Vision Trimax 30 disc

Come sono fatte

Tempo di lettura: 11 minuti

Come sono fatte

Le aziende, tutte, hanno passione smisurata per acronimi e sigle. In molti casi è specchietto per le allodole: in altri un modo veloce per indicare la tanta “sostanza” presente.

E’ il caso di queste Vision Trimax 30 disc che offrono un buon concentrato di tecnologia e il plus del montaggio a mano, per nulla scontato su ruote in questa fascia di prezzo.

Rapida esposizione.

Vi dico subito il peso: 1590 grammi in assetto perno passante, 1600 grammi se si opta per montaggio QR.

In questo secondo caso abbiamo 720 grammi per la ruota anteriore e 880 grammi per la posteriore.

E’ un valore notevole per diverse ragioni; sono ruote con cerchi in alluminio, per freni a disco (che sempre appesantisce il mozzo) e con tanti raggi.

E qui devo tornare sulla questione prezzo e anticiparlo: 549 euro, iva inclusa e soprattutto con inclusa una ricca dotazione di accessori. 

E’ importante esporre da subito il costo perché in questa fascia di prezzo, molto combattuta, è difficile trovare ruote più leggere. Facile dire che ci sono ruote da 990 grammi la coppia: vero, però costano cinque volte tanto; e ci sono ruote ben più pesanti che costano quattro volte tanto…

Ogni mia valutazione, sia statica che dinamica, terrà sempre conto del prezzo d’acquisto. 

Proseguiamo partendo dai cerchi, che per primi hanno merito della leggerezza complessiva.

Cerchi in alluminio, altezza effettiva 28mm. 

Sfruttano l’esclusiva fresatura Inter spoke milling: in pratica il tragitto tra un raggio e l’altro è accuratamente fresato, alleggerendo la struttura complessiva senza far venire meno rigidità e robustezza.

Una lavorazione bella da vedere, conferisce grinta.

Come molto bella è la finitura superficiale del cerchio.

Che ben si sposa con le grafiche argento.

Il canale è da 17mm, quindi secondo tabella Etrto possiamo installare gomme da 25 fino a 52. Io sconsiglio arrivare a tanto, di solito fermo a 42/43. 

E’ cerchio tubeless, quindi con adeguata lavorazione della gola per accogliere copertoncini privi di camera d’aria.

Come si vede nell’immagine sopra, le ruote sono fornite in configurazione per camera d’aria, con un robusto nastro paranippli da 18mm. Il kit conversione tubeless è disponibile a parte e comprende nastro e valvole.

I cerchi hanno indicazione sulla massima pressione di esercizio, fissata in 8 bar. 

Valore più che idoneo, anche usando dei 700×25 con camera (quindi a pressione superiore rispetto a montaggio tubeless) siamo tranquillamente nel range di utilizzo.

Al cerchio sono collegati i raggi secondo la tecnologia Abs, che nulla c’entra con il sistema di frenata ma è brevetto di Alpina (azienda leader nella produzione di raggi) e prevede una sorta di anello per impedire si allentino con l’uso.

Non mi è sembrato il caso smontare un raggio per mostrarvi il nipplo, così ricorro a una immagine prelevata dal catalogo Alpina che spiega bene cosa sia questa tecnologia Abs.

Volendo fare un paragone, è grosso modo lo stesso concetto alla base dei dadi autobloccanti. Più raffinato in questi nippli, ovviamente.

I raggi sono piatti e dritti; spero si notino, molto difficile per me riuscire a fotografare il dettaglio.

Sono 28 sulla posteriore e 24 sull’anteriore. 

Incrocio in terza per ruota motrice, in seconda per l’altra.

Testa dritta che si innesta nei mozzi, quindi ricordate che per la loro regolazione serve doppia chiave: una per i nippli e l’altra per tenere fermo il raggio.

Ecco in dettaglio ravvicinato la sede dei raggi, in questo caso il mozzo è l’anteriore.

Attacco per freno a disco sei fori in questo set in prova; le Trimax 30 disc sono comunque disponibili anche con standard Centerlock.

Sei cuscinetti provvedono ad assicurare la fluida rotazione.

Tutti sigillati, ne abbiamo una coppia all’anteriore e due coppie al posteriore; che in questo caso gestiscono mozzo e corpetto ruota libera.

