Schwalbe Marathon Plus

La prova su strada

Tempo di lettura: 5 minuti

La prova su strada

Due le bici chiamate a lavorare con questi copertoncini: la sempre disponibile PlanetX London Road, che davvero meriterebbe una medaglia per tutto quello che le faccio sopportare; e sua signoria la snob e luccicante Elessar, sulla quale stazionano di solito i Panaracer Pasela in misura 700×32, ossia analoga a quella dei Marathon Plus in prova. Quindi ho eliminato una altra variabile, condizione fondamentale nei test.

I percorsi sono quelli soliti miei per le prove, che comprendono asfalto, pavé e moderato fuoristrada; data la poca scolpitura, in questa ultima situazione mi sono mantenuto solo su terreni compatti. Pioggia e asciutto, come è giusto che sia e soprattutto bici scarica e carica. Perché è una gomma da turismo e dovevo capire la guidabilità quanto fosse influenzata dal peso aggiuntivo.

E meno male che ho inserito questa verifica, altrimenti il bilancio sarebbe stato deludente e mi sarei perso l’unica condizione in cui la gomma effettivamente eccelle.

Procediamo con ordine. Ambedue le bici usate hanno nel comfort di marcia una delle qualità migliori. L’inglesina è una onesta tuttofare, capace di far bene un poco tutto senza brillare in nulla. Elessar è la mia bici e non mi riferisco al possesso. Luccica e splende, non è leggerissima ma se vuole sa tirar fuori gli artigli su asfalto e difendersi con onore in fuoristrada, anche su terreni scabrosi. Con gomme più specialistiche, come per esempio le Michelin Cyclocross con cui la dotai durante il loro test, seppe tenere un passo decisamente superiore a quanto io che l’ho progettata mi aspettavo. E sempre mantenendo un invidiabile livello di comodità.

Per questo parto proprio dal comfort di marcia di queste Marathon Plus: insufficiente. La carcassa è rigida, talmente rigida che anche a far lavorare le gomme a una pressione ben più bassa di quella giusta per il mio peso l’azione di filtraggio è nulla. Avverti ogni minima imperfezione, solo se l’asfalto è un biliardo riesci a pedalare sereno.

Una rigidità che danneggia anche la guida. La tenuta è buona ma la gomma cede poco o nulla. Qui, soprattutto a beneficio dei lettori più recenti, è bene ripassare il concetto di cedevolezza della gomma già affrontato in altri test di copertoncini.

Una copertura non è statica nella sua forma, almeno non tutte a quanto pare. Sotto il peso dell’azione e del ciclista abbiamo una leggera deformazione, soprattutto in curva, per cui la porzione di gomma a contatto con la strada è sempre superiore a quella che potremmo osservare a bici ferma, solo inclinandola.

Una eccessiva cedevolezza rende la bici poco stabile e precisa, nonché lenta in manovra e poco reattiva di sterzo. Una cedevolezza che non posso che definire “giusta” permette di avere buona impronta a terra, graduale discesa in piega, appoggio sincero e comunicatività con il suo lavorare.

Questa Marathon Plus cedono nulla, restano granitiche nella loro forma. Che è tondeggiante, quindi la scesa in piega e  omogenea e il grip sulla spalla ottimo, grazie all’ampia zigrinatura, anche se il fondo è sporco o bagnato. Di contro manca del tutto ogni feeling, non senti la gomma lavorare. Ti devi fidare di lei e devo riconoscere non ha mai tradito. Però se il fondo è umido (non bagnato, l’umido è assai infido) e ci si trova quindi in una situazione di precario e aleatorio grip sapere cosa fa la gomma è fondamentale. Se a questo aggiungiamo che proprio sull’umido la tenuta è di bassa qualità ne risulta che più che fidarsi ci vuole un atto di fede. E io non pedalo su un atto di fede.

Però qui abbiamo un mostro sacro, un mito tra le coperture, non potevo liquidare così, era necessario approfondire. Forse a bloccarmi il timore di una scivolata col rischio di graffiare la aristocratica Elessar: tocca alla proletaria inglesina correre il pericolo. Uguale. Anzi, pure peggio visto che la London Road non vanta la stabilità in discesa della sua compagna luccicante.

