[Test] Pirelli PZero Race TLR 4S
Come è fatto
Come è fatto
La gamma stradale Pirelli è oltremodo completa. Ormai è impossibile non trovare il copertoncino adatto a noi. Ricordo il primo lancio dei PZero, tre versioni, mi sobbarcai un bel lavoraccio a recensirli in sequenza.
Ma fu un test piacevole perché erano, e sono, copertoncini eccellenti, prodighi di tutto ciò che cerco in una gomma sportiva.
Da quel primo test tanti altri hanno seguito e ogni volta questo paragrafo è sempre stato il più difficile da scrivere, continue innovazioni da studiare prima per riportarle poi, qui.
La confezione, il packaging come dicono quelli bravi, è sempre stato un punto di forza dei PZero.

Soprattutto perché prodiga di informazioni, spesso trascurate da molti produttori. Che si limitano a misura e modello.

Ovviamente Pirelli non trascura questi dati, però è il retro il punto forte. E anche l’interno.
Infatti la stampata posteriore è ricca.

Spicca il dettaglio di Wam e Ram, raramente presente sulle confezioni della concorrenza.
Confermo la veridicità dei dati.

Se avete voglia di approfondire i concetti di Wam e Ram, potete leggere questo articolo.
Interessante la tabella con le pressioni consigliate in base a peso e uso.

Pirelli già da tempo ha messo a punto un sistema basato su bilance di precisione e calcolo della resistenza al rotolamento da cui ricavare dati oggettivi. Poi sempre ognuno eseguirà i propri piccoli aggiustamenti ma minimi, la base è ottima.
Come sempre in un copertoncino altamente specializzato c’è quello che si vede e quello che non si vede. Inizio da qui.

Il disegno in alto ci propone diverse tecnologie.
La prima è la mescola SmartNet Silica

Direttamente dalla sua esperienza e know-how nel Motorsport, Pirelli introduce nel ciclismo una formulazione corsa brevettata, capace di garantire massimo grip e scorrevolezza su asciutto e bagnato. La forma allungata delle molecole di Silice, a differenza di quanto si è fatto finora con la comune silice a forma molecolare sferica, consente un nuovo livello di sofisticazione della mescola battistrada, con conseguente miglioramento della guidabilità grazie alla possibilità di orientare la mescola nel senso di rotolamento.

Inoltre, il perfezionamento della resistenza meccanica del battistrada conseguita dalla migliorata interazione della Silica con altri componenti (come le fibre aramidiche direttamente disperse in mescola), incrementa la protezione contro le forature e la durata della gomma.
La seconda è la struttura SpeedCore
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La struttura stradale tubeless-ready più performante della gamma, prevede l’utilizzo di uno strato di mescola misto ad aramide che riveste lo strato interno dello pneumatico consentendone la tenuta d’aria. Questa nuova struttura rende il pneumatico più resistente, grazie alla presenza dell’aramide, ma allo stesso tempo meno rigido e più veloce, per la maggior flessibilità della mescola rispetto ad un tessuto bead-to-bead. La carcassa è poi completata da una tela in Nylon in 120tpi e da uno strato anti-foratura, anch’esso in aramide.
SpeedCore è ad uso esclusivo dei modelli PZero Race con tecnologia tubeless.
Tecnologie nascoste ma che su strada si avvertono.
Ora l’esterno, va da sé che il Pirelli PZero Race 4S TLR è pieghevole.

Sui fianchi i classici loghi, al momento previsto solo in argento (altri modelli usano più colori).

A seguire le solite indicazioni si dimensione, pressione e verso di rotolamento. Piccine, troppo perché riesca a renderle leggibili in foto…
Il disegno del battistrada è in comune con le 4S per camera d’aria. Le conosciute “saette” accompagnate da intagli diagonali per mantenere grip in ogni condizione di asfalto e mandare la gomma in temperatura in curva.

Il centro è privo di scanalature, provvede la mescola a garantire tenuta.

Osservando con cura si nota la differenza tra centro e fianco, la fascia ruvida indica la differente struttura.
Tre misure disponibili: 700×28, 700×30 e 700×32.
Una sola variante cromatica e questo un poco mi spiace perché il bicolore Pirelli è una mia passione e in foto è sempre spettacolare..
Sappiamo quanto serve, possiamo pedalare.
Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. Tutti i contenuti del sito sono gratuiti ma un tuo aiuto è importante e varrebbe doppio: per l’offerta in sé e come segno di apprezzamento per quanto hai trovato qui. Puoi cliccare qui. E se l’articolo che stai leggendo ti piace, condividilo sui tuoi social usando i pulsanti in basso. E’ facile e aiuti il blog a crescere.


Ciao Fabio,sono Guido come sai io ho la versione per camera d aria delle Race 4s e non posso che confermare quanto da te scritto nel tuo (come sempre) ottimo articolo.
Purtroppo da una settimana sono fermo causa incidente……
Spero che questo intoppo non mi tolga la voglia di pedalare.
A presto
Guido
Ciao Guido, mi spiace per il tuo incidente ma, per quello che vale la mia esperienza, dopo ogni infortunio/intervento chirurgico la voglia non è passata. Anzi, riprendere è sempre stato uno stimolo in più a lavorarci sopra. Dajeeeeee!!!!
Fabio
Grazie Fabio per l’ incoraggiamento.
Guido