[Tecnica] Tubeless, teoria e pratica

Tempo di lettura: 2 minuti

Articolo, con video, a mezza strada tra la teoria e la pratica.

Argomento, facile intuirlo, i copertoncini tubeless. Che sono realtà consolidata nel monto Mtb, meno in quello stradale e gravel dove molti ciclisti continuano ad apprezzare la praticità della camera d’aria.

A volte un poco intimoriti dalle presunte seccature (quasi letterali…) che il sigillante porta con sé.

In realtà gestire una gomma tubeless è molto semplice; però si, è vero, serve una certa cura.

Manutenzione minima ma necessaria.

Perché il sigillante, che chiamiamo lattice per comodità, col tempo deteriora, si “consuma” e serve rabboccarlo.

Perché il sigillante fa il suo lavoro, anche lì dove non dovrebbe: per esempio nella valvola, ostruendola.

Perché il sigillante fa il suo lavoro lì dove necessario, sui fianchi: ma col tempo indurisce, crea uno spessore che si traduce in scostamento della gomma e conseguente perdita di pressione.

Insomma, non è qualcosa che metti lì e poi te ne dimentichi.

Però non è nemmeno qualcosa che deve spaventare, tranne la periodica pulizia del cerchio che porta via del tempo, si tratta di routine.

Pulizia che io consiglio, a nulla vale per me chi si vanta di non farla mai, come chi non cambia l’olio dei freni da anni. 

Gomme e freni in perfetta efficienza significano sicurezza, e su questa non transigo.

Nel video in chiusura di questo articolo vedremo come è fatta una valvola tubeless e a cosa prestare attenzione; lo stesso per un cerchio.

Vedremo come inserire il lattice, seppure io non l’abbia poi effettivamente iniettato, ma questo non modifica la procedura. 

Non vedremo come tallonare i tubeless, già ci sono articoli e video sull’argomento, con anche recensioni di attrezzi specifici e i link li trovate poco più in basso.

Parleremo di quanto lattice inserire e ogni quanto rabboccarlo.

E su quest’ultimo punto inserisco qui un breve sunto.

Ogni produttore di liquidi sigillanti di buona qualità propone una tabella specifica: quanto liquido inserire per una data misura di copertoncino.

Quindi potete fare riferimento a queste tabelle.

Se invece manca, posso indicare come base di partenza per gomme stradali, con sezione da 28/28/32, una quantità di lattica di circa 30-35ml.

Per gomme gravel, con sezione da 35/40/45, è ragionevole salire nel range 40-45 ml.

Con le coperture da Mtb il discorso si complica; le dimensioni si fanno importanti, si parte dai 55-60 ml per una 2″-2,2″ e si sale fino agli 80 ml per quelle più larghe. Ma ci sono produttori che si spingono ben oltre, fino a 90ml su una 2,2″. Dipende dalla consistenza del prodotto.

Il lattice col tempo “usura” e serve rabboccarlo. Il mio consiglio è stallonare, aspirare con una siringa, misurare e rabboccare fino al ripristino del giusto livello.

Non sempre, basta farlo due o tre volte, il tempo necessario per creare una statistica. Sappiamo che, per esempio, ogni tre mesi il livello cala di X, non sarà più necessario stallonare ma potremo rabboccare con una siringa nella ragionevole certezza di stare immettendo la giusta quantità.

Ho detto tre mesi, che può essere un intervallo valido in linea di massima.

Purtroppo però sui tempi è impossibile fornire certezze.

Influiscono troppe variabili. Il tipo di lattice, il clima, l’uso della bici, oltre ovviamente a una eventuale foratura che ha “consumato” il lattice per ripararla.

Comunque questi tre mesi possono essere un buon intervallo; però in estate, caldo forte e maggior uso della bici, meglio anticiparsi e verificare ogni due mesi.

Pochi minuti da dedicare alle ruote, molta più sicurezza nelle uscite.

Pochi minuti anche quelli necessari ad una altra operazione periodica: la sostituzione del core della valvola.

