[Test] Pirelli Cinturato Gravel M

Le conclusioni

Tempo di lettura: 7 minuti

Le conclusioni

Non nascondo che mi sono divertito in questo test.

Una serie di condizioni favorevoli l’hanno reso più semplice nella logistica, di fatto nelle scorse settimane mi bastavano venti metri e avevo accesso ai terreni fuoristrada, altro che lunghe trasferte partendo dalla città alla ricerca dell’off road.

Avessi avuto temperature meno infernali, ché trovarsi alle 8 del mattino già sopra i 30 gradi non è piacevole, potrei tranquillamente affermare che questo aver svolto test in estate è stata proprio una bella idea.

La mattina presto in bici, doccia al rientro, un poco di sano ammollo in piscina, pomeriggio a mettere ordine tra gli appunti sdraiato sul lettino in spiaggia, se mi pagassero pure sarebbe proprio una bella vita…

Comunque, visto che non mi ha ordinato il medico di sbattermi coi test, vediamo di dare un senso a tutte le pedalate svolte.

Se mi chiedete: è meglio la Gravel H o la Gravel M? Non vi rispondo, perché sono ottime tutte e due.

Ma sono assai diverse, più di quanto credessi e in modo differente da quello che pensavo.

Ho voluto questo test perché se non provo non capisco; e a volte nemmeno quando provo.

Però ho capito che un anno fa mi ero sbagliato, ritenendo la Cinturato Gravel H la versione più poliedrica tra le due, tanto che scelsi di recensire subito lei.

Adesso che ho usato entrambi i modelli, a parità di percorsi, bici, ruote e tutto il contorno, posso tranquillamente affermare che la vera tuttofare è la Cinturato Gravel M.

E’ più “gravel”.

Bravo, detto così ci capiamo assai…

Avete ragione. 

Mumble, avete presente la solita solfa che vi propino sul fatto che il gravel non è classificabile, ognuno lo vive a modo suo, è questo il bello di questa vecchia novità del ciclismo? Bene.

Ora però è innegabile che il fuoristrada è un elemento importante nel gravel, altrimenti è strada.

Nella guida off road le capacità della versione M sono superiori, permettendo di alzare di molto il livello di difficoltà.

Lì dove le Cinturato Gravel H slittano, perdono aderenza, vanno a vuoto sotto la spinta dei pedali le M ci portano via con trazione eccellente.

Pagano dazio su asfalto ma solo se le confrontiamo alle H; perché in termini assoluti vantano ottima scorrevolezza tra le tassellate.

Ora che ho più chiare le differenze tra i due modelli posso aggiungere che nessuna delle due versioni è una gomma 50/50, a metà tra strada e fuoristrada.

Sono ambedue copertoncini specialistici, come giusto sia con l’alta gamma; ma se mi è facile affermare la maggior propensione a un gravel stradale delle H (che però non sono per niente carenti in fuoristrada, come scritto nel loro test), mi diventa adesso facile affermare una maggiore poliedricità delle Gravel M.

Perché seppure meno scorrevoli su asfalto, mi hanno stupito sui terreni rocciosi: per grip e comfort. E non sarebbe un loro terreno.

Ci fai più fatica sui sentieri duri, ma sempre tenendo a paragone le H che viaggiano velocissime.

In salita su asfalto, salita molto dura, pesano di più, ma qui il paragone non regge perché le M in prova oggi sono di maggior sezione. A parità di misura il divario sulla bilancia si assottiglia.

E poi?

E poi è divertimento ovunque. Potendo percorrere sentieri, boschi, tratti in fuoristrada anche di elevata difficoltà. Per capirci: molte uscite sono state svolte sugli stessi circuiti di prova usati per il test della Mtb Trek Procaliber; andando a pescare quella recensione troverete parecchie immagini scattate negli stessi luoghi…

Un gravel più avventuroso, in sintesi.

Resta per ora irrisolta la verifica con la pioggia, però non mi preoccupo; altrimenti avrei atteso a pubblicare.

Non mi preoccupo perché ho pedalato con quasi tutta la gamma Pirelli: la mescola di nessuno dei copertoncini provati mi ha deluso col bagnato, non penso potrebbe accadere con queste Gravel M. Ovvio, per la certezza attenderò ma per come è il cielo adesso, a dispetto dei catastrofismi gridati dai siti meteo, penso che ci vorrà tempo prima che il Vesuvio si bagni. Per il futuro test delle Pirelli P7 però la pioggia l’aspetto…

Ultime notazioni.

Forature: zero. E vi assicuro che non mi sono risparmiato io né sono stato prudente con le Gravel M.

Consumo. Nel complesso i chilometri non sono stati tantissimi ma prevedo una durata superiore alla versione H. Diciamo che se non si pedala solo su asfalto (nel qual caso scegliere gli M sarebbe poco saggio) i 4000 km non sembrano chimera.

