Sella Pro Stealth Offroad

La prova su strada

Tempo di lettura: 7 minuti

La prova su strada

Una volta tanto sono partito col piede giusto, dedicandomi da subito alla corretta posizione.

Voi domanderete “ma perché, non si parte sempre da qui?”.

Infatti, ma quando devi star dietro a otto test insieme, l’errore capita.

Il carrello offre ampia possibilità, la dimensione ridotta in lunghezza della sella Pro Stealth Offroad pretende qualche calcolo in più. 

Che si è tradotto nel prendere a riferimento il BRP lì dove la sella allarga a 70 mm.

Ma attenzione: questa regolazione che vedremo è mia preferenza, non regole generale. Perché con le selle l’unica regola generale è che ogni ciclista è diverso dall’altro, ciò che va bene per me non va bene per un altro.

Il BRP, acronimo di Biomechanics Referent Point (che noi chiamiamo centro anatomico) non varia. E’ sempre lì, nella zona in cui si raggiungono i 70 mm di larghezza. C’è anche altra scuola che preferisce i 72 mm, io che sono vecchietto sono abituato alla prima misura.

BRP che corrisponde di solito anche a una distanza di 12 cm dal retro sella. Però da tempo non ècosìcon molte selle e infatti nel caso nella Pro Stealth Offroad abbiamo che il BRP dista 14 cm dal retrosella e non i canonici 12.

Giusto per curiosità, vi informo che calcolando il BRP basandoci sui canonici 12cm dal retro sella, abbiamo in quel punto una larghezza di 83 mm, che sono tanti.

Per questo alla fine ho trovato, per me, la migliore collocazione sfruttando il BRP calcolato sulla larghezza. 

Qui però devo fare due precisazioni: sul sito ufficiale non ho trovato indicazioni sulla misurazione del BRP ma potrebbe essere mia incapacità; non ho certezza che il bordino vada contato sulla lunghezza. 

Il mio posizionamento di fatto ha forse condizionato tutto il test, ma con un componente così personale come la sella non avevo scelta. O la sistemavo in modo da tale da trovarmi pienamente a mio agio oppure non avrei potuto fare questo test.

La messa in bolla, come sempre più spesso accade, va eseguita sul tre quarti anteriore per evitare di falsare la livella col bordo posteriore che tende verso l’alto.

Soluzione tra l’altro ottima per chi non ha più l’elasticità del 20 anni e tende a preferire un assetto della schiena più rialzato; che poi è anche quello tipico del gravel.

Sempre per mia postura personale ho preferito la punta leggermente rivolta in basso, una cosa minima, praticamente mezza bolla fuori riferimento.

Regolato il tutto sono partito, non senza qualche timore di ritrovarmi senza appoggio, diciamo così, mettendo a serio rischio una zona a cui noi maschietti diamo da sempre grande importanza.

Vero è che sono abituato su strada a pedalare avanzato, da sempre preferisco un assetto molto carico sul movimento. Retaggio di anni passati, quando le geometrie erano diverse e usavamo corone e pignoni che ora nessuno vuole più.

Però questo mio pedalare avanzato ha sempre significato pagare il dazio di poggiare per lo più sulla zona sfinata, di fatto perdendo del tutto l’appoggio posteriore. Insomma, roba da fachiro.

E poi arriva lei, la Pro Stealth Offroad e ti dimostra che avanzi, hai appoggio, e stai pure comodo. Opperò.

Istintivamente, a vederla, uno immagina il contrario. Vede questa punta più corta e pensa che gli toccherà in dote una minuscola porzione di appoggio.

Errore. 

E’ tutta la sella più corta, quindi anche se sfrutti l’appoggio posteriore non sei costretto ad avanzare sulla punta (dopo averla correttamente settata, ovvio) perché conservi la massima libertà di azione proprio grazie alla dimensione ridotta.

Non è semplice da spiegare. E bisogna tener conto che io non mi rivolgo ai professionisti, noi siamo semplici amanti della bici, abbiamo esigenze diverse che incrociano raramente quelle degli agonisti.

Poniamo una sella standard, quella classica da 270/275 mm. Quando avanziamo a caricare sul movimento centrale poggiamo sulla parte sottile, e se ci piace questo stile a volte siamo costretti a regolarla un poco più arretrata per evitare che il naso provochi eccessiva pressione (la perdita di sensibilità in zona rossa, altrimenti); ma così, per forza, abbiamo anche pregiudicato il comfort in assetto normale.