Non ho voluto eccedere con lo smontare (sono pur sempre ruote in prova e vorrei restituirle in condizioni decenti…), quindi ho fotografato solo quelli più facilmente accessibili.

Questo uno dei due cuscinetti anteriori

E questi quelli posteriori, dedicati al mozzo.

Il corpetto ruota libera ha i suoi.

In tutte queste immagini non vi è sfuggito lo standard dei mozzi che è perno passante nativo.

Però Vision con lungimiranza provvede a fornire ampio set di adattatori, oltre ad accessori vari.

Il tutto contenuto in busta griffata a corredo.

Breve inciso: io lo so che quando leggete i test poi cercate in rete il prezzo migliore. E’ naturale. Però fate molta attenzione perché tante offerte che si trovano su shop online stranieri prevedono solo le ruote, senza alcun adattatore e accessorio. Acquistarli a parte non solo vanifica il risparmio ma può accrescere la spesa finale ben oltre l’importo richiesto a listino.

Aperta la busta abbiamo i kit che permettono l’uso delle ruote secondo differenti standard.

L’anteriore può indifferentemente diventare QR, TA-12 e TA-15; la posteriore pure.

Siamo al sicuro, possiamo montare queste ruote ovunque.

Come convertirle lo vedremo nel prossimo paragrafo, insieme a qualche cenno sulla manutenzione.

Non manca un coppia di QR molto ben fatti, all’insegna della robustezza.

Altro utile accessorio che spesso tanti produttori dimenticano anche su ruote di alto prezzo è il comodo anello spaziatore per montare cassette pignoni meno estese. 

Sapeste quante vostre mail mi arrivano perché vi lamentate che la ghiera non blocca; serve lo spaziatore e trovarlo con le ruote è sempre molto gradito.

Giusto per amore di cronaca segnalo un ulteriore dono saltato fuori dal pacchetto: il carter paracatena, da montare tra mozzo e pacco pignoni.

Vi dico la verità: non ci fosse stato non ne avrei sentito la mancanza. Se qualche bici lo monta, io lo rimuovo. Pure su quelle non mie che transitano qui in officina. Si, ho una certa avversione per questo coso…

Comunque non posso che apprezzare l’attenzione posta da Vision nel dotare queste Trimax 30 disc di ogni accessorio.

Il non plus ultra sarebbe stato avere di serie anche il kit conversione tubeless. Comprendo come il prezzo d’attacco, che assume ancor più valore se guardiamo alla messe di accessori (fate una ricerca e scoprirete che assi, adattatori e QR da soli sono ben oltre il 15% del prezzo finale…) renda il margine risicato.

Però sono ciclista, quindi incontentabile per definizione 😀

Scherzi a parte, in realtà è un meccanismo psicologico. Si innesca quando hai molto e noti ciò che manca.

Paradossalmente se invece di fornire con generosità tutto di serie, Vision avesse fornito in optional a pagamento ogni singolo accessorio uno non avrebbe notato la mancanza del kit tubeless.

Invece proprio perché c’è tanta abbondanza una assenza spicca: e da ingrati qual siamo pensiamo “opperò, tanta roba, uno sforzo in più no?”.

Brutte persone i ciclisti, lo dico sempre…

In ogni caso sapere di avere tutti questi adattatori fa piacere e siccome vi conosco e so che vi fa piacere pure sapere come montarli, nei paragrafi successivi vedremo sia la conversione che la manutenzione ordinaria del corpetto ruota libera. Un paragrafo per la prima e uno per la seconda operazione. Più facile la consultazione.

Voltiamo pagina e impugniamo gli attrezzi; giusto due chiavi, comodo.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
Se l’articolo che stai leggendo ti piace, condividilo sui tuoi social usando i pulsanti in basso. E’ facile e aiuti il blog a crescere.

COMMENTS

  • salvo

    Ciao Fabio,
    sai dirmi la differenza tra queste Vision 30 disc e quelle che rispondono al codice articol 710-0015091051 ?
    grazie mille

    • Elessarbicycle

      Ciao Salvo, la corrispondenza dei codici non è qualcosa che seguo, mi concentro sulla recensione di ciò che ho. Queste sono informazioni “commerciali”,ti conviene contattare Fsa direttamente. Anche perché i codici sono una questione interna, a volte lo stesso modello ha codici diversi solo per distinguere il mercato di esportazione.

      Fabio

Commenta anche tu!