[Tecnica] Arriva l’inverno, che gomme monto sulla bdc?
L’inverno è alle porte, come naturale per una lunga penisola come la nostra ci sono zone dove già è freddo e piovoso da settimane, altre dove è possibile trovare chi va in spiaggia.
Comunque ci siamo quasi e decido di rispondere direttamente con un articolo e un video alle tante mail che sempre mi arrivano di questi tempi: cambio le gomme alla mia bici da corsa? Quali mi consigli?
Ovviamente spesso le risposte sono personali, perché dipendono dai copertoncini in quel momento installati e dal passaggio gomme al telaio; e specifico sempre che la mia linea editoriale è parlare solo con cognizione, quindi per un modello specifico di far riferimento ai test, non posso indicare prodotti che non ho recensito.
Però qualche consiglio generale, utile a tutti, posso darlo.
Qui in basso lo trovate in video, se preferite potete continuare la lettura, il contenuto coincide.
Con “tutti” lascio fuori i ciclisti già esperti, con le idee chiare. Ma del resto se cerchi informazioni è perché ne hai bisogno, nessuno nasce con la conoscenza in tasca e, forse, l’esperienza di tanti anni sui pedali può aiutare.
Molte aziende propongono “gomme invernali” o quattro stagioni. Cambiano mescola, disegno del battistrada, spesso anche la carcassa dove troviamo una maggiore protezione. Sono adatte appunto alle condizioni invernali, che non si traducono solo nelle basse temperature.

In inverno l’asfalto resta umido più a lungo, soprattutto di primo mattino (tanti di noi, semplici amatori, non possono aspettare che il sole scaldi per uscire), nelle strade interne si crea un tappeto di foglie bagnate molto insidioso, a causa delle piogge restano depositati più mini detriti soprattutto a bordo carreggiata (che ci tocca impegnare per non farci travolgere), un punto assai insidioso sono le rotatorie dove a causa della loro foggia hanno sempre i bordi con forti accumuli depositati dai veicoli, insomma, queste e altre condizioni determinano una aderenza precaria.
Non in tutto il giro ma bastano venti metri per rovinarci la giornata, quindi meglio essere pronti con gomme adatte.
Che risolvono infatti questi problemi, tranne il ghiaccio.
Di contro sono spesso più pesanti e (poco) meno scorrevoli. Ma soprattutto per le coperture quattro stagioni di alta gamma, il divario è minimo, tanto che io le lascio spesso tutto l’anno perché hanno un grip eccellente in ogni situazione e in discesa vai fortissimo.
Ma allora, se non ci vuoi indicare qualche specifico modello, noi che dobbiamo fare?
Giusta domanda, eccovi allora qualche consiglio.
Per prima cosa, dopo esserci sincerati che quel copertoncino sia dichiarato invernale o quattro stagioni, confrontiamolo con il suo fratello estivo; perché sempre c’è la doppia versione.

Sfruttando le schede tecniche verifichiamo il primo dato fondamentale: la mescola.
Deve essere dichiarata una diversa rispetto alla versione estiva; va da sé che sarà una mescola più morbida, accorgimento necessario ad assicurarci grip in condizioni avverse.
Sempre a confronto con la versione estiva verifichiamo se anche la carcassa abbia struttura diversa. Quasi tutte le case aggiungono una protezione alle forature maggiore annegata nella struttura. Soluzione che aumenta il peso (di poco) ma necessaria perché in inverno le strade sono sempre assai più rovinate.
Ultimo confronto è il disegno del battistrada. Escluse le slick, ovviamente, di solito è simile ma più accentuato e fitto per la versione invernale.
Una buona gomma invernale dovrà avere intagli più lunghi, più profondi e soprattutto essere maggiormente distribuiti.
Non tanto per il drenaggio dell’acqua, problema relativo su una bici dove le velocità sono inferiori rispetto ad auto e moto.
Servono a favorire la deformazione controllata della carcassa. Che significa?
Ogni copertoncino si deforma per il peso e la spinta che diamo. Soprattutto in curva la gomma tende a schiacciarsi. Ok, non è proprio la definizione giusta ma rende l’idea.
Se da un lato le gomme invernali hanno mescola più morbida, dall’altro hanno carcassa più rigida per la presenza dell’inserto antiforatura più spesso ed esteso, affogato proprio nella carcassa.

