Vision Trimax 30 disc

La prova su strada

Tempo di lettura: 11 minuti

La prova su strada

La regola fondamentale di ogni test che possa aspirare a essere utile è: isolare il componente in prova.

A maggior ragione quando a essere sottoposte a esame sono le ruote, capaci da sole di modificare radicalmente il comportamento di una bici.

Quindi anzitutto telaio straconosciuto e qui ho avuto gioco facile usando la ex London Road diventata l’improbabile zucca Raun.

Gomme: quali montare? Test su strada, fuoristrada e urban, ho gomme a sufficienza e soprattutto che conosco assai bene, senza che la loro resa possa influenzare le mie impressioni di guida?

Si, e quindi sono ricorso a tante coperture differenti.

Ve le elenco.

La strada è stata percorsa con le Pirelli Velo 700×25 e la Panaracer Pasela 700×32.

Il fuoristrada con le Michelin Power Gravel 700×42 e le Vittoria Terreno Zero 700×37.

L’urban con le Michelin Protek Urban 700×28 (poi aggiunto la 700×35) e le Schwalbe Century 700×35.

Sei copertoncini, tutti differenti per struttura, carcassa, destinazione d’uso e misura. Perché anche la dimensione è importante: quanto merito di una ruota e quanto della gomma nei risultati di determinate manovre?

Può bastare tanta abbondanza? Non per me.

In corso d’opera ho aggiunto altre due copertoncini: i Pirelli Cinturato 700×32 montati però con camera e i Continental SpeedKing Cx 700×35.

Cioè gomme che sono qui per i loro test specifici.

Prevedo l’obiezione: ma come, hai appena detto che bisogna isolare e poi che fai? Pedali con coperture che non conosci?

Giusto. Però a parte averle prima “sgrossate” con altra bici e ruote ben conosciute, il più evidente pregio di queste Vision Trimax 30 disc mi ha permesso di pedalare tranquillo, senza difficoltà per i loro test.

Qual’è questo pregio più evidente? Il feeling di guida, immediato. 

Sono ruote su cui ti sembra di aver sempre girato.

Tutto questo dovrebbe andare nell’ultimo paragrafo dedicato alle conclusioni ma avete visto che questa recensione non sta rispettando lo schema classico, è bene spiegare adesso.

Avere tutto in ruota è assai difficile. E’ un componente estremamente specialistico.

Una ruota da salita, rigida, scattante e leggera ti farà perdere qualcosa sul passo e in velocità lanciata.

Una ruota da velocità pagherà con meno prontezza nelle salite dure.

Gli esempi possono essere tanti, ma ci siamo capiti.

Alcune ruote particolarmente riuscite riescono a raggiungere un ottimo compromesso tra tutte le diverse esigenze. Devi pedalarci tanto per capire fin dove possono spingersi nelle diverse situazioni, sono complesse da decifrare subito.

Poi ci sono le Trimax 30 disc: le monti, pochi giri e ti sembra di conoscerle da sempre.

Reagiscono esattamente come ti aspetti, come “sai già” faranno. E la parte bella è l’indifferenza tra strada, fuoristrada e città.

In ogni frangente c’è sempre la stessa identica stretta amicizia, due compagni di uscite da lungo tempo, di quelli che non hanno bisogno di parlare o far cenni, sanno sempre quando è il momento di darsi il cambio, rallentare, rilanciare l’andatura e fermarsi a godersi un caffè.      

Ora questo potrebbe far supporre che testare queste ruote sia stato semplice: esattamente l’opposto.

Riuscire non tanto a portarle al limite quanto decifrarne il carattere è stata una sfida.

Se vai bene ovunque, io che faccio?

Ci pedalo a più non posso, ecco che faccio.

Quindi entriamo nel vivo della prova su strada iniziando, appunto, proprio dalla strada.

Su strada.

Lo dico adesso, poi non lo ripeto più dandolo per certo in qualunque frangente: trasmettono enorme feeling di guida.

Bene, risolto subito questo, passiamo ad analizzare la resa su strada nelle tre situazioni tipo: salita, discesa e pianura.

