[Test] Manubrio Redshift Flatbar Top Shelf
I ragazzi di Redshift, quelli dello stem e reggisella ammortizzati, le pieghe gravel, la piastra per i pedali Spd e tanto altro, un paio di mesi fa hanno presentato il loro primo manubrio flat.
E che sarà mai, un manubrio? Beh, se vo lo chiedete è perché non conoscete il loro approccio: che posso sintetizzare con un “rendiamo comoda la vita a chi pedala”.
Questo nuovo manubrio è in parte figlio della piega gravel Top Shelf, traducibile con piano rialzato, perché con il suo rise di 50 o 70mm ha l’obiettivo primario di sollevare la schiena, dando respiro a braccia e polsi.
Ma non è solo il rise, al solito c’è l’attento studio e i tanti mesi di prove che determinano foggia e angoli, sempre con lo scopo primario di offrire massimo comfort al ciclista e al tempo stesso non sacrificare una stilla di controllo della bici.
In video descrizione, teste e solite mie considerazioni finali.
Prima del video, vi lascio qualche link e vi ricordo che da tempo ho stipulato un accordo con Redshift sotto forma di sconto per i lettori del blog, proprio perché convinto della bontà dei loro prodotti.
Unica accortezza è accedere da questo link, affinché l’azienda sappia che viene da qui. Il codice sconto da usare è ELESSAR.
Buone pedalate
Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. Tutti i contenuti del sito sono gratuiti ma un tuo aiuto è importante e varrebbe doppio: per l’offerta in sé e come segno di apprezzamento per quanto hai trovato qui. Puoi cliccare qui. E se l’articolo che stai leggendo ti piace, condividilo sui tuoi social usando i pulsanti in basso. E’ facile e aiuti il blog a crescere.

