[Test] Pirelli PZero Race TLR 4S

La prova su strada

Tempo di lettura: 6 minuti

La prova su strada

Questo test è iniziato in un marzo estivo, proseguito in una metà di aprile invernale, nell’altra metà primaverile, un inizio maggio autunnale, chiuso in un fine maggio ferragostano. Insomma, seppur concentrate, le quattro stagioni le ho vissute tutte.

Non è mancata la pioggia anche se ho aspettato spiovesse, pedalare sotto l’acqua battente non è più per me.

E ho profittato del fatto che già dai primi di marzo ho trasferito la sede dei test al campo base estivo, lì mi bastano pochi metri e ho subito disponibili i tracciati che mi servono.

Due bici molto diverse tra loro e due set di ruote altrettanto, per materiale e costruzione. E per buona misura pure una e-road, il ginocchio troppo stressato ha imposto qualche cautela.

La scelta di usare due bici è stata dettata dal fatto che la seconda monta già da tempo delle Pirelli PZero 4S, però versione per camera d’aria. Volevo capire a parità di tutto il resto quanto la gomma diversa avrebbe influito e soprattutto verificare una prima impressione che poi, effettivamente, ha trovato conferma. Ma non anticipiamo i risultati, andiamo con ordine.

Parto dal montaggio, facile come ho sempre trovato facile tirar su le tubeless Pirelli. Su cerchio con canale da 21 in giochetto, su cerchio con canale da 17 mi sono aiutato con una pinza specifica ma più per stanchezza mia (è capitato più volte di passare le gomme da un set di ruote all’altro nella stessa giornata, mattina una bici, pomeriggio l’altra) che per reale necessità. Sulla e-road sono state usate con camera, i cerchi erano privi di nastratura tubeless ma tanto il test era praticamente chiuso, di fatto il montaggio è stato più per provare la bici con gomme sportive che le gomme in sé.

Solito schema pianura/salita/discesa, iniziando dalla prima.

Pochi giri di pedale, dopo una breve uscita per verificare la corretta pressione di esercizio perché dopo anni ho imparato quanto le PZero siano sensibili al variare dei bar, e subito ho ritrovato tutto il feeling cha dal primo test, credo sei anni fa, si è creato tra me e i copertoncini di casa Pirelli.

Scorrono subito veloci e comodi, né il grip superiore né il peso maggiore si avvertono in modo pressante. L’andatura sale pronta, ci ti attesta su buone medie, solo a velocità più elevate si avverte maggiormente la rugosità dell’asfalto, la piccola imperfezione.

E’ quella prima impressione di cui vi ho appena detto. Come se la gomma al centro fosse più rigida sia rispetto alle PZero 4S per camera che alle PZero Race TLR che ho testato l’anno scorso.

Ovvio, non è qualcosa che ho decifrato alla prima uscita., sensibile si ma non esageriamo. Ho avuto questo sentore, ho indagato per diversi giorni e chilometri, provato a darmi una spiegazione.

D’accordo la differenza strutturale tra queste 4S TLR e le 4S per camera, ma sulla carta non c’è invece differenza con le race TLR.

Tranne una superiore resistenza alle forature, che l’azienda dichiara in +15% a favore del copertoncino per tutto l’anno.

Credo, a questo punto, ci sia un maggiore spessore della protezione antiforatura, anche perché a parità di misura abbiamo 50g di differenza: 365 le 4S, 315 le Race e una simile differenza non può giustificarsi solo con “più gomma”, semplificando.

Però, vi assicuro, è qualcosa davvero infinitesimale. Probabilmente se non fosse che molte mie bici montano copertoncini Pirelli e quindi ci pedalo spesso, dubito mi sarei soffermato più di tanto.

E comunque si avverte solo a velocità più elevate, a passo allegro il comfort è eccellente.

Quale che sia il meteo del giorno, il grip e soprattutto la comunicatività delle PZero Race 4S TLR è quella tipicamente Pirelli: un filo diretto tra asfalto e ciclista.

Aggiungo: col caldo scorrono ancora meglio.

Però, almeno io, il grip lo testo in discesa. Ma prima tocca salire.

Mescola, struttura, fascia antiforatura e sezione corposa per la versione in prova, giocoforza il peso c’è.

I 365g rilevati, in linea col dato dichiarato, non sono tanti in assoluto, anzi a paragone di altre gomme simili siamo pure qualcosa sotto. Ma se nei test gravel mi curo poco della bilancia, in quelli sportivi no, soprattutto perché poi mi tocca pedalare. 

Si sale bene ad andatura costante, una volta in movimento la bilancia si ridimensiona grazie all’ottima capacità di assorbimento e l’eccellente scorrevolezza che fanno risparmiare fatica. Quella sensazione di superiore rigidità al centro sparisce, come detto sopra l’avverti a velocità elevata ma “salita” e “velocità” sono due parole che con me nella stessa frase non possono convivere.

I rilanci vengono facili, la gomma segue e il davanti non schiaccia sotto il peso alzandosi sui pedali a caricare l’avantreno.

Basta che la strada spiani un poco tra una curva e l’altra è subito acquisti velocità. Insomma, una bella gomma sportiva.

