Test Spada Oxygeno

Ho scritto spesso su queste pagine virtuali che le ruote “fanno” la bici ben più del telaio. Intendendo che una coppia di buone ruote può migliorare, e di molto, la qualità dinamica di un telaio mediocre mentre una coppia di ruote di bassa gamma finisce sempre col mortificare anche il miglior telaio. Ma soprattutto le ruote danno carattere alla bici, potendone cambiare radicalmente l’impostazione, come accadde quando provai la Fulcrum Zero sulla mia mia Rose Xeon Crs che rotolava su comode Shimano DA 7900 C24. Una bici adatta un poco a tutto pagando solo il prezzo di una certa morbidezza nei rilanci e nei rapidi cambi di ritmo divenne subito scattante e pronta, rivelando doti di sportività che fino a quel momento non avevo conosciuto.

Per questo la scelta della ruote è importante e deve essere fatta con cognizione: bisogna sapere cosa si cerca perché la ruota che eccelle in tutto non c’è. Cosa privilegiare e cosa sacrificare? Ogni ciclista ha esigenze proprie, non so per gli altri ma sapevo perfettamente cosa volevo io per equipaggiare quel cavallo di razza che è la Rose X-lite Team: ruote leggere, rigide, basso profilo, cerchio in alluminio, mozzo a coni e sfere, possibilità di scelta tra diverse configurazioni di raggiatura; ruote per la salita, fa nulla che in piano non mi avrebbero aiutato più di tanto perché pedalare sul piatto a me non piace; ruote garanti ottima guidabilità anche in discesa, dove è raro scelgo una guida prudente.

Le ho trovate? Si, tranne i cuscinetti che sono sigillati e questo è un limite non tecnico ma solo personale, mio, che amo smontare e curare con le mie mani; e comunque mi sono fatto tornire un attrezzo apposito per revisionare anche i cuscinetti sigillati.

Ah si, scusate, non ho specificato quali ruote rispondono a tutte le mie necessità: le Spada Oxygeno, ma era facile, è nel titolo 🙂

Dopo una prima presentazione statica è arrivato il momento di scoprire come si comportano. Ci è voluto tempo prima che mi sentissi pronto a scrivere questo test. Perché le ruote sono montate su un telaio per me nuovo; quindi era necessario percorrere un bel numero di chilometri variando molto i percorsi per distinguere dove era il telaio e dove le ruote a determinare un certo comportamento della bici; e dovevo via via eliminare le variabili, isolando così le ruote per poterne meglio apprezzare le caratteristiche. Ultimo ma non meno importante, dovevo recuperare un poco di gamba dopo la lunga pausa di inizio primavera che ha lasciato parecchi strascichi. Già, perché queste ruote (e il telaio su cui girano) vogliono gamba e ne chiedono sempre più. Vanno perfettamente d’accordo, due primedonne che smettono di litigare per la supremazia trovando un obiettivo comune: spremere al ciclista ogni stilla di energia disponibile. Però sanno farsi perdonare…

E c’è anche una altra difficoltà quando provi a tradurre in parole il comportamento delle sole ruote: le sensazioni. Già, perché test strumentali non esistono, se non quelli per misurare la rigidità secondo vari parametri e che comunque difficilmente sono comparabili perché ognuno usa un protocollo differente, e quindi alla fine devi fidarti della tua esperienza e della tua sensibilità. La prima è accettata, sulla seconda è facile che qualche ciclista, quelli che dicono che per loro pedalare con ruote da 3kg o da 800 g è uguale, mostri perplessità. Non avrò la gamba dei campioni, e nemmeno quella di tanti amatori allenati, ma le differenze le avverto. Se poi riesco anche a trasmetterle con i miei scritti solo voi potete giudicare.

Fine dell’introduzione, dedichiamoci alle ruote e vediamo come sono fatte.

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Viste così non hanno una estetica coinvolgente, le alto (o medio) profilo sotto questo aspetto sono sempre vincenti; persino due ruote piombate come quelle che monto sulla mia single speed appaiono più aggressive, col loro profilo da 50mm e la livrea total black. Ma se vuoi scendere di peso devi togliere materiale e con cerchi in alluminio puoi farlo solo riducendo al minimo il profilo, nel nostro caso appena 22,3mm quello degli American Classic Rd 2218, per i quali la casa dichiara un peso di 375g. Se rispondente o meno al vero non lo so, le ruote sono arrivate già assemblate e non mi è sembrato il caso smontarle e raggiarle nuovamente solo per verificare il peso…

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Eccellenti qualità e lavorazione della pista frenante, capace di restituire smalto anche un impianto non particolarmente mordace come lo Sram Force 22.