Tranne che sull’umido, dove effettivamente molte coperture mostrano evidenti limiti, il grip è sempre sufficiente a stare in piedi, ci mancherebbe. Però la nulla cedevolezza unita a una altrettanto bassa comunicativa non ti liberano la mente, non ti trasmettono la fondamentale (per me) sensazione di sicurezza senza la quale è difficile trovare la voglia di spingere.

Se però sull’asciutto si decide che si, vale la pena fidarsi, allora si va abbastanza veloci. La scorrevolezza è migliorabile ma in linea se non superiore a copertoncini con analogo Tpi, l’aderenza c’è anche se non lo avverti e il profilo permette un buon passo sportivo nel rapido susseguirsi di curve strette e larghe prese ad andatura più che allegra. I cambi di direzione non sono fulminei e la condotta migliore è sempre andare tondi piuttosto che spigolare ma per una copertura touring è il comportamento giusto.

In piano vorresti qualcosa che scivolasse meglio, soprattutto ora che la concorrenza offre pneumatici da turismo e da città che sono oggettivamente più scorrevoli ma nemmeno in questo caso posso lamentarmi; tenendo conto della struttura della gomma anzi devo dire che è quasi sorprendente la sua scorrevolezza. Il comfort resta bassino, non hai quella piacevole sensazione di viaggiare liscio e veloce su un cuscino d’aria come con le Pasela, che cito perché testate e perché montate su una delle bici usata per il test, e soprattutto su Elessar non è stato piacevole veder mortificato il suo grande comfort di marcia.

In salita e nei veloci cambi di ritmo inizi a chiederti perché hai scelto queste coperture. In misura 700×32, quindi direi abbastanza sottile, abbiamo 810 grammi dichiarati, 820 verificati su una media di dieci pesate. Un chilo in più rispetto a una coppia di tante gomme turistiche in analoga misura. Un chilo in più sulle ruote, in zona periferica, che significa zavorrare l’azione. In salita il peso aggiuntivo lo senti tutto; se vuoi rilanciare pure, con la bici che risponde con notevole ritardo.

Le partenze da fermo il momento peggiore: sembra di avere il freno tirato. Lo stesso viaggiando a bassa velocità, per esempio nel traffico urbano, e appena si ha strada libera vien voglia di velocizzare l’azione: la bici diventa fiacca, perde lo scatto.

Probabilmente se avessi montato queste gomme la prima volta che ho messo Elessar su strada sarei tornato a casa convinto di aver fallito del tutto nel progettare la bici.

Anche la London Road, che sa essere “scattosa” se si vuole, si è ritrovata frenata nell’azione dal peso eccessivo di queste gomme.

Poi è arrivata la prova finale, quella che mi ero lasciato per ultima: la bici carica.

Tutta una altra musica, qui le Marathon si sono prese la rivincita su ogni concorrente. Non solo hanno brillato: si sono illuminate di luce propria e mi hanno straconvinto.

La rigidità della carcassa, che tanto mi ha fatto penare e deluso a bici scarica, con l’aggravio del bagaglio si è rivelata l’arma vincente. Il maggior carico ha restituito una porzione di confidenza (una porzione però…) e finalmente l’ho sentita lavorare. Il profilo si è rivelato perfetto per garantire stabilità e fluidità di azione quando si decide di guidare la bici. Il peso è finito in secondo piano, quando carichi 20 kg sulla bici averne uno in più o in meno fa poca differenza.

Insomma, per dirla in breve: a bici carica è una delle migliori coperture abbia mai usato e provato.

Non sull’umido. E nemmeno sul pavé, dove l’aderenza a bici carica è peggiorata rispetto alla bici libera da ogni fardello. Che è poi ciò che emerso anche in fuoristrada, terreno compatto. A bici scarica ho pagato il poco feeling, la sua incapacità di farmi sapere che stesse facendo e come; a bici carica la rigidità della carcassa si è rivelato un handicap, limitando la cedevolezza che in condizioni di scarsa aderenza è sempre gradita.

