Ma è vero che sui rulli si fa più fatica?
Ma è vero che sui rulli si fa più fatica?
E’ così diverso dalla pedalata su strada?
Ed è vero che l FTP sui rulli è diverso da quello su strada?
Andiamo con ordine, partendo dall’ultima domanda.
Ftp è acronimo di Functional Threshold Power (Potenza alla Soglia Funzionale), ovvero la massima potenza che un ciclista può sostenere in modo costante per circa un’ora.
Misurata in watt e calcolata tramite appositi test, la FTP è fondamentale per definire le zone di allenamento, monitorare i progressi e personalizzare gli allenamenti in base alla propria forma fisica.
Perché si parte sempre dall FTP per ricavare tutte le soglie di allenamento.
Importante: non è valore costante, varia spesso ed è influenzato anche da fattori esterni.
Per questo chi si allena con metodo svolge molti test durante la stagione, così da avere un valore medio di riferimento.
Ma cosa c’è di diverso tra FTP esterno ed interno, ossia tra strada e rulli?
Come detto, è un valore soggetto a variazioni e influenzato da diversi fattori.
La pedalata sui rulli è diversa, un aspetto a cui pochi badano ai fini della prestazione, magari ci fanno caso solo per il comfort diciamo così, è che non ti rinfreschi come all’aria aperta.
Pedalando su strada hai il flusso del vento che ti rinfresca, esiste ampia letteratura che stabilisce la stretta correlazione tra comfort termico e prestazione sportiva.
Per questo, per esempio, è bene usare un ventilatore, meglio se di quelli calibrati per funzionare coi rulli interattivi, che rimandano proprio il vento come su strada.
Poi, sia chiaro, se è estate, col ventilatore non hai gli stessi risultati.
E, per quanto raffinati siano gli attuali ventilatori, effettivamente, almeno io, la differenza a favore della strada la sento.
Quindi sui rulli comunque senti più caldo, per dirla semplice, quindi maggiore sudorazione, più rapida disidratazione (quindi è buona norma sui rulli bere di più e soprattutto non aspettare mai di avere sete, altrimenti è già troppo tardi) e in definitiva cala la prestazione atletica.
Altro aspetto: sui rulli, per quanto ci si posizioni bene, non si avrà mai lo stesso assetto che si ha su strada.
Per dirla semplice, si è più vincolati, meno libertà di spostamento, anche alzarsi sui pedali non è la stessa cosa.
Significa quindi avere una prestazione inferiore, fare più fatica perché la posizione cambia.
Inoltre, che tu sia un ciclista amatoriale o un agonista, in salita sviluppiamo la maggior potenza, grazie proprio alla posizione in sella, con la bici inclinata.
Possiamo ovviare ricorrendo a quegli aggeggi che ti sollevano la bici dialogando coi rulli interattivi, così da ovviare quasi del tutto.
Altra differenza: il rullo oscilla e non è la stessa cosa del dondolio ritmico che hai su strada.
Questa oscillazione determina una perdita di efficacia della pedalata.
Quindi fondamentale regolare bene i piedini del rullo, usare un tappeto idoneo, ossia previsto dal produttore del rullo, se esistono fermi o blocchi, prenderli senza indugio.
Attenzione però a non confondere l’oscillazione del rullo sul pavimento, che fa perdere potenza, con quella programmata, creata apposta, presente su molti rulli interattivi di ultima generazione.
Lì il rullo è stabile, fermo, è la bici che si muove donando la stessa sensazione della pedalata su strada, senza perdite di potenza.
Pedalare sui rulli è come la corsa, non ti fermi mai.
Su strada se incontriamo un tratto in discesa oppure anche solo piano ma con vento a favore le gambe le fermiamo, riprendiamo fiato, recuperiamo qualche energia insomma.
