Stop forzato

Tempo di lettura: 1 minuti

Ho ricevuto il responso: 40 giorni di fermo.

Perché? Perché pochi giorni fa sono scivolato con la Gios in prova e ho violentemente battuto il ginocchio destro.

Che non è proprio robusto, anzi. E’ sempre stato debole a causa della rotula bipartita, in pratica un pezzo è staccato dal resto ed è tenuto insieme solo da una sottile cartilagine.

Quando urto proprio quella zona lì son dolori.

Mi spiace per diversi motivi.

Non chiuderò la prova su strada della Gios Foxes Land come avrei voluto, ossia mancherà la guida con la bici a pieno carico (14kg nelle borse) perché non potendo pedalare per molto tempo (e chissà quando potrò tornare a sforzare) andava a finire che la volpina restava qui altri mesi. Non mi sarebbe dispiaciuto, per carità… 😀

Quaranta giorni sono tanti e per chi cura un blog come questo diventano assai di più.

Quello che voi leggete è stato lavorato mesi prima, quindi significa che adesso dovrei iniziare a lavorare su ciò che avreste letto ad aprile/maggio.

Invece devo fermare tutto.

Certo, può essere l’occasione buona per dedicarmi alla sezione Officina, ma farlo perché “costretto” dalle circostanze non è piacevole.

Chi come noi pedala, sa che basta poco per ritrovarsi a faticare oltremisura appena si torna in sella, e pure questo mi da fastidio. Non perché debba gareggiare, ma perché non amo sentirmi limitato.

Ma quello che più di ogni altra cosa mi sta facendo riflettere è che negli ultimi due anni mi sono fatto male più che negli altri trenta.

Vero che sono molto spesso al limite, mi assumo più rischi per portare allo stremo ogni componente o bici che provo. Vero che il fisico non è più quello di un ventenne e ogni botta ora la pago più cara.

Ma è pure vero che ogni incidente per mia colpa è sempre avvenuto per una mia disattenzione. Se solo in quel momento invece di concentrarmi su come reagiva l’avantreno della Gios fossi stato concentrato solo sulla strada, non sarei scivolato: avrei visto subito la superficie viscida invece di planarci sopra con disastroso atterraggio.

Tranne due estati fa dove mi hanno steso a una rotonda, poi sempre infortunato per colpa mia. L’innocua scivolata sul fango ci sta tutta, ti rialzi solo sporco. Ma cadute così no, sono errori gravi che prima non commettevo.

Stanchezza? Troppa sicurezza? Forse tutte e due.

Comunque, a quanto pare, avrò parecchi giorni per pensarci.

Buone pedalate (voi…) 

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • Michael

    Buona e veloce guarigione Fabio! Possiamo sempre vederlo sempre come una opportunità di riposare e riflettere 🙂

  • Beatrice

    Auguri di pronta guarigione Fabio!

  • giovanni

    Va be….. dai, sono incerti del mestiere che possono capitare, comunque avrai maggior tempo per affinare, se mai fosse ulteriormente necessario, la sezione officina.

  • giovanni

    Ovviamente, gli auguri di pronta guarigione sono impliciti e voluti.

  • Giovanni

    Vecchiaia?…:-) o forse la volpe non ha gradito essere caricata come un mulo, hai leso la sua dignità. Scherzi a parte ti auguro di riprenderti il prima possibile.
    Un abbraccio

  • alfonso grotta

    Ti auguro di riprenderti presto, fallo coi tempi che ci vorranno, tanto noi saremo sempre qui ad aspettarti. Un abbraccio!

  • Ciclista Sdraiato

    Quando un ciclista si fa male mi prende un forte dispiacere 🙁 . Non sto esagerando
    Non arrovellarti troppo su come sia potuto succedere: sono passati due mesi dalla mia caduta, che mi ha procurato una “vacanza” di un mese e mezzo, e non ho ancora capito come sia potuta avvenire in un tratto di strada percorso innumerevoli volte, anche sotto la pioggia battente e al buio. Alla fine ho deciso di metterci una pietra sopra, cercando di non far diventare il calendario mio nemico durante la convalescenza

    Riprenditi al più presto e bene, un abbraccio 🙂
    Luca

  • Mi spiace.
    Veramente.
    Il mio fermo è stato prossimo ai sei mesi, ti capisco molto bene.

    Cio che ho compreso in questo periodo è una cosa tanto banale quanto vera: ci sono momenti che scorrono e che non sono altro che un riflesso di un cambiamento.

    Perché la vita è cambiamento, a noi il compito di comprenderlo e assecondarlo per poter comunque ritrovarci felici di ciò che ci risulta nuovo e ameno.

    Oggi per me la bici è un mezzo di trasporto, anzi il mezzo di trasporto preferito.
    Non più discese agli …tanta all’ora, neanche scossoni per rocce improvvise o slalom tra auto dispettose.
    Oggi è pura locomozione utile per spostarmi e per tenere a bada colestolo, trigliceridi, glicemia e compagnia cantante…

    E mi diverto.
    Il vento in faccia e sempre quello, l’equilibrio che sembra volo è immutato, il tempo risparmiato (insieme alla rabbia che l’auto regala giornalmente) è diventato ancora piu importante.

    Guanti, girocollo di lana e i miei dodici tubi sotto il sedere. Mi basta.

    Mi deve bastare.

    Un saluto e un in bocca al lupo per una pronta guarigione.
    Paolo

  • Roberto

    Auguri di pronta guarigione e benvenuto nel club degli acciaccati con le ginocchia malconce io oramai sono un veterano che il medico mi ha consigliato di non correre piu neanche per prendere il tram se non voglio che mi si gonfino di liquido le ginocchia Roberto

  • Caro Fabio, mi spiace: ti auguro di riprenderti presto e di poter tornare a pedalare quanto prima. Un caro saluto.

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