Vision Trimax 30 disc

La prova in fuoristrada

Tempo di lettura: 11 minuti

In fuoristrada.

Prima la classica premessa: fuoristrada è termine troppo generico, vago. Occorre circoscrivere.

Non sono ruote da Mtb, non ho usato una Mtb, quindi escludiamo i loro percorsi tipo.

Sono ruote da Cx e gravel e se nel primo caso ho potuto solo simulare, nel secondo ci ho dato dentro. Divertendomi e questo, fatemelo dire, è forse la cosa migliore. Cosa c’è di meglio che tornare a casa contenti?

Andando per sentieri l’ottima scorrevolezza dei mozzi perde importanza. C’è, aiuta ma da sola non basta per andar forte.

Servono cerchio robusto e raggiatura idonea ad assecondare le forze applicate e quelle rimandate dalla strada.

Ecco che qui ho risolto un dubbio che avevo durante i test su strada: ma non sono troppi questi raggi? 

Non sono tanti in assoluto, 24 avanti e 28 dietro.

Una ruota dichiaratamente sportiva ne usa meno e le Vision Trimax 30 disc non lo sono. 

Però siccome su strada invece si sono comportate come ottime ruote da guida aggressiva a me il dubbio era venuto. 

E risolto appena imboccato il primo sentiero scabroso.

Dove, soprattutto la ruota posteriore, ha dimostrato che non solo il numero dei raggi ma la scelta dell’incrocio in terza è giusta. Scelta teoricamente ineccepibile ma che io, su ruote che assemblo, abbandono in favore della raggiatura in seconda per avere raggi più corti.

Ma, riconosco, la scelta fatta da Vision è perfetta. Quasi sicuramente se la raggiatura fosse stata diversa avrei avuto una ruota (forse) un pelo più sportiva ma non così efficace in ogni situazione.   

Difficile invece per me essere efficace nel districarmi tra le tante variabili a seconda delle gomme che ho usato in fuoristrada. Ben tre set, diversi per dimensione, mescola, battistrada. Anzi, quattro perché nel fuoristrada più leggero ho usato pure le Pirelli Cinturato. Sono bravissimo a complicarmi la vita, a volte mi chiedo se hanno ragione tanti miei (ex) colleghi che mi suggeriscono di essere meno pignolo…

Raggiatura a parte, prima di portarle in off road e sempre con chiaro in mente l’ottima resa su asfalto ho voluto verificare la tensionatura. 

Mi interessava la posteriore, dove ho rilevato valori assolutamente omogenei per tipo di raggi e perfetta tra destra e sinistra. Temevo si fosse scelto di tenersi alti, camuffando diciamo così. Nulla di tutto questo, quindi nessun trucco: ottima progettazione, assemblaggio perfetto.

E mi interessava pure non romperle con un salto, quindi ho cercato se avessero categoria Astm e non l’ho trovata. 

Quindi seppur con qualche timore, non per la robustezza delle ruote ma perché mi è sempre difficile disgiungere il giornalista dall’appassionato e tratto il materiale in prova come mio, mi sono lanciato in fuoristrada, partendo dai sentieri battuti, compatti.

Vere e proprie strade, solo più polverose. 

Si viaggia veloci con queste Trimax 30 disc, come su strada. Assorbono bene, arriva qualche rumore solo dalla posteriore, una risonanza dei raggi. Ma serve il silenzio del lungolago per accorgersene.

No, non è probante, troppo facile. Le ruote non mostrano cedimenti, non incontrano difficoltà.

Serve alzare l’asticella per provare a cercarne qualche limite.

Gomme con superiore tassellatura e via su sentieri più tormentati.

Da affrontare decisi, terga a sfiorare la sella, mani in presa bassa e ostacoli che arrivano veloci e improvvisi.

Ti servono ruote e gomme capaci di assorbire, di non perdere direzionalità e riprenderla subito appena la radice affiorante o la depressione del terreno ti vogliono strappar via il manubrio.

Le gomme le avevo, ma le ruote? Pure.

Oibò, qui la faccenda si complica. Che mi invento adesso?

Fango? Inutile, affondi e che ne ricavi?

Sentieri pietrosi? Beh, si, hai molti colpi rimandati dal suolo, potrebbe servire ma mi convince poco.

Le ruote assorbono, non si scompongono, non rimbalzano diciamo così. 

Ci sono: dossi in rapidissima successione!

Saltelli come un canguro ubriaco, gambe e braccia ricevono una tale quantità di scossoni che dopo sei tutto un dolore, vediamo se queste ruote mi aiutano a non finire steso sul divano a lamentarmi.

Ed ecco che, finalmente posso dire, qualche crepa (metaforica, of course) queste ruote la mostrano.

Digeriscono bene i colpi in successione ma nel primo tratto; proseguendo l’azione senti che faticano a disperdere l’energia accumulata, le senti meno pronte, che chiedono un attimo di respiro per ridarti la loro capacità di smorzare. 

Ma, credetemi, è dura metterle alla frusta…

Restano i salti, dove in mancanza di indicazioni ufficiali non ho voluto esagerare; per me, per le ruote e pure per la bici perché mica me le regalano…

Mi sono tenuto sul range 15/20 cm, quindi al confine e superando di poco quello stabilito dalla omologazione Astm di categoria 2. Quella che va per la maggiore tra le bici gravel e cx.

A parte un naturale “clack” negli atterraggi, presumibilmente dovuto ai raggi in contatto, nulla di anomalo da segnalare.

Al termine di tutte le uscite in fuoristrada, salti inclusi, quindi poco prima di rispedire le ruote in azienda ho verificato la centratura: non hanno perso un decimo di millimetro.

Merito dei nippli Abs? Suppongo di si. Sicuramente merito di una qualità complessiva, nei materiali come nell’assemblaggio, degno di ruote più costose.

Ultime note, brevissime, per la marcia cittadina.

Non sono certo ruote da city bike; ciò non toglie che i ciclisti non volano e chi abita in città in qualche modo deve lasciarsela alle spalle per poi lanciarsi su strada o in fuoristrada.

Città che per me significa due cose: pavé, onnipresente; traffico caotico, onnipresente pure lui.

Situazione poco allettante ma probante per alcune ragioni.

Una ruota comoda sul pavé lo sarà ovunque.

Nello stop and go perenne del disordinato traffico metropolitano una ruota pronta e scattante è un bell’aiuto e se lo è qui, lo sarà ovunque.

Promossa sul pavé, e sarebbe stato strano il contrario.

Un pelo di inerzia da vincere nelle continue ripartenze, e pure qui sarebbe stato strano non trovarlo.

Bene, c’è altro? Non direi, passiamo alle conclusioni.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • salvo

    Ciao Fabio,
    sai dirmi la differenza tra queste Vision 30 disc e quelle che rispondono al codice articol 710-0015091051 ?
    grazie mille

    • Elessarbicycle

      Ciao Salvo, la corrispondenza dei codici non è qualcosa che seguo, mi concentro sulla recensione di ciò che ho. Queste sono informazioni “commerciali”,ti conviene contattare Fsa direttamente. Anche perché i codici sono una questione interna, a volte lo stesso modello ha codici diversi solo per distinguere il mercato di esportazione.

      Fabio

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