Lo ripeto a ogni test di ruote (e gomme): per andar forte in salita servono ruote leggere, che non flettono più di tanto e abbiano buona rigidità. Servono pure le gambe e purtroppo non le vendono, peccato…

Leggere ruotine da salita queste Vision Trimax 30 disc non sono. I loro 1600 grammi non le concedono accesso al pantheon delle ruote che volano via come palloncini delle feste. Però siccome costano meno della metà di ruote non troppo più leggere in tutta onestà non posso proprio annoverare il peso tra i limiti.

Piuttosto tra le caratteristiche d’uso e non è un bizantinismo. Ho qui un altro set di ruote che sarà sottoposto a test in estate e che pesa di più pur costando di più.

Quindi se proprio devo dirla tutta, in rapporto alla fascia di prezzo sono ruote leggere.

Però pedalando avere un portafoglio più pesante potrà aiutare la serenità della mente ma non le gambe. Se poi le gambe sono pure quelle modeste del vostro scribacchino, ogni grammo pesa come macigno.

Eppure…

Eppure mi sono trovato in difficoltà solo con pendenze elevate e arrampicate per molto tempo. Si, con salite dove le due cifre sono la norma, avrei gradito peso in meno.

In quelle più umane, più alla mia portata diciamo così, i tanti pregi hanno se non annullato la bilancia, di sicuro fortemente ridimensionata.

Difficile stilare un elenco, una ruota deve essere armonia per definizione, ogni aspetto fondersi con gli altri.

Ci provo. L’altezza del cerchio, non eccessiva ma comunque corposa, aiuta quando si sale a velocità decenti. 

Però non basta, c’è altro. La ruota non flette più del dovuto sotto sforzo, sa essere rigida senza mai essere scomoda, senza mai trasmetterti colpi secchi.

Senti che riesci ad attestarti sul tuo passo, a salire regolare; acquisti pian piano velocità (strada e, soprattutto, gamba permettendo) e non dico che il peso scompare ma che si attenua si.

La ruota ti porta su, ti accompagna e grazie alla sua solidità ti permette quei rilanci per conservare l’andatura senza che nulla della tua (mia, poca) energia vada sprecato.

Non ha limiti soggettivi; il peso quello è e quando il cuore pompa forte, la bocca si spalanca a cercare aria e le gambe si infiammano un pensiero a quelle belle rotelline da 1kg che monti su altre bici lo rivolgi. 

Poi il ciclista poco prestante lascia il posto al tester e ricordi a te stesso che quelle ruote leggere costano più del doppio, non ci fai tutto quello che ti permettono queste Trimax 30 disc e soprattutto d’accordo che in salita sono un bell’aiuto ma in piano e in discesa vogliono tanta energia in più per essere spinte forte. Ti hanno aiutato in salita, negli altri casi devi essere tu ad aiutare loro.

Quindi con questi pensieri in mente (si pensa molto in salita, soprattutto chi ce lo fa fare…) tutto si ridimensiona e inquadri le nostre Vision per quello che sono e per il tanto che sanno offrire.

Non solo su salite meno estreme ma soprattutto in discesa e pianura.

Offrono grande precisione di guida, la loro aerodinamica le fa fendere decise l’aria e le mantiene stabili. Unita alla ottima rigidità e, per nulla trascurabile, un deciso contributo ad alleviare i colpi che rimanda la strada ecco che quando finalmente sei in cima e puoi lanciarti nella successiva discesa tutto è puro divertimento.

Le Trimax 30 disc permettono bei numeri sulle discese veloci; se poi sono servite da gomme di qualità, e magari pure generosa sezione, persino una bici tutto sommato onesta ma nulla più come quella usata durante il test diventa una temibile arma da velocità.

Non ondeggiano, non “stantuffano” nei pronti rilanci fuori dalle curve strette sporcando l’azione, hanno precisa direzionalità.

Tutto questo significa poterci dare dentro in sicurezza, a mente sgombra. L’unico pensiero è la ricerca della traiettoria migliore.

Saranno anche ruote adatte a Cx e gravel ma se dovessi dirvi che questo le limita su strada, beh, per me no.

Temevo qualche flessione agendo forte sui freni, complice anche una forcella della bici scelta che non ha nella rigidità la sua qualità migliore ma nulla ho rilevato. Solo se proprio ti accanisci e pinzi fortissimo sull’anteriore rischiando di cappottare senti cedere a sinistra, ma è proprio tutta la bici che tira. Lo fai due volte poi basta, rischiare una altra caduta adesso non è proprio il caso…

In velocità, che siano curve strette o larghe da prendere a tutta, hai sempre questa bella sensazione di solidità; amplificata montando copertoncini molto sportivi. Si, davvero è valsa la pena soffrire in salita per godersi poi discese così.

