Non c’è vergogna nell’andare dal meccanico professionista
Non c’è vergogna nell’andare dal meccanico professionista.
I meccanici professionisti e professionali sono un bene da tutelare e via via sempre più necessari con l’attuale evoluzione delle bici.
Per chi preferisce c’è la versione video, oppure potete continuare la lettura.
Ok, vi sembrerà strana questa affermazione da uno che ha fatto della sezione Officina, del blog prima e del canale video dopo, una colonna portante del proprio lavoro.
Con in più il costante contatto coi lettori, anche in privato, per aiutarli a trovare una soluzione, come può confermarvi chiunque mi abbia contattato.
E sempre come potrà confermarvi chiunque mi ha contattato, se mi rendo conto che il problema non è alla portata del ciclista, lo indirizzo verso una officina specializzata.
Perché le bici moderne in realtà sono semplici, a breve approfondirò questa mia affermazione, ma hanno peculiarità che le rendono in apparenza difficili. In realtà richiedono un approccio diverso, professionale, serve aggiornarsi e serve spesso una differente e, purtroppo, spesso costosa attrezzatura. L’unico mio vero cruccio.
Avevo preparato questo intervento alcune settimane fa, poi per diversi motivi ne avevo posticipato la pubblicazione. E forse è stato un bene, perché la lettura dell’ultimo rapporto Shimano State of Nation 2026 di cui vi ho parlato mi ha mostrato una realtà che non conoscevo: le difficoltà che incontrano i ciclisti europei nel facile accesso alla manutenzione professionale della propria bici.
In quell’articolo ho chiuso citando la percentuale bassa di chi ha incontrato difficoltà in Italia: appena l’1,5%. Scherzandoci su, ho salutato con un “Chissà, vuoi vedere che una mano l’ho data pure io coi miei articoli della sezione Officina?”.
Le bici moderne non sono più difficili di quelle di una volta, lo posso affermare perché sono quarant’anni che le monto e ve lo potrà confermare qualunque bravo meccanico con qualche decade di attività, ossia chi ha vissuto le diverse epoche. Ma su questo approfondirò in un prossimo articolo, ora resto sul pezzo.
Le bici moderne sono costruite con materiali e soluzioni tecnologiche che richiedono profonda conoscenza e strumenti adeguati.
Una moderna trasmissione a 12 o 13v ha tolleranze di funzionamento bassissime, basta un niente per sfasarle.
E non parlo solo della regolazione, penso per esempio alla lunghezza catena. Una maglia in più fa perdere fluidità anche se a metterla sul cavalletto quella cambia uguale e sembra tutto ok.
Un movimento press fit che entra di mezzo grado storto andrà a battuta uguale ma nel lungo periodo darà problemi, anche se a noi sembra di averlo montato bene.
Una forcella ammortizzata richiede attrezzature, competenze e conoscenza della corretta procedura per quel modello, anche se a noi sembrerà di aver rimontato tutto giusto.
Ora qualcuno potrebbe obiettare: ma tu lo fai e ci fai pure i video!
Vero, ma io non improvviso.
Studio e mi aggiorno esattamente come un professionista e con loro sono a stretto contatto per risolvere dubbi e aggiungere conoscenze.
Ma questo non significa che per godersi una bici è necessario farlo.
Un normale ciclista ha bisogno giusto di quelle nozioni base per non restare a piedi e occuparsi dell’ordinaria manutenzione.
Significa saper rimediare alla foratura, una regolata ai freni, registrare quel fastidioso salto di catena. Poca roba.
Però è indubbio che le moderne bici al vertice, ma ormai anche quelle considerate di media gamma, sono un concentrato di tecnologia tale che le sole nozioni teoriche non bastano.
Servono esperienza, competenza, attrezzature. Tutta roba che costa, in tempo e denari. Soprattutto i tanti attrezzi per gestire la pletora di standard, il mio vero cruccio. Una volta accettato questo ci si accorge che non sono difficili ma chiedo: vale la pena spendere tempo e denari?
Per quanto prendersi cura della propria bici sia affascinante e, passatemelo, romantico, per le bici di alta gamma è preferibile ricorrere a un professionista.