Posso anche mettere in conto di essere stato io a non riuscire a stabilire un proficuo rapporto con questo copertoncino. Ho buona sensibilità, mi è stata riconosciuta in anni di test svolti anche per la carta stampata sia dai miei Direttori che dalle aziende che mai hanno contestato ciò che riportavo. Ma sono solo un ciclista e sono fallibile. Però dubito che stavolta abbia sbagliato io qualcosa. Se a parità di bici e percorso con una gomma scivolo via veloce e in comodità e con altra mi pianto, sto scomodo e se rilancio mi segue dopo tempo, beh, sensibilità o meno qualcosa non quadra. Anzi, non gira per il verso giusto, visto per parliamo di copertoncini.

E ho capito cosa non mi torna: quella definizione di gomme per uso intensivo: che significa? Tanti chilometri? In ogni condizione di strada e bici o solo su certe strade e carichi?

Ecco, forse ho male interpretato io questo uso intensivo, vedendola come una gomma da dodici mesi l’anno, con bici carica e scarica, pioggia o sole. Per me uso intensivo della bici significa pedalare in ogni condizione e con ogni tempo. Probabilmente io e Schwalbe abbiano una diversa visione, tutto qui.

Ultima notazione: mai forato e dire me la sono davvero cercata. Protezione promossa.

Credo che oltre sia inutile andare, passiamo alle conclusioni.

COMMENTS

  • Stavo, avendo letto cose mirabolanti, per consigliarle ad un amico come gomme tuttofare, fortunatamente ho letto la tua recensione – e sai che del tuo giudizio mi fido.
    Ti ringrazio per lo sforzo e l’onestà in quel che scrivi, è sempre la cosa più apprezzata.

    • Elessarbicycle

      Ciao Samuele, per curiosità: le stavi consigliando perché le usi o perché sono, appunto, un totem?
      Non è sarcasmo il mio, non mi fraintendere: è che per esperienza sono anni che vedo consigliare questi copertoncini sui forum e in giro da chi però non ci ha mai pedalato. Insomma, la mia impressione è che si siano creati una fama che si autoalimenta ma senza basi concrete.

      Io so solo che mi sono capitati ciclisti disperati perché pensavano avessero sbagliato telaio e/o ruote; gli ho solo tolto i Marathon Plus, gli ho fatto provare la bici con altre gomme e non si sono più tolti il sorriso dal volto…

      Fabio

      • Glieli stavo consigliando perché ne avevo letto grandi cose… Per come uso io la bici (poco e quando posso per farci movimento) sfrutto gomme slick o tassellate a seconda dei casi e della bici, una gomma da grandi viaggi è per me completamente inutile.
        Ripeto, per fortuna ho letto la tua recensione – come al solito senza peli sulla lingua – perché sul pavé bagnato di Parigi mi dà l’idea che siano meno che ideali 🙁
        Il problema è che come al solito trovare un copertoncino che non si disintegri dopo pochi chilometri, che dia grip anche sull’umido nell’uso per diporto quotidiano e che magari non richieda un mutuo per acquistarlo (non parlo per me, non mi piace buttare soldi ma sugli pneumatici, della bici o dell’auto, non risparmio in modo sciocco) non è cosa facilissima.
        Grazie ancora

        • Elessarbicycle

          Ciao Samuele, rispondo subito perché sono al lavoro sul blog, componendo l’articolo del prossimo test: che sarà, che combinazione, di altro copertoncino. Michelin protek urban, quindi una gomma che come recita il nome è essenzialmente cittadina. Ossia la gomma più difficile da fare, fidati.
          Pazienta un poco, la prossima settimana sarà sicuramente online; nel frattempo ci sono già altre gomme testate sul blog che potrebbero aiutare il tuo amico parigino.

          Appena ho un poco di tempo devo creare un indice dei test, così come c’è già l’indice per Officina nel menù a inizio pagina. Coi link, così uno subito trova quello che gli serve. E’ che ormai sono talmente tante le recensioni che è un lavoraccio: lungo e monotono, proprio ciò che odio. Ma lo farò, prima o poi. Nel frattempo puoi cliccare sulla categoria dei test e avere una panoramica divisa in gruppi di 10. Lento, lo so.