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A proposito di peso, sicuramente il dato che più interessa chi cerca queste ruote: 580 grammi all’anteriore e 690 al posteriore per un peso complessivo di 1270g riferito alle ruote nude e senza QR. Diverso dal dato dichiarato sul sito ufficiale, ma bisogna considerare che quelle in prova hanno più raggi e sono state pesate col corposo doppio giro di nastro per il canale cerchio, adatto a copertoncini tubeless. Ok, sono poca cosa, ma alla fine sommandoli non arriviamo nemmeno troppo distanti dai 90g che ci separano dai 1180g dichiarati da Corrado Spada. Anzi, probabilmente saremmo proprio sui valori dichiarati.

Continuo col peso con qualche altro dato, perché in giro non andiamo con le ruote nude; in configurazione copertoncino Vittoria Rubino 700×23, versione a 160dpi, camera d’aria sempre Vittoria e in versione light abbiamo 840g all’anteriore. La posteriore montata uguale ma con l’aggiunta di un pacco pignoni Sram Force 22 in scala 11-28 arriva a 1280g. Pesi tutti rilevati, ripeto, per ruote complete, sganci rapidi inclusi; pesantucci quelli di serie ammetto, circa 60g ognuno.

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I mozzi sono i Cristallo, alluminio e carbonio e una sapiente lavorazione di alleggerimento che li rendono essenziali e bellissimi.

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La testa dritta dei raggi piatti scompare all’interno del mozzo; particolare la lavorazione del posteriore con profilo a “fiore”.

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Una intelligente soluzione quella di frapporre dei dischetti in materiale sintetico all’altezza dell’incrocio dei raggi della ruota posteriore, lato trasmissione. Piccoli e discreti, scompaiono quasi del tutto alla vista una volta montato il pacco pignoni.

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Pacco pignoni da infilare su un corpetto dotato di foro per la lubrificazione; una goccia di silicone, facilmente removibile, funge da “tappo”; una volta eseguita la manutenzione è consigliabile applicarne di nuovo.

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Bene, questa la configurazione delle ruote, mettiamole in strada. La bici usata è stata sempre la stessa, la Rose X-Lite Team; anche se per tubeless al momento le ruote sono equipaggiate con copertoncini e ho voluto testarle sia con i Vittoria Rubino Pro in misura 700×23 che con gli Schwalbe One in misura 700×25.

Partiamo dal loro terreno preferito, la salita: mantengono le promesse? Si, tutte.

Perché in salita non basta la leggerezza, anche se è a mio parere la dote più importante. Per andar forte (oltre la gamba, vabbé…) è fondamentale che la ruota non fletta sotto sforzo e che la raggiatura di destra, sottoposta allo stress della forza impressa dalla trasmissione, non “ceda” energia. Che non è proprio la definizione tecnica, ma penso renda l’idea. Proviamo infatti a immaginare cosa succederebbe se i raggi iniziassero a piegarsi (intendendo “piegarsi oltre la normale compressione”) sotto la spinta della pedalata. La guidabilità sarebbe compromessa e avremmo una dispersione di potenza proprio nella situazione, la salita, dove ogni stilla di forza che riusciamo a tirar fuori dai nostri muscoli è preziosa.

Che si salga regolari, regolari e agili, regolari e duri; o che si salga a strappi, rilanciando, in piedi e seduti e poi in piedi e poi di nuovo seduti, insomma qualunque sia lo stile di guida le ruote sono lì e lo sai perché altrimenti non rotoleresti sull’asfalto: ma è come non ci fossero perché non avverti la massa se sali regolare e rispondono pronte, immediate, a ogni piccola variazione; che sia un breve rilancio per un repentino aumento della pendenza o uno scatto di potenza per un sorpasso.

Chi cerca ruote in alluminio per la salita ha trovato quel che voleva: quello che con una parola sola possiamo definire reattività. E possiamo anche arricchirla con un aggettivo: estrema reattività.

E se a questa reattività aggiungiamo quella perfetta del retrotreno della bici usata ecco spiegato perché salgo decisamente più veloce malgrado sia ancora una linea sotto la mia forma ottimale.

