×32, già disponibile nei vari store online.
    Complimenti e ancora grazie per l’esistenza del tuo sito.
    saluti
    Gustavo

    • Elessarbicycle

      Ciao Gustavo, le 700×32 sono in listino da tempo; ma quando fai un test operi una scelta, andando sulla misura che, si presume, possa incontrare il maggior interesse. Anche perchè un test sono dagli 800 ai 1200 km per un singolo set; se aggiungi misuri aggiungi km e chi ce la farebbe…

      Fabio

  • Gustavo

    Perdonami.
    Nella fretta non ti ho detto quello che ti volevo indicare.
    Nella tua presentazione dici che ci sono solo due misure, mentre invece, oltre a quelle che indichi, c’è anche la 700×32.
    Ciao

    • Elessarbicycle

      Ciao Gustavo, nulla da perdonare, ci mancherebbe.
      Anzi, sono io che ringrazio. Perchè sempre specifico in ogni test “al momento in cui scrivo” ma poi è naturale che dopo le aziende aggiungano misure, colori o altro.
      E io già fatico a stare sul pezzo del momento, figuriamoci recensioni degli anni precedenti.
      Fa piacere vedere che sono ancora consultate con attenzione.

      Fabio

  • Paolo Mori

    Eccomi qua a commentare l’ennesimo acquisto ispirato dal blog, per sostituire i Gravelking in fase di pensionamento.
    La versione acquistata è l’aggiornamento (seconda versione, o 2.0) dei Terreno Zero, taglia 38c e TLR, peso 450 g circa, trovati a 27 euro l’uno online. Per i primi 200 km mi pare di aver ritrovato in pieno le caratteristiche della descrizione… come se ormai mi aspettassi qualcosa di diverso 🙂
    Giusto qualche commento: non mi pare che questa versione abbia alcuna protezione contro le forature, ma il battistrada si estende molto in larghezza e anche i fianchi hanno una discreta copertura in gomma. Avrei preferito una carcassa un po’ più flessibile, soprattutto visto che è orientato verso un uso stradale e fuoristrada leggero quindi non serve molta protezione, ma capisco che per un uso tubeless è meglio così e il confronto con gli Switchback Hill è quasi ingiusto. Ma c’è la variante TNT (che pesa 100 g in più) per uso tubeless, potevano lasciar questa versione più soffice (e performante), secondo me.
    Ottime le sensazioni in curva, sia su asfalto che su sterrato. Ovviamente mi fido di quel che leggo qui, ma a vista lo stacco tra la fascia centrale spessa e le squame faceva presagire qualche possibile transizione nel momento in cui si piega. Nulla di tutto ciò, nessuna traccia del passaggio, come non ci fosse: ottimo. Vista la mancanza di punti deboli su asfalto e la costruzione comunque robusta la vedrei bene anche per turismo leggero e uso urbano, alla faccia della specializzazione.
    Il calcolatore di pressione di Vittoria mi confonde: spara pressioni esagerate nella sezione stradale e al massimo arriva a 2.4 bar nella configurazione offroad più ragionevole. Al momento non sono comunque troppo lontano, cioè leggermente sotto i 3 bar, proverò a scendere ancora e vedere come rispondono. Ma per ora non posso dire di aver ritrovato una sensazione di galleggiamento come sui Renè Herse, ma, come detto, è anche un confronto impari.
    Come conclusione, in generale: più gomme diverse provo, più ho l’impressione che tenuta in curva e aderenza, almeno su sterrato leggero, dipendano molto di più da sezione della gomma, pressione e mescola, piuttosto che dalla forma del battistrada: solo che quelle caratteristiche non si vedono e/o sono più difficili da “vendere” rispetto all’ennesima novità riguardante la forma delle tacchette, che quindi sono messe in evidenza ben più del loro reale valore. Non so, non ho provato i terreno dry, ma sarei curioso di confrontarli in un test alla cieca con gli zero e ad es. i Gravelking per analizzarli senza i pregiudizi che inconsciamente ci formiamo alla vista (vedi sopra). Ma per un test del genere servirebbe qualcuno disposto a cambiare le gomme ripetutamente, con tanta pazienza e sopportazione per ‘sto povero demente 😀

    • Elessarbicycle

      Eh Paolo, però se continui così prima o poi mi prendi in castagna…
      Comunque, belle gomme.

      Fabio

      • Paolo Mori

        Sì, belle gomme e ottimo rapporto qualità/prezzo 🙂

        • Elessarbicycle

          Paolo scusami, il tuo intervento merita ben più delle mie poche parole. Prima ti ho risposto essenzialmente per farti sapere che avevo letto. Giornata molto pesante, poi con calma rispondo meglio

          Fabio

    • Elessarbicycle

      Ciao Paolo, mi ha colpito questo tuo passaggio: “Come conclusione, in generale: più gomme diverse provo, più ho l’impressione che tenuta in curva e aderenza, almeno su sterrato leggero, dipendano molto di più da sezione della gomma, pressione e mescola, piuttosto che dalla forma del battistrada: solo che quelle caratteristiche non si vedono e/o sono più difficili da “vendere” rispetto all’ennesima novità riguardante la forma delle tacchette, che quindi sono messe in evidenza ben più del loro reale valore.
      Poniamo che la pressione, ossia il valore fondamentale, è quello corretto per peso ciclista, ecco che hai centrato in pieno.
      Si, battistrada è importante ma per altri aspetti della guidabilità che, forse, diventano secondari.
      L’aspetto fondamentale è la carcassa, nella sua capacità di deformarsi sotto sforzo. Quella elasticità controllata di cui ho parlato spesso nei test di gomme.
      Il costruttore che “indovina” la corretta elasticità, con la gomma che segue ma non cede, e l’unisce ad una mescola specifica per quel terreno (asfalto, fuoristrada compatto, fuoristrada morbido, pioggia ecc) ha il 95% del copertoncino perfetto.
      Il disegno del battistrada incide, ovvio, ma sulla tenuta su certi terreni, la direzionalità, la capacità di espellere l’acqua e così via.
      Poi ovviamente a seconda della destinazione d’uso si costruiscono carcasse più o meno rigide, ma l’importante è il controllo della deformazione in relazione alla gomma e suo utilizzo prevalente.
      In questo le gomme da bici hanno fatto passi enormi negli ultimi anni, ormai è vero che costano ma è anche vero che offrono prestazioni nella guida impensabili 10 anni fa.
      Prova, continua a sperimentare perché hai curiosità, competenza e sensibilità. L’unico modo per capire le differenze è pedalare con roba sempre diversa, senza pregiudizio.
      Ma come son contento quando scrivete commenti così!

      Fabio

  • Alex

    Montate da 3 giorni con liquido schwalbe, gonfiate a 3 bar e inesorabilmente dopo 5/6 ore stando la bici ferma in garage le trovo praticamente a terra, ma senza nessun segno di perdite di lattice. Mai successo con altre gomme. Ci ho fatto qualche km per distribuire bene il lattice ovviamente ma nulla da fare. Adesso ho rabboccato con ulteriore liquido e fatto girare per bene per distribuire il liquido. Ho gonfiato di proposito a 6 bar, vediamo che succede. Qualche suggerimento?

    • Elessarbicycle

      Ciao Alex, le Terreno Zero sono in doppia versione, cioè anche non tubeless.
      Non mi vengono altre ipotesi, tranne ovviamente un problema al nastro/cerchio.
      Al momento un set di Zero TLR è su due cerchi, fermo da un mese e oltre la ovvia leggera perdita di pressione non va.

      Fabio

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