Doping alla GF la Medievale: chiesto il risarcimento per danno di immagine
Dopo il clamore per la vicenda doping che ha visto coinvolto lo sconosciuto ai più Velotti, nome che adesso ha fama solo per questo, l’organizzazione della Gran Fondo La Medievale ha deciso di chiedere un risarcimento per danno d’immagine proprio al corridore squalificato.
Alessandro Malagesi ha dichiarato: “Vedere la nostra gara associata al doping in articoli di stampa italiani e internazionali non è una cosa positiva”.
E qui verrebbe la facile battuta per la scelta dell’ultimo aggettivo.
Ma no, sarebbe ingiusto togliere valore al gesto di Malagesi solo per inseguire un guizzo picaresco.
Al solito, per chi preferisce c’è la versione in video.
L’importo richiesto è trentamila euro, da investire poi nel ciclismo giovanile.
Continua Malagesi: “Vogliamo investire nell’educazione sportiva dei più giovani, piuttosto che fermarci al mero risarcimento”
La richiesta di risarcimento non è qualcosa di automatico, c’è una procedura precisa stabilita dalla legge e sarà poi un giudice a valutare le ragioni dell’una e dell’altra parte.
E vi dico, seppure la mia specializzazione sia in altra branca del diritto, che la decisione a favore della reputazione della Gran Fondo non è così scontata.
In effetti a citare la Gran Fondo La Medievale è stata la stampa che si è occupata della vicenda ma non per gettare discredito sulla corsa amatoriale bensì per qualificare la notizia, dare cioè quelle informazioni necessarie al lettore per comprendere dove è avvenuto l’evento.
Non è un di più inutile, quante volte vi sarà capitato seguendo un telegiornale di chiedervi a metà notizia: ok, ma dove è successo?
C’è però un danno intrinseco, cioè l’aver “sporcato”, passatemi il termine, una manifestazione assai nota e conosciuta.
Se l’assunzione della sostanza dopante fosse stata anche reato, e non aggiungo penale perché il reato è reato, tutto sarebbe più facile grazie alla costituzione di parte civile direttamente al dibattimento.
Ma trattandosi di gara amatoriale, il reato non sussiste.
Se invece sbaglio io a identificarla amatoriale, allora il reato c’è.
Però non voglio trasformare questo mio contributo in una lezione di diritto, quindi vado avanti.
Io, da ciclista, da appassionato, spero la richiesta risarcitoria sarà accolta.
Non per spirito di vendetta ma per dare un chiaro segnale.
La squalifica è stata forte, otto anni a causa della recidiva.
Ma quanti sfuggono ai controlli? E soprattutto quanti preferiscono rischiare la squalifica?
Aprire la strada, creare un precedente come usa dirsi, per un risarcimento oneroso potrebbe essere un ulteriore elemento per tenere lontani questi soggetti.
Certo, il nostro non è sistema giuridico di Common Law, quindi il precedente vale solo a se stesso, non vincola nessuno. Però aiuta.
Aiuta non solo gli organizzatori che vedono compromessa onorabilità e partecipazione, perché poi i ciclisti lì non vanno “e che ci vado a fare, tutti dopati!”.
Aiuta i tanti ciclisti onesti, quelli che pedalano solo con le loro gambe; li aiuta non solo a partecipare a una competizione leale ma anche a togliergli di dosso l’etichetta di dopati, tutti, senza distinzione.
A volte il clamore mediatico è deleterio, soprattutto se gonfiato dai social.
Ma stavolta, perché la pena inflitta (e mai mi stancherò di ripetere che non si dice comminata) è alta, il fatto che la notizia abbia girato ha il suo lato positivo, così pareggio con la dichiarazione di Malagesi.
Se non ne parli è come se il fenomeno, l’evento non esistesse.
Invece esiste a va denunciato, sempre.
Buone pedalate.
Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. Tutti i contenuti del sito sono gratuiti ma un tuo aiuto è importante e varrebbe doppio: per l’offerta in sé e come segno di apprezzamento per quanto hai trovato qui. Puoi cliccare qui. E se l’articolo che stai leggendo ti piace, condividilo sui tuoi social usando i pulsanti in basso. E’ facile e aiuti il blog a crescere.


Buongiorno Fabio, penso che toccare la tasca di questi personaggi sarebbe la svolta. Un conta è la squalifica e un conto è uscire soldi.
Speriamo
Probabilmente io sono ignorante e neanche sapevo esistesse questa manifestazione.
Comunque se ne è parlato per il caso di doping e come me altro avranno saputo che esiste. Già qui hanno avuto pubblicità.
Ora con la loro richiesta di risarcimento si faranno ulteriore pubblicità.
Non tutto il male viene per nuocere.