Dopo la salita c’è la discesa, e anche qui le ruote, grazie al profilo basso e una limitatissima torsione laterale, trovano il loro terreno. Vero che molto merito delle notevoli velocità che riesco a raggiungere in discesa è per buona parte grazie al telaio e all’ottima forcella della mia Rose X-lite Team, ma è altrettanto vero che se la ruota avesse mostrato dei limiti nessun telaio li avrebbe camuffati.

La pista frenante in questa occasione si fa apprezzare, perché anche un impianto come lo Sram Force che non ha mai brillato per potenza (siamo oggettivamente al di sotto dei Dura-Ace 9000 e di molti Campagnolo; non posso esprimermi sull’ultimo Sram Red, mai provato) risorge a nuova vita, con spazi di arresto contenutissimi, molto più di quelli rilevati per esempio con le ottime ruote Shimano DA; meno performante la modulabilità, bloccare il posteriore è fin troppo facile e questo in condizioni di scarsa aderenza è un problema.

Prima la salita, poi la discesa: siamo arrivati in pianura. E qui tutte le belle qualità finora apprezzate chiedono dazio.

Già, perché questa ruota è estremamente specialistica, non una ruota buona un poco dappertutto senza eccellere da nessuna parte. E’ semplicemente favolosa in salita, granitica in discesa, da qualche parte doveva calare di tono e lo fa proprio in pianura.

Per me non è un problema, volevo una ruota da salita e non sopporto la pianura, quindi posso tranquillamente affermare che ho esattamente la ruota che cercavo; con la gradita sorpresa dell’ottima guidabilità in discesa, perché non è sempre detto che una ruota buona per salire sia altrettanto buona quando giriamo la bici per ridiscendere.

Per altri però può essere un limite, quindi meglio spendere qualche parola in più per cercare di trasmettere meglio che posso quello che ho rilevato.

Anzitutto la bici perde subito velocità appena si ferma la pedalata. Nulla di eccessivo per carità, non è certo come frenare. Ma se per esempio fermi le gambe per prendere la boraccia e bere, una volta dissetati la velocità è calata abbastanza, tanto da costringere a uno sforzo in più per riprenderla. Se poi la pausa è su un tratto in leggera salita, quella per capirci che ti rendi conto esiste solo perché è la linea dell’orizzonte che te ne fa accorgere, può addirittura rendersi necessario alzarsi sui pedali o scalare un pignone.

Insomma, qui tra leggerezza e basso profilo (tutto perfetto per la salita) le ruote più di tanto non aiutano a tenere la velocità; anzi, sono loro che chiedono aiuto a te per farle mulinare una altra volta veloci. Col risultato che pedalando a ritmi elevati, che per me semplice pedalatore domenicale posso indicare in una velocità di crociera in piano intorno ai 35-40 km/h, la fatica è maggiore rispetto ad altre ruote.

Dove questo limite è avvertibile ancor più facilmente è pedalando in scia, grazie al riferimento visivo del ciclista davanti a noi.

Sono ciclista solitario, non amo pedalare in gruppo; ma era necessario per me verificare come si comportassero le ruote in questo frangente e quindi ho fatto il “postino”; ossia mi sono appostato a un orario in cui sapevo passano molti gruppi per uscite di allenamento, mi sono accodato, ho avvisato che stavo lì dietro (perché è sempre buona norma, oltre che buona educazione, avvisare un ciclista che gli stai prendendo la scia) e ho fatto il ciucciaruota.

Stare in scia a ciclisti sconosciuti è sempre un azzardo; non sai mai se chi sta davanti la bici la sa guidare oppure è uno che frena all’improvviso (perché magari ha un altro ciclista ancora a cui sta prendendo la scia e teme di tamponarlo) oppure cambia traiettoria all’improvviso. Io devo dire di essere stato decisamente fortunato, trovando un gruppo ristretto di cinque ciclisti, col capofila che andava come un treno (e non ha mai chiesto un cambio…) e gli altri esperti e ben accordati tra loro. Quindi ho potuto pedalare rilassato, tanto avevo capito che davanti a me sapevano il fatto loro.

E concentrarmi così sulle ruote, staccandomi leggermente dalla scia e poi rientrando. Poco, non abbastanza da perdere del tutto il vantaggio aerodinamico, a sufficienza per avvertire il calo di velocità/aumento di sforzo sui pedali. E per sicurezza ho fatto questo per una quindicina di chilometri abbondanti, e sempre alla fine il responso è stato unico: per rientrare si fa più fatica, non c’è verso.

