Pedali magnetici Magped Ultra

Le conclusioni

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Le conclusioni

Malgrado abbia cercato in tutti i modi di evitarlo, alla fine mentre scrivo è impossibile non fare un raffronto coi pedali clipless e questo credo sia un errore.

Eppure, rifletto, forse più che la domanda su quanto l’attacco magnetico sia efficace i ciclisti si chiedono se effettivamente questa tecnologia sia migliore o peggiore.

Nè migliore né peggiore ma differente.

Qui sta la vera difficoltà per me, per un tester che cerca di decifrare un componente sul quale non ha esperienze precedenti a cui attingere.

I pedali Magped sono piuttosto recenti, mica come gli Spd di cui proprio quest’anno celebriamo il trentennale. E che uso da oltre 20 anni.

Provo allora a districarmi tra le mille domande che anche io, come voi, mi sono posto.

Sono pedali di qualità oltre la media, il prezzo di acquisto è del tutto giustificato. Non solo per la loro unicità ma anzitutto perché struttura, asse, cuscinetti, lavorazione sono tutti nella categoria top. 

Sono efficacissimi nel trasmettere l’energia della pedalata.

In ambito turistico li ho trovati assai prestanti. Compensano e bene, grazie alla loro rigidità, l’uso di scarpe poco toniche, dalla suola più morbida per capirci.

La facilità di disimpegno tra scarpa e pedale si rivela provvidenziale viaggiando a bici carica, dove conta poter scollegare immediatamente.

E visto che è possibile la pedalata rotonda senza problemi, direi che li posso promuovere.

In città sono perfetti.

Nel traffico conta ancor più che in fuoristrada e in viaggio poter subito metere il piede a terra e, una volta assimilato il movimento (almeno noi vecchietti abituati alla rotazione del tallone con la tacchetta a far da fulcro) tutto si svolge in un battito di ciglia.

In fuoristrada hai doppia possibilità: magnete quando vuoi e puoi sfruttare i vantaggi della pedalata con scarpa solidale al pedale; e lato flat quando per un qualunque motivo, che sia il passaggio difficile o la discesa su cui non ti senti sicuro, potendo contare su una superficie ampia, pin che bloccano bene e controllo assoluto della bici.

Ma ancora non ho risposto alla domanda iniziale.

Si, ho detto differente, ma non basta, non vi toglie i dubbi, lo so.

Bene, posso dire che è molto più di un pedale solo flat perchè, lapalissiano, la possibilità di sfruttare il magnete lo pone nel novero dei pedali con aggancio.

Posso dire che non è meno di un pedale Spd ma devo nuovamente dirvi che è differente, spiegando però perchè.

La tenuta non è la stessa di una tacchetta, seppure si avvicina moltissimo.

Più che la trazione, di fatto sempre garantita, è quella perdita di presa nella traslazione laterale che lo rende diverso.

Di fatto è adatto a qualunque biker non agonista, nel senso che solo in gara potresti aver problemi. Ma resta comunque la possibilità di perdere la presa in Mtb, e questo va tenuto presente.

E sarebbe un limite solo se Magped indicasse questi pedali per uso agonistico. Cosa che non fa, con correttezza.

Ecco, è qui il vero punto di forza e ciò che li rende diversi.

Di fatto questo pedale si rivolge a chi cerca i vantaggi della pedalata agganciati senza però dover pagare i limiti di questa.

Ora, onestamente, alzi la mano chi al suo primo approccio coi pedali a tacchette non è caduto da fