Tecnologia Trek Isospeed, cos’è?

La tecnologia Trek Isospeed

Tempo di lettura: 3 minuti

La tecnologia Trek Isospeed  

Da quando hanno inventato la bici una cosa è rimasta costante: il telaio a diamante.

Centinaia di tentativi ma nessuno aveva mai trovato la quadra per il giusto compromesso tra rigidità necessaria ed elasticità altrettanto necessaria. 

Si, necessaria perché i colpi della strada si ripercuotono sul ciclista e non è solo in comfort a risultarne minato: si fa fatica, in più.

Ovviamente un sistema ammortizzante “esterno” risolve, ma è soluzione adatta solo ad alcune tipologie di bici.

Certo, si fa ancora fatica ad accostare i concetti di comfort e prestazione, come se uno escludesse l’altro.

Non è così, soprattutto per noi amatori che non possiamo nemmeno avvicinare la potenza dei professionisti.

Una bici che ti “spiana” la strada è una bici che ti permette di andare più veloce con meno fatica.

L’ho scoperto e dimostrato in tanti test, di ruote, gomme e soprattutto di sistemi ad elastomeri o ammortizzati a molla. E sempre dato enorme peso proprio al comfort, declinato ogni volta nell’assioma che significa soprattutto non dissipare le nostre energie. O almeno le mie poche energie.

IsoSpeed ​​sfida il design tradizionale dei telai di bici. Discostandosi dagli approcci tradizionali utilizzati per risolvere il dilemma dell’elasticità (sistemi di sospensione, elastomeri o smorzatori di vibrazioni), IsoSpeed ​​mantiene la geometria a forma di diamante del telaio, ma “disaccoppia” il tubo orizzontale dal tubo sella, permettendo a quest’ultimo di flettere per adattarsi alle forze della strada. Il risultato è una bici che si muove insieme al fondo stradale, mantenendo la sensazione e l’efficienza di guida del disegno tradizionale della bici da corsa.

Questo “disaccoppiamento” è implementato in due modi, in funzione del modello della bicicletta. Entrambi, sono ugualmente efficaci nel garantire una qualità di guida molto più elastica.

In casa Trek il sistema Isospeed posteriore è infatti applicato a bici assai differenti tra loro: dalla Mtb all’Endurance.

Ovviamente con una differente “taratura” a seconda della tipologia di bici.

E in più abbiamo anche una sua applicazione all’anteriore.

Al momento in cui scrivo le bici di casa Trek che possono vantare la tecnologia Isospeed posteriore sono: Domane, Madone, Boone, Checkpoint, Procaliber e Fx. Tutte nella loro versione con telaio in composito, oltre la Procaliber in anche in alluminio

Il sistema Isospeed posteriore montato su Domane e Madone (non tutte) è anche registrabile nello smorzamento: due minuti, due chiavi a brugola e si può scegliere un assetto più rigido o più morbido. 

Sempre al momento in cui scrivo, le bici di casa Trek che possono vantare la tecnologia Isospeed anche all’anteriore sono: Domane (endurance) e Boone (ciclocross). Stranamente non la Checkpoint (gravel) che ne trarrebbe indubbio beneficio.

Mi piacerebbe parlarvi in dettaglio di tutti e tre i sistemi (due al posteriore e uno all’anteriore) ma oggi mi concentrerò su quello posteriore della Procaliber, di fatto senza grosse differenze rispetto a quello usato sulla gamma esclusa le sportive stradali.

Questo articolo nasce in supporto proprio alla Procaliber, quindi lei useremo. Ma qualcosina per la gamma stradale la leggeremo ugualmente.

Vero che l’Isospeed nasce prima sulle stradali, col fondamentale apporto dell’esperienza della locomotiva Cancellara, per trovare la bici adatta alle classiche del Nord.

Però siccome non ho qui né una Madone né una Domane, uso quel che c’è. Poi certo, mamma Trek conosce il mio indirizzo, se vuole spedire qualcosa, io qui sto 😀  

Prima di dire cos’è l’Isospeed diciamo cosa non è: non è aggeggio inserito meccanicamente nella bici, non è una sospensione come quelle da Mtb, non è un ammortizzatore con elastomeri.

E’ tecnologia nata col telaio, non ne modifica la geometria ed è praticamente quasi invisibile grazie alla perfetta integrazione.

Si basa, in questa versione montata sulla Procaliber. in un sistema composto da due brugole che traversando un’asola creata sul tubo piantone serrano una coppia di cuscinetti montati con tubo distanziatore. Una conchiglia in gomma protegge il meccanismo nella parte superiore.

In questi due esplosi possiamo vedere tutti i componenti.

Osservando dal basso vediamo netti sia la “distanza” dal tubo piantone che la sagomatura su di esso creata per accogliere il sistema Isospeed.

L’integrazione nella linea dell’orizzontale e nella sua unione al tubo piantone è perfetta; la conchiglia in gomma oltre ad assicurare protezione nasconde benissimo, fondendosi come elemento nel design complessivo della zona interessata.

Spostando lo sguardo alla zona subito dietro il tubo piantone notiamo lo spazio tra questi e i pendenti superiori.

Ampliando la visuale non sfugge che questi pendenti sono “tutt’uno” con l’orizzontale.