E’ importante? Dipende dal ciclista, perché anche se trovo il prezzo finale di queste ruote estremamente conveniente, sempre denari sono in termini assoluti ed è bene che ognuno di noi li spenda in modo appropriato.

Quindi se l’utilizzo prevalente è in piano, sia in solitaria che nelle uscite in gruppo, allora meglio cercare ruote diverse.

Se invece siete dei salitomani, godete come ricci ogni volta che vi alzate sui pedali a rilanciare e in ogni discesa vi fiondate come fosse l’ultima della vita allora si, avete trovato le vostre ruote. Almeno tra quelle in alluminio.

Per completezza mi sono andato anche a cercare un bel tratto vallonato; il problema è stato che più che vallonato era un insieme di brevi muri, per cui salivo facile, in discesa prendevo subito velocità ma al muro successivo perdevo immediatamente l’abbrivio. Per la pendenza eccessiva? Anche, ma posso affermare con ragionevole certezza che se le salite fossero state meno ostiche le ruote non avrebbero aiutato più di tanto a tenere a lungo la velocità.

Sarebbe interessante provare, a parità di bici, le Breva offerte sempre da Spada, sia con profilo da 30mm che da 38mm. In pratica avremmo un confronto mirato, con uguale bici e mozzi ma un profilo differente del cerchio. Oltre un leggero aumento di peso.

Probabilmente le chiederò in prestito ad un amico ciclista a settembre, la cosa mi intriga. Vedremo.

Per adesso mi sento di consigliare queste ruote, o almeno di consigliarle a qualunque ciclista si riconosca nel profilo “se non salgo non mi diverto”. Perché come scritto sopra in salita e discesa eccellono, ma non sono ruote buone un poco ovunque. In piano si difendono, altre primeggiano. Ma quello che si perde durante il trasferimento chiamiamolo così, lo si recupera con gli interessi appena la strada sale. E più sale la strada più apprezziamo queste ruote. Brave!

Consueta galleria finale di immagine in ordina sparso.

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COMMENTS

  • Io che non amo le ruote a profilo alto le trovo esteticamente molto belle, semplici e da quello che leggo molto leggere sebbene non sia nemmeno un grammomaniaco, non economiche ma un info, vero che portano ciclisti con peso “solo” fino 80 Kg.? Sarei già al limite 🙂

    • Elessarbicycle

      Ciao Eurotoni, si, il limite di peso è previsto; si può salire un poco lavorando su una raggiatura più corposa, ma non più tanto.
      Il prezzo invece lo trovo abbastanza vantaggioso, soprattutto raffrontato ad altre ruote top di gamma in alluminio ma ben più pesanti.
      Sull’estetica invece è questione soggettiva, vite da lontano non offrono un bel colpo d’occhio, almeno per me.
      Da vicino si apprezza la finitura, quella dei mozzi è uno spettacolo. Però resto sempre dell’opinione che un profilo medio alto, come semplice impatto estetico, su una bici da corsa le doni maggiore aggressività.

      Fabio

      • Giovanni

        Ciao Fabio, complimenti per la prova e per il nuovo blog, vorrei chiederti come si comportano queste ruote sullo sconnesso.
        Grazie
        Giovanni

        • Elessarbicycle

          Ciao Giovanni, il punto è chiarire cosa si intende per sconnesso…
          Sorvoliamo che con la bici (e quindi le ruote) ci ho fatto anche sterrato, diciamo che se intendi il pavé allora, tra telaio rigido e ruote pure (ma meno di tante altre) si cala il ritmo e si attende la fine del supplizio. Se parli di normali irregolarità dell’asfalto allora nessun problema, filano via senza evidenti scossoni.
          Ma ricorda sempre che quando la strada si fa brutta il telaio può più delle ruote, quindi più che limiti oggettivi di uno o delle altre andrebbe sempre valutato il connubio scelto

          Fabio

  • davlak

    complimenti per il test, davvero ben eseguito e descritto.