In definitiva queste Pirelli Cinturato Gravel M, tra l’altro a mio avviso elegantissime nella variante Classic, hanno dalla loro una ottima versatilità, tanto che malgrado la tassellatura le potrebbe relegare nella nicchia del gravel specialistico in salsa off road, in realtà affrontano qualunque percorso sicure di uscirne bene. 

Anche valicando i confini posti dalla casa.

Una gomma quasi universale, che primeggia tra le tassellate ma non sfigura contro modelli dichiaratamente votati all’asfalto.

Se il vostro gravel è asfalto e strade bianche, pedalate felici con le Gravel H.

Se il vostro gravel è meno asfalto e (quasi) ogni possibile fuoristrada, pedalate felici con le Gravel M.

E in ogni caso basta pedalare per essere felici.

I link

Pirelli Cinturato Gravel M

Pirelli Cinturato Gravel H

Test Pirelli Cinturato Gravel H

Buone pedalate.


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COMMENTS

  • <cite class="fn">Paolo Mori</cite>

    Oh, un altro bel test da leggere. Giusto un mese fa ho comprato i Gravel H, non ricordo come ho fatto a convincermi visto che ho ancora le due paia di Renè Herse da finire e mi ero ripromesso di rimandare ulteriori acquisti XD
    Però non ho resistito, e decisamente Pirelli ha sfornato degli ottimi prodotti. Un paio di anni fa avrei gridato al miracolo, adesso penso che, pur ottimi, la protezione antiforatura (o la costruzione della carcassa in generale) toglie un po’ della magia. Mi spiace Pirelli, prova di nuovo 🙂
    Dicendo che i Gravel M perdono un po’ rispetto agli H su superfici compatte mi salvi da un altro acquisto impulsivo. Anche se ritornare dai Gravel H ai Juniper Ridge mi ha sorpreso di nuovo, soprattutto su asfalto, quanto la tassellatura conti poco relativamente alla carcassa nella sensazione di guida e di comfort (spoiler: i Juniper Ridge sono ancora meglio). Ma se su asfalto e terreno compatto i Gravel M perdono ancora qualcosa, non vedo ragione per provarli, o almeno non ancora. Prima o poi una scusa salterà fuori…

    • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

      Ciao Poalo, se pedali con Renè Herse in testa, penso che qualunque gomma sia deludente…
      Ma i Renè Herse sono storia a sé, sia per costruzione che soprattutto per prezzo quindi li lascio fuori classifica. Preferisco valutazioni più omogenee.
      Però su una cosa sono d’accordo con te: non due, ma un anno fa mi sarei molto stupito delle Pirelli.
      Poi ci penso ed in effetti le gomme sono uscite un anno fa, sono io che le provo adesso…
      D’altro canto i progressi nel settore sono velocissimi, non come prima che una casa si teneva lo stesso copertoncino a listino 10 anni, e molti copertoncini top potrebbero presto essere scalzati di classifica.

      Fabio

      • <cite class="fn">Paolo Mori</cite>

        Beh, con test tra gli 8 e i 50 euro di budget (vado a memoria) è un bel range, un 30% in più per arrivare a 67 non mi sembra così “fuori classifica” 🙂
        Comunque sono solo un po’ deluso non tanto dalle gomme in sè, che sono di ottimo livello, quanto dal fatto che Pirelli – come praticamente tutti gli altri produttori – non offrano versioni dei copertoncini gravel senza protezioni antiforatura. Se i Terreno Zero non ne hanno, la quantità di gomma sui fianchi ha in pratica lo stesso effetto. E così mi rispondo alla domanda che avevo fatto sotto alla recensione dei Gravel H: al tatto Gravelking, Terreno Zero e questi Pirelli sono molto simili, quasi indistinguibili.

        • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

          Ciao Paolo, nel “leggere” i prezzi devo affidarmi sempre ai listini ufficiali, che sono stabili. E parliamo di quasi 100 dollari a copertoncino…
          Un copertoncino senza protezione ha mercato troppo di nicchia, il fatto che per te o per me riparare una gomma non sia un problema e preferiamo leggerezza e scorrevolezza non fa testo, non siamo “rappresentativi”.
          Basta vedere l’entusiasmo per le nuove camere d’aria, leggere e dichiarate imperforabili, pure se costano mezzo rene…
          Indistinguibili no, tranne i Terreno Zero che sono una storia a sé, molti copertoncini usano tecnologie simili, nel senso che ricorrono agli stessi brevetti, eppure nell’uso differenze ci sono. Ridotte, ma ci sono. Si avvertono nelle loro condizioni limite, non nell’uso quotidiano.
          Più che altro il punto è che ormai c’è una standardizzazione verso l’alto, il copertoncino con un limite evidente non te lo fa più nessuno, si gioca tutto su sfumature per differenziarsi. Sfumature che nel caso del gravel divengono ancora più labili, perché la necessaria poliedricità d’uso rende difficile differenziarsi troppo.
          E infatti la strada seguita dai Terreno Zero non è stata poi percorsa da tutti.
          Insomma, una volta che scegli un prodotto di azienda collaudata, ormai non sbagli più. Per avere carattere più marcato serve andare su produttori di nicchia, che se però restano nicchia un motivo ci sarà…

