Ride for future

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Oggi i ragazzi sono scesi in piazza per ricordare a noi tutti che il cambiamento climatico e i danni che comporta non sono in vacanza causa pandemia.

Sono lì, coi loro striscioni, gli slogan, i visi dipinti, le ramazze.

E con le bici.

A Roma alle 9 di stamattina è partita una festosa biciclettata: “colorata, costumata e rumorosa”, promettono gli organizzatori.

E non si dica che è solo un’occasione per saltare la scuola.

Tutti noi che abbiamo figli in età scolare, soprattutto se frequentano le superiori, abbiamo visto i loro sacrifici di questi mesi. E quanto non poter andare a scuola gli è pesato.

Sono giovani e giovanissimi, con la ferma convinzione di poter cambiare il mondo.

Come noi alla loro età, e chissà se abbiamo poi cambiato qualcosa o il mondo ha cambiato noi.

Io sono vicino a questi ragazzi, li stimo per quello che fanno, per come lo fanno e per la convinzione, l’amore che ci mettono.

A volte li canzono ricordando loro i nostri 14 anni, in sella già a moto da regolarità (le future enduro) e truccare Vespe e motorini vari per sfiorare i 100 km/h.

Altro che bici!

Invece li invidio, hanno ragione loro.

Ed è bellissimo vedere tante biciclette tra le loro mani, biciclette protagoniste non solo delle proteste contro i cambiamenti climatici.

Le abbiamo viste nei tanti cortei del movimento Black Lives Metter, sfilare a far compagnia o schierate a mo’ di barricata per proteggersi dalla violente cariche della polizia statutinitense.

A New York c’è un orologio che scandisce il conto alla rovescia prima che l’umanità entri in una irreversibile crisi climatica.

Manca poco, sette anni.

Ieri al Parlamento Europeo c’è stata la votazione per imporre la riduzione delle emissioni inquinanti e la solita parte politica ha votato contro. Quella che deride i ciclisti, sbeffeggia chi va in bici al lavoro, si sollazza coi titoli dei giornali contro questi ragazzi in piazza.

Siamo in un momento difficilissimo, non andrà tutto bene come scrivevamo a marzo sugli striscioni, c’è poco da cantare sui balconi.

L’Europa, se saprà superare i gretti egoismi del nazionalismo, metterà in campo risorse come mai prima d’ora.

E lo farà su linee guide precise, con la lotta al disastro del nostro pianeta cardine fondamentale.

Il grande merito dei ragazzi oggi nelle piazze del mondo è aver imposto l’agenda politica ai Governi, tutti.

E’ averli costretti a fare i conti con i nostri errori e obbligati a trovare una via d’uscita.

Una via d’uscita che questi ragazzi vedono passare anche per la bicicletta.

Come si fa a non essere dalla loro parte?

Buone pedalate

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