[Test] Riverside 500 E

Come è fatta

Tempo di lettura: 8 minuti

Come è fatta

Vediamo con dovizia di immagini come è fatta questa Riverside 500 E.

Telaio in alluminio 6061, orizzontale basso e curvato sia per favorire la salita/discesa in sella che poggiare facilmente i piedi a terra.

Tubo piantone con angolo di 73° per tutte le taglie; forse non proprio la scelta ideale. Qui abbiamo l’unico attacco per il portaborraccia.

Il carro presenta un disegno sportivo se così vogliamo definirlo, coi foderi superiori infulcrati bassi a compattare il tutto.

L’obliquo è di sezione abbondante e piatto sul davanti per favorire la collocazione di batteria e controller.

Graziosa la soluzione della paratia in nylon a protezione dei cavi, che quindi non sono a passaggio interno (è fissata con quattro viti); entrano nel telaio solo quelli elettrici appena prima del movimento. 

Il tubo sterzo simmetrico è molto sviluppato in altezza in rapporto alla taglia per favorire una posizione a schiena quasi eretta. 

Abbiamo attacchi per parafanghi e portapacchi, questi ultimi piuttosto bassi e lontani.

Il telaio in foto è taglia M, lo spazio per una borraccia da mezzo litro è risicato, estrarla significa spesso bloccarsi contro l’orizzontale. Consiglio l’utilizzo di un portaborraccia a estrazione laterale.

La forcella ammortizzata è una SUNTOUR NCX SF17 a molla, bloccabile e regolabile; tubo in alluminio 1″1/8, fodero in magnesio ed escursione di 63 mm.

La regolazione avviene tramite l’ingaggio a brugola da 6mm celato da un tappo in plastica.

Sul lato opposto la levetta che permette di bloccarla.

In cima un manubrio da 750mm (per tutte le taglie) con rise moderato collegato alla bici tramite attacco con frontalino a doppia vite.

Comode e di buona fattura le manopole con appoggio ergonomico.

Il reggisella ha diametro di 28,6mm ed è tenuto in sede da un collarino a sgancio rapido da 34,9mm e non 35 come erroneamente indicato sul sito ufficiale.

Per chi è solito lasciare la bici al palo consiglio la sostituzione con uno a vite, meglio ancora se del tipo con attacchi portapacchi integrati: si guadagna quel poco che permette di montare più facilmente un portapacchi.

La sella è la comoda Ergofit Trekking 500 di casa Decathlon; se ben settata permette di pedalare anche senza fondello per più di un’ora.

Il comparto ruote prevede cerchi a doppia a parete in alluminio a basso profilo. All’anteriore abbiamo 28 raggi e mozzi a coni e sfere; mozzi che è bene registrare a bici appena ritirata o chiedere una verifica al momento del ritiro, non è la prima volta che imbatto nel loro eccessivo serraggio.

La ruota posteriore usa lo stesso cerchio ma aumenta i raggi fino a 36.

Entrambe le ruote sono gommate CST Tirent da 700×40, per camere d’aria e progettati per e-bike.

Hanno battistrada ibrido, moderatamente tassellato, protezione dalle forature.

A fermare la Riverside 500 E provvede una coppia di freni idraulici Tektro che morde rotori da 160mm.

Come abbiamo appena visto lo standard di attacco pinza è differente tra i due assi; all’anteriore il classico PM, al posteriore un attacco IS che quindi ricorre ad apposito adattatore per installare la pinza.

Comode e dalla corretta ergonomia le leve.

La trasmissione prevede una corona singola da 36 denti e un pacco pignoni 8 velocità.

Utile vista la tipologia di bici il paracorona a proteggere gli abiti dallo sporco.

Il cambio è il BTwin RD M25, gabbia lunga, supporta fino al 34 finale da specifica; compatibile da 7 a 9v, adatto a trasmissioni anche Shimano.

E’ governato dal comando BTwin SL759, ovviamente per 8v; doppia leva per salita e discesa e finestrella con indicazione del rapporto inserito, poco visibile stando in sella.

Pacco pignoni fornito da Microshift, scala 11-13-15-18-21-24-28-34.

