Verniciatura telaio bici fai da te, parte terza

La scelta del fondo

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La scelta del fondo 

La scelta del fondo è strettamente legata a due fattori: materiale del telaio e tinta stabilita.

Esistono fondi ancoranti per ogni materiale: l’alluminio è diverso dall’acciaio che è diverso dalla plastica.

Plastica? Perché, esistono telai in plastica? No, però i parafanghi si. E se uno volesse togliersi lo sfizio di farli in tinta, sappia dovrà ricorrere a un primer specifico.

Non viene un buon lavoro, nel tempo la vernice si fessurerà a causa della flessibilità della plastica. Se si cerca un risultato duraturo, i parafanghi migliori per la verniciatura sono quelli in acciaio. 

Comunque, visto che parliamo di un lavoro fai da te su bici di non eccessivo valore, ci può stare togliersi lo sfizio del tutto colorato, sacrificando qualche economico set. Non fate come me, che per starci coi tempi durante un test ho verniciato due costosi Sks per esigenze di scena…

Andiamo avanti.

La nostra scelta è andata a tutto monocomponente o tutto bicomponente?

Io per una prima esperienza di verniciatura consiglio il monocomponente.

Un fondo monocomponente è più semplice da stendere, nel senso che accetta una ulteriore passata anche dopo diverse ore, pure il giorno successivo se necessario. Non richiede quasi mai carteggiatura anche se una passata a grana molto fine e rigorosamente a secco è salutare darla. La bomboletta dura tutto il tempo che c’è vernice dentro, quindi se ne avanza e vogliamo usarla a distanza di settimane per creare una staffa in tinta col telaio a cui assicurare una luce, la potremo ancora sfruttare. Ha un costo mediamente inferiore del 30%, sempre riferito alla bomboletta. 

E’ essenzialmente un prodotto più economico e meno specifico. Di solito è uguale per acciaio e alluminio, copre decentemente ma non è il top.

Se però il telaio è stato preparato con cura non è un gran problema, la resa sarà comunque più che soddisfacente.

A farmelo preferire in questo articolo è sempre la solita questione della difficoltà per il neofita. Carteggiare il fondo richiede una buona esperienza, bisogna essere diciamo così allenati. E’ uno strato sottile, scoprirlo (cioè far tornare a vista il telaio) è facile per chi non ha mai fatto questi lavori. 

Il fondo bicomponente è anzitutto più “saldo”: àncora meglio diciamo così. Spesso ne basta una sola mano su una bici anche se io suggerisco sempre una mano e mezza, bagnato su bagnato. Cioè a primo strato non ancora perfettamente asciutto. E carteggiatura a secco, grana 1200.

Richiede qualche attenzione in più ripagando con ottima resa. Però meglio avere una certa familiarità con la verniciatura. I tubi sono tondi, è una bella differenza rispetto a una superficie piana…

Una volta attivato il catalizzatore difficilmente supera le tre ore di vita utile. Che non dovrebbe essere un problema, visto che lavoreremo bagnato su bagnato. 

Nel 90% dei casi i fondi da carrozzeria forniti in bomboletta sia mono che bicomponente sono bagnato su bagnato.

Per i tempi e carteggiatura dovete chiedere al vostro fornitore, ogni marca ha i suoi tempi. A cui fare la tara perché incidono temperatura e umidità. Ricordiamo che stiamo parlando di fai da te, non abbiamo l’ambiente a clima controllato come i professionisti. 

E seppure da bagnato su bagnato, un monocomponente possiamo anche usarlo a 24h di distanza. Certo, qualche cautela ci vuole, però questo significa anche avere tempo di rimediare a un errore.

Mettiamola così: non andrebbe fatto: però se scappa la goccia…

Ripassare invece un fondo bicomponente a distanza di un giorno, a meno non sia specifico per questi tempi, rischia di compromettere pesantemente la resa al momento di dare la tinta. Non si è legato bene con lo strato sottostante, potrebbe sfogliare tutto. 

Quindi facciamo così: una mezza mano di fondo monocomponente, dove per mezza mano si intende uno strato leggero ma comunque uniforme. Passato il tempo giusto (che sarà quello che vi avrà indicato il colorista e non esitate a chiedere come variarlo in base alla temperatura esterna, supponendo che al massimo verniciate il giorno dopo l’acquisto della vernice…) una seconda mano corposa.

Lasciamo asciugare 24h, qualcosa in più se è inverno, e diamo una carteggiata A SECCO con grana 1200 minimo; se non vi sentite sicuri meglio un eccesso di prudenza e salire fino a grana 2000.

Carteggiare il fondo è ben diverso dall’energica lavorazione di quando abbiamo sverniciato il telaio: pensate a una buona lucidatura come termine di paragone.

Ovviamente pochissima pressione: si lavora sul movimento.

Fondamentale rimuovere la polvere residua. Useremo lo stesso diluente antisiliconico che ci è servito per la pulizia.

ATTENZIONE: non usare acetone. Ok, è di fatto un antisiliconico pure lui, sgrassa da paura. Ma è anzitutto un solvente, ergo scioglierete la vernice. Non è una buona strategia…

Una prima scelta sul fondo l’abbiamo fatta, adesso ci tocca la seconda: di che colore?

Già, mica è sempre il grigio smorto.

Tutto dipende dalla tinta che abbiamo deciso. Invece di provare a scrivere una infinita lista vi propongo questa immagine che mi ha girato Giovanni, uno dei revisori nonché titolare di una attività di verniciatura auto, moto e bici.

Come potete vedere a ogni range di tinte corrisponde un fondo.

Sconsiglio di usare come fondo lo stucco spray. A meno che non sia la bici da palo molto malconcia e non vogliamo spenderci in vernici più di quanto valga.

Perché sulle prime lo stucco spray è una bellezza: tu lo passi, aspetti sia asciutto, lo carteggi ad acqua con una semplice spugna abrasiva (proprio quella da cucina) e hai una superficie perfetta. Dai la tinta e il trasparente che su una finitura così sono uno spettacolo e ti senti davvero un verniciatore provetto. 

Poi poggi delicatamente la bici al palo, con dolcezza. E quando la riprendi in quel punto la vernice è già saltata.

Ha tante applicazioni in cui è perfetto: ma su una bici lo stucco spray è solo perdita di tempo.

Ora la tinta, andiamo.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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