[Test] Borse Vaude Aqua Back Plus e Aqua Front

La prova su strada

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La prova su strada

Per testare le borse Vaude Aqua Back Plus ho usato tre bici, che significano tre diversi portapacchi e tre diverse dimensioni del carro: quindi valutare la compatibilità.

Le Aqua Front invece le ho montate su una sola bici, ossia un solo portapacchi.

E’ difficile infatti che le borse anteriori entrino in conflitto, cosa che invece può accadere con le posteriori, il contatto col tallone.

Da qui la scelta del surplus di verifiche.

Per essere preciso nei pesi non ho utilizzato normale bagaglio ma, come faccio sempre nei test borse o portapacchi, bottiglie d’acqua e gommapiuma a riempire i vuoti.

Ho caricato 20kg nelle borse posteriori e 16kg in quelle anteriori, ovviamente intendo la somma e non il carico singolo, ma non sempre. Per lo più mi sono tenuto sui 14 e 9 kg, che sono comunque tanti.

Ho pedalato molto su strada, quasi altrettanto in fuoristrada perché dovevo capire la tenuta e la robustezza del sistema di aggancio.

Durante il test del portapacchi BacMilano Aliante ho testato anche la robustezza agli urti, quando a causa di un mio errore di manovra son finito in una siepe. Ahia…

Per la pioggia, come detto nel paragrafo introduttivo, mi sono servito di una idropulitrice ché a pedalare sotto l’acqua proprio non ci tengo. Qui se becchi un raffreddore è panico e fuggono tutti.

Bene, chiarita per sommi capi la metodologia del test, iniziamo proprio dall’impermeabilità. Assolutamente perfetta.

Il sistema di chiusura ad avvolgimento, che poi è un classico per qualunque borsa impermeabile, non lascia filtrare una sola goccia.

Così come la tenuta all’acqua del materiale esterno, quello frontale: l’acqua scivola via immediatamente e solo se le borse sono sporche rallenta la fuga, con qualche goccia che resta a risposare tra le losanghe in rilievo. 

Stessa ottima tenuta ai lati, dove la diversa finitura del materiale può far pensare a una tela ma non è così. 

Nel caso delle Aqua Back Plus, quindi con tasca esterna supplementare, anche la chiusura di questa (che usa lo stesso sistema ad avvolgimento) si è rivelata stagna. Quello che infastidisce è il deposito di acqua nella zona superiore, lì dove la chiusura poggia sulla parte esterna della borsa. 

E’ anche vero che la mia è stata una prova statica, borsa collegata a un tubolare di metallo assicurato a sua volta nella morsa del cavalletto da lavoro che uso per lavare le bici e via di idropulitrice. Quindi mancando le “vibrazioni” della marcia, l’acqua non è scossa via. 

La tenuta delle saldature è ottima, nessuna infiltrazione nemmeno a puntarle con l’idropulitrice.

Quindi l’impermeabilità è garantita.

Caricare le Vaude Aqua, sia Back Plus che Front, è agevole grazie all’ampia apertura; la doppia tasca interna è posta in alto, facilmente raggiungibile. Sarebbe stata una bella cosa dimensionarla in modo da contenere un pc portatile, magari fornendo in optional una imbottitura, visto che queste borse ben si prestano all’uso quotidiano. La seconda tasca interna, più piccina,  grazie alla struttura in rete permette subito di visualizzare il contenuto, senza farci impazzire a cercare le chiavi di casa o quella a brugola.

Chiudere le borse, cioè arrotolarle diciamo così, è poco agevole solo le prime volte. Il materiale della borsa ha una sua rigidità ma col tempo e l’uso prende la forma. Scivolosa la plastica delle fibbie.

Meno agevole chiudere le tasche esterne del modello Back Plus, più che altro per le dimensioni ridotte e la presenza della struttura principale della borsa che obbliga a lavorare “sui lati” per avere miglior presa. 

La cinghia superiore stringe bene e, volendo, può essere sfruttata per assicurare in cima alla borsa oggetti leggeri che vogliamo avere subito a portata di mano. Allentarla è un attimo grazie alla slitta che subito toglie tensione.

La grossa piastra posteriore è rigida, robusta anche se non esente da qualche segno con l’uso.

Ha il pregio di non deformare la borsa una volta caricata, mantenendola sempre bene in forma.

Di contro c’è da prestare attenzione nell’inserire il carico, perché il fatto che nella parte posteriore la borsa non ceda fa si che oggetti rigidi e/o appuntiti (scatole et similia) se non correttamente posizionati vadano a premere contro la zona di termosaldatura dei due materiali della borsa.

Questa tensione eccessiva potrebbe alla lunga determinare un cedimento della termosaldatura.

Basta posizionare oggetti morbidi lungo il perimetro di giunzione e problemi non ne avremo.

Molto pratica la tasca esterna aggiuntiva della versione Plus (esiste anche senza), però attenzione perché aumenta la larghezza complessiva della bici e questo, in uso commuter, va ricordato.

Sganciare le borse è un attimo grazie alla maniglia che disimpegna gli uncini; basta una sola mano e questo significa che l’altra può mantenere la bici, ché col carico ha sempre un equilibrio precario.

L’aggancio è altrettanto veloce, così come veloce è trovare il corretto set up della distanza degli uncini.

Gli uncini hanno una distanza minima di 65mm per ambedue le borse, anteriore e posteriore, misurata centro/centro.

La distanza massima invece varia; le Back Plus possono contare su 200mm c/c che scendono a 170mm c/c per le Front.

Regolare la linguetta inferiore è un facile, anche perché può contare sul trapezio in cui scorrere e non solo una mezza luna o, peggio, un unico binario dritto. 

Allentando il pomello zigrinato in squillante arancione possiamo non solo farla scorrere lungo il percorso ma anche variarne l’angolazione.

Insomma. quale che sia il portapacchi, non c’è da preoccuparsi: le borse monteranno, sempre.

La forma è classica, con la necessità di essere più affusolate sul fondo per evitare intralcio. Ma restano comunque dimensioni importanti, inserire oggetti voluminosi in basso è possibile.

Assai graditi i loghi in materiale riflettente, ben visibili anche da notevole distanza.

Insomma, sono perfette queste Vaude Aqua o qualcosa è migliorabile?

Lo leggiamo nelle conclusioni.

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