          Fabio

  • michele

    Ciao Fabio, ottimo test… Leggendo qua e là pensavo anche io fossero la gomma tuttofare ideale per il cicloturista …
    La domanda sorge spontanea. Per un utilizzo cicloturistico ,anche a pieno carico, ma una volta tornati senza voglia di sostituire nulla, verso quali copertoncini dobbiamo mostrare interesse?

    • Elessarbicycle

      Ciao Michele, restando tra i copertoncini di cui puoi leggere una recensione sul blog, in cima metto i Panaracer Pasela, versione pieghevole. Con i limiti di esistere in una unica misura e un consumo rapido il secondo gradino va ai Michelin Cyclocross, una gomma che a dispetto del nome ha mostrato di sapersi destreggiare, e bene, ovunque. Leggero, scorrevole più di quanto la tassellatura farebbe supporre, e confortevolissimo. E con il plus di poterci affrontare anche il fuoristrada, purché asciutto.

      Fabio

  • Roberto Mordenti

    Ho usato le Marathon base e mi sono trovato molto bene sia scarico che con i bagagli. Monto ancora le Marathon racer su una ciclocross e le adoro. (Leggere e affidabili). Le Marathon plus non mi hanno mai attirato. Buone pedalate. Roberto

    • Elessarbicycle

      Ciao Roberto, mi fa piacere ti sia trovato bene. Ma parliamo di altre Marathon, un nome che in casa Schwalbe è usato per oltre una decina di versioni, ognuna con sue caratteristiche. Qui, in prova, è solo una versione che condivide poco altro con le sorelle oltre il nome e in alcuni casi solo il nome, è naturale abbiano comportamenti diversi. Le Racer in particolare non hanno, per fortuna dovrei dire, proprio nulla in comune…

      Fabio

  • valentino

    ciao Fabio,

    aspettavo questa recensione, per un motivo molto semplice. Uso le marathon plus, in misura da 28mm, tutti i giorni sulle ruote da città. Per un periodo di tempo le ho alternate con delle marathon mondial 700×37, più adatte ad un moderato fuoristrada. Insomma, aspettavo di conoscere il tuo parere. Che, in parte, coincide con il mio, anche se non ho la tua sensibilità per valutare i limiti di tenuta. La scorrevolezza però si, e concordo con il fatto che questi copertoni sono dei veri macigni da spingere, oltre che poco confortevoli.
    Non li ho mai usati nemmeno in viaggio, a dire il vero. Non danno la minima soddisfazione, per quanta soddisfazione possa dare un copertone. Hanno però due enormi vantaggi: non ho MAI bucato (almeno 20.000 Km fatti con i due modelli, diciamo complessivamente in 4 anni di uso. Le strade sono quelle di Roma, in fatto di buche non siamo secondi a nessuno…..) e si consumano in maniera ridottissima. Per una gomma che deve portarti al lavoro tutti i giorni sono due qualità indispensabili.
    Grazie ancora per il test.
    Valentino

    • Elessarbicycle

      Ciao Valentino, sulla protezione dalle forature sono tra le migliori, poco da eccepire. E in una recensione dove non sono stato proprio tenero è una caratteristica che ho ribadito più volte. Ho messo a punto un test forse poco ortodosso ma pratico e assai probante per verificare questo aspetto: esco il sabato o la domenica mattina molto presto e percorro le strade della movida, prima che con flemma tutta partenopea inizino a pulire, se si ricordano di pulire of course…
      Un tappeto di cocci perché se non rompi la bottiglia di birra a terra dopo essertela scolata ti sei perso tutto il divertimento della serata (credo, altrimenti non mi spiego ma ho superato da tanto il tempo in cui cercavo di capire i “giovani moderni” -cit. B. Casillo, Così parlò Bellavista-) e fino ad oggi solo due gomme sono tornate a casa integre: queste Marathon Plus e le Protek Urban, di cui leggerete, spero, la prossima settimana.