Tempo addietro, non ricordo se solo sul blog o anche in video, affrontai due argomenti: la molla che spinge a far da sé e l’immobilismo di molti meccanici.
Nel primo caso raccontai che se si sceglie di curare da soli la propria bici solo spinti dalla voglia di risparmiare i soldi del meccanico, allora si è partiti col piede sbagliato e si finirà peggio.
Proprio perché lavorare bene significa investire tempo e denari, spesso non giustificati dal lavoro una tantum da fare. Penso alla sostituzione dei cuscinetti su alcuni mozzi, operazione che spesso richiede utensili dall’alto costo; o un movimento centrale press fit, che tra attrezzi per rimuoverlo e poi pressarlo in sede ti costa parecchio ben più del veloce passaggio in officina.
Sono lavori che un ciclista affronta di rado, molti cambiano la bici senza mai aver sostituito questi componenti, non vale la pena svenarsi in attrezzi che non si useranno. O, peggio, ricorrere ad attrezzature di bassa qualità come ne sto vedendo spesso, soprattutto sui siti di e-commerce dell’estremo oriente, acquistato perché tanto “io una volta solo devo usarli”. Ok, e se in quell’unica volta danneggi tutto?
E poi, proprio perché lavori eseguiti di rado, è difficile che il ciclista riesca ad acquisire la necessaria esperienza per farli bene, col rischio di far danni.
Meglio andare in officina, con la giusta spesa si ottiene il giusto risultato.
Nel secondo caso denunciai la tendenza a scambiare per esperienza l’immobilismo di troppi meccanici che non studiano, non si aggiornano, fanno tutto uguale da 30 anni.
Senza tener conto che in questi 30 anni le bici son cambiate, loro no.
Aggiungo un terzo elemento di riflessione: non fidatevi a prescindere dei tutorial in rete.
No, non mi sto dando la zappa sui piedi e non è una scusa per poi dirvi: fidatevi solo dei miei, gli unici costruiti e verificati insieme ai meccanici professionisti delle aziende.
Invece vi dico: dubitate pure dei miei.
Però posso suggerirvi alcuni indizi di cui tener conto per valutare la bontà di ciò che incontrate in rete.
Date una scorsa ai diversi video, nel senso di guardare gli argomenti trattati da quella persona; valutate l’attrezzatura e l’ambiente di lavoro; soprattutto cercate tra i commenti gli interventi di chi poi quelle stesse operazioni le ha messe in pratica a casa sua.
Ecco, quest’ultimo è il parametro più importante, perché un like è facile da attribuire, li date persino a me: ma se poi quella spiegazione è sbagliata, beh, l’errore emerge quando la vuoi replicare.
Ulteriore elemento di riflessione: identificato quello bravo, diciamo così, sfruttate i suoi lavori anche solo per capire i principi di funzionamento (perché se è bravo ve lo spiega, non ti fa lo short e puff, ne sai niente come prima…) oppure per anticipare una diagnosi di massima del vostro problema. Così potrete valutare in relativa autonomia il danno, le possibili cause, decidere se è il caso di provarci o meglio affidarsi a un professionista.
La romantica visione della bici semplice è retaggio del passato e nemmeno del tutto vera. Ma come detto, questo è argomento che affronterò un’altra volta.
Però è indubbio che allo stato attuale servono studio e impegno maggiori. Non tanto per le difficoltà ma per le molte differenze che prima non esistevano.
Giusto o sbagliato che sia non importa qui, adesso.
Quello che importa è la domanda che dovete porvi: sono disposto a investire tempo e denaro, avere l’umiltà di imparare senza credermi capace di tutto e senza la spocchia di sottovalutare le difficoltà oppure mi trovo un bravo professionista e io mi godo solo le pedalate?
Perché si può essere felici sui pedali in entrambe i modi.
Buone pedalate
Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. Tutti i contenuti del sito sono gratuiti ma un tuo aiuto è importante e varrebbe doppio: per l’offerta in sé e come segno di apprezzamento per quanto hai trovato qui. Puoi cliccare qui. E se l’articolo che stai leggendo ti piace, condividilo sui tuoi social usando i pulsanti in basso. E’ facile e aiuti il blog a crescere.

