[Test] Kask Elemento, il top per l’allraod
Kask Elemento, vi avevo promesso lo avrei recensito, eccomi qui.
In questo breve articolo riassumo i punti salienti, il test completo è nel video a fondo pagina.
L’abbiamo conosciuto nella presentazione che ci ha donato Nicolò Crotti, manager della comunicazione Kask per il settore ciclo, non dimentichiamo che l’azienda protegge le nostre teste in differenti attività, dallo sci all’equitazione senza tralasciare la sicurezza sul lavoro, il casco mi aveva molto incuriosito ma mi conoscete, devo provare in prima persona per capire. O almeno provarci.
Nel video a fondo pagina trovate il test completo, qui sintetizzo come è fatto e alcune considerazioni nell’uso sia in strada che in off road. Le conclusioni le lascio al solo video, sennò che lo vedete a fare? Si lo so, c’è ancora chi preferisce il classico lungo articolo ma, credetemi, sono così a corto di tempo che il doppio formato articolo e video completi è improponibile.
Vediamo rapidamente come è fatto, poi a pedalare sia in strada che in off road e infine, al solito, le mie considerazioni in chiusura.
Come è fatto
Il fattore forma è senza dubbio quello di un casco sportivo, dove aerodinamica e leggerezza determinano le scelte.
Lo vediamo nell’ampia dotazione di feritoie per l’ingresso e soprattutto la rapida espulsione dell’aria, lo riconosciamo con la generosa presa frontale, lo identifichiamo con linee sfuggenti che rimandano ai flussi della galleria del vento.

La calotta è al vertice per tecnologia e materiali.
Il Kask Elemento sfoggia il tecnopolimero composito di Fluid Carbon 12, che assorbe più energia dell’impatto dei materiali tradizionali e distribuisce in modo più uniforme la forza generata su tutto il casco. Caratteristiche che hanno permesso agli ingegneri di Kask di aumentare la dimensione dei canali interni, migliorando così la ventilazione, e allo stesso tempo di ridurre quella dei fori di ventilazione, con il risultato che anche l’aerodinamica è migliorata.
Inoltre riduce l’attrito tra casco e superfice di impatto.
L’imbottitura interna è anch’essa frutto dell’incessante lavoro di sviluppo di Kask. Battezzata Multipod è l’imbottitura proprietaria di KASK stampata in 3D.

Il materiale elastomero permette al casco di resistere meglio all’energia generata dagli impatti lineari e rotazionali. Multipod offre la massima protezione dall’energia generata dall’impatto indipendentemente dalla direzione da cui la forza è applicata.
Infine a tenere saldo il casco provvede il sistema OCTOFIT+ che permette una regolazione molto più fine, il che si traduce in maggiore sicurezza e stabilità.

Alla nuca la classica fascia, regolabile in lunghezza; con tutto il sistema gestito da una rotella in gomma sovrainiettata per offrire miglior presa alle dita e che agisce su una coroncina che cinge il capo per tenerlo sempre in precisa posizione.
Ora pedaliamo
La prova su strada
Partiamo dalla calzata.
Il Kask Elemento è subito confortevole, grazie alla precisa regolazione. Il morbido cinturino non infastidisce, non pizzica con la barba, i divider fissi si collocano naturalmente alla giusta altezza.
Serrare il casco è un attimo, il sistema Octofit è rapido e preciso e subito trasmette la giusta sensazione di sicurezza: ti senti protetto.
L’imbottitura interna stampata in 3d si conforma perfettamente alla nostra morfologia. Non nascondo che era un mio dubbio, a vederla da fuori sembra rigida. Invece è morbida, comoda, per nulla invasiva.

La ventilazione è eccellente. Senti l’aria entrare, sfiorare il capo, uscire velocemente senza stagnare, ossia senza creare quella fastidiosa condensa che è nemica della traspirazione. Col caldo più intenso, che ho trovato a inizio test, è stato un piacere.
Ed è molto efficace anche a bassa andatura, soprattutto sulla sommità.
Nove i convogliatori frontali, sei gli estrattori.
Semplicemente perfetta l’espulsione.
Segno che le canalizzazioni interne, molto ampie grazie alla tecnologia Hyvent, fanno perfettamente il loro dovere. Intuisco che c’è stato un profondo lavoro in galleria del vento per calibrare la ventilazione in modo così preciso.
E si nota anche dal disegno dell’Eps interno, molto più elaborato del solito.
Colpisce, osservando appunto l’interno, come i canali non seguano una linea longitudinale da fronte a retro, come siamo abituati a vedere.
Il flusso che entra nelle sei prese frontali di conseguenza viene accompagnato all’interno della calotta e scaricato attraverso i due fori centrali posteriori che sembrano giocare un ruolo determinante per il corretto funzionamento della ventilazione.
Inoltre gli inserti 3d Multipod creano una intercapedine di 5mm tra testa e calotta, a tutto vantaggio della dissipazione del calore.
Perché, lo sanno bene gli ingegneri kask che hanno sfruttato ampia letteratura sull’argomento, il controllo termico incide sulla prestazione.

L’aerodinamica è eccellente non solo per i flussi interni ma anche, ovviamente, per il design della calotta.
L’utilizzo del composito Fluid carbon 12 ha permesso di disegnare una calotta dove le prese d’aria sono più piccine, ma come detto le canalizzazioni interne maggiori, favorendo la penetrazione dell’aria.
Non dimentichiamo che Elemento desidera unire in un unica piattaforma aerodinamica, comfort termico e sicurezza.
Il Kask Elemento è silenzioso, molto silenzioso. Hai intorno a te il normale suono del vento della corsa ma nessun fischio o ronzio o sibilo. E il casco resta sempre ben saldo, fermo, anche se non lo hai serrato quanto avresti dovuto.
Il taglio frontale è alto, così da avere sempre perfetta visibilità in presa bassa. E non intralcia mai con gli occhiali, nemmeno quelli più corposi.
Anche il taglio sopra le orecchie passa alto e qui forse avrei osato qualcosa in più, magari sacrificando una manciata di grammi per una maggiore superfice coperta.
Un crash test in laboratorio non posso farlo, su strada spero sempre di non farlo…
Questa che avete letto è solo una sintesi, la prova completa con anche le mie considerazioni finali la travate nel video in basso.
Al solito questo il link diretto, altrimenti c’è la miniatura.
Prima vi lascio i link ufficiali.
Buone pedalate
Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. Tutti i contenuti del sito sono gratuiti ma un tuo aiuto è importante e varrebbe doppio: per l’offerta in sé e come segno di apprezzamento per quanto hai trovato qui. Puoi cliccare qui. E se l’articolo che stai leggendo ti piace, condividilo sui tuoi social usando i pulsanti in basso. E’ facile e aiuti il blog a crescere.

