Perché non lo provi?

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Negli ultimi mesi sempre più le vostre mail che mi suggeriscono di provare questo o quello. Segno che i test vi fanno piacere e ne vorreste sempre più e di questo sono contento. Ma non è così semplice accontentare tutti.

Come sempre quando un argomento diventa ricorrente nei messaggi che mi inviate all’indirizzo di posta del blog, sfrutto l’occasione per scrivere qui, fornendo così una risposta a tutti senza scriverne decine e decine uguali.

Spesso ho detto su queste pagine che svolgere un test non è semplice. Servono molto tempo, tanto studio e la collaborazione delle aziende. Se manca anche solo di questi elementi se ne fa nulla.

Molto tempo perché prima di arrivare alla stesura dell’articolo c’è da preparare le immagini con l’oggetto in prova intonso. Poi va montato se necessario e in questo caso anche qui servono immagini o video, altre ore che volano via. A volte tra necessità di sfruttare la luce giusta e mille impegni che si accavallano può volerci anche una settimana solo per questa fase preliminare.

Messe al sicuro le immagini arriva il momento di pedalare. Poco o molto dipende da cosa si sta testando. Più un componente è specialistico meno tempo ci vuole perché le sue possibili condizioni d’uso sono limitate. Io però ho la tendenza a scegliere componenti o accessori che si prestano a un ciclismo a più ampio respiro. Che si traduce in ore e ore a pedalare per settimane, a volte mesi (anche perché nel frattempo arriva altra roba e sovente conduco più test in contemporanea) cercando di vivere ogni possibile e probabile situazione il ciclista potrà affrontare.

Non conosco altro modo per riuscire a fornirvi tutte le informazioni che vi servono. A volte, lo dico con piacere, scopro aspetti sfuggiti anche all’azienda. Che non devono essere per forza difetti, anche caratteristiche a cui non avevano pensato. Fino ad oggi nessuna delle tante aziende che mi hanno fornito il loro indispensabile supporto ha trovato da ridire sulle risultanze dei miei test. Solo un paio non hanno gradito alcuni rilievi, e posso farci poco, e una in particolare non ha digerito la mia poca propensione a perdere tempo sui social, FB in primis, e qui posso farci ancor meno: o pedalo e scrivo per il blog o perdo tempo sui social e non me ne resta per lavorare qui.

Il tempo a disposizione è una alta muraglia spesso invalicabile. Mediamente dedico al blog nel suo complesso almeno sei ore al giorno, tutti i giorni. Solo una parte minima di queste tante ore è dedicata alla stesura. C’è da gestire i rapporti con voi e con le aziende, rispondere alla posta, tenere sotto controllo la piattaforma, scattare foto, girare video e studiare.

Si, serve tanto studio. Non puoi scrivere di ciò che non conosci. E prima di usare ciò che ho in prova è necessaria una intensa opera di informazione. Ci sono uffici stampa e marketing che rispondono prontamente ai miei quesiti fornendomi tutto il materiale “didattico” che mi serve; altri che latitano e la ricerca diventa lunga.

Studio che non è mai solo preliminare: c’è anche quello durante lo svolgimento del test. Per esempio, spesso mi capita che all’invio del materiale arriva un messaggio in cui mi si offre collaborazione per rispondere a ogni dubbio mio o domanda. Cosa di cui sono felice ma non vi faccio mai ricorso all’inizio. Perché? Per iniziare il test a mente sgombra, per evitare di essere già, seppur inconsciamente, indirizzato a valutare un dato aspetto.

Per questo rispondo sempre che preferisco prima studiare per conto mio, capire, provare e poi nel corso del test sarà mia premura chiedere ulteriori informazioni su ciò che ho rilevato. Malgrado l’evidente supponenza di questo mio atteggiamento, devo dare merito alle tantissime aziende che hanno trovato questo metodo molto proficuo.

Tempo e studio però da soli non bastano se non c’è il terzo e più importante requisito: la partecipazione delle aziende. Già, se non mi mandano la roba, io che provo? Acquistarlo è fuori discussione. Sul blog sono presenti decine e decine di test, provate a fare un rapido conto di quanto ci sarebbe voluto per comprare tutto e potete capire perché è una strategia improponibile.

D’altro canto io non amo profittare della disponibilità e se so che un certo componente mi serve, lo cerco per montarlo su una mia bici, allora lo compro e basta. Non ricorro al meschino sotterfugio di farmelo inviare con la scusa di una recensione. E se è qualcosa che potrebbe interessare anche voi, allora ne ricavo un articolo. Come farò con un faretto per dinamo, acquistato perché quello che era montato sulla bici l’ho distrutto in una sessione in fuoristrada troppo oltre le possibilità della bici.