I tagli del battistrada permettono alla gomma tutta di cedere più facilmente ed soprattutto in modo controllato, ossia costante e armonioso, garantendo grip costante in curva e senza scalini o cedimenti che possono pregiudicare l’aderenza.
Con la brutta stagione io consiglio, dove il telaio lo permette, di salire di sezione.
Le 28 ormai vanno ovunque, tanti telai permettono le 30 o le 32, alcune bici da endurance si spingono fino alle 36.
Io non scenderei sotto le 28, anche perché dobbiamo tener conto di un altro fattore importante: la pressione d’esercizio.
Sappiamo infatti che maggiore la sezione, minore la pressione usata; come sappiamo che una minore pressione assicura miglior grip.
Ovvio che non prendo un 700×23 e lo sgonfio, avrei solo una bici inguidabile e lenta.
Per questo lavoriamo sulla sezione, scegliendone una maggiore, se non lo facciamo già anche in estate, visto che ormai il connubio gomma larga/canale cerchio maggiore è dimostrato portino reali benefici su scorrevolezza e velocità.
Spesso mi chiedono anche se in inverno è meglio usare tubeless o camere d’aria.
Io rispondo di restare sulla stessa configurazione estiva, essenzialmente per praticità, perché le due configurazioni hanno pro e contra e alla fine tutto si riduce alle preferenze personali.
Il tubeless permette pressioni di esercizio più basse, ha la capacità di risolvere in autonomia piccole forature grazie al sigillante (e in inverno forare è più probabile, i detriti di cui ho detto prima) ma di contro il sigillante lavora peggio a basse temperature, può succedere la bici resti ferma più a lungo per il cattivo tempo, magari la bici è ricoverata in box o cantine umide e fredde, insomma, sono elementi da valutare perché si traducono nella necessità di maggiori attenzioni nella manutenzione.
Le camere d’aria pesano di più, ovviamente non si autoriparano, la pressione di esercizio è maggiore. Limiti facilmente risolvibili con buone camere in TPU, che eliminano o riducono l’inconveniente del peso, lavorano a pressioni inferiori rispetto a quelle in butile (quasi come fossero tubeless), in commercio ci sono anche quelle col sigillante all’interno e quindi risolvere le piccole forature.
Come detto, son scelte personali e in base all’uso della bici. L’unica cosa che, francamente, sconsiglio è proprio modificare la configurazione tra estate e inverno.
Vero che periodicamente è bene per chi usa tubeless smontare tutto, pulire gomma e cerchio soprattutto sui bordi per rimuovere accumulo o sigillante secco, ma onestamente fare questa cosa pure al cambio di stagione è quasi come l’incubo del cambio vestiti nell’armadio.
Infine riallacciandomi a questo detto prima per la mescola più morbida e i detriti/sporco, significa che una gomma invernale ha usura più precoce.

Sia appunto perché una mescola morbida dura meno chilometri e sia perché lo stato delle strade le consuma di più, le grattugia di più passatemi il termine.
E poi c’è il sale, chi vive in zone dove nevica sa bene che è deleterio per le gomme; anche per la bici, quindi nel caso lavarla al rientro è buona cosa.
Non esiste, e chiudo, una pressione preferibile valida per tutti. Dobbiamo tener presente il range di pressione minima e massima riportata sul fianco della gomme, valutare la pressione in base al nostro peso, in inverno togliere quel mezzo bar rispetto all’estate, ovviamente solo se abbiamo optato per identica sezione tra estate e inverno.
Sul blog sono presenti diversi test, se vi interessa un modello specifico o lo cercate, potete fare riferimento a loro.
Buone pedalate
Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. Tutti i contenuti del sito sono gratuiti ma un tuo aiuto è importante e varrebbe doppio: per l’offerta in sé e come segno di apprezzamento per quanto hai trovato qui. Puoi cliccare qui. E se l’articolo che stai leggendo ti piace, condividilo sui tuoi social usando i pulsanti in basso. E’ facile e aiuti il blog a crescere.

