Sono responsabile?

Tempo di lettura: 2 minuti

Ho un dilemma: sono responsabile se un ciclista sbaglia una operazione tecnica dopo averne letto qui, sul blog?

Se cioè la procedura che indico è corretta, spiegata con cura indicando anche cosa non fare e poi uno lo stesso fa una boiata, sono io la fonte del suo errore? 

A voi sembrerà fisima inutile, a me no.

E’ un dubbio che ho sempre avuto, per questo spesso preferisco essere prolisso se non ridondante: proprio per assicurarmi che qualunque informazione sia sempre riportata.

Poi se uno guarda solo una figura e manco legge, posso farci nulla.

La questione si sta riproponendo in questi giorni.

Sono più di trent’anni che monto bici, sciocchezze ne ho fatte e credo continuerò a farle; ma ho comunque sufficiente bagaglio di esperienza.

E se una cosa non la so oppure ho un dubbio faccio l’unica cosa sensata: chiedo a chi ne sa più di me.

Durante un colloquio con un abilissimo meccanico che lavora presso una grande azienda ho sollevato alcune questioni.

Perché, poco da fare, quando lavori sulle bici da tanti anni acquisti determinati automatismi, procedure che non saranno ortodosse ma funzionano e bene.

Però applicarle potrebbe causare due problemi: indurre in errore il meccanico neofita e, peggio, invalidare la garanzia.

L’altro giorno uno di voi, lettore affezionato da lunga data e che qualche volta ha anche pubblicato qui, mi ha chiesto come spiegare a qualcuno che non ha una dinamometrica il modo di far senza; indicare cioè parametri oggettivi cui far riferimento usando un attrezzo normale.

Non puoi, ho risposto.

E tu come fai? Pronta replica.

Esperienza; come spesso ricordava uno dei miei maestri mostrandomi il braccio (a ombrello, of course…): “eccola qui la mia dinamometrica!”

E aveva ragione. Lui serrava a mano libera, tu subito dopo prendevi la chiave e quella scattava alla coppia esatta. Non 1 Nm di meno, non uno di più.

Però una cosa è quello che fai, altra quello che pubblichi.

Mai mi sognerei di scrivere un articolo bollando superflua la chiave dinamometrica. E se poi uno che mai ha impugnato un attrezzo spacca tutto? Qui si sarebbe colpa mia.

Se invece scrivo di usare la dinamometrica, indico la coppia esatta di serraggio e poi il ciclista la regola a un valore triplo e spacca tutto uguale, io posso farci nulla. Se poi ti ho anche avvisato di controllare bene a che valore stai regolando la chiave ma a te seccava perdere tempo a leggere, beh, te la sei cercata.

Sia chiaro, questo è un esempio, nulla è accaduto di tutto ciò; tranne la richiesta di Daniele su come provare a descrivere le sensazioni in assenza di chiave dinamometrica. 

A questo si aggiunge un nuovo dubbio: spiegare la procedura mia o quella prevista dal produttore?

Non che siano difformi, io invento nulla, seguo le istruzioni.

Qualcosa però ogni tanto la vario; magari mi trovo meglio con un diverso attrezzo e non con quello previsto dal produttore del componente, una certa sequenza preferisco farla invertendo alcuni passaggi perché così vedo meglio le registrazioni ecc.

Finché lavoro su componenti miei o monto bici altrui, quindi materiale privato, mi curo poco, bado al miglior risultato.

Ma se invece sto lavorando su componenti forniti da una azienda affinché curi oltre il test anche qualche articolo sul corretto montaggio?

Seguire la mia strada o restare nel solco delle indicazioni ufficiali? Non tanto per il timore di indurre in errore, quello per fortuna è scongiurato (sono tonto ma come meccanico me la cavo) quanto per quello di far decadere la garanzia.

Mea culpa, questa cosa della garanzia non me l’ero mai posta. Imperdonabile leggerezza.

A cui ovviamente ho posto rimedio; sbaglio spesso, mai persevero nell’errore.

In pratica sono diventato lo stalker di un bravissimo meccanico: “senti, ma io faccio così, non è che poi perdo la garanzia?”

“No, così non la perdi; se però segui il sistema che mi hai detto ieri allora si. E’ vero che funziona, fai prima e sei più preciso ma se lo fa chi non ha esperienza è facile sbagli e a quel punto il pezzo si danneggia ma non può più essere coperto da garanzia”

“Ah ok, allora spiego solo procedura ufficiale, evitiamo di indurre in tentazione”.

Questa impostazione è deficitaria? Forse si, io lo so che a tutti voi piace vi venga svelato qualche trucco non scritto sui manuali.

Però devo distinguere: una cosa la mia officina, altra l’informazione.

Quest’ultima deve essere sempre precisa, scevra da errori e tale da non indurre voi in errore.

E comunque, alla fine, credetemi: trucchi ce ne sono pochi.

Ci atteggiamo, millantiamo conoscenze esoteriche, rivelazioni per pochi eletti. Tutte balle.

Manuali di istruzioni, esperienza e la fortuna (la mia) di aver avuto pazienti e abili maestri. L’unico mio merito è averli ascoltati, in religioso silenzio.

Buone pedalate

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • Antonio Daniele

    Le osservazioni che fai sono giuste sopratutto in considerazione della complessità delle operazioni introdotte dalle nuove tecnologie ma io resto sempre dell’idea che la bicicletta, mezzo di trasporto democratico, debba possedere sempre la sua caratteristica fondamentale che consiste nel poter essere mantenuta, curata, riparata con strumenti e metodi semplici, economici ed accessibili alla gran parte degli utilizzatori

    • Elessarbicycle

      Ciao Presidé, hai ragione; ma, passami il facile gioco di parole, perché ragioni da appassionato ciclista.
      Che sono anche io.
      Però qui è diverso, ciò che penso o mi piace passa in secondo piano. Se voglio fare informazione decente, come spero di stare facendo, devo tener conto del progresso, dei nuovi standard, delle recenti tecnologie.
      La mia bici personale, sua maestà scintillante, è un acciaio a congiunzioni, trasmissione meccanica 10v, plastic free…
      Il blog no, qui scrivo anche di diavolerie elettroniche, esistono, ne parlo.
      Mi preoccupo di parlarne con cognizione, se poi io mi ci appassioni o no conta nulla.