Beh, si chiama PZero Race, che ti aspettavi? Si, ma io lo so; però so anche che spesso viene naturale associare le gomme quattro stagioni non solo all’inverno ma anche a basse prestazioni, gomme al massimo da allenamento.

No, qui abbiamo un prodotto sportivo adatto sempre, non dimentichiamo la costruzione a 120 Tpi contro i 60 Tpi che troviamo su altri copertoncini stessa tipologia. 

Nelle ascese più dure la differenza con le sorelle PZero Race TLR si avverte in termini di peso, sommando sono 100g in più sulle due ruote e quando ti sveni per le ruotine da poco più di 1kg la coppia, beh, quel peso lo senti. Devo dire che pure la bici in questo caso, con la sua rigidità a cui ormai fatico a star dietro, ha contribuito a farmi sentire la fatica malgrado la leggerezza superiore.

Salendo con una più pesante ma assai più comoda endurance e ruote si più pesanti ma eccellenti proprio in salita, sono andato meglio. 

Parlare di grip viste le mie medie non è probante, starei in piedi pure sul ghiaccio. Quello che conta è che il peso non ha mortificato la prestazione, segno che con un ciclista vero in sella e non io, si va forte.

Però in discesa posso ancora dire la mia e posso effettivamente rilavare grip e confidenza, la comunicatività di cui tante volte vi ho parlato nei test di gomme e che per me vale più del dato tecnico: perché quel francobollo di gomma è ciò che si frappone tra noi e l’asfalto, deve tenerci in strada, non farci volare in curva e mordere in frenata. E io voglio sapere che succede, altrimenti tiro i remi in barca.

Ho affrontato le discese di prova senza troppi patemi, anzi, senza troppa curiosità. Sapevo da prima cosa avrei trovato, mi servivano solo le conferme.

Non solo perché ho testato le PZero per camera in tutte le varianti e le PZero race TLR: perché ho testato le Cinturato Velo, tra l’altro in misura 700×32, quindi appena più ciotte di queste ma con differenza minore rispetto alle 700×25 delle versioni per camera d’aria.

Si, perché sin da subito le PZero Race 4S mi hanno ricordato le Cinturato Velo, primo tubeless ready introdotto dal Pirelli qualche anno fa. E in effetti molte soluzioni tecniche da lì vengono, l’aria di famiglia c’è e pure la somiglianza.

Il grip offerto da queste 4S è eccezionale, non mollano mai e con la sezione abbondante hai spalla sicura su cui poggiare in ogni curva. Grazie a una deformazione elastica controllata, una delle migliori quella Pirelli e qui la ritroviamo confermata, hai in tempo reale la chiara percezione del lavoro del copertoncino.

Che significa tirare la staccata senza timori, la ruota anteriore si schiaccia ma non cede e la mescola si incolla all’asfalto esaltando la forza frenante; significa entrare in curva con pulizia della linea e percorrere la traiettoria con precisione millimetrica; significa avere margine per la correzione quando foga o imprevisto obbligano a variare la traiettoria (a patto tutta la bici assecondi e su questo per fortuna ho scelto bene); significa scendere velici in assoluta sicurezza e l’unico rimpianto è non avere la staffetta che chiuda la strada al traffico davanti a te.

Già, doversi limitare per non usare tutta la carreggiata ti va stretto, tali grip e sicurezza che le velocità di percorrenza sono alte, molto alte e senti che se soli avessi più strada e la certezza di non trovarti un veicolo in senso opposto andresti pure di più.

Nelle discese tortuose si danza tra le curve e l’unico limite ai rilanci in uscita sono le gambe; in quelle veloci si va a tutta e si avverte solo questa superiore rigidità della fascia centrale sulle minime asperità. Superiore rispetto alle PZero Race TLR, non una rigidità in senso assoluto nei confronti di qualunque copertura, le 4S sono ai vertici per comfort globale.

Il bello è che su asfalto umido si perde nulla di comunicativa, il grip cala ma quello è bidirezionale: la gomma deve tenere ma pure la strada deve offrire il suo contributo e col bagnato sappiamo che sparisce.

Però grazie alla consapevolezza del lavoro svolto si riesce a spingere anche in condizioni di grip precario.

Al senso di sicurezza potrei dire. Che d’accordo, è soggettivo, quando lavoravo nel settore moto molti miei colleghi andavano a tutta senza problemi e io con le stesse gomme manco dal cavalletto piegavo. Però se trovavo quelle con cui mi sentivo sicuro andavo pure io. Di solito erano Pirelli, forse mi è rimasto questo feeling.

Comunque ne sappiamo quanto serve per tracciare un bilancio.

COMMENTS

  • <cite class="fn">Guido</cite>

    Ciao Fabio,sono Guido come sai io ho la versione per camera d aria delle Race 4s e non posso che confermare quanto da te scritto nel tuo (come sempre) ottimo articolo.
    Purtroppo da una settimana sono fermo causa incidente……
    Spero che questo intoppo non mi tolga la voglia di pedalare.
    A presto
    Guido

    • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

      Ciao Guido, mi spiace per il tuo incidente ma, per quello che vale la mia esperienza, dopo ogni infortunio/intervento chirurgico la voglia non è passata. Anzi, riprendere è sempre stato uno stimolo in più a lavorarci sopra. Dajeeeeee!!!!

      Fabio

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