Regolare i forcellini Trek Stranglehold e installare chain keeper

La regolazione dei forcellini Trek Stranglehold

Tempo di lettura: 4 minuti

La regolazione dei forcellini Trek Stranglehold

Regolare i forcellini Trek Stranglehold è assai semplice; ma come spesso accade c’è qualche accortezza da seguire.

Io qui mostrerò da estremo a estremo ma nulla vieta di sfruttare solo una frazione dei 15 mm di escursione totale.

Inoltre nel caso del telaio Checkpoint ALR aggiungo che tenendoli nella posizione minima, cioè tutti avanti, entrano tranquillamente copertoncini sino a 700×37/40 (se non troppo tassellati) ma non anche i parafanghi. 

Portandoli tutti indietro abbiamo spazio per gomme 700×45 e pure i parafanghi. Non male.

Iniziamo.

Servono pochi attrezzi; una chiave da 20, una da 10, una a brugola da 5 mm e un flaconcino di frenafiletti a media tenacia.

Si, è proprio quel frenafiletti che non mi è stato facile trovare, come vi ho raccontato…

Partiamo dal lato sinistro, quello del freno.

L’attacco pinza è tutt’uno col forcellino, scorre con lui per evitare che ogni volta la si debba regolare nuovamente. Comodo.

Per garantire tenuta c’è una brugola da M6 con ingaggio per chiave da 5 mm: allentiamola.

Lasciamola così, lenta abbastanza ma senza rimuoverla: dobbiamo vedere la piastrina ovale libera. 

Volendo la si può rimuovere e se si è soliti eseguire spesso il cambio di regolazione è bene farlo, pulirla, dare nuovo frenafiletti e avvitare.

Noi oggi la lasciamo in sede; non la ruota, che adesso dobbiamo tirar via dal telaio.

Impugniamo la chiave da 20 e svitiamo completamente il grosso bullone.

Assicuriamoci che la filettatura sia pulita; se non lo fosse basta passare una sottile spazzola metallica, setole in ottone e non acciaio.

Una goccia di frenafiletti a media tenacia, quello blu per capirci, che permette la rimozione con utensili manuali.

Avvitiamo a mano e senza serrare il bullone.

Spiego: a mano perché è l’unico sistema per avere certezza non stiamo avvitando male, visto che l’attrezzo con la sua leva vince eventuale resistenza non trasmettendoci la percezione che la vite o il bullone non segua esattamente il profilo; senza serrare perché il forcellino dovrà essere libero di scivolare.

Non è un problema aver dato il frenafiletti, non è colla a presa istantanea come qualche astuto negoziante crede (se avete letto l’articolo linkato prima…) ma impiega da 10 ai 15 minuti per far presa in ambiente anaerobico, cioè in assenza d’aria. 

Andiamo a destra, lato trasmissione, e facciamo la stessa cosa. Qui manca la brugola ovviamente.

Altrettanto ovviamente riavvitiamo anche qui il bullone, a mano e senza serrare.

Siamo pronti per far scorrere i forcellini? No, prima reinstalliamo la ruota.

Profittando del fatto che il TA (True Axle, perno passante) fornito da Trek è del tipo a levetta scomponibile, io l’ho rimossa. Per avere campo libero per le foto.

Stringiamo il TA ma senza eccedere, basta sia a battuta senza giochi.

Prendiamo la chiave da 10 che serve per i bulloni posteriori.

Iniziamo ad avvitare; in senso orario se dobbiamo arretrare i forcellini, in senso antiorario nell’ipotesi opposta.

IMPORTANTE: lavoriamo alternando i due lati. Mai prima tutto un lato e poi l’altro. Poco alla volta, diciamo 5 giri, a sinistra e poi lo stesso a destra e così via.

Perché alternare e perché a ruota montata? Perché sempre si lavora poco alla volta cambiando lato quando abbiamo viti in parallelo; perché avere la ruota montata ci permette di avanzare “dritti”, avere cioè alla fine la regolazione esatta, senza che un forcellino risulti disassato rispetto all’altro grazie al perno ruota che provvede a tenere in linea.

Io ho detto in apertura che avrei regolato in posizione finale, cioè tutto all’indietro.

Bene, ora che abbiamo i forcellini nella posizione scelta possiamo togliere nuovamente la ruota.

Che facciamo, togliamo e mettiamo ruota? Si, perché vi ricordate che abbiamo avvitato i grossi bulloni da 20 a mano, senza serrare? Appunto, ora tocca stringere.

Avvitiamo prima il grosso bullone a sinistra e poi la brugola aggiuntiva. Seguire questo schema evita possibili tensioni anomale.

Avvitiamo anche il bullone destro, rimontiamo la ruota e anche la levetta, ché poi uno se la dimentica a casa e se buca son dolori 😀

Facile, visto?

Durata dell’operazione? Dipende.

Se si opta per una delle due posizioni estreme, tutto avanti o tutto indietro, circa 5 minuti. Se si sceglie una lunghezza intermedia bisogna aggiungere quel paio di minuti che sempre si impiegano per verificare con cura l’allineamento, magari usando un calibro per misurare la sporgenza della piccola brugola interna al dado da 10.

Avere la ruota montata aiuta a non disallineare, ma non garantisce al 100% l’allineamento se usiamo una posizione intermedia.

Serve questa regolazione? Lo scopriremo nel test su strada. Qui vi anticipo solo che in determinate situazioni ha fatto la differenza…

Bene, adesso un breve paragrafo dedicato a una operazione propria di questo telaio Trek Checkpoint ALR: l’installazione del chain keeper.

COMMENTS

  • <cite class="fn">marco barbaglio</cite>

    ieri ho provato a modificare la posizione della ruota posteriore, agendo sui forcellini in modo da portarli tutti all’indietro.
    Condivido la mia esperienza, magari può essere utile a qualcuno 🙂
    Non so se sono io particolarmente “imbranato”, ma sinceramente ho avuto qualche difficolta a ruotare i “bulloni” posteriori con la chiave del 10. Il punto è che non sono normali bulloni, ma hanno solo 2 facce “piane” adatte alla chiave, il resto è tondeggiante. E se la chiave prende nella parte non piana, si rimuove con una certa difficoltà… In particolare sul lato dx , poichè il cavo cambio è d’intralcio.
    Il rsultato, almeno nel mio caso, è che si è rovinata la vernice dei bulloni. Peccato…..
    Francamente, non capisco la scelta di questo tipo di dado. Un normale dado esagonale da ruotare con una chiave a tubo sarebbe stato mooooolto più facile da girare…

    In ogni caso, grazie per la guida dettagliata, è stata molto utile.
    Ho persino comperato il primo flacone di frenafiletti della mia vita 🙂

    ciao, Marco

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