1,5m di distanza superando un ciclista: che fanno le altre Nazioni?

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Mantenere una distanza di sicurezza di 1,5m superando un ciclista: cosa succede in altre Nazioni Europee?

Qui in Italia sembra essere un obbligo impossibile da rispettare e la riforma del Codice della Strada è voluta venire incontro alla voglia di correre in auto a discapita della sicurezza rendendo sempre derogabile mantenere la distanza di sicurezza.

Infatti mantieni la distanza solo “ove possibile”: se non è possibile superi uguale, senza una distanza minima.

Al solito c’è anche il formato video.

Molti si lamentano che così si crea traffico, non possono andar piano in attesa di un sorpasso, tanti invocano il buon senso che per loro significa ciclisti e pedoni dovete avere il buon senso di capire che dovete togliervi dalla strada quando sfreccio io col suv che mangio pane e cipolle per pagare le rate, altri tirano in ballo le strade strette e come si fa con le bici davanti?

Bene, vediamo allora Germania, Spagna, Francia, Gran Bretagna e Irlanda, le strade strette le hanno pure loro.

In Germania vige l’obbligo di tenere una distanza minima non derogabile 1,5 metri nei centri abitati e 2 metri fuori dai centri abitati. Se non è possibile mantenere questo spazio per l’intera durata della manovra, il sorpasso non deve essere iniziato.

Rilevo due aspetti che sono in comune anche con le altre nazioni che stiamo per vedere: distanza minima non derogabile significa che al di sotto non puoi scendere; se non puoi garantire questa distanza minima ti metti buono in coda e aspetti che le condizioni della strada ti permettano il sorpasso.

Non si hanno notizie di folle di tedeschi urlanti contro questa norma in vigore da anni.

La Spagna ha da poco rivisto completamente il loro Regolamento Generale della Circolazione, come si chiama il loro codice della strada.

Su strade extraurbane vige la distanza minima non derogabile di un metro e mezzo, se non c’è non puoi superare finché non si creano le condizioni di sicurezza; in fase di sorpasso la velocità deve essere almeno di venti chilometri inferiore a quella prevista su quel tratto di strada; se la strada ha due corsie, oltre al metro e mezzo hai anche l’obbligo di impegnare completamente l’altra corsia. Giusto per, in città le bici possono circolare al centro della corsia per essere meglio visibili e c’è anche un obbligo di distanza di sicurezza non inferiore a 5 metri nel traffico urbano per le auto che seguono. Come in altre Nazioni, in città possono superare a destra i veicoli fermi o lenti nel traffico.

Nemmeno dalla Spagna si registrano grida di rivolta contro i ciclisti padroni della strada.

In Francia vige l’obbligo del metro e mezzo minimo non derogabile su strade extraurbane e un metro su strade urbane. Se non puoi garantirlo, ti accodi e aspetti le condizioni di sicurezza. C’è però una interessante opzione, ossia la possibilità di calpestare o scavalcare la linea bianca continua (senza necessariamente superarla del tutto con tutte e quattro le ruote) per superare un ciclista, a patto che la visibilità sia ottimale e la manovra non metta in pericolo i veicoli provenienti dal senso opposto.

I francesi in questi giorni protestano ma per altro, di questa norma sono ben contenti.

Anche la Gran Bretagna prevede l’obbligo di distanza minima non derogabile di un metro e mezzo se l’autoveicolo procede a una velocità non superiore a 30 miglia orarie, poco meno di 50 km/h. In caso di velocità superiore aumenta anche la distanza, non inferiore a due metri.

Come in Francia, è consentito oltrepassare temporaneamente la linea bianca continua per superare un ciclista, a patto che questo stia procedendo a meno di 10 mph (circa 16 km/h) e che la manovra avvenga in totale sicurezza.

Se la strada è troppo stretta per garantire il metro e mezzo di spazio, l’automobilista deve attendere dietro al ciclista finché la strada non si allarga.

La polizia ha avviato anche il progetto Operation Close pass: ciclisti in borghese dotati di telecamere sul manubrio per cogliere sul fatto chi supera troppo vicino, segnalando il veicolo alle pattuglie poco più avanti.

L’Irlanda ha scelto una strada ancora diversa, indicando almeno un metro di distanza su strade con limite inferiore a 50 km/h e un metro e mezzo su strade con limite superiore a a 50 km/h.

Però ha preferito non sanzionare direttamente il mancato rispetto della distanza introducendo l’illecito di sorpasso pericoloso al ciclista. Quindi non solo se non mantieni una distanza minima ma anche se commetti altre azioni pericolose in fase di sorpasso pur mantenendo una distanza minima.

Se non c’è spazio sufficiente per garantire questa distanza di sicurezza a causa di traffico in senso opposto, curve o strettoie, la regola impone di rimanere dietro al ciclista e attendere il momento opportuno.

In Italia il metro e mezzo solo ove possibile e se non è possibile passi lo stesso, riducendo la velocità secondo il tuo gusto.

Nella pratica, nessun obbligo di distanza minima.

Ma sapete qual è la vera differenza? E’ che nelle altre Nazioni rispettano le regole, qui una marea di persone no, si credono quelli furbi per questo, quelli intelligenti. Sono solo quelli più stupidi.

Buone pedalate

COMMENTS

  • <cite class="fn">Michele Bernardi</cite>

    Ricordo una “gara” ciclistica amatoriale attorno a Varese (Varese Va Vlaanderen): https://varesevanvlaanderen.it/. Dunque, una situazione nella quale il traffico motorizzato continua a circolare e i ciclisti devono prestare la dovuta attenzione. Tra Malnate e Varese abbiamo affrontato una salita, non ripidissima e relativamente breve (1,5/2 km). La strada in quel punto non è molto larga e presenta diverse curve che limitano la visibilità in caso di sorpasso. Naturalmente, malgrado fossimo un certo numero di ciclisti, si occupava circa la mezza corsia di destra. Le auto ci superavano senza rallentare molto fino a che il flusso di auto si arrestò. Ma cominciarono a sentirsi isteriche clacsonate. La causa: un’auto con targhe tedesche, non ritenendo sicuro un sorpasso secondo i criteri del suo paese d’origine, attendeva che la strada si allargasse per superarci. Ma l’aggressività che questo causò su diversi automobilisti italiani fu veramente un esempio di inciviltà da manuale. Nello stesso evento non si contavano poi le auto che clacsonavano e abbagliavano senza mai rallentare nel giungere nei pressi dei ciclisti. Sicuramente, l’ultima esperienza per me di “gara” sulle strade italiane.

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