Arriva il nuovo Shimano Tiagra R4000, 2x11v, meccanico

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Tiagra 11 velocità, attuazione solo meccanica, guarniture con corone 50-34 o 52-36, pacco pignoni 11-36, comandi rinnovati con ergonomia mutuata dalle serie superiori.

Questa in estrema sintesi una novità che mi ha sorpreso.

Ma le mie considerazioni ve le racconto dopo, ora proseguo con la descrizione in dettaglio.

E al solito per chi preferisce c’è il video.

Tutto nuovo il cambio, capace di supportare la cassetta 11-36 a tecnologia Hyperglide, quindi più leggera delle cassette Linkglide.

Completamente nuove le leve Dual Control 4020 che riprendono l’ergonomia delle attuali leve 105 a 12v.

Sono riprogettati posizione della leva e il supporto, che uniti al sistema di regolazione della distanza permettono “vestibilità”, passatemi il termine, a vasta platea.

Nulla di nuovo sul fronte deragliatore, di fatto è il 105 serie precedente, ottimizzato per lavorare con la cassetta più ampia. Già, perché anche la forma del deragliatore risente delle dimensioni dei pignoni.

Due opzioni per la guarnitura: la classica 50-34 e una sportiva 52-36. Scompare l’opzione 48-34 presente nella famiglia Tiagra a 10v.

Mio intermezzo: io la usai quando anni fa provai il Tiagra 4700, che per inciso uscirà di produzione a inizio 2027, e lo misi anche a confronto col GRX 2x10v.

Non mi convinse del tutto, la scelta di togliere due denti alla corona maggiore finiva solo col penalizzare la velocità senza guadagnare in agilità. Dissi all’epoca, più meno, che sarebbe stata una bella scelta offrirla 48-32, contando sulla compatibilità GRX 10v dei comandi si sarebbe, all’epoca data una scelta ulteriore sia per la strada che il gravel più sportivo.

Da quella mia affermazione sono passati quanti? Sei anni? Tantissimo tempo in questo veloce mondo a pedali, ora la famiglia GRX unita alla Cues permettono di sbizzarrirsi. Sono però convinto che sarebbe una opzione gradita, anche se avrebbe significato riprogettare lo spider per via del girobulloni.

Ma andiamo avanti e prestate attenzione a queste note.

Per garantire prestazioni di cambiata costanti, la compatibilità tra telaio e trasmissione deve soddisfare i seguenti requisiti.

  • Catena: compatibile con SHIMANO a 11 velocità (CN-HG601-11 e CN-LG500)
  • Spaziatura del mozzo posteriore (O.L.D.): 135–142 mm

  • Lunghezza del carro posteriore: da 410 mm

  • Linea catena: 43,5 mm (in linea con gli attuali telai da strada

  • Interfaccia ruota libera: HYPERGLIDE (HG) Spline M e HG Spline L (con Distanziale da 1,85 mm) (11/12 velocità), quindi compatibilità con le attuali ruote.

Non c’è un set pinza freno dedicato, non c’è l’opzione leve freni meccanici. Questo al momento in cui preparo queste note, basandomi sulla scarna cartella stampa che non riporta nemmeno i pesi, dato che mi interessa per un confronto col Cues 11v.

Un confronto però forse senza troppo senso, magari quando avrò i pesi li valuterò con quelli del 105 11v, seppure sia una curiosità che lascia il tempo che trova.

Lo abbiamo visto prima, la linea catena del nuovo Tiagra è 43,5 contro i 48,6/50 delle varie versioni Cues. Quindi vanno su telai di impostazione diversa.

Comunque, brevi mie considerazioni.

L’uscita di scena della famiglia 105 a 11 velocità aveva lasciato un vuoto; colmato solo in parte dalla famiglia Cues, che ha utilizzo e scopi diversi anche se, volendo, ne tiri fuori una bici sportiveggiante lo stesso.

Sportiveggiante ma non sportiva.

Qualcuno dirà: vabbè. Hanno preso il vecchio 105 e cambiato le scritte. Ovviamente non è così, ogni componente è affinato quando non riprogettato.

In ogni caso c’era un vuoto, considerando che Shimano copre praticamente ogni disciplina offrendo opzioni vastissime.

E malgrado ogni tanto mi balenasse questo pensiero, non nascondo il mio stupore quando qualche settimana fa ho appreso di questa novità. Francamente, non me l’aspettavo.

Ma i giappi ovviamente ne sanno più di me e bene hanno fatto a proporre questo Tiagra 11v.

Il fatto al momento manchi la scelta di freni meccanici è un falso problema, bici con freni a cerchio sono nicchia e non scelta per risparmiare.

Questo nuovo gruppo Tiagra si propone come validissima scelta per allestire una sportiva con un occhio di riguardo al prezzo finale.

Mutuando tecnologia e affinamenti che si sono succeduti negli anni, chi ha usato un 105 11v ne riconosce la sua assoluta affidabilità e piacevolezza d’uso, è una trasmissione permeata di buon senso.

Ecco, qui, almeno guardando il mercato nostrano, forse arriverà il suo limite.

Quando sento ciclisti, persino quelli che orbitano intorno a questa struttura e che quindi con me condividono esperienze e conoscenza (che sovente scivolano via senza lasciar traccia…), rifiutare un attuale 105 12v perché troppo da neofiti, minimo Ultegra su una loro bici sennò che figura ci faccio, mi chiedo quanti riusciranno ad abbondonare la sbagliata idea che Tiagra sia sinonimo di roba economica, entry level come definizione vissuta, sempre sbagliando, di qualcosa di scarsa qualità.

Forse, e dico forse, se Shimano avesse scelto di inaugurare un nuovo nome per questa trasmissione, sarebbe stato meglio.

Io di marketing ne capisco ancora meno che di bici, quindi potete immaginare il mio basso livello.

Però conosco i ciclisti, le loro fisime soprattutto.

Senza metterci le mani sopra non posso darvi certezza ma dopo tanti anni di test coi prodotti giapponesi ho ragionevole certezza della intrinseca bontà di questo nuovo Tiagra 11v.

Ho anche ragionevole certezza che troppi faticheranno a comprenderne posizionamento e finalità.

Vedremo come reagiranno i costruttori, perché poi alla fine tutto si giocherà sui modelli, e quindi dotazione e prezzo, che sfrutteranno questa opzione.

Buone pedalate

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