Verniciatura telaio bici fai da te, parte terza

La scelta del trasparente

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La scelta del trasparente

Qui è facile: un Hs antigraffio e siamo a posto. Una buona resa, finitura lucida, un poco rognoso da passare a bomboletta (ma vale per qualunque trasparente) due mani corpose e abbiamo fatto.

Però; però poco da fare, la resa del trasparente bicomponente è assai superiore.

Si spande meglio, ha superiore lucentezza ed è tenace.

Possiamo aver fatto tutto bene fino a questo punto e ritrovarci col lavoro rovinato a causa del trasparente poco prestante.

Qui riconosco che aver scelto per esigenze di impaginazione in questa serie di articoli vernici monocomponenti mi è costato tanto proprio per non aver potuto usare un trasparente bicomponente.

E sin dall’inizio, sin da quando cioè mi sono deciso a scrivere queste puntate, mi sono prefissato come linea guida la semplicità di utilizzo; che con fondo e tinta monocomponente effettivamente c’è, soprattutto la questione del rimediare all’errore.

Ma manca col trasparente, il monocomponente risente tantissimo dell’inclinazione/distanza della bomboletta. Diciamo che col mono è più facile sbagliare. Non se ne esce da questo dilemma.

Vedremo come risolvere più avanti, per ora restiamo sul nostro trasparente.

Di fatto oltre l’antigraffio Hs nel settore monocomponenti non c’è altro che valga la pena prendere in esame.

Più ampia la scelta in caso di vernici bicomponenti, quindi vediamo per curiosità.

La prima cosa che di solito balza agli occhi cercando un trasparente è la dicitura 2k. 

Che fa sembrare tutto molto professionale perché la k con le mono non la mettono mai.

Invece 1k significa monocomponente, 2k è la bicomponente; tutto qui.

Più importanti invece due altre caratteristiche, di solito chiamate alto lucido e alto solido.

Il primo è il grado di lucentezza misurata sulla scala Gloss, il secondo indica la resistenza a graffi e solventi. 

Però è necessaria una precisazione. Dal punto di vista strettamente tecnico il termine alto solido fa riferimento al residuo secco del prodotto verniciante. In media una certa quantità standard di prodotto verniciante, ad esempio 1 l, dichiarato alto solido ha un contenuto di materiale non-volatile in peso che varia dal 60 al 80% corrispondente ad un contenuto di solidi in volume dal 50 al 65%. Il  prodotto verniciante alto solido di conseguenza avrebbe emissioni di VOC ridotte del 50%, in applicazione, a confronto con sistemi definiti a basso-solido. Tradotto, una vernice altosolido ha miglior resa.

Però capita che la definizione alto solido sia usata da diversi negozianti, anche online, per indicare la superiore resistenza del 2k a graffi e solventi. Non è proprio giusto ma poiché potreste imbattervi in questa definizione, tanto vale spiegare in quale senso è usata. E anche io, per facilità espositiva, userò la definizione alto solido in modo improprio.

Andiamo avanti  

Un trasparente 1k di qualità sarà sempre alto lucido ma non è detto sia anche altosolido (pure quelli antigraffio); anzi credo non lo sia mai.

Un trasparente 2k di qualità è sempre sia altolucido che altosolido. Sempre tenendo conto dell’uso non ortodosso che faccio del termine altosolido.

Capite quindi perché io lo preferisca. 

Che sia 1k che 2k va sempre dato bagnato su bagnato. Torna di nuovo in ballo la questione tubi tondi. La ridotta sezione aiuta, dandoci il tempo di posizionare le scritte adesive che poi proteggeremo col trasparente.

I trasparenti 1k sono antigraffio ma è cosa diversa. Si parla di spazzole abrasive come quelle dell’autolavaggio, quindi un contatto più tenace lo avvertono.

Un trasparente 2k ha resistenza superiore.

E ha un costo superiore, circa il 25% in più se riferito sempre al prezzo medio di mercato delle bombolette.

Poiché adesso sappiamo che non possiamo mischiare vernici mono e bicomponenti, decidere di usare un 2k significa acquistare anche fondo e tinta omologhi.

La spesa sale, si possono superare i 100 euro complessivi (vedremo perché più avanti, parlando delle quantità necessarie) e non mi sembra in linea con la filosofia di questo articolo.

Rivolto a chi non ha mai verniciato, su telai di poco pregio, meglio guardare anche al portafoglio.

Dimenticavo: se volete finitura matta cambia nulla, dovete solo scegliere un Hs matto invece di lucido.

Ne sappiamo abbastanza per recarci in negozio non completamente ignari.

Voltiamo pagina e vediamo cosa ci serve.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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