[Test] Q36.5 Adventure, il completo per il gravel

Le conclusioni

Tempo di lettura: 7 minuti

Le conclusioni

Vi ho raccontato nell’introduzione che tenevo d’occhio da diverso tempo la Q36.5.

Se cedessi all’arido linguaggio burocratico dovrei dire “l’avevo attenzionato”. Poi però chiuderei il blog perché mi infastidirebbe leggermi.

La tenevo d’occhio per molti motivi.

E’ azienda relativamente giovane ma che può vantare la profonda esperienza del fondatore: Luigi Bergamo ha infatti lavorato per due decenni nel reparto ricerca e sviluppo di Assos. Per poi decidere l’avventura in proprio, inseguendo la “visione estrema del futuro dell’abbigliamento da ciclismo”, come recita sul sito ufficiale.

Ha una precisa politica che se non proprio a chilometro zero per ovvie ragioni (mica le aziende spuntan fuori come funghi…) persegue la collaborazione con partener nostrani distanti non più di 350km. E ricordo ai più distratti che l’approvvigionamento vicino non è campanilismo ma significa ridurre l’impatto ambientale dei trasporti.

Inoltre la vicinanza permette un più semplice e rapido confronto diretto coi partner e questo aiuta i processi di ricerca, sviluppo e produzione. Vero che adesso una videochiamata, una call come usa dirsi, è alla portata di chiunque. Ma credetemi se vi dico, io che sono lontano centinaia di chilometri, quanto sia tutto più semplice e proficua una bella chiacchierata guardandosi negli occhi.

La ricerca dell’eccellenza non ha sacrificato la sostenibilità; oltre l’abbattimento delle distanze, il riciclo nella creazione dei tessuti è punto cardine. Tutti ricavati infatti da materiali riciclati, fino al 100%: come il poliestere, ricavato dal PET riciclato a Firenze.

La durata è una delle tante facce di questa continua ricerca della sostenibilità: quante volte ci siamo lamentati del continuo ricambio, che genera rifiuti? Uno dirà: beh, vorrei vedere, con quel che costano, ci manca che durano poco.

E invece no, perché l’obiezione è sbagliata: costano perché alla base c’è questo e tanto altro. Purtroppo, e me ne rammarico ma è inevitabile, la via della sostenibilità non è economica. Necessaria si ma ha il suo prezzo. E chi fra noi ha questa sensibilità accetta di pagarlo, ben sapendo, tra l’altro, che alla fine la spesa si ammortizza proprio grazie alla maggiore durata del bene acquistato.

L’intima certezza della qualità dei propri prodotti spinge Q36.5 ad andare oltre la normale garanzia di legge.

E’ prevista infatti la riparazione (almeno finché l’usura non è ormai oltre il ragionevole) e uno sconto nell’acquisto di un nuovo kit in caso di danni in seguito ad incidente. Dove, di fatto, non è imputabile l’azienda.

Tutto questo serve a inquadrare in modo corretto il rapporto qualità prezzo, perché effettivamente leggere 210 euro per il calzoncino Cargo ha fatto sussultare qui in redazione.

La maglia Adventure è più abbordabile coi sui 150 euro ma la somma resta comunque alta. 

Quindi dobbiamo chiederci, anzi, devo chiedermelo io perché i test a questo servono, cosa compro a questo prezzo?

Un completo di altissimo livello dove non tutti i contenuti sono immediatamente tangibili. Ma quello che si vede basta e avanza.

La maglia Adventure si presenta come un puzzle dove ogni tessera si differenzia per struttura e materiale formando un corpo unico che aderisce senza costringere e mantiene costante la temperatura corporea.

Il calzoncino Adventure Gravel sfrutta la stessa costruzione a tessere di differente materiale e struttura per creare una unica armonia che accompagna ogni fase della pedalata.

Il fondello creato da Elastic Interface, per qualità e assemblaggio al calzoncino, è sicuramente tra i top del mercato.

La vestibilità rilassata, per usare la definizione dell’azienda, si traduce in precisa adattabilità e nessuna costrizione in sella, senza rinunciare alla resa aerodinamica.

Le innumerevoli tasche, sia di maglia che pantaloncino, risolvono ogni problema di stivaggio durante l’uscita.

Questo quello che si vede; quello che non si vede è per me altrettanto importante.

Un attento e ragionato studio su materiali e dinamica della pedalata, che forse con questa famiglia Adventure non raggiunge la certosina attenzione della serie Unique ma il DNA è quello.

Una reale attenzione alla produzione sostenibile, che diventa così valore aggiunto.

La cura della costruzione artigianale, altro valore aggiunto.

La garanzia, la possibilità di far riparare il capo, lo sconto in caso di incidente, altro valore aggiunto.

Messa così il rapporto qualità prezzo assume tutt’altra valenza rispetto al solo dato numerico.

Certo, è un impegno importante ma senza dubbio si ripaga nel tempo.

I link

Q36.5

Maglia Adventure

Pantaloncino Adventure Cargo

Buone pedalate

Commenta anche tu!