Verniciatura telaio bici fai da te, parte terza

La scelta della tinta

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La scelta della tinta

No, non sto per indicarvi se fare una bici bianca, gialla o zucca come Raun. 

Scelta della tinta significa decidere se mono o bicomponente e se matto o lucida.

Per quanto riguarda mono o bicomponente è scelta complessiva, riguarda cioè fondo, tinta e trasparente che devono essere dello stesso tipo.

Vantaggi e svantaggi sono più o meno gli stessi già descritti nel paragrafo precedente. Quindi inutile tornarci su.

Matto o lucido? Matto, sempre.

E’ scelta praticamente obbligata perché non si vernicia lucido su lucido: ossia non si da il trasparente lucido su una vernice lucida.

Può andar bene con la bomboletta del brico per ridare smalto a una lampada da tavolo. Non qui, non con vernici per carrozzeria.

Metallizzato e perlato necessitano SEMPRE del trasparente lucido, quindi anche qui è scelta obbligata.

Allora perché chiederselo? Perché se proprio la bici vale poco, se cioè è la classica bici da palo, un paio di mani di tinta lucida e abbiamo finito, spendendo assai poco.   

Bastano fondo e tinta, circa il 30% in meno di budget rispetto all’ulteriore acquisto del trasparente.

Però, diciamolo, viene proprio male…

Come per il fondo anche la tinta di solito è del tipo bagnato su bagnato.

E questo può essere un problema in caso di errore di verniciatura. 

La colatura, la goccia diciamo così, deve essere carteggiata e per poterlo fare è necessario attendere le canoniche 24h.

Con tinta pastello (dove per tinta pastello si identifica qualunque vernice non metallizzata o perlata) è abbastanza facile rimediare.

Ancora una volta in aiuto viene la sezione tonda dei tubi, su una superficie piana è sempre più laborioso un buon ritocco.

Diciamo che se non succede nessun imprevisto è meglio; ma se succede ritoccare una zona con tinta pastello è fattibile. Lavorando con pazienza, prestando massima cura a non scoprire il fondo, la differenza non si noterà.

Con tinte metallizzate e perlacee è assai più difficile, il rischio “effetto maculato” con zone di differenti tonalità è concreto.

Quindi, sempre in ottica “sono alla mia prima verniciatura” direi che per fare esperienza è meglio non complicarsi la vita e scegliere una tinta pastello.

Due mani vanno benissimo, andare oltre è inutile. Si crea uno spessore eccessivo che lascerà il segno al momento di rimontare la bici. Soprattutto il collarino deragliatore, una vero cattivone nel rovinare i telai.

Ci sono colori che sono più facili di altri. Non è questione di tecnica che è sempre uguale o di composizione chimica: è che coprono meglio, perdonano un passaggio sbagliato senza creare differenze di tono una volta asciutte.

Si, le differenze di tono sono un’altra bella seccatura. Bisogna tener presente che più mani si danno più il colore sarà intenso. Si nota meno con i colori pastello, assai di più col metallizzato, tanto col perlaceo.

Può succedere che una zona riceva meno tinta, soprattutto durante la seconda mano. Al momento, a vernice fresca, non c’è differenza e serve occhio esperto per accorgersene; ma è anche vero che se hai l’occhio esperto significa che lo sai fare e non avrai sbagliato nel ripassare.

Per noi hobbisti è più difficile. Come evitare errori lo vedremo nel paragrafo dedicato alla tecnica, per ora vediamo quali colori sono più semplici.

Anzi, vi dico i più difficili: bianco e nero. Se per il bianco è facile intuire che è più rognoso soprattutto nella seconda mano, col nero si potrebbe pensare il contrario.

Invece è traditore, perché eventuali errori non compaiono nemmeno quando è asciutto ma quando daremo il trasparente. Dove invece nel brillante nero che avremmo voluto ci ritroveremo un grigio assai scuro.

Con le bicomponenti il rischio è assai inferiore, sono superiori nella resa; se poi passate ad aerografo siamo a cavallo ma qui, lo sappiamo, l’aerografo è bandito. Peccato…

Comunque in linea di massima, nero a parte, le tinte scure sono più semplici; quelle chiare avvertono maggiormente una differenza di carico se le mani non sono state omogenee.

Anche pensando all’eventualità di un ritocco per un errore, con tinte scure è più semplice, proprio perché risentono meno dell’ulteriore passaggio.

E adesso la scelta del trasparente.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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