The Beam cappucci leve freno

Il test

Tempo di lettura: 2 minuti

Il test

Sono venduti a coppia, una semplice bustina giustificata dal prezzo irrisorio e dalle ridotte dimensioni. 

 

 

E’ un cappuccio in silicone, con una appendice per favorire la presa e dove la scritta in rilievo ha anche la funzione di migliorare il grip. 

Quindi poiché non serve una descrizione ampia, meglio lasciar parlare le immagini.

 

Oltre al rosa visto qui, abbiamo nero e verde.

                                               

Scelta di colori non particolarmente ampia. Il nero è quasi universale, le leve strada sono per lo più in questa tonalità. Però aggiungerne qualcun altro, per esempio giallo, rosso e arancio, permetterebbe a chi piace di trasformare i cappucci in richiamo estetico.

L’installazione è lavoro di pochi secondi, basta infilare. 

Grazie alla elasticità si adattano facilmente a qualunque leva. Shimano, Sram e Campagnolo, senza creare grinze.

 

Una volta montate ci si rende conto delle ridotte dimensioni, cosa che a vederli da soli come mostrati più sopra effettivamente non è comprensibile. 

Per amor di completezza, la altezza massima non montati è 3cm. Non montati, perché una volta infilati sulle leve copiano fedelmente la loro curvatura.

Ed è altezza misurata sino alla “prolunga”, che è poi la parte dove agganceremo col dito.

Sia usando guanti invernali più spessi che guanti invernali più sottili che guantini estivi, l’appoggio è sempre ottimo.

  

Anche frenando a quattro dita si riesce ad assicurarsi il grip aggiuntivo offerto dai cappucci The Beam.

Io però ho preferito mostrarvi la sequenza a due dita perché è proprio in questa condizione che si apprezza maggiormente la presa.

Anche strizzando forte non si spostano e quel minimo di naturale cedevolezza dovuta alla elasticità del materiale non è fastidioso.

Servono? Sono efficaci?

Rispondo alla seconda domanda. Si, effettivamente aiutano molto nel migliorare la presa sulle leve, anche per chi come me ha mani piccole. Non tolgono sensibilità alla leva, non senti cioè alcuna spugnosità che potrebbe limitare il feeling col comando.

E ora rispondo alla prima. Ni. 

Cioè, fanno comodo, magari con più ampia scelta di colori possono diventare un simpatico accessorio ma non posso definirli indispensabili.

Hanno però un secondo pregio, un pregio per me che, lo sapete, sono molto attento a queste cose: offrono una buona protezione per la finitura delle leve.

Soprattutto sui comandi odierni, molto angolati verso l’esterno, è facile graffiare la vernice se non addirittura scheggiare la leva, in particolare se in carbonio.

Non nascono per questo, ma anche questo fanno e male non è. 

Costano una inezia, appena 5 euro sullo shop ufficiale; ok, 4,99, maledetto marketing…

E’ una spesa irrisoria, che varrebbe la pena fare anche solo per la protezione delle leve, come faccio per le pedivelle di alcune mie bici.

E visto che effettivamente offrono quel plus di grip sul comando che si rivela utile, molto quando piove, posso concludere che si, li promuovo. L’unica mancanza che rilevo è la limitata scelta di colori. Per questo brevissimo test il rosa è perfetto, staglia subito sulle leve scure e rende le immagini più efficaci. Per mio uso personale avrei scelto il più discreto nero ma le esigenze del blog vengono prima di tutto 😀 

Bene, vi lascio coi soliti link al sito aziendale e prima di augurarvi buone pedalate noto che con questo articolo ho battuto un record: supero di un soffio le 800 parole, quando per me scriverne 5000 è poco. E vabbè…

Buone pedalate

Sito ufficiale The Beam

Coprileve The Beam   

 

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
Se l’articolo che stai leggendo ti piace, condividilo sui tuoi social usando i pulsanti in basso. E’ facile e aiuti il blog a crescere.

Commenta anche tu!