          Fabio

          • <cite class="fn">Paolo Mori</cite>

            Tutto giusto quello che scrivi, e mi rendo conto di star combattendo una battaglia contro i mulini a vento… metaforicamente parlando, non ho niente contro le pale eoliche 🙂
            Con tutto quello che mi passa per le mani quotidianamente, mi rendo bene conto quali sono le necessità e le preferenze di massa, almeno da queste parti. Però magari c’è anche del marketing subdolo che contribuisce, facendo credere che le protezioni antiforatura non hanno nessun impatto su qualità di guida e comfort. Se una bici su quattro monta Schwalbe Marathon Plus non può essere per caso…
            E comunque mi permetto di correggerti sui prezzi di listino, o almeno specificare che io stavo parlando della versione standard: 78 dollari o 73 euro dall’importatore tedesco (devono aver alzato i prezzi di listino come tutti nell’ultimo anno) sono sì tanti soldi, però non sono neppure “quasi 100”.
            Sono andato a rivedere i Terreno, in effetti ci sono due versioni: TNT con protezione sui fianchi e un numero ridotto di versioni TLR, senza. Ovviamente non i Wet che erano quelli che mi incuriosivano di più…
            Tirando le somme, c’è davvero poco di cui lamentarsi in quanto a scelta di gomme e copertoncini di questi tempi, disponibilità permettendo. E potrei pedalare felice senza curarmi di ogni novità e proposta, ma la curiosità poi vince e compro roba che alla fine rimane in cantina a prendere polvere XD

            • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

              “…Se una bici su quattro monta Schwalbe Marathon Plus non può essere per caso…”
              E sappiamo bene quanto mortifichino la guida, eppure…

              Fabio

  • <cite class="fn">Paolo Mori</cite>

    Errata corrige (ormai son partito per la tangente, ma tanto vale finire nella stessa pagina): i Terreno Zero che ho acquistato sono TLR e non TNT, e in effetti ricordavo male, sono più soffici al tatto rispetto a Gravelking e Gravel H, molto più simili ai Renè Herse.
    Sarà stata la taglia diversa (38 vs 45 mm) o la qualità del diverso set di ruote (700c vs 650b) a contribuire all’impressione, che io non li ho trovati così eccezionali e personalmente preferisco i Gravel H.

  • <cite class="fn">Francesco Mussini</cite>

    Buonasera, innanzitutto i miei complimenti per questo sito, oramai mio riferimento per letture approfondite sulla meccanica ed altro di questa nostra passione, e approfitto di questo pomeriggio piovoso (a Milano) che sconsiglia le uscite in bici, per scrivere due righe sulla mia esperienza con i Pirelli Gravel M nella misura 700cx40, anche se di esperienza ne ho poca, sono i primi copertoncini che acquisto (confesso che li presi dopo aver letto la prova del modello H), per equipaggiare la mia Checkpoint ALR 4 acquistata usata nel luglio del 2020.
    Premetto che sono un neofita, avendo iniziato a pedalare “sul serio” praticamente da quel momento, infatti le mie esperienze precedenti sulle due ruote si limitavano ai trasporti preadolescenziali…
    Comunque da quando le ho montate sulla mia ALR ho percorso quasi 7.000 km (purtroppo non ho molto tempo a disposizione) su percorsi misti, circa 50% asfalto e 50% in offroad su strade bianche, stradine di campagna in terra battuta e qualche trail e devo dire che mi sono trovato molto bene, mai avuto problemi di aderenza sullo sconnesso e sui percorsi umidi/bagnati e devo dire che anche i tasselli delle gomme resistono bene, anche se naturalmente si sono consumati soprattutto sul posteriore. Ho provato a misurarli e dietro quelli centrali sono circa 1,5 mm, mentre all’anteriore sono circa 2mm….a tal proposito potresti dirmi quanto sono alti nelle gomme nuove, così per avere un’idea di quanto si sono consumati ?
    Posso confermare che anche in curva mi danno la sensazione che siano praticamente artigliati al suolo sia su asfalto che su sterrato.
    Altra cosa che posso riportare è che ho avuto una sola foratura e manco me ne sono accorto, solo il giorno dopo ho trovato il posteriore a terra.

    Onestamente l’unico dubbio che ho per il prossimo cambio gomme è quello di prenderli total black o ancora bicolori….

    • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

      Ciao Francesco, grazie per la tua testimonianza.
      In merito alla tua domanda rilevo dal mio notes che al momento del primo montaggio la tassellatura centrale era 2,3mm (+/- 0,1mm)

      Fabio

  • <cite class="fn">Francesco Mussini</cite>

    Grazie Fabio, il maggior “consumo” della posteriore presumo sia dovuto principalmente al mio peso corretto ?

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