Che col tempo viene ostruita dal lattice impendendoci di gonfiare le gomme. C’è chi le pulisce, è vero. Ma costano talmente poco che secondo me non vale lo sbattimento necessario. Oltre al fatto che nel frattempo abbiamo la valvola aperta per diverso tempo e non è buona cosa, va richiusa con altra valvola mentre puliamo la nostra. Insomma, pochi spiccioli, core nuovi, un minuto scarso e via.

Quello che invece non richiede pochi minuti è la pulizia periodica del cerchio.

Da svolgere una volta l’anno.

Perché pulire? Perché il sigillante va, appunto, a sigillare il tallone del copertoncino a contatto col cerchio, per evitare perdite di pressione.

Col tempo solidifica, crea piccoli grumi che di fatto rappresentano uno spessore. Questo spessore, irregolare, si traduce in un imperfetto accoppiamento tra gomma e cerchio, con inevitabili cali di pressione. 

Esistono pulitori specifici che ammorbidiscono il lattice permettendoci di rimuoverlo con facilità. Non ho prodotti specifici da consigliarvi, posso solo dirvi che le migliori aziende che producono sigillanti hanno sempre a catalogo anche il pulitore. Ed è buona cosa usare la stessa marca del sigillante, perché così abbiamo la certezza che quel pulitore è stato sviluppato (anche e soprattutto) per quel lattice.

Infine ultimo dilemma: come ricovero una bici montata tubeless? In qualunque modo, anche in verticale, cambia nulla.

L’unica accortezza è far girare ogni tanto le ruote; non ogni giorno, parlo di bici inutilizzate per mesi. Ecco, in questo caso se ogni due o tre settimane diamo qualche giro alle ruote e ripristiniamo la pressione, sicuramente non avremo seccature, in tutti i sensi, in futuro.

Chiudo con due operazioni che sconsiglio: latticizzare le camere d’aria e i tubolari. Nel primo caso meglio ricorrere a camere specifiche, con liquido antiforatura all’interno, che è cosa diversa dal sigillante che usiamo sui tubeless. Nel secondo caso è facile si creino grumi che col tempo divengono via via più grandi, bloccando lo scorrimento del liquido nella ruota e creando un peso che sbilancia la ruota. La guida diventa incerta, l’anteriore vibra (soprattutto in frenata), aumenta il peso. E se uno sceglie i tubolari lo fa anche in virtù della loro leggerezza, appesantirli lo vedo un controsenso.

Per il solo montaggio dei copertoncini tubeless, escluso lattice, potete fare riferimento a questi video

Come montare copertoncini e tubeless

Recensione leve Pro Bike Gear specifiche per tubeless

Recensione pompa Barbieri Airthank

Senza dimenticare la sezione Officina che è ricca di articoli su questo e altri argomenti.

Bene, vi lascio il video, per il quale vale il solito avviso che non tutti i video sono “lanciati” anche qui sul blog, quindi la cosa migliore, se volete essere aggiornati sulle loro pubblicazioni, è iscriversi al canale You Tube del blog.

Buone pedalate


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COMMENTS

  • <cite class="fn">Maurizio</cite>

    Ciao Fabio complimenti per la simpatia e la professionalità. Da parecchio tempo utilizzo i copertoni tubeless sulla mtb.
    Per l’ inserimento ed il controllo periodico del liquido sigillante utilizzo una siringa graduata con un beccuccio semirigido che passa attraverso la valvola. Il liquido lo inserisco a copertone tallonato e per fare i controlli periodici basta girare la ruota con la valvola in basso senza stallonare. Potendo passare attraverso la valvola, aspiro il liquido dal fondo del copertone e rabbocco la quantità mancante. Con un po’ di attenzione risulta un lavoro pulito senza sporcare nulla.

    • <cite class="fn">Elessarbicycle</cite>

      Ciao Maurizio, anche questa è una ottima tecnica ma richiede un minimo di esperienza.
      Di solito penso agli articoli Officina come naturalmente rivolti a chi non hai mai eseguito quella data operazione e cerco sempre di proporre una procedura replicabile da chiunque.
      La tua è valida (spesso l’ho usata pure io) ma richiede quella accortezza in più che vuole un suo “allenamento”.
      Ottima aggiunta, in ogni caso. Grazie

      Fabio

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