      Sicuramente questa altissima protezione è un vantaggio innegabile: se però metto tutto il resto sul piatto della bilancia, beh, onestamente preferirei quasi aver bucato ma almeno essermi divertito. Invece quello che più di ogni altra cosa mi è mancato usando queste Plus è stato proprio il divertimento, il piacere di stare in bici. Come scritto in altra risposta, mi sono trovato ciclisti che volevano cambiare ruote o telaio o tutti e due: gli ho solo cambiato le gomme e ora pedalano felici…

      Fabio

  • Dove abito alla notte c’è molta vita notturna e alla mattina presto, quando io esco di casa in bici, la strada è piena di detriti di vetro. In tanti anni mai una bucatura. Grazie, grazie Marathon Plus 37-622!
    In viaggio uso invece i Marathon plus 25-622 su una bici da corsa.
    Quanfo invece alla domenica esco con una bici da corsa uso i Vittoria Rubino Pro (camminando a piedi quando passo nell’are detriti di vetro).
    Trovo anche io i Marathon Plus 37-622 scomodi e un po’ faticosi ma vuoi mettere la sicurezza di non bucare ? E ciò vale soprattutto d’inverno e quando non voglio avere imprevisti con i tempi di percorrenza.
    Ciao e grazie per i tuoi articoli
    edo

    • Elessarbicycle

      Ciao Edo, vale quanto ho appena scritto in risposta a Valentino: sicuramente la protezione dalle forature è di altissimo livello.
      Il prezzo da pagare in cambio però è, per me e per il mio modo di vivere il ciclismo che, per quanto cerchi di mantenermi asettico sempre fa capolino durante i test, troppo alto.
      Anche perché, ortodosso o no, il test “strade della movida” lo ha superato pure una altro copertoncino ed è onestamente assai più godibile.
      Forse una alternativa a questi Plus c’è, anche per la protezione delle bucature…
      Del resto a questo servono i test: provi tante cose, alcune vanno bene, altre male ma l’importante è avere un quadro veritiero. E il mio sembra esserlo, visto che per quanto riguarda la guidabilità siete d’accordo anche voi che li usate.
      Mi piacerebbe dirvi che in futuro troverete altri test di coperture di questa casa, ma non succederà. E non per mia cattiva volontà, vi assicuro…

      Fabio

  • Paolo Mori

    Interessante descrizione, e molto onesta 🙂 Si sono forse offesi in casa Schwalbe e non ti faranno provare più nulla?
    Aggiungo i miei 2 cent, se possono interessare: per quanto ho capito io la descrizione “performance” dovrebbe essere solo riferita alla fascia di prezzo (indicativamente: active, performance, evolution), non ha niente a che vedere con il tipo di utilizzo.
    E, mentre cercavo informazioni (per una marathon diversa) ho letto che diverse persone consigliavano le schwalbe marathon plus tour, a discapito delle marathon plus “normali”. Saranno tanto diverse? Non ne ho idea, ma io non ho visto questa unanime ammirazione. E forse a ragione 😉

    • Elessarbicycle

      Ciao Paolo, ti confermo che la classificazione è per “utilizzo e prestazioni” e il prezzo calibrato di conseguenza.

      Fabio

  • Paolo Mori

    Non so se a qualcuno possa interessare, ma visto che ho pedalato su un po’ di schwalbe (marathon e non) qualcuno che passa di qua potrebbe gradire avere qualche idea – da prendere cum grano salis – su altre gomme della stessa ditta. Insomma, è il mio povero contributo a questo blog 🙂

    Smart sam active, 44-622: fornite di serie sulla bici, probabilmente non più in vendita in questa versione. Ok come rotolamento sulla strada, non danno troppa confidenza nelle curve veloci a causa del profilo “rado”. Buone sullo sterrato e decenti anche nel fango, a mio parere. Consumate in poco più di 2000 km. (spero che la variante “performance” duri di più)

    Hurricane performance 42-622 e 50-622: ottimo rapporto qualità/prezzo, si trovano a 10-12 euro online. Ottime per gravel e fuoristrada leggero, molto comode in generale, anche su fondo molto irregolare. Peccato che le 50 arrivino a sfregare sul telaio della mia bici 🙁

    Delta cruiser plus active 47-622: montate di default sulla ebike, confortevoli e con un ottimo grip su asfalto in curva e in frenate improvvise. Con qualche cautela se la cavano anche su sterrato. 2000 km circa non hanno lasciato grandi segni du usura neanche al posteriore, considerando il peso del mezzo è una sorpresa. Nessuna foratura per ora. Difficile valutare peso e scorrevolezza visto l’uso “motorizzato”. Probabilmente potrebbero essere una buona alternativa ai marathon plus per uso quotidiano per chi vuole rimanere in casa schwalbe: questi o altri della gamma road/land/delta cruiser (che è il motivo per cui avevo iniziato a scrivere sotto questo articolo)

