Se salta una tessera

Tempo di lettura: 2 minuti

Queste settimane si stanno rivelando sempre più dense di impegni e su tutti i fronti. Non solo il blog ma lavoro e famiglia stanno imponendo le loro necessità.

E poi come sapete, per l’avvio dei test mi sono mosso tardi a causa del ginocchio infortunato.

Ho cercato di pianificare con cura, giostrando la selezione del materiale in prova anche tenendo in conto la possibilità di unire, di farlo viaggiare insieme riducendo drasticamente i tempi di lavorazione senza sacrificare la completezza.

Seguo un protocollo molto preciso, quasi nulla lascio al caso.

Ma il caso irrompe mio malgrado.

Stavolta è l’incursione dell’inverno in un periodo in cui, da anni, inizio già a patire il caldo. 

Calendario stilato con pignoleria, ogni uscita la tessera di un puzzle che di volta in volta avrebbe dovuto permettermi domani di avere finalmente il disegno completo; e invece son bastate tre giornate di pioggia e vento fortissimo (pericoloso) per far saltare un meccanismo attentamente pianificato.

Così, fedele al mio principio che è meglio non pubblicare piuttosto che pubblicare male, ho deciso di saltare un turno, prendermi ancora del tempo, avere tutte le caselle piene e solo allora partire con la messa online.

So che per molti di voi giorno più, giorno meno non fa gran differenza; so che per altri c’è la curiosità di sapere quel tale componente se vale la pena prenderlo per la prossima bici; so che per me questo inceppo è comunque un problema.

Non tanto nei rapporti con le aziende che mi hanno fornito il materiale e giustamente attendono la pubblicazione; sanno anche loro che è meglio un articolo completo e ben fatto piuttosto che quattro note raffazzonate.

Lo è per la mia organizzazione.

Questa è una piccola struttura; da un lato l’essere ridotta le permette agilità, posso cambiare in corso d’opera, modificare le sequenze, sfruttare ogni momento non altrimenti occupato senza dover preoccuparmi troppo; dall’altro lato spesso basta pochissimo per bloccare la ruota.

Da tempo mi organizzo con articoli e test che servono anche a evitare i periodi di fermo. Sono i miei “coccodrilli” ma non funesti. 

Nel giornalismo, lo sapete, il coccodrillo è l’articolo già pronto su una certa personalità e sta lì nel cassetto pronto a essere tirato fuori al momento definitivo. Ricordo quando tantissimi anni fa mi imbattei in questo cassetto colmo di fogli dattiloscritti (perché all’epoca non esistevano i pc, macchine per scrivere e carta carbone si usavano) e caso volle che in quel momento fosse in redazione in visita proprio una personalità che in quelle righe veniva celebrata. 

Vide il mio sfogliare, sapeva bene cosa contenesse il cassetto e con attitudine tutta partenopea mi rivolse un fulmineo “piccirì, manc fra cient’ann, tiè” accompagnando con plateale scongiuro.

I mie coccodrilli sono più gioiosi, trattano tecnica o test brevi e mi servono per mantenere una certa cadenza di pubblicazione mentre sono impegnato in altro.

Ma stavolta non li sfrutterò, preferisco lasciarli riposare ancora; anche perché non mi soddisfano, voglio modificarli prima di ritenerli passabili.

Se escludiamo la consueta pausa estiva, domani per la prima volta da moltissimi mesi la settimana si aprirà senza la mia tradizionale pubblicazione.

A volte c’è stato un ritardo, a volte ho spostato perché il lunedì cadeva di 17 (embé…) o era festivo, ma una settimana senza un test o un articolo della sezione Officina non ricordo da quanto non capiti.

E’ fastidioso per me saltare un turno, chiamiamolo così. Mi sembra di cattivo auspicio e sono uno che a queste cose ci bada.

Ma tant’è, alla fine la scelta migliore è prendermi quei giorni in più e avere la certezza di non mancare alcuna verifica piuttosto che uscire con un test incompleto.

Invidio tanto quelli così bravi e sensibili che con nemmeno 30km percorsi ti buttano giù un articolo. Io non ci riesco, devo pedalare, smontare, controllare, immaginare ogni possibile situazione che un ciclista affronterà. 

Vabbè, per qualche giorno non vi annoierò con le mie chiacchiere

Buone pedalate

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • Paolo Mori

    Dai, ti vogliamo bene lo stesso anche se sei così superstizioso 🙂
    E per chi proprio ha necessità di iniziare il lunedì mattina con una valanga di parole ci sono sicuramente un test o un vecchio articolo non ancora letto per non cambiare la routine. Non cascherà il mondo, per stavolta… 😀

  • Paolo Mori

    Un commento stupido non basta, rilancio…
    Sei troppo un gentiluomo: far finta di niente, accampare scuse per non pubblicare un articolo, il tutto per non mettere in ombra il comunicato stampa di shimano sul nuovo gruppo “gravel”
    A noi puoi dirlo, suvvia: quanto ti hanno pagato? 😀
    (si scherza, se non fosse abbastanza chiaro)

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