  • Massimiliano

    ciao, rileggendo questo articolo volevo chiederti info sugli sganci che hai usato per sostituire gli originali… che modello sono e come vanno? Ho sempre avuto dubbi riguardo agli sganci leggeri leggeri, magari un parere come il tuo un po’ me li potrebbe fugare..
    Grazie
    Ciao

    • Elessarbicycle

      Ahia… me lo chiese pure Daniele, ma a parte che li comprai da un negozio di Taiwan che vendeva sul noto sito di aste altro non ricordo, sono passati anni 🙁
      Però se non sbaglio Daniele (quello della Cinelli Experience di cui trovi notizia sul blog) li ha comprati da poco. Vediamo se può aiutarti lui, alla fine sono sempre gli stessi. Che in tanti anni di uso non mi hanno mai dato problemi, leggeri e robusti il giusto.

      Fabio

    • Daniele

      Ciao massimiliano.
      Come dice Fabio, ho ordinato gli stessi sganci rapidi (o comunque qualcosa di molto simile) la scorsa settimana su un famoso sito di aste online.
      Purtroppo la consegna prevista è ad Ottobre, ma visto il costo esiguo del componente (rispetto ad altri visti sempre online) ho deciso di avere pazienza.
      Non appena li avro tra le mani e li avro provati, ti darò un parere personale in risposta a questo commento per farti sapere come vanno.
      Se invece una volta montati, alla prima discesa vedrò una della mie ruote sorpassarmi… 😀

      In ogni caso ti mando il link dell’acquisto via e-mail, così puoi fare già qualche valutazione.

      Ciao

      Daniele

      • rosario

        Buongiorno Fabio e grazie mille per le ottime recensioni che ci fornisci.Non ho mai provato queste spada oxygeno e dopo questa tua prova su strada ammetto che un po di curiosita’ sta stuzzicando il mio animo da scalatore ….percio’ volevo porre un quesito a te ,che sicuramente hai provato moltissime ruote di ogni genere, materiale e profilo:un confronto con le fulcrum racing 0( che monto sulla mia supersix evo hm) per cio’ che riguarda la salita, la discesa e la pianura, quale si comporta meglio in ciascuna delle 3 situazioni diverse?
        distinti saluti
        rosario

        • Elessarbicycle

          Ciao Rosario, le ruote da sole non “fanno” la bici anche se sono ben più importanti del telaio. Anzi no, “fanno” la bici perché te la cambiano completamente.
          Per questo puoi avere riscontri solo se le diverse ruote le testi sullo stesso telaio. Le R0 le provai con altra bici da corsa, confrontandole con le Shimano DA 7900 C24, ma non le ho ancora usare sotto l’attuale bici, la stessa che al momento viaggia sulle Oxygeno.
          In programma ho un confronto tra Oxygeno e R0 e Oxygeno e Breva, quindi in quest’ultimo caso mozzi uguali ma cerchi e raggiatura differenti; tutto usando sempre la stessa bici proprio per avere un quadro il più preciso possibile.
          E per questo, mancandomi un test a parità di tutti gli altri componenti, ho difficoltà a stabilire con ragionevole certezza una superiorità dell’una o dell’altra sui dati percorsi.
          Per quanto conosco le R0 posso solo immaginare che montandole sulla attuale mia bici da corsa avrò sicuramente un buon miglioramento in piano e nel vallonato leggero; di contro il peso superiore sarà avvertibile in salita. La precisione delle R0 non è in discussione così come quella delle Oxygeno: prevedo un pari in discesa.
          Ma, ripeto, finché non le monto sotto la bici e ci esco, le mie sono solo supposizioni sulla base di uscite con le R0 ma su altre bici.

          Un poco di pazienza, forse già la prossima settimana dovrei riuscire ad avere le R0 e forse anche le Breva.

          Fabio

      • Daniele

        Gli scanci rapidi sono arrivati; acquistati su un noto sito di aste online per l’irrisoria cifra di 20€ spedizione inclusa.
        Arrivano dalla Cina, e il venditore avvisava che per la consegna sarbbero stati necessari 30gg lavorativi. Ordinati il 12 settembre sono arrivati la seconda settimana di ottobre.
        La fattura è decisamente buona, non vedo la medesima boccolina in plastica bianca che si intravede in quelli di Fabio ma per il resto sono identici. Certo il design è minimalista e non hanno una vera e propria battuta di finecorsa come i fulcrum che sostituiscono ma l’asse (a detta del costruttore, in titanio) è rifinito molto meglio e appagante. Certo lo stesso non si può dire di quello delle mie fulcrum Racing 3, che sembra protetto da uno strato di vernice color zinco davvero poco appagante.
        Montati in un attimo, la chiusura è buona e per il momento fanno il lavoro che devono, ossia stanno fermi. Scherzi a parte, provati su strada non ho notato problemi di alcun tipo.
        Il peso è di 50gr. la coppia; davvero leggeri quindi, specie se paragonati a quelli di serie delle Fulcrum R3 che si attestano a 115gr. la coppia.
        Unica accortezza necessaria è nel chiuderli sempre nello stesso senso; la camma sferica nera tende a perdere l’anodizzazione strisciando in chiusura. Se si chiude una volta in un senso, una volta in quello opposto, la scalfitura sarà visibile.