    Marathon plus mtb performance 54-622 (e altre misure su altre bici): molto più sottile dei 54 mm dichiarati, rotola bene su asfalto e dà sicurezza in curva. A volte in frenata sembra “deformarsi”, immagino a causa della bassa pressione. Molto comoda ma non sempre ottima in fuoristrada (nonostante il nome), soprattutto in curva richiede un po’ di cautela… ma fin’ora ha sempre segnalato per tempo quando stava per perdere grip. Molto pesante e si sente.

    Marathon mondial performance 47-622: nuovo esperimento, quindi impressioni da confermare. Rotola discretamente su asfalto ed è piuttosto silenziosa, buon grip anche in fuoristrada. Anche se non ha protezioni anti-foratura spesse come altre marathon, non è confortevole su fondo (molto) irregolare come la dimensione potrebbe suggerire, anche a pressione minima.

    • Elessarbicycle

      Ciao Paolo, ti ringrazio molto per questo tuo intervento. Ripeto spesso (e non è colpa dell’età, come mi rimprovera sempre mia figlia accusandomi di dire le stesse cose all’infinito…) che i vostri contributi frutto dell’esperienza sono più che graditi.
      Non hai scritto “per sentito dire” ma perché ci hai pedalato. Questo rende tutto prezioso, perché qui l’unica regola che mantengo è che ogni parola deve nascere solo se realmente quella tal bici o componente o accessorio è stato toccato con mano.
      Grazie per aver dedicato il tuo tempo.

      Fabio

  • Alessandro

    Ciao Fabio,
    sono di Napoli ed ho una Kona Ute (cargo) con la quale accompagno i miei 2 figli a scuola e vado a lavoro… 20km al giorno per 300gg l’anno, tra una marea vetro e buche.
    Ho una schwalbe Big apple al posteriore (che devo cambiare) ed una Marathon plus Tour all’anteriore con non tanti km.
    Volendo cambiare uno o entrambi i copertoni, cosa mi consigli? quali utilizzeresti?
    GRAZIE
    Alessandro

    • Elessarbicycle

      Ciao Alessandro, ti ho notato spesso in giro con la prole; anche perché sei l’unico qui a Napoli con la Ute 😀
      Big apple avanti e dietro, visto l’uso che ne fai che pesino un botto non ti interessa.
      Comode, paciose e capaci di assorbire tutto. Se hai luce davanti per le mele, ovviamente.

      Fabio

  • simone bruno

    Sono un ciclista urbano da un paio d’anni, ho una Tern pieghevole che montava dei Kenda K west di serie e ho dovuto cambiarle per usura un mese fa. Nonostante mi avessero proposto proprio le Marathon Plus (da 20 x 1,50) le ho fatte cambiare proprio per gli stessi difetti letti nell’articolo, anche se sono stato guardato come un marziano! Prima di tutto ho chiesto di tornare alla larghezza originale cioè 1,75 e poi spesso mi sono sentito in pericolo: anche qui a Roma i cocci non mancano e le strade non sono perfette anzi, ma era impossibile pedalare almeno per la mia schiena e un po’ più giù. Abbiamo optato di comune accordo per delle Road Cruiser con protezione minore, soltanto 3 invece che 7 ma il comfort è diverso e anche la fiducia che mi trasmettono. Sulla velocità e sullo spunto non credo di essere attendibile come ciclista.
    Mi aspetto durino altri due anni se non di più visto che con le Kenda senza protezione ho bucato solo una volta. Sono curioso anche di vedere come si comporteranno quest’inverno.

  • Danilo

    Ciao, consiglieresti le Marathon plus 700×32 su un tandem di impostazione mtb con forcella ammortizzata Suntour Duro fr20 con peso complessivo a pieno carico che sfiora i 190KG?
    Uso su asfalto o bianca compatta.
    Ci sono alternative più valide a tuo avviso?
    GRAZIE

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