[Test] Kit luci Trek Commuter Pro RT e Flare RT
Come sono fatte
Come sono fatte
Nel titolo ho indicato “kit” perché in questo caso ho scelto la confezione che prevede sia luce anteriore che posteriore, ambedue impermeabili IPX4.

Sono in vendita anche separatamente ma non avrebbe avuto senso l’invio “separato”.
Sulla confezione la informazioni essenziali, all’interno c’è comunque il foglietto di istruzioni, sulla capacità di essere visibili di giorno e l’autonomia di esercizio a seconda del tipo di illuminazione scelta.



Iniziamo dalla luce anteriore Commuter Pro RT, che ha un fattore forma da “torcia”.


Questo si spiega soprattutto con la necessità di alloggiare la batteria di enorme capacità (4800Li-Ion), tale da garantire non solo molte ore di autonomia ma persino di funzionare da power bank per il nostro smartphone.
Interessanti le due finestre arancioni poste ai lati per dare ulteriore visibilità.
Anche se a prima vista può apparire massiccia, effetto soprattutto delle linee squadrate, in realtà le dimensioni complessive sono piuttosto contenute, circa 11cm di lunghezza.
Il peso di 217 g trova giustificazione sempre nella batteria. E’ un dato per me irrilevante su questa tipologia di luce, chi la usa vuole potenza, luminosità e autonomia; per la massima leggerezza c’è la Ion 200 RT con appena 40g.
Non la Ion Comp R che ho recensito un paio di anni fa.
E in effetti posso dire che questa Commuter Pro RT è l’evoluzione proprio di quella Comp R che seppe stupirmi per efficacia.
La novità più importante è la tecnologia Kindbeam.
La tecnologia Kindbeam utilizza lente e riflettore dal design sofisticato che dirigono il raggio verso la superficie su cui si sta pedalando, impedendo che si disperda verso l’alto.

Basta montare la luce sul manubrio o sull’attacco manubrio per illuminare la strada davanti a sé, concentrando i suoi 1000 lumen dove conta senza abbagliare chi proviene in direzione opposta.

Sulla parte posteriore troviamo la presa di ricarica Usb Type-C protetta da sportellino in gomma.


La grande capacità della batteria della Commuter Pro permette di sfruttarla anche come power bank per il nostro smartphone.

Capovolgendo la luce troviamo l’attacco a slitta, tenace.

Il pulsante di accensione (doppio tocco) è posto sulla parte superiore.

Il kit in prova è wireless: significa che è possibile accoppiare le due luci e comandarne accensione e spegnimento solo dall’anteriore.
In questo caso vedremo una doppia striscia a led che indica il livello di carica della batteria, una per ogni luce.


Non è possibile però comandare le funzioni in contemporanea. Cioè impostare flash o fissa agendo solo sul pulsante della Commuter Pro.
La luce posteriore è la piccola Flare RT.
Il pulsante di accensione e per comandare le funzioni fissa/strobo è posto in alto.

Sotto invece la presa di ricarica Micro Usb, sempre protetta da uno sportellino in gomma.

Attacco a slitta anche qui.

Nella confezione sono presenti gli attacchi per le due luci, l’anteriore è provvisto di spessori in gomma per adattarsi ai differenti manubri.


Completano il tutto i due cavetti per la ricarica.

Due perché abbiamo visto che le prese sono diverse e questo è l’unico appunto che posso ragionevolmente muovere a queste luci. Avrei preferito stesso standard e un unico cavetto sdoppiato. Anzi, io sarei per uno standard unico per tutti i dispositivi elettronici: meno cavetti, meno rifiuti, meno spreco.
Sappiamo come sono fatte, prima di pedalare però vi rubo pochi secondi per un ripasso del Codice della Strada: perché le luci sono obbligatorie, anche se pochi di noi le usano sempre…
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Per chi volesse c’è anche il video test
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Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. Tutti i contenuti del sito sono gratuiti ma un tuo aiuto è importante e varrebbe doppio: per l’offerta in sé e come segno di apprezzamento per quanto hai trovato qui. Puoi cliccare qui. E se l’articolo che stai leggendo ti piace, condividilo sui tuoi social usando i pulsanti in basso. E’ facile e aiuti il blog a crescere.


Da possessore rodato di luci Flare RT anteriore e posteriore, mi permetto di fare alcune integrazioni:
Sono perfettamente d’accordo sulla scomodità dell’aver utilizzato spinotti Usb mini, in quanto difficili da “centrare” specialmente quando la luce è montata con l’attacco in basso, costringendo o a staccare la luce dal supporto, oppure a chinarsi (e parecchio perché l’attacco è poco visibile) per azzeccare il verso di inserimento del cavetto.
Inoltre, proprio questa presa è stata, nel mio caso, soggetta ad ossidazioni a causa (suppongo) dell’acqua alzata dalla ruota posteriore. Tengo a specificare che ho la luce montata su di una bicicletta da corsa, che se possibile, quando piove non uso, per cui in 5 anni d’uso, non ho preso una quantità rimarchevole di acquazzoni. L’ossidazione impediva nel mio caso, la ricarica della batteria. Ho risolto con una goccia di spray riattivante per contatti. Il mio consiglio dunque è di montarla capovolta con la USB in alto, o ruotata di 90 gradi anche se meno piacevole esteticamente.
Meno bene è andata alla luce anteriore (però sempre flare RT, con il test non c’entra) che ha smesso di segnalarmi quando è in ricarica, non si connette più al Garmin, ma a quanto pare, accendendo manualmente funziona. Altro problemino sta nella fascetta elastica in silicone per il fissaggio al tubo sella: per chi possiede reggisella “aero” l’estensione elastica della fascetta è un po al limite e tende a rompersi per “fatica” specie se la si mette e toglie spesso, costringendoci alla ricerca di un ricambio che spesso i negozianti (rivenditori trek…ahimè) devono ordinare…
Detto cio, aggiungo anche che le luci, oltre a comunicare tra di loro, possono essere attivate (accese e spente automaticamente quando parte un giro in bici) tramite ciclo computer compatibili (nel mio caso Garmin). Una volta associati, le luci partiranno all’unisono con la modalità d’illuminazione prescelta, quando premeremo il pulsante START sul ciclo computer e inizieremo il giro.
L’illuminazione, intesa come “luce di posizione” è davvero efficace ed efficiente. Da quel punto di vista le flare sono geniali, potenti e leggerissime e si adattano alla perfezione specialmente sulle bici da corsa in quanto pesano nulla, sono efficaci e non deturpano le linee essenziali delle bici da corsa, lasciando questa prerogativa a telefonini e ai vari ciclocomputer con schermi da oltre 4″ che pare di avere un vassoio sul manubrio…
Daniele