Però la partecipazione delle aziende non è così scontata come molti credono. In tanti mi dicono “ma dai, per loro che sarà mai inviare questo e quello…”.

Non è così. Vero che non è tanto il costo vivo il problema. Vero però che è pur sempre un costo e deve trovare una giustificazione per essere sostenuto.

Se fate una rapida ricerca in rete troverete migliaia di siti e blog a tema ciclistico. Perché una azienda dovrebbe affidare i propri prodotti a Elessarbicycle invece che a Tizio o Caio? Riuscite a immaginare quante centinaia di richieste arrivano a una azienda? Devono per forza selezionare; ed emergere in questo oceano della rete non è semplice.

Prima di iniziare a dedicarmi ai test ho dovuto costruire nel tempo la mia credibilità. Ho dovuto raggiungere statistiche di visita interessanti. Ho dovuto pubblicare qualche test per avere un parametro con cui le aziende potessero fare le loro valutazioni.

In questo sono stato fortunato, perché ho alle spalle molti anni come tester e so quindi come impostarli e gestirli; ho un buon curriculum a darmi man forte (migliaia di siti e blog di ciclismo in rete, ma quelli gestiti e curati da chi ha una tessera di giornalista si contano sulle dita di una mano) e all’inizio c’è stato chi delle statistiche non se ne è curato, fornendomi ugualmente materiale e dando così inizio alla catena.

In meno di un anno ho raggiunto una percentuale di accettazione delle mie richieste prossima al 90%. Il residuo sono i rifiuti degli uffici marketing che concepiscono come unica strategia la diffusione sui social.

Che è un poco il mio limite e il mio cruccio. Libere le aziende di seguire le strade che meglio credono, ci mancherebbe. Certo, magari se qualche PR non guardasse solo ai like totalizzati ma si collegasse anche al blog sarebbe meglio. Mi è capitato sentirmi rispondere “…si, il blog lo guarderò forse, ma a me interessa quanti mi piace ha sulla sua pagina FB”; oppure “…guardi, davvero un ottimo blog, mi piace tantissimo; però noi preferiamo affidare i nostri caschi a chi ci garantisce un buon ritorno di immagine su Instagram…”.

Libere scelte, però un dubbio sorge: chi ricorderà marca e modello del casco indossato dalla prosperosa fanciulla che si immortala nel selfie, con ripresa rigorosamente dall’alto e maglia aperta il giusto per favorire la respirazione?

Io no, ma forse perché io tra un casco e una bella figliola preferisco la seconda. Chissà, quello strano potrei essere io, gli altri tutti a fissare stupiti il casco. Del resto è notorio che di marketing capisco poco…

Comunque sono una minoranza i PR che ragionano così. Certo, mi chiedono di garantire comunque una certa visibilità ed è giusto: mica fanno beneficenza. E io faccio quel che posso.

Non tanto lo so, però sopperisco con la qualità del lavoro e alla fine mi perdonano la mia asocialità. Con molti si è creato un rapporto di reciproca fiducia e stima. Non hanno avanzato pretese, non hanno chiesto di intervenire sullo scritto e in tantissimi hanno smontato il mio pregiudizio verso gli uomini del marketing. Fiducia e stima che si sono trasformati in qualche caso in amicizia, perché ho scoperto che molti di loro in bici ci vanno per davvero. E perdonatemi se colgo l’occasione per mandare anche da qui i miei auguri a Ulysse, PR della Met Helmets, vittima di un incidente in MTB da cui si sta per fortuna riprendendo.

Sembra finita ma non è così. Perché una volta stabilito che il tempo per provare e studiare c’è, l’interesse dell’azienda pure, resta da selezionare il componente o accessorio o bici più adatto all’idea che ho in mente. E già, perché io non sparo nel mucchio ma scelgo con cura. Non sempre l’oggetto, ma che sia un oggetto con precisi requisiti.

Ho una idea, per esempio voglio offrire ai lettori la recensione di un capo di abbigliamento che abbia determinate caratteristiche, si collochi un una data fascia di prezzo e offra sulla carta (su strada lo verificherà io…) certe prestazioni. Perché a me interessa provare ciò che poi effettivamente servirà a voi.

Estremizzando il concetto: provare una Ferrari è sicuramente piacevole e divertente, ma quanti comprano una Ferrari? Sarà pure un test simpatico da svolgere per me e curioso per voi da leggere ma a che serve? A chi serve soprattutto?

Preferisco di gran lunga provare la station wagon che costa poco, consuma meno ed è comoda e sicura: bado all’utilità.

Restando nel nostro campo, ci sono scarpini che costano quanto una bici di media gamma: in quanti le compreranno? E scarpini ottimi che costano poco più di una set di copertoncini: bene, io preferisco recensire questi, convinto sia una informazione più utile.

Non sempre le aziende sono d’accordo e qualche volta, malgrado tutti i requisiti già appianati, la cosa è sfumata.

Quindi come vedete non è così semplice, non basta alzare il telefono e il giorno dopo ti trovi il corriere a casa. E anche se testare tante belle cose è sicuramente uno spasso, per poter offrire a voi buoni e veritieri articoli devo fare i conti col tempo a mia disposizione. Perché tra pubblicare un articolo superficiale e non pubblicare io preferisco sempre non pubblicare. Se so che non potrò garantire lo standard necessario perché le ore della giornata quelle sono ed è indispensabile pedalare per X tempo, altrimenti ci capirei poco o dovrei rinunciare ad alcune verifiche, allora evito.

Infatti non ho inoltrato ulteriori richieste, a stento riesco a star dietro a quello che ho già e su cui sto lavorando. E di sicuro non inoltrerò richieste nelle prossime settimane, il mio obiettivo è smaltire quello che è qui in lavorazione e dedicarmi alla tecnica di pedalata, assetto e così via. Argomenti che mi stanno a cuore ma che non riesco mai a trovare il tempo per affrontare come vorrei, proprio a causa dell’impegno richiesto dalle recensioni.

So che a molti piacerebbe leggere proprio della bici o del componente che vorrebbero acquistare e, seppur lusingato da tanta fiducia, è una responsabilità che pesa. Ed è anche il motivo per cui svolgo i test con tanta accuratezza. Però sono già al limite delle mie possibilità, non abbiatene a male se un dato test non lo farò. Tanto poi la sapete, se è qualcosa che conosco non esito a dirvelo quando mi scrivete.

Buone pedalate.

COMMENTS

  • Te la faccio breve: continua così, è l’unico modo per preservare l’unicità del tuo sito.
    Grazie per l’impegno che ci metti e per l’attenzione che hai verso di noi
    Samuele

  • Tiziano

    Buonasera, la seguo da Twitter (unico social che non disturba il mio umore)e voglio assiociarmi al commento qui sopra:continui così!.
    Due anni fa ho acquistato la mia prima bici per convertire la mia passione del volley(20anni di palestre e partite )su qualcosa da svolgere da solo e all’aperto.
    La mia prima”amante”è una bici ibriba della polacca Kross Evado7.0 con pneum.stradali.
    Sono stra felice per ogni sensazione e km vissuto d’inverno o d’estate con “lei”.Il prossimo step penso sarà il manubrio da corsa.
    Nel mio angolo dei sogni c’è e ci sarà una Kocmo in titanio Cross-disk (tutto perché amo l’idea delle cose quasi eterne)con il nome mia moglie Eleonora stampato in vista..che da millenni supporta questo uomo.
    Sono un profano è vero ma ho la passione di alzarmi alle 6:20 di un freddo sabato per pedalare fino a Desenzano del Garda partendo sempre da Mantova o tornato dal primo turno di una giornata calda saltare sulla bici e costeggiare la riva nord e poi ,di ritorno, la sud del Po fino a Revere..con l’unico obbiettivo di arrivare a casa stanco ma soddisfatto della prestazione registrata su Endomondo.
    Questo è per me la bici e questo è il motivo che dovrebbe spingere ogni atleta o non a macinare chilometri, onestamente, contro noi stessi ed i nostri limiti umani.
    Buona serata da un”ciclista amatore”
    A.Tiziano

    • Elessarbicycle

      Ciao Tiziano, qui siamo tutti amatori: amiamo la bici, quale essa sia.
      Per mia precisa scelta non mi sono rivolto agli agonisti duri e puri. Agli sportivi si, perché il mio cuore batte per la bici da corsa. Ma senza estremismi.
      Soprattutto senza la voglia di primeggiare a tutti i costi. Solo lottando contro noi stessi e la nostra fatica, il vero avversario da battere. Per questo mi è piaciuta molto la tua chiosa, è da sempre il mio modo di pedalare. Si certo, qualche volta parte l’embolo e faccio lo scemo con il gruppo incontrato sulla salita, in fin dei conti mai detto di essere un saggio. Lo sembro solo 😀

      Fabio

  • Michele

    Bravo Fabio…. continua così, va benissimo tutto quello che fai. Continua a testare, senza sottrarre tempo alla tua famiglia. ciaoooo

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