Sui rulli no, sei sempre in tiro, sempre a fare il cricetino sulla ruota, senza interruzioni: bella faticaccia…
In realtà, dati alla mano per chi usa un misuratore di potenza, il valore alla fine si equivale. Ma perché su strada grazie ai mini recuperi possiamo spingere di più dopo, sui rulli invece è più costante.
Però mancando queste pause per riprendere fiato poco da fare, percepiamo maggiore stanchezza.
Detto questo, c’è anche un fattore che io chiamo psicologico o di suggestione.
Quando prendiamo la bici nuova, anche se ipotesi fosse un cancello ben peggiore della precedente, a noi sembrerà di volare.
E’ l’entusiasmo, la passione, la testa.
Ecco, i rulli divertenti non sono, non giriamoci attorno. Stai lì a faticare come un disperato, alzi la testa e sei sempre nello stesso posto, col tempo che sembra non passare mai.
Io dico sempre che un minuto sui rulli dura quanto l’ultimo minuto della lavatrice: si dilata in una dimensione temporale tutta sua..
Ma se questa mia affermazione è poco scientifica, corro ai ripari con una reale.
Molti studi hanno dimostrato che un ciclista amatoriale ha una differenza tra FTP esterno ed interno nell’ordine anche del 15%. I prof sono un mondo a parte, pure loro hanno questa differenza ma nell’ordine del 2%, trascurabile.
Quindi per poter gestire al meglio l’allenamento indoor io consiglio di sdoppiare i test FTP: esterno ed interno.
Perché un 15% è tanto, se impostiamo i rulli sul parametro dell FTP esterno, ci troveremo a dover gestire uno sforzo superiore e si, allora si che faremo più fatica.
Fatica sprecata perché peggiora l’allenamento invece di migliorarlo.
Senza però farsi venire le fisime, basta tenersi in zona bassa pedalando sui rulli e zona alta su strada.
Poi, col tempo, ovviamente l’allenamento darà i suoi frutti, magari un nuovo test FTP per riparametrarsi e tutto andrà a posto.
E’ ovvio che i rulli li usa il ciclista attento all’allenamento ma non devono diventare una malattia, non siamo professionisti, se diventiamo schiavi dell’allenamento perderemo la voglia di pedalare.
L’ho visto accadere fin troppo spesso.
All’inizio i rulli son sempre più faticosi della strada, per quello che vi ho detto prima e, aggiungo, perché non sappiamo ancora usarli.
Errore comune è tenere sempre la potenza alta e costante. No, variamola spesso, come fossimo su strada, e vedrete che andrà molto meglio.
Ma allora sui rulli si fa davvero più fatica? In parte si, ma spesso perché lo settiamo male o lo usiamo male.
Infatti il vero punto è che se sbagliamo a settare rullo, FTP ecc. sarà una fatica inutile, non allenante.
Se invece sistemiamo bene il tutto, creiamo un confortevole ambiante di lavoro e, perché no, troviamo il modo di ammazzare il tempo o con un film o con le app social tipo zwift, andare sui rulli sarà efficace e non troppo noioso.
Spero che con questa chiacchierata, non tecnica ma che dalla tecnica prende spunto, vi sia stata utile.
Per chi gradisce, a questo link diretto trovate il video, altrimenti miniatura in basso
Alla prossima
Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. Tutti i contenuti del sito sono gratuiti ma un tuo aiuto è importante e varrebbe doppio: per l’offerta in sé e come segno di apprezzamento per quanto hai trovato qui. Puoi cliccare qui. E se l’articolo che stai leggendo ti piace, condividilo sui tuoi social usando i pulsanti in basso. E’ facile e aiuti il blog a crescere.


Verissimo! L’aspetto psicologico vale ancora di più per la corsa su tapis roulant o strada, personalmente percepisco un minuto su tapis faticoso come un km su strada!
Sui rulli mi trovo bene a fare allenamenti brevi e intensi, interval training in fuori soglia: la fatica è massima e rullo o asfalto sempre di morte si tratta…