      Fabio

      • Antonio Daniele

        Caro Fabio, in effettin hai ragione, in questo caso vale il detto “à la guerre comme à la guerre”. Buon lavoro e ti seguo sempre

  • Luca

    Ciao io di lavoro pubblico scienza e quindi i mie manoscritti contengono esperimenti e metodi per poterli ripetere in qualsiasi angolo del pianeta. Detto questo il mio dovere è quello di indicare dentro il lavoro tutti i reganti ed il metodo per poter ripetere l’exp e ottenere gli stessi risultati che io riporto nel mio lavoro.
    Tuttavia ripetendo risultati di altri a volte il tutto non fila liscio come riportato nel lavoro che ho letto e studiato attentamente. Questo dipende dall’abilità dello sperimentatore dal grado di purezza dei reagenti dalla tipologia degli strumenti impiegata nel exp, ma nessuno pensa che il metodo sia inesatto.
    Pertanto se leggo un “protocollo” per assemblare un cambio e poi commetto un errore tecnico e spacco tutto devo per forza accollarmi la responsabilità e chiedermi per prima cosa se ho capito bene, se ho impiegato gli strumenti appropriati e se la serie logica degli steps per arrivare in fondo all’assemblaggio è stata seguita pedissequamente. Mai darei la colpa a chi ha scritto il metodo. Forse questo discorso funziona per me che ho fatto il callo al cosidetto troubleshooting sperimentale e quindi so che l’esperienza è fondamentale e si devono per forza fare degli errori prima di acquisirla.
    Infine, stiamo parlando di biciclette non del desgn di un farmaco salva vita.

    ciao

    • Elessarbicycle

      Ciao Luca, hai perfettamente ragione.
      Anche nel ricordarci che in fin dei conti parliamo di bici.
      Però su quest’ultimo punto serve una precisazione.
      Per far funzionare questo blog non posso prescindere dal fattivo supporto delle aziende, che per tramite degli uffici comunicazione, mi forniscono il materiale su cui lavorare.
      Se qualcuno rompe tutto, manda in assistenza per attivare garanzia e racconta che lui ha fatto così perché lo ha letto qui, capisci che per me diventa complicato. Poi certo, i tecnici leggono, appurano che tutto è corretto ma la volta successiva che mi viene la balzana idea di chiedere “mi mandi gruppo xy, faccio montaggio e test” mi rispondono no…

      Fabio

      • Luca

        Comprendo bene il punto.
        Devo dire che le aziende che producono reagenti e/o strumenti da 300-400 k euro hanno lo stesso problema con gli sperimentatori, quando questi hanno dubbi o perplessità sul fatto che quel exp si possa fare con quello strumento.

        Tuttavia è la reputazione del laboratorio che fa da garante. Se il suo blog ha tanti iscritti, un ottimo seguito, e sopratutto è pieno di commenti positivi, significa che ha l’autorevolezza per gestire anche uno sfortunato evento.

        Le aziende solitamente pesano l’autorevolezza di scrive sui blog ed è per questo e per quanto ho letto con interesse nelle scorse settimane che penso sinceramente che qui ci sia tutta l’autorevolezza per discutere con il marketing di qualsivoglia azienda.

        Detto questo il problema ed il modo in cui è stato posto è corretto.

        Da parte mia (fruitore del blog) posso dire che seguirò il suddetto anche se qualche azienda decidesse di non formìnire più materiale tecnico.

        Un caro saluto

        Luca

        • Elessarbicycle

          Grazie Luca per le tue cortesi parole.
          E permettimi di sfruttare questo spazio per una ulteriore considerazione. Ogni tanto do una scorsa a qualche forum, mi serve per capire cosa cercano i ciclisti; insomma, vado a caccia di argomenti. Raramente supero il terzo post, impossibile non trovare diatribe, sproloqui, offese, guerre.
          Ecco, poi vengo qui, leggo voi e si, si può avere un luogo sereno anche in rete, dove ognuno esprime le sue idee in tranquillità.
          Mi piace.

          Fabio

  • Alfredo Garofalo

    Sono pienamente d’accordo con le tue considerazioni, soprattutto nel merito delle aziende produttrici che ti affidano i componenti e che giustamente esigono che i suggerimenti sul montaggio siano conformi alle loro istruzioni.
    Tuttavia spero sempre che chi si approccia poi a “fare”, dopo aver visto e letto, sia anche sufficientemente intelligente da capire che tra il dire e il fare… c’è di mezzo la sana manualità che si deve acquisire. E c’è anche un antico proverbio, sempre attuale, che recita “sbagliando si impara”. Sarebbe come pretendere che leggendo un manuale scritto da Leclerc (per essere in tema di attualità) si sia in grado di mettersi al volante di una formula 1. Follia.
    Grazie per allietarci e informare con il tuo blog.
    Alfredo

    • Elessarbicycle

      Ciao Alfredo, è giusto le aziende chiedono rispondenza; ed è giusto che in caso di articoli tecnici io mi confronti con loro.
      A me interessa nulla scrivere per far vedere cosa so fare: a me interessa scrivere la cosa giusta, utile a voi.

      Vado a (ri)leggere il libro di Nibali, magari capisco come si va in bici…

      Fabio

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