Il fatto sia una trasmissione 8v significa che l’aggancio del pacco pignoni al mozzo è su corpetto compatibile HG. Questo permette, a chi voglia, di aggiornare la trasmissione montando per esempio un comparto 10v. Certo, significa sostituire tutto, dal comando al cambio alla catena e poi cercare una guarnitura compatibile. Ma potrebbe valerne la pena.

Di serie una coppia di pedali flat in resina, non proprio buoni ma ho visto di peggio su bici che costano più del doppio.

E ora il motore.

E’ brushless da 250 watt e 42Nm di coppia. E oltre 3kg di peso.

La ruota su cui è montato è solidale al telaio tramite due grosse brugole da 8, quindi mi raccomando accertarsi di avere la chiave con sé durante le uscite altrimenti in caso di foratura è impossibile smontare la ruota.

La batteria agli ioni di litio è una 36v, 11,6Ah e 418Wh.

Sul fianco abbiamo lo sportellino per l’innesto del caricabatterie, fornito con la bici.

Una striscia a led con pulsante ci avvisa del livello carica, ma c’è comunque il display al manubrio che vedremo tra poco.

Una serratura aiuta a prevenire costosi furti della batteria, che è removibile dopo aver agito sulla leva posta sul lato opposto.

Sotto il fodero basso uno spinotto collega il tutto al motore; la fascetta di fissaggio al telaio è messa poco prima, così da poter rimuovere la ruota posteriore senza doverla tagliare.

Una attenzione che ad alcuni produttori di e-bike molto più costose è sfuggita…

L’ampio display a forte contrasto è prodigo di informazioni.

Oltre il pulsante di accensione abbiamo la coppia che permette di variare il livello di assistenza e un altro col simbolo delle luci che però non comanda queste (di serie vengono fornite due semplici lucette a batteria) bensì la retroilluminazione del display. Che si attiva a ogni accensione, quindi chi non la vuole deve spegnere manualmente.

Segnalo anche l’utile presenza di una presa Usb.

Le informazioni riportate sono livello assistenza, velocità istantanea, livello batteria, distanza totale, trip e autonomia residua in km.

La funzione Trip to go non è del tutto veritiera. Nel senso che parte da un valore prestabilito dalla casa e poi scala con semplice calcolo percentuale in base alla autonomia residua. 

Però i km restanti sono anche valutati in uso ottimale diciamo così, quindi se poi incontriamo due salite toste ovviamente l’autonomia cala e pure i km residui. Insomma, bisogna valutare il percorso perché non possiamo stabilire, per esempio, di fare 90km fidandoci della scritta sul display.

Quattro taglie disponibili, due i colori al momento in cui scrivo. Ma per questi dettagli meglio far riferimento alla scheda ufficiale.

Bene, direi che ne conosciamo abbastanza, possiamo pedalare.

COMMENTS

  • <cite class="fn">Paolo Mori</cite>

    E niente, già a leggerle certe cose fanno male. Immagino il divertimento per il test…
    Non ho molta esperienza con pedelec o ebike economiche, ma da quel poco che mi è capitato davanti, biciclette con sistemi non “di marca” (ad es Bosch e Shimano, ma non solo) tendono facilmente a dare problemi, sono montate male alla consegna e hanno in generale un allestimento che punta innanzitutto al prezzo (per non parlare dei ricambi introvabili se qualcosa si danneggia. Alla faccia della sostenibilità nel ciclismo). Non che un buon motore sia garanzia di una buona bici, però almeno è un buon inizio… e che però significa un investimento sostanziale.
    Se non altro in questo caso i freni sono almeno decenti XD

    • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

      Uh nun me ne parlá…durante l’uscita per le foto, il fotografo era con una bianchi zurigo, non mi credeva. Abbiamo fatto cambio bici, si è piantato lì e ha capito.
      Comunque si, hai ragione, una bici con una buona unità è tutta una altra cosa, proprio tutta la bici. Sto chiudendo test della brinke overland, shimano ep6, nexus di2, tutta una cosa diversa.

      Fabio

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