Problema felicemente risolto con la Stealth Offroad, perché essendo più corta non ci obbliga a posizionarla arretrata per non subire la pressione in punta.

Hai un appoggio naturale, nel senso che siedi e trovi subito la postura ideale, senza tentennamenti.

Manca quella pressione eccessiva in zona delicata che spesso rende difficile la guida più aggressiva, avanzata, pena indolenzimenti e dolori.

A questo punto mi intriga non poco la sorella Road, che vidi la prima volta credo tre anni fà al Giro e mi incuriosì parecchio.

Certo, parliamo di un assetto più aggressivo, almeno in uso stradale.

Ma questa è la versione da fuoristrada, e in ambito gravel tendiamo alla pedalata agile che vuole invece l’arretramento della seduta rispetto alla scatola movimento.

Bel problema da risolvere per me perché, forse, la Pro Stealth Offroad non è una sella universale, come per restare in casa Pro Bike Gear e di questo blog, la Falcon Gel testata qualche mese fa.

E’ una sella specialistica, come tale va usata e interpretata. 

Diversamente da quanto la forma lascia supporre, la libertà di movimento è eccellente.

Io ho usato la versione da 142mm, giusta per le mie terga; che sembrano ingrossate ma è l’obiettivo grandangolare, sia chiaro…

La svasatura laterale accoglie perfettamente l’interno coscia, senza attriti indesiderati. Si mantiene alta cadenza, fiato permettendo, con gran facilità.

Il naso ha dimensioni in larghezza importanti, da sella urban. In apparente controtendenza rispetto al suo essere una sella sportiva e specialistica.

Non deve stupire invece che è esattemente ciò che serve per sfruttarla al meglio; del resto questa Stealth Offroad è ingannevole.

O forse è che ancora non siamo (o sono io) abituato a queste sella più corte, relativamente giovani sul mercato per me che invece sono relativamente anziano. Relativamente però.

L’ampio canale centrale che si prolunga sino alla punta è sicuramente protagonista dell’ottimo livello di comfort rilevato.

L’unico limite è con pioggia battente, quando dopo 30/40 minuti con l’acqua che ruscella dal retro del calzoncino succede che alla fine se ne depositi proprio nel canale centrale, anche perché ogni tanto ti alzi sui pedali o ti sposti e liberi la via. E all’improvviso avverti una poco piacevole sensazione di freddo in una zona che notoriamente preferisce il tepore.

D’altro canto trovo corretto aver “chiuso” lo scafo: in fuoristrada ne schizziamo di roba che trova facile via proprio dal basso, insinuandosi nel foro.

E poi ormai se vedo pioggia resto a casa…No, non è vero, esco uguale per testare i componenti, gomme soprattutto, col bagnato. Mi congelo per voi.

Ora se nel caso dell’incavo che diventa vaschetta per pesci rossi col diluvio posso parlare di limite ma fino a un certo punto, qualche difficoltà l’ho incontrata in discesa su strada.

Dove ci si sposta parecchio per caricare la bici a seconda della manovra del momento e qui, oggettivamente, la lunghezza quella è. Però è stata difficoltà soprattutto dettata dalla abitudine a selle lunghe, classiche. Movimenti e manovre istintive di anni. Fatta l’abitudine al “pezzo mancante” tutto è rientrato ma ho impiegato tempo a far mia questa sella.

Viceversa in fuoristrada è stato un piacere, perché la dimensione ridotta assicura quella totale libertà di movimento che sempre aiuta. Proprio in discesa, quando arretriamo sollevandoci per evitare di cappottare in avanti (parlo di tratti da Mtb, non un ampio sentiero in discesa) e con sella “normali” spesso impattiamo sul retro ritornando seduti.

Il che obbliga a una manovra ad arco, mentre con la Stealth Offroad scivoliamo lisci, senza ostacoli. Tenendo sempre presente che tutto il test è stato svolto con regolazione personale, ho visto alcuni avanzarla più del (secondo me) necessario.

Solo una frazione di impedimento, un battito di ciglia, mentre incontriamo il bordino in gomma che ha notevole grip oltre a proteggere la sella. Ma parliamo di mezzo centimetro, sto proprio a cucinare i piselli imbottiti.

La copertura della sella in materiale anticivolo blocca ma non costringe. Permette quindi agevoli spostamenti senza però minare la tenuta.

