114 ciclisti uccisi in questo scorcio di 2026
Puntuale arriva il bollettino A.S.A.P.S. Sapidata, l’Osservatorio creato dalla Associazione Amici della Polizia Stradale che monitora in tempo reale i decessi sulle strade delle categorie deboli, a informarci che da gennaio 2026 e fino alle metà di luglio ben 114 ciclisti sono stati uccisi in strada. Ancor più terribile il dato dei pedoni, 218, quasi il doppio.
Non uccisi da un’auto o camion che ha perso il controllo, formula impersonale e quindi autoassolutoria, né tragica fatalità, ineluttabile destino come spesso viene raccontata. Non mi soffermo, stavolta, sugli analfabeti, sia funzionali che di fatto, che sfogano il proprio rancore sfoggiando orgogliosi la loro mediocrità e strepitano “se la sono cercata”.
Qui la versione video.
Gennaio ha chiuso a 11 decessi, 18 a febbraio, 10 a marzo. Ad aprile 21 decessi. Maggio conta 24 decessi. Giugno ha chiuso con 18 ciclisti morti.
Se sono tragica conferma i 26 decessi della Lombardia, girano molte bici e più auto che altrove, mi lascia perplesso il quinto posto della mia regione, la Campania, con sei decessi. O troppi ciclisti stanno cambiando le proprie abitudini e affrontano la strada solo se necessario o dalle mie parti, per motivi a me ignoti, chi conduce un veicolo a motore è improvvisamente più attento.
Comunque per tutti i dati avete il link in apertura.
Le cause sempre le stesse: velocità e distrazione. Schiacciare sul piede dell’acceleratore o rispondere al messaggio diventano, anzi sono, prioritari per questi assassini.
Esistono i limiti, esistono le norme che vietano di usare il telefono alla guida ma in quanti rispettano i primi e le seconde? E sapete perché, oltre l’ovvio disprezzo delle regole tipico dei mediocri che si illudono più furbi e intelligenti ma sono solo i più stupidi? Perché non esiste controllo.
La modifica più subdola e alla prova dei fatti più pericolosa voluta dall’attuale ministro dei trasporti ha reso di fatto impossibile ogni forma di controllo, dapprima con gli uomini e poi con la tecnologia.
Portando avanti nel frattempo una incessante campagna d’odio contro i ciclisti, raccontati prima come sfaccendati, gli italiani vogliono lavorare, poi attribuendo loro via via ogni serie di colpe. Non arrivi a fine mese? Colpa dei ciclisti. C’è traffico? Colpa dei ciclisti. Ti hanno licenziato? Colpa dei ciclisti. Tua moglie ti tradisce? Colpa dei ciclisti. Vabbè, quest’ultima magari è vera, l’attività fisica migliora la circolazione e tante ricerche scientifiche hanno mostrato la stretta correlazione tra sport e vigore.
Ma di questo, e dei drammatici effetti che sta producendo, ne parlerò un’altra volta, sto raccogliendo altro materiale dopo la pubblicazione del video, ironico solo nell’incipit ma purtroppo reale nel seguito, su come catturare click dando addosso a chi pedala. Che sarà interessante, anticipo, perché mostrerà come questi odiatori siano tutti uguali, fatti con la stampino, tutti a millantarsi liberi pensatori, in realtà meno di pecore ammaestrate che ripetono a pappagallo le stesse sciocchezze.
E sempre in futuro vi racconterò, dati alla mano e al solito mio dopo attento studio delle fonti, perché le attuali automobili sono un pericolo a causa proprio di tutta la tecnologia voluta per rendere la guida più sicura.
Trecentotrentadue tra ciclisti e pedoni uccisi in sei mesi e mezzo significa una media aritmetica di circa 1,7 decessi al giorno.
Significa che ognuno di noi quando esce di casa per andare al lavoro o godersi la propria passione non sa se rivedrà i suoi cari.
Significa che ognuno di noi è in pericolo, ancor più da quando è in vigore il nuovo codice della strada.
Significa che ognuno di noi è a rischio perché un nullafacente possa conservare il potere.
Forse a molti va bene così, a me no.
Buone pedalate, finché dura
Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. Tutti i contenuti del sito sono gratuiti ma un tuo aiuto è importante e varrebbe doppio: per l’offerta in sé e come segno di apprezzamento per quanto hai trovato qui. Puoi cliccare qui. E se l’articolo che stai leggendo ti piace, condividilo sui tuoi social usando i pulsanti in basso. E’ facile e aiuti il blog a crescere.


A tutta velocità bruciando uno stop. Per poco mi c’entra, il fenomeno. Avere ragione ma nello stesso tempo morire “forse” non conviene. Mi sa che cambierò strada per un po’.