[Test] Pedali Shimano XTR PD 9220

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Pedali Shimano XTR PD 9220, dual-sided SPD che offrono una presa incredibile e stabilità per l’enduro intenso, l’all mountain e la corsa su trail. La loro piattaforma rialzata e la zona di contatto più ampia tra le scarpe e i pedali sostengono stabilmente la pedalata per un miglior controllo della bici. I quattro perni di trazione per lato migliorano il grip dopo lo sgancio, migliorando la presa e la stabilità sui terreni accidentati e imprevedibili.

Però.

Però io per questo test ho scelto un approccio diverso.

Come diversa è oggi l’impaginazione, con questo articolo avvio un cambiamento dal solito format. Non più il solo test in forma di articolo, non più l’articolo che “lancia” il test in solo video ma il video test proposto quasi subito e l’articolo a seguire che lo sintetizza, lasciando fuori le conclusioni. Perdonate ma sapete che, seppure siano ormai più di tre anni che faccio video, è un linguaggio che ancora non mi è del tutto proprio e, ammetto, stava andando a erodere i contenuti del blog, mia creatura a cui tengo.

Scusate questo intermezzo, torno sul pezzo ed eccovi il video.

Ora proseguiamo col test, per chiarire cosa intendo per approccio diverso.

Da sempre sostengo l’importanza del connubio scarpa pedale per il miglior trasferimento dell’energia e il preciso controllo della bici, soprattutto in discesa.

Stavolta invece proverò a esplorare un concetto diverso: il comfort.

Da intendersi in senso ampio, facendoci rientrare non solo il contatto, diciamo così, con questi pedali ma se e come sia comodo, facile, intuitivo e sicuro sfruttare un pedale SPD carenato, con pin di presa da sfruttare nei tratti dove non siamo agganciati.

Profittando anche del fatto che gli Shimano PD 9220 sono forniti di serie con le nuove tacchette spd multidirezionali CL-MT001, che abbiamo conosciuto in un video/articolo a loro dedicato.

E proverò a rispondere a un altro dubbio: possono essere una valida alternativa ai pedali doppia funzione?

Vediamo rapidamente come sono fatti, poi alcune sintetiche note sull’uso (l’approfondimento è in video) nell’ottica di questo test; mancano le considerazioni in chiusura, c’è il video completo a fondo pagina, questo definiamolo un “lancio”. 

Come sono fatti

I pedali Shimano PD9220 si presentano come pedali ad attacco spd su ambo i lati, con la struttura centrale incorniciata da una piattaforma in alluminio dotata di 4 pin di attacco per lato.

Hanno zona di contatto più ampia rispetto al modello PD 9120 con piattaforma rialzata per migliorare il contatto tra pedale e scarpa.

Con scarpe dalla tassellatura più pronunciata io consiglio di installare anche lo spessore per le tacchette da 1mm, fornito di serie.

L’asse in acciaio a cartuccia è sigillato contro sporco, polvere e acqua; la manutenzione non è laboriosa ma richiede buona manualità, se non ve la sentite potete sempre rivolgervi a uno shimano service center.

La forza delle molle che governano l’aggancio è regolabile con la classica brugola incassata.

Il peso si attesta su 439g la coppia, direi più ragionevole considerando la struttura complessa e la necessaria ricerca di robustezza per uso gravoso.

Questi i pedali da fermo, ora facciamoli girare.

La prova su strada.

Prova variegata questa, proprio per provare a raggiungere il mio obiettivo, comprendere se un pedale così specialistico sia adatto, preferibile o semplicemente più comodo in uso si intenso ma non specialistico.

Quindi ho usato una sola bici, sempre la stessa, la gravel Checkpoint SL.

Ma tre paia di scarpe, abbastanza diverse tra loro, trovate le loro singole recensioni sul blog e qualcosa anche in video.

Le specialistiche Shimano RX801, tomaia surround e suola in composito, una calzatura che posso definire da competizione.

Le versatili Shimano XC3 con suola in nylon rinforzato e ampia calzabilità.

Le comode EX700, per il turismo off road e, perché no, anche due passi in pieno relax.

Per rendere il tutto ancor più vario ho alternato su ogni calzatura tre tipi di tacchette SPD: le classiche SH51, le SH56 e infine le CL-MT001.

Insomma, io son bravissimo a complicarmi la vita.

Su asfalto, la spinta non è la stessa di un pedale strada ma devo dire che la presenza della cornice, l’ampia superfice e una scarpa rigida e performante non fanno sentire troppo la differenza.

Si può fare pressione, si può tenere la bici ben carica in discesa, aggancio e sgancio sono molto rapidi e questo aiuta negli attraversamenti urbani. Stiamo pedalando per la nostra uscita, non in gara, quindi son valutazioni che reggono in questo contesto.

Poi ovvio, a parità di pedale senti chiara la differenza a seconda della scarpa calzata, dove a predominare nella condotta sportiva sono le RX8.

Non tanto con le XC3 quanto con le turistiche EX7 temevo alla lunga avrei sentito, diciamo così, la pressione in zona tacchette.

No, per niente e, mia preferenza personale poco tecnica, nell’economia complessiva di una uscita gravel in stile zingarata sui pedali, mi sono trovato meglio proprio con le EX7.

La perdita di resa rispetto alle racing RX8 e alle ottime e non so perché snobbate XC3 è ampiamente compensata dal comfort complessivo in ogni situazione.

Nonché una maggiore facilità nel gestire la pedalata quando sganciamo per affrontare passaggi più complessi.

In fuoristrada cambiano le esigenze, senza mai dimenticare che mi sto focalizzando sull’essere user friendly dei PD9220 e non sulla prestazione.

Pedalando in gravel classico, quindi sentieri battuti, strade bianche, buona visibilità, insomma, situazioni dove vai di passo e sostanzialmente le uniche difficoltà possono essere le curve strette dal grip incerto, si può replicare quanto detto per l’asfalto.

Sia per il pedale che per le calzature. A causa delle differenze sia di materiale che di disegno della su ola, pedalare sganciati mi è risultato sempre più facile con le EX7.

Aumentando il passo non c’è poi grande differenza rispetto a uno spd nudo, non la avverti come su asfalto.

Aumentando le difficoltà si, perché sapere che puoi sganciare, avere appoggio sicuro, agganciare subito anche se non hai le tacchette MT-CL001 ti fa stare più sereno.

Nemmeno la suola in composito delle RX8 perde presa, come invece accade con gli spd nudi.

Se non fosse perché effettivamente spingendo in velocità le EX7 mostrano il loro lato turistico, anche qui a livello di comodità/praticità posso dire di essermi trovato meglio con loro.

Si riesce a sfruttare benissimo la cornice, i pin tengono, è tutto più semplice.

E come detto in apertura, le considerazioni finali e una analisi più approfondita è nel vide test. 

Vi lascio i link ufficiali.

Shimano

Pedali XTR PD 9220

Buon pedalate

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