Come questo accada non lo so, non c’è lavorazione a rilievo, una bugnatura, qualcosa che fisicamente agisca da freno.

Immagino l’alta qualità del materiale.

Sull’imbottitura differenziata invece devo riconoscere, e credo sia la mia prima volta, che non ne sono venuto a capo.

A funzionare funziona, lo rende evidente l’altissimo livello di comfort.

Ma se dovessi dirvi “ah si, dietro senti sostenere, davanti ammortizzare ” ecc ecc, mentirei.

Tutto quello che posso dirvi è che comprimendola a mano avverti una differente risposta tra le zone, più morbida in punta e sulla ali, più rigida nella parte posteriore, ma da qui a raccontarvi in dettaglio le sensazioni proprio non ci arrivo. 

Però se una volta tanto il limite è mio, non significa che questa imbottitura differenziata il suo lavoro non lo faccia.

Altrimenti non mi spiegherei tanta comodità, non giustificherei l’alta capacità di assorbire le asperità del terreno.

Probabilmente a rendermi difficile isolare le reazione contribuisce la tecnologia In-Mould, lo stampaggio cioè in corpo unico. Più probabilmente rosico e mi arrampico sugli specchi pur di trovare una scusa.

Di sicuro la struttura complessiva della sella, e quindi intendo anche scafo e binari, ha una sua intrinsca elasticità che eleva di molto la capacità di smorzamento.

Ma senza quella cedevolezza che avvertiamo in tante selle, comodissime non si discute, che però pagano poi l’effettiva trasmissione della potenza. Vabbè, diciamo energia.

Quando una sella inizia a ballare su e giù è vero che stai come in poltrona ma è altrettanto vero che stai disperdendo. 

La Pro Stealth Offroad resta granitica nella struttura eppure non rigida. Ancora una volta attribuisco alla tecnologia di costruzione, senza tralasciare la bontà dei materiali, l’eccellente risultato finale.

Si, perché se per l’imbottitura differenziata non sono riuscito a decifrare che chiarezza, con lo scafo si.

La sequenza di fori centrali assicura la corretta elasticità, te ne accorgi sulle asperità in rapida successione e sul pavé.

Senti nettamente la sella “ammortizzare”, senza però sentirla “aprirsi”. 

Alla fine ne risulta un comfort di marcia molto elevato e questo a noi piace sempre.

Fin qui tutto ciò che ho rilevato usando una bici da gravel con reggisella da 20mm di offset, più adatto alle sue geometrie.

Per avere ulteriori conferme e dati ho montato su altra bici un reggisella a offset zero, che è anche la scelta migliore per lei e vi ho rinunciato solo perché ormai non riesco a fare a meno del reggisella ammortizzato Redshift SchokStop

Le conferme ci sono state tutte, soprattutto per quanto riguarda il comfort di marcia. Ma del resto un differente reggisella non poteva cambiarlo più di tanto a meno di errori nell’assetto.

I dati sono che è assai più facile trovare la giusta regolazione con reggisella offset zero. 

Tutto è avvenuto in modo più “naturale”.

Sia regolare l’avanzamento che, letteralmente, sedersi in sella. Questo significa che una sella corta, o almeno questa sella corta perché non ho test di altre, si trova più a suo agio con certe geometrie rispetto ad altre. Che nel caso di questo test sono quelle della Trek Checkpoint ALR.

D’altro canto devo anche pensare che esiste la sua versione road, quindi angolo piantone diverso, relazione con scatola movimento pure e questo potrebbe significare che le mie considerazione hanno una falla da qualche parte.

Il vero problema è che come ho già detto questa è la mia prima volta con una sella così, non ho parametri consolidati a cui a far riferimento perché da 40 anni pedalo su sella con 3 o 4 cm in più.

Comunque, a parte questo, torno sulla recensione e su quello che posso dire con ragionevole certezza.

E cioé che con la Pro Bike Gear Stealth OffRoad ho potuto godere di assoluta libertà di azione nella guida in fuoristrada, che si è tradotta nella maggior semplicità ad affrontare tratti scabrosi e nella naturalezza con cui affronti quelli più semplici ma che obbligano a muoversi tanto per lasciare la bici libera di seguire la sua strada.

In più grazie alle superiori doti dinamiche della Trek Checkpoint ALR rispetto alla Mystique usata per la prima metà del test e che significa all’atto pratico poter mantenere un passo decisamente superiore, la capacità di smorzare della sella è risaltata in maniera più netta.