Quindi seppure ho parlato di telaio “aperto”, la definizione è stata grossolana. Ma bisognava incuriosire…

E’ un sistema assai raffinato, perché ridurlo tutto alle brugole e cuscinetti inseriti nell’alloggiamento è ancora più grossolano della mia definizione di prima.

Serve una attentissima ingegnerizzazione, perché ci troviamo con tutta la zona posteriore che subisce sollecitazioni diverse da quelle solite.

Il carro, lo abbiamo visto, non è infulcrato al piantone ma è pezzo unico con l’obliquo.

Che succede ai suoi foderi bassi? C’è indubbiamente una flessione, che sollecita la zona dietro il movimento.

Ecco, risolvere questa sollecitazione senza il telaio si apra in due è stata secondo me la sfida più difficile in casa Trek.

Più della messa a punto del sistema, seppure a questo punto ne sappiamo quanto basta per poter comprendere che l’Isospeed non è solo il meccanismo ma il telaio tutto in un certo senso.

Funziona? E’ efficace? Si, però preferisco conservare le valutazioni per il test della bici.

Qui posso dirvi che all’inizio, nella prima presa di contatto, sconcerta.

Si “muove” più dell’Isospeed stradale (ma i pochi chilometri percorsi con la Domane non mi hanno permesso valutazioni accurate) e lo senti in fuoristrada e su asfalto.

Difficile da descrivere; immaginate un reggisella ammortizzato, di quelle progressivi, a biellette. Di alta qualità però.

Ecco, con escursione ovviamente minore, senti su asfalto che si muove.

Se però aumenti il ritmo, con guida sportiva ti alzi persino sui pedali a rilanciare, il telaio risponde prontissimo, senza alcuna flessione/dispersione.

Questo perché, e qui credo sia l’idea geniale, l’elasticità è rimandata dal tubo piantone e non dall’orizzontale: per questo da seduto hai smorzamento ma in piedi a rilanciare hai la bici rigida e reattiva.

In fuoristrada, terreno suo, pedali seduto anche lì dove dovresti andar a fil di sella per proteggere una zona cara a  noi maschietti.

Questo permette due vantaggi: ti stanchi meno e hai migliore trazione, perché carichi il retrotreno.

Due vantaggi che sommati portano a un unico risultato: sei più veloce.

Mica male.

Fin qui il sistema Isospeed montato sulla Trek Procaliber.

Un rapido cenno adesso ai sistemi installati sulla gamma stradale. Rapido perché non ho la bici qui, seppure mi frulli l’idea di chiederla.

Ma non subito, ho già troppo cui star dietro.

Il funzionamento di base dell’Isospeed stradale non è dissimile.

E’ tarato per uso sportivo stradale (ma sarebbe interessante conoscere anche quello montato sulla gravel Checkpoint in composito) e nella versione per il retrotreno può essere anche regolabile.

In questo video ufficiale è mostrata la facilità con cui è possibile regolare lo smorzamento.

Altri modelli della casa hanno l’Isospeed non regolabile, strutturalmente analogo a quello che abbiamo visto sulla Procaliber; sempre però ottimizzato per il differente uso.

Molto interessante trovarlo anche all’anteriore.

Tecnologia basata sullo stesso concetto e confesso che mi intriga ancor più del montaggio al retrotreno.

Una presa di contatto, veloce, con una Trek Domane dotata di Isospeed sia avanti che dietro l’ho avuta.

Troppo breve, è una sistema che va provato e regolato sulle proprie necessità per rendere appieno e non avevo né modo né tempo.

Spero di trovarlo in futuro, sempre che mamma Trek abbia una biciclettina disponibile… 😀

Link alla pagina ufficiale Trek, dove potete trovare anche la liste dei modelli dotati di tecnologia Isospeed.

https://www.trekbikes.com/it/it_IT/inside_trek/isospeed/

Buone pedalate

COMMENTS

  • Paolo Mori

    Ma il fatto che solo i telai in carbonio abbiano questa tecnologia è dovuto alle caratteristiche del materiale o una scelta del produttore di non estenderla a modelli più economici (telai in lega)? Non so quanto Trek divulghi le sue scelte tecniche e commerciali, ma magari un’idea te la sei fatta…

    • Paolo Mori

      Non sono sicuro dove sia finito l’altro messaggio… comunque mi rispondo da solo: la domanda è mal posta, un telaio MTB in lega con isospeed esiste già.

      • Elessarbicycle

        E’ vero, io da pannello amministratore lo vedo e me lo indica pubblicato ma sulla pagina dell’articolo non c’è.
        Questo “Oh come non detto, avrei potuto cercare prima di chiedere: dal 2017 c’è (o c’era) una versione della Procaliber in alluminio con Isospeed
        Quindi almeno per la versione MTB esiste… in versione stradale non sembra, o almeno non pervenuta.”
        E’ lui giusto?

        Boh, non so, oggi il sistema è capriccioso, sto avendo mille problemi a causa dei tentativi di accesso fraudolento che stanno stressando le protezioni e forse ho settato male io qualcosa.

        Fabio

        • Paolo Mori

          Sì. Non che fosse fondamentale, ma visto che la premessa del primo messaggio era sbagliata mi sembrava giusto aggiungere la correzione.

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