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Non si fermano propaganda e disinformazione contro le bici
Avete presente quei post sui social che servono a far sorridere raccontando un episodio reale e ti salta fuori il disagiato di turno col commento automatico?
Per esempio questo, dove si ironizza sulla coda autogenerata dietro un veicolo fermo e ti spunta il libero pensatore che tira in ballo i vaccini.

Ecco, con analogo salto triplo carpiato e avvitamento all’indietro, una testata che in realtà un ossimoro titola
“Boon di ciclabili per i soldi del PNNR. Risultato: aumentano i morti in bici”.

Insomma, il titolista come un qualunque novax pone in sequenza di causa ed effetto due eventi che non hanno alcun legame.
Ma del resto, come si può vedere da questa immagine, la pagina è dedicata a “I danni del green”, tra cui ovviamente far rientrare questa assurda voglia di spostarsi in bici.

Però forse sono ingiusto a incolpare il titolista: alcuni passi dello scritto, ché definire articolo è eccessivo, confermano non solo la bislacca tesi lanciata dal titolo, ma anche come troppi iscritti all’albo professionale confondano il dovere di un giornalista con l’essere un influencer.
Cito” Abbiamo perso legioni di ragionieri, studenti e sognatori della domenica, abbiamo spiegato loro che una linea gialla tracciata per terra avesse il potere sciamanico di respingere i SUV e gli autocarri. Il numero dei ciclisti è aumentato nella convinzione che la strada fosse un immenso parco giochi.”
E prosegue, immagina senza aver riletto quanto scritto o forse beandosi del proprio acume come il novax che vi ho mostrato all’inizio, cito ancora: “Le dinamiche degli incidenti non sono cambiate di una virgola rispetto al passato: angoli ciechi dei camion, svolte a destra allegre, carreggiate strette ogni oltre limite di decenza per far spazio alle corsie riservate alle due ruote ed eccessi di velocità cronici”.
Ossia, immagino abbia scritto a sua insaputa ma ne risulta che la colpa è degli angoli ciechi contro cui le società civilizzate prendono provvedimenti, di chi svolta senza guardare, di chi non rispetta i limiti. Domanda: come fa ad addossare la colpa ai vaccini, ops, scusate, ai ciclisti?
E’ una inversione dell’onere della prova che crea danni nella percezione delle menti semplici.
Come quanto accaduto a Torino, dove un bimbo di sette anni è stato ucciso mentre andava a scuola in bicicletta. Non c’è l’ho fatta a parlarne, comunque altri lo hanno fatto, qualcuno lo ha pure cavalcato confondendo la necessità di informare prendendo posizione con l’opportunità di aggiungere click.
Dopo questo dramma, sui social è partita la campagna dei servi sciocchi per dare la colpa ai genitori.
Tra le migliaia di commenti indecenti, indegni anzi, ve ne mostro uno a cui attribuisco il dono della sintesi: perché è riuscita in poche righe a condensare il peggio e il risultato del lavaggio del cervello, ammesso questa gente ne abbia uno.
Leggiamolo insieme.
“I genitori di quel povero bimbo che è morto a 7 anni perché con la sua bicicletta è stato investito nel pieno del traffico in una grande città – no, sbagli, era in ciclabile – sono stati responsabili della sua morte, incoscienti e senza un filo di cervello.
Se vuoi adottare abitudini quotidiane ecologiche, devi essere consapevole che alcuni mezzi sono a rischio per la tua vita e non devi rompere il caxxo a chi guida in una grande città.
Sennò vai a vivere nei paeselli o nelle piccole province senza costringere gli altri a doversi sacrificare mentre sono alla guida magari con i minuti contati per andare a lavorare.
Ciclisti ecologisti avete scassato le @@”.
Ecco il post.

Non voglio offendere la vostra intelligenza commentando quanto abbiamo appena letto.
Però, lo sapete, da molto tempo, anni ormai, denuncio la campagna in atto contro i ciclisti. I ciclisti in quanto tali, persone che pedalano: coloro che la destra ha additato come colpevoli di tutti i mali.
Non arrivi a fine mese? Colpa dei soldi spesi per le ciclabili.
Non puoi curarti? Colpa dei soldi spesi per curare i ciclisti
Non puoi pagare le bollette? Colpa dei ciclisti che vogliono un mondo green.
Gli effetti di questa propaganda ve li ho appena mostrati, poi questa tale Nadia ci ha messo il suo ed ecco il risultato.
Così come sempre legato a questa impostazione ideologica è il recente rifiuto del Sindaco di Catania, ovviamente del partito di maggioranza relativa alla guida del Paese, di rinunciare a oltre otto milioni di euro per la costruzione di ciclabili nella sua città.
Un sindaco che è diventato un meme per i suoi cittadini e che giustifica il rifiuto con l’impatto negativo per la circolazione delle auto.
Il sindaco di una città che detiene il primato nazionale di auto possedute ogni mille abitanti e in cima da anni alle classifiche di tempo sprecato dai catanesi nel traffico.
Mi avvio a chiudere con un’ultima notazione.
Tutta la storia trita e ritrita della fila indiana, il bollo, l’assicurazione eccetera è solo il paravento, la scusa, anzi, il copione da dare in pasto agli analfabeti funzionali che si millantano liberi pensatori e non hanno nemmeno un neurone sano che gli faccia comprendere quanto sono manipolati, e usare poi per inondare i social con le foto dei ciclisti per strada.
Un fenomeno che gli si sta ritorcendo contro, persino i non ciclisti non esitano ormai a sbeffeggiare questi poveri disgraziati che per du spicci di notorietà di pubblicano le foto dei ciclisti.
Ma resta forte la campagna di disinformazione contro chi si sposta in bici, una campagna funzionale alla creazione del capro espiatorio, il ciclista appunto, che serve a distrarre dalla completa e totale responsabilità del degrado economico, sociale e morale in cui questo ceto politico al comando ci ha condotto.
L’unica è denunciare, sempre, raccontando la verità.
Quella reale, non quella della testata ossimoro in apertura.
Per chi vuole, il formato video.
Buone pedalate
Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. Tutti i contenuti del sito sono gratuiti ma un tuo aiuto è importante e varrebbe doppio: per l’offerta in sé e come segno di apprezzamento per quanto hai trovato qui. Puoi cliccare qui. E se l’articolo che stai leggendo ti piace, condividilo sui tuoi social usando i pulsanti in basso. E’ facile e aiuti il blog a crescere.