Nelle sconnessioni in rapida sequenza, se non troppo profonde e su tratto breve, per un momento ho quasi pensato stessi usando un reggisella ammortizzato. Senti benissimo la sella “cedere” al centro, una elasticità dello scafo che poi subito riprende forma. Tutto molto controllato.

Bene, con i rilievi su strada mi fermo qui, tracciamo le conclusioni.

COMMENTS

  • Paolo Mori

    Aggiungo il mio parere (poco) informato sulla densità dell’imbottitura. Usando una sella diversa ma simile per concezione (SMP hybrid), il rialzo posteriore alla lunga diventa fastidioso: l’imbottitura troppo spessa e/o troppo morbida si “somma” all’imbottitura dei pantaloncini andando a creare pressione e sfregamento in zone che normalmente non sono molto sollecitate, ai bordi del fondello. Per questa ragione una imbottitura più densa sulla coda – ammesso di aver capito correttamente la spiegazione – potrebbe aiutare a prevenire questo “affondamento” e le fastidiose conseguenze senza diminuire la capacità di smorzamento sui principali punti di contatto.

    • Elessarbicycle

      Ciao Paolo, ho usato la SMP e anche se il sue scendere decisa in punta alla fine potrebbe farla sembrare una sella “corta” in pratica non è assimilabile.
      Forse una buona idea per alcuni ma io rilevai un fastidio enorme dovuto al dimensionamento/spessore ai lati del foro che alla lunga portavano dolore. Troppo particolare la Hybrid per usarla a pietra di paragone.
      Invece per quanto riguarda la questione imbottitura posteriore hai sollevato una questione importante. Una imbottitura troppo morbida e spessa garantisce comfort ma solo sul breve periodo. Perfetta per selle che usi per un’oretta, poi la situazione degrada velocemente.
      Può sembrare un controsenso ma per lunghe ore in sella serve sostegno, magari sembrano scomode al primo impatto per rivelarsi poi ottime sulla distanza.
      Comunque il discorso sella è molto personale, io cerco sempre di testare modelli adatti ad ampia fascia (Brooks su tutti) perché quando poi vado su selle più particolari diventa un problema. Per esempio quella data sella è ottima ma del tutto inadatta a me e il mio giudizio finirebbe col risentirne. E’ successo, ho fermato il test perché sarebbe stato falsato.
      Aggiungiamo che molti scelgono la sella senza alcuna cognizione base, nemmeno le dimensioni guardano, e ne vien fuori una situazione difficile da districare.
      Però la regola della sella morbida che diventa scomoda possiamo dire che vale sempre.

      Fabio

  • Paolo Mori

    Ah, visto che hai provato la Hybrid allora posso sfruttarti ancora un po’ 😀
    È un po’ che sto pensando di far traslocare la Hybrid, visto che mi sembra più comoda usata senza fondello… tra le varie possibilità avevo considerato Falcon come sostituto, ma questa Stealth Offroad ha un incavo che pare più come dimensioni più simile alla SMP (caratteristica che apprezzo assai), nonostante come tipo di utilizzo non sia la più indicata. L’impressione è giusta o sono totalmente fuori strada? Il taglio centrale sulla Falcon sembra più “minimalista”, come l’hai trovato rispetto alla SMP (e a questa Stealth Offroad)? Grazie 🙂

    • Elessarbicycle

      Ciao Paolo, con la Hybrid come ti ho detto mi sono trovato assai male. Ma non posso dire con certezza che fu un problema della sella o se data la sua foggia particolare era solo inadatta a me. Per questo trovo difficile farti un paragone. Se dovessi basarmi solo sulla mia esperienza con la SMP allora dovrei dirti buttala; ma chi assicura che invece non era solo una incompatibilità mia?

      La Falcon Gel rientra tra le selle adatte a molti, questa Stealth no; io ci ho penato un poco all’inizio perché sono partito da zero, è la mia prima sella corta e mi sono mancati i riferimenti consolidati. Però a parte il limite sulla lunga distanza (uscite di 4/5 ore si vorrebbero quei cm in più per variare appoggio) ci sono andato assai d’acordo.
      Il foro scarica benissimo dalla pressione, il suo essere più corta contribuisce parecchio e senza mai avvertire i fastidiosi bordi di tante selle aperte.

      Fabio

Commenta anche tu!