        Daniele

  • mauro

    bellissima recensione grazie ciao.

  • Paolo M.

    ciao Fabio, innanzitutto complimenti per la rece davvero ben fatta.
    Sono possessore di una coppia di ruote Shimano Dura Ace WH – 9000 c24 copertoncino.
    ci ho fatto 15.000 km e ahimè anche qualche caduta. Mi ci trovo bene ma pensavo a qualcosa di ancora più leggero e performante (faccio GF e parecchie salite, sono leggero nonchè grammomaniaco!!!). L’occhio mi è caduto su queste Spada Oxygen. Mi consiglieresti il passaggio? Sul piano le Shimano le trovo sufficientemente scorrevoli. Sono paragonabili i due prodotti secondo te? conosci qualche pregio in più delle Spada rispetto alle Shimano? grazie mille

    • Elessarbicycle

      Ciao Paolo, ho usato per un paio di anni le c24 7900, meno performanti delle 9000 con cui ho girato poco, giusto per prova; ma non troppo dissimili dalle sorelle più anziane. Per come ti descrivi con le Oxygeno trovi le tue ruote ideali, almeno finché restiamo sui cerchi in alluminio. Il mio consiglio però è usarle coi tubeless. Le ho provate sulla mia bici in ambedue le configurazioni, copertone e tubeless, e la differenza si avverte. Più leggere ma di poco, si apprezza tantissimo il comfort di marcia, che si traduce in minor dispendio energetico.
      Però guarderei anche le Breva. Nell’uso i pochi grammi non si avvertono tanto e un bell’aiuto in diverse situazioni lo forniscono, soprattutto quando prendi la scia. E visto che fai GF…
      Sul blog trovi un test comparativo tra le due ruote.

      Fabio

      • Paolo M.

        Mi hai convinto: ho appena preso un paio di ruote Spada Breva 30 mm. Ho scelto anche i cuscinetti ceramici. Spero di apprezzare anche io i progressi sul piano, che è sempre stato il mio punto debole, confidando su assetto tubeless e cuscinetti ceramici per non perdere scorrevolezza anche sulle salite!

        • Elessarbicycle

          Ciao Paolo, hai scelto una ottima ruota. I cuscinetti ceramici sono un optional non strettamente necessario, già quelli di serie sono più che ottimi e soprattutto lavorano al meglio grazie alla tecnologia del mozzo (soprattutto posteriore) ma se uno li tiene alla fine male non fa 🙂

          Fabio

        • Skeletron

          ciao paolo, sono in procinto di prendere le breva e vorrei sapere da te, che leggo essere uno che gareggia, come le hai trovate le ruote?……Io preferisco delle ruote molto rigide, quindi mavic o fulcrum farebbero al caso mio, ma la leggerezza di queste spada breva mi intriga, ma ho paura che siano troppo morbide, tu cosa mi sai dire a riguardo?

  • Sergio Marrini

    Bella review! Una domanda, sul sito le danno compatibili con gomme a partire da 23mm. Sul mio telaio devo stare a 21mm o meno, andrebbero bene o lascio stare?

    • Elessarbicycle

      Ciao Sergio, le oxy montano carchi a canale largo, quindi oltre la misura della gomma devi considerare la forma che prende una volta a pressione, di fatto con le 23 è come avere delle 24 o 25, dipende.
      Corrado Spada oltre a produrre tante belle cose è pure un campione di pazienza e gentilezza; mandagli una mail, vedrai che saprà risponderti con precisione ben superiore alla mia.
      Ma che telaio è? Lo chiedo perché lo standard 21 non si usa più da parecchio, ma immagino comunque abbia una battuta posteriore di 130, altrimenti non staresti a porti il problema.

      Fabio

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