[Tecnica] Shimano CUES, gamma rapporti 11v a confronto.
Ma è bene precisare subito per evitare confusione.
Oggi metto a confronto le 11 velocità stradali, sia con guarnitura doppia che monocorona.
Specifico stradali, anche se con la famiglia CUES ha poco senso, perché ho selezionato le guarniture in base alla linea catena da 48,8mm, lasciando fuori quelle con linea da 50.
Per chi preferisce, c’è il video.
La famiglia CUES, da pronunciare rigorosamente con la boccuccia da selfie imbronciato, è ampia e prevede al momento in cui vi parlo le 9/10 e 11 velocità.
Vanta ampia compatibilità ma non universale compatibilità.
A parte la linea catena di cui vi ho detto, ci sono cambi per tutte e tre le versioni e cambi dedicati solo alle 11 velocità; così come ci sono le versioni per doppia, che lavorano con cassetta 11-45, e quelli per monocorona che lavorano con cassette 11-50.
In comune la possibilità di lavorare sia con comandi flat che drop, quindi ci si può costruire la propria bici con una gamma rapporti e un assetto in sella perfettamente su misura per le proprie esigenze.
C’è anche ampia scelta tra i deragliatori, sia per capacità, ossia il salto tra due corone che possono gestire, che per sistema di attacco al telaio e passaggio del cavo.
Il tutto sempre con tecnologia Linkglide, di cui vi ho parlato più volte, e che garantisce fluidità e durata superiori, seppure al prezzo di un aumento di peso sulla cassetta pignoni.
Io qui oggi mi concentro solo sulla gamma rapporti, lo farò sfruttando lo sviluppo metrico per rendere, spero, comprensibili le mie parole.
Come vedremo le guarniture sia doppie che mono sono state prelevate dalle tre serie 8000, 6000 e 4000 che, va chiarito, si differenziano per tecnologia e pesi.
La serie 8000 prevede costruzione Hollowtech, le altre sia costruzione Hollowtech che quella definita da Shimano in due pezzi.
Le guarniture doppie prevedono diverse opzioni.

46/32 per la serie 8000.
46/30 e 36/22 per la serie 6000
46/30, una interessante 40/26 e di nuovo la 36/22 per la serie 4000
Per le monocorona abbiamo la scelta tra 42 o 40 denti, sia per la serie 8000 che 6000; non c’è, al momento, una 4000 con linea catena da 48,6. O forse io non l’ho trovata ma comunque cambia nulla ai nostri fini.

Nel caso delle doppie c’è l’abbinamento con cassetta 11-45, per le mono la cassetta è la 11-50.
Infine, per rendere omogeneo il confronto, ho calcolato lo sviluppo metrico immaginando una 700×40, quindi 2.220mm
Questo mio schema non è esaustivo dell’intera famiglia Cues, sia perché non prendo in esame le 9 e 10v e sia perché, soprattutto per i monocorona, non ho attinto alle guarniture con linea catena da 50.
Ma arriverò anche a loro, una cosa alla volta.
Le tabelle che vedremo sono anche in formato immagine nell’articolo sul blog, ho tolto la protezione, quindi chi vuole può scaricarle e studiarle con calma.
Partiamo dalla configurazione più sportiva, ossia guarnitura 8000 46-32, ricordo che la cassetta è sempre 11-45 e gomma da 2.220 mm di circonferenza.

E’ certamente uno sviluppo metrico sostenibile, ci sono sia una discreta velocità, con un 46-15 senza esagerare con la cadenza sfiori i 30 km/hm, e sia un sufficiente agilità, a salvare la gamba sono gli ultimi tre pignoni.
Può essere una valida scelta per chi si muove spesso, anche su distanze impegnative, non ha con sé bagaglio pesante e non vuole precludersi né una sgambata allegra né farsi intimorire da una salita a due cifre.
La seconda scheda prevede dentature 46-30 per le corone, a parità di cassetta e circonferenza gomma.

E’ una combinazione di corone già in uso da tempo in casa Shimano, io l’ho testata e usata per anni col GRX 2×10 velocità.
Che però arrivava fino al 36 finale, tanti hanno modificato usando una cassetta 11-42 che, qui lo dico e qui lo nego, seppure travalichi le specifiche, alla fine funziona a patto di usare cautela e calcolare bene la lunghezza catena. Io però non l’ho mai detto, sia chiaro.
E’ sicuramente questa combinazione proposta in gamma CUES quella più equilibrata perché offre buona velocità e al tempo stesso garantisce tutta l’agilità necessaria anche nel fuoristrada più impegnativo e nel turismo a medio raggio, magari in assetto bikepacking.
Io usavo la cassetta col 34 finale sul GRX e ci ho scalato l’impossibile, la 36 l’ho sfruttata quando ero acciacatello e la trovavo fin troppo agile, qui con 39 e 45 a chiudere la scala credo nessuno potrà lamentarsi.
Terza scheda, entriamo nel campo dell’agilità predominante con questa 40-26.

Confesso una mia difficoltà a inquadrarla, dovrei pedalarci per rendermene conto (e state sicuri che lo farò) perché la 40 la devi far girare su 11 e 13 per muoverti decentemente, con la corona da 26 e questa cassetta ti fai le verticali, che tipo di ciclismo può interessare? A istinto direi una trekking, una tuttofare da città e da svago, dove la velocità passa in secondo piano, contano di più muoversi in agilità, nel senso dinamico, nel traffico, magari evitando di scaldarsi troppo e arrivare al lavoro sudati; avere tanta agilità per affrontare qualunque ostacolo senza sforzo, insomma, la terrei fuori da un ciclismo più specialistico diciamo così.
Quarta e ultima scheda dedicata alla doppia, qui è tutta agilità con queste corone 36-22, praticamente da Mtb se usassero la doppia.

Però diversamente da quello che si potrebbe immaginare, è più poliedrica di quanto si creda. Io infatti ci sto pedalando da mesi per lo stress test della trasmissione CUES e finora l’unico stress è il mio perché lei non cede di un millimetro.
Comunque, con tanta agilità hai diverse opzioni: fuoristrada, anche tosto perché ne esci sempre; turismo a lungo raggio, anche portandoti l’armadio intero con questi rapportoni non ti spaventa nemmeno lo Zoncolan; urban, perché se vivi in città collinari hai la certezza di arrivare sempre al lavoro o al supermercato senza che la gente si allontani disgustata. E se la bici è adatta, ci carichi la spesa di un mese perché a casa ci torni; piano, ma ci torni.
Adesso passiamo al monocorona dove, sempre con linea catena da 48,8mm, abbiamo al momento due sole scelte: 40 o 42 denti.

Va de sé, è intuitivo, che qui si ribalta ma non del tutto la vulgata comune per cui monocorona sia sempre sinonimo di agilità superiore rispetto alla doppia, malgrado col mono abbiamo una cassetta 11-50, un pignone che è quanto la corona di una sportiva stradale.
Due denti sulle corone fanno la differenza tra loro, come vediamo.
Ci sono buona velocità se teniamo la catena sulla parte bassa della cassetta, agilità sulla parte finale con i soliti salti che sempre ci sono sul monocorona anche se, guardando poi le differenze in percentuale, che qui non ho pubblicato ma calcolato, è meno tragico di quanto sembri.
Quale che sia la combinazione scelta, le valutazioni cambiano rispetto a quanto detto per le doppie.
In primo piano c’è la scelta della semplicità, è indubbio che gestire solo la cambiata sia preferito da molti ciclisti.
Quindi l’opzione monocorona, in queste dentature, potrebbe essere una valida scelta per chi usa la bici anzitutto per spostarsi, potendo contare su facilità di utilizzo, durata enorme grazie alla tecnologia LinkGlide, che è comune a tutte ma qui, col mio ciclista immaginario, potrebbe essere un plus pesante sulla bilancia, un buon passo ma senza velleità sportiva, quei due ultimi pignoni che ti tirano fuori da ogni impiccio.
Non lo so, dovrei pedalarci e ho messo anche questa opzione sul mio notes, poi vedremo se mamma Shimano esaudirà tutti i miei desideri.
Vi propongo un’ultima scheda, dove metto a raffronto gli ultimi tre pignoni, quelli più agili, a confronto con le corone minori delle doppie e le due opzioni monocorona.

Così è più chiaro, spero, per chi pone l’agilità al primo posto nelle sue scelte.
Però, come vedete, il divario con le corone da 30 e 32 non è così ampio, grazie al pignone da 50 offerto dal monocorona.
Questo significa che la gamba è comunque salva, quindi la scelta sarà tra semplicità d’uso e/o ricerca di una maggiore velocità.
Insomma, al momento ne abbiamo per tutti i gusti, ma qualche ulteriore considerazione la faccio.
La prima: la famiglia CUES non è un ripiego, anzi. E’ una delle migliori innovazioni arrivate sul mercato negli ultimi anni, perché offre qualità, versatilità, compatibilità, ottima scelta e tutto a costi contenuti. Ovvio che la serie 8000 costi più delle altre ma questo non significa che la 6000 o la 4000 siano scarse.
La seconda è una ripetizione di quanto detto in introduzione, ossia questa è solo una parte della famiglia CUES e, aggiungo ora, non mi sono soffermato su altri dati tecnici come peso, fattore Q ecc. perché il focus odierno è capire la gamma rapporti, con corone e cassetta a cui non siamo abituati.
La terza; qui in redazione/officina c’è la CUES 36/22 con cassetta 11-45 che sta stressando me invece di stressare io lei; in questo caso la guarnitura è quella con linea catena da 50 ma non importa; ho intenzione di verificare se e come funziona coi comandi dropbar, perché, credetemi, da qui ne puoi tirar fuori una monstercroos o un giocattolone da divertimento puro…
La quarta e ultima: CUES è stata presentata anni fa, per molte ragioni esterne e concomitanti sta arrivando adesso e nel 2026 vedremo molte più bici uscire di serie con questa trasmissione, io ne sono estimatore dalla prima ora. Questo per dirvi che ho scelto di lavorarci a fondo nel 2026, sarà nei prossimi mesi uno degli argomenti portanti, assemblerò due nuovi telai dedicati. Quali telai? Non lo svelo ancora…
Buone pedalate
Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. Tutti i contenuti del sito sono gratuiti ma un tuo aiuto è importante e varrebbe doppio: per l’offerta in sé e come segno di apprezzamento per quanto hai trovato qui. Puoi cliccare qui. E se l’articolo che stai leggendo ti piace, condividilo sui tuoi social usando i pulsanti in basso. E’ facile e aiuti il blog a crescere.