Felice e coi moscerini tra i denti termini la discesa e ti lanci nella noiosa pianura.

Il profilo non è così alto da offrire enormi vantaggi ma ancora una volta l’ottima penetrazione all’aria e, non l’ho ancora detto ma lo faccio adesso, la bella scorrevolezza dei mozzi ti permettono passo veloce.

Il peso, che in salite estreme ha preteso il suo prezzo, in piano perde valore. Prendi velocità, anche piuttosto rapidamente, la mantieni sempre.

Devi rientrare in gruppo? Nessun problema, un rilancio e ci sei.

Hai perso velocità litigando con la borraccia che non vuole saltar fuori? Nessun problema, mezzo rilancio e ci sei perché mantengono a lungo l’andatura anche se fermi le gambe.

Non hai, sia chiaro, quel “trascinamento” di una alto profilo. Ma hai comunque tanta velocità.

E due caratteristiche, personali diciamo così.

I raggi piatti ora che sei veloce e senza il ronzio della ruota libera, frusciano col loro caratteristico soffio che fende l’aria e ti fanno sentire tanto uno veloce e forte. Potere della suggestione… 

Montando gomme di generosa dimensione avverti le folate laterali più violente. Con gomme sportive, diciamo fino alle 700×32, nulla più di quanto lecito aspettarsi quando sei investito dal vento forte. 

Salendo di sezione, quando ho usato cioè le Michelin Power Gravel 700×42, tutta la ruota diventa “più importante” e l’insieme, cioè cerchio, gomma e barriera formata dai raggi piatti, oppone resistenza. 

A parte questo limite indotto artificialmente, non fossero ruote multiuso non me ne sarei nemmeno accorto perché mai avrei montato gomme così massicce, in pianura apprezzi comfort, velocità e direzionalità.

E ti godi il suono del vento.

Questo nelle tre situazioni tipo della marcia stradale.

Prima di portarle per campi e sentieri, esaminiamo le singole manovre.

Che poi sono solo due, ossia cambi di passo e rilanci in fuorisella.

Il cambio di passo non è mai stata una delle mie virtù a pedali; anzi, ne risento moltissimo e mi consolo ricordando come anche lo Squalo ne soffrisse agli inizi della sua carriera. Buona questa eh? Se volete ve la presto…

Questo mio limite torna utile nel decifrare meglio le Trimax 30 disc.

A bassa andatura, tipica per me della salita, variare il ritmo si scontra col peso delle ruote. 

Se invece il passo è già buono non hai alcun ritardo di risposta, segno di raggiatura corretta. 

Discorso analogo quando la variazione di ritmo impone di alzarsi sui pedali e scaricare tutto quello che puoi.

Se stai procedendo piano e provi a prendere velocità, apprezzi la nulla flessione ma il peso, ottimo per ruote in questa fascia di prezzo, nulla può per favorire la tua poca gamba.

Se stai salendo a passo gagliardo o sei già veloce in piano ma vuoi riprendere subito chi ti è davanti o semplicemente in quel momento ti ha preso la scimmia e ti senti nella crono della tua vita, apprezzi ancor più come la ruota posteriore risponda pronta e l’anteriore non ceda sotto il tuo peso tutto caricato in avanti.

Comportamento da ruota sportiva pura.

E diventa così ancor più pressante rispondere alla domanda: e in fuoristrada?

Giusto, sporchiamoci di terra.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • salvo

    Ciao Fabio,
    sai dirmi la differenza tra queste Vision 30 disc e quelle che rispondono al codice articol 710-0015091051 ?
    grazie mille

    • Elessarbicycle

      Ciao Salvo, la corrispondenza dei codici non è qualcosa che seguo, mi concentro sulla recensione di ciò che ho. Queste sono informazioni “commerciali”,ti conviene contattare Fsa direttamente. Anche perché i codici sono una questione interna, a volte lo stesso modello ha codici diversi solo per distinguere il mercato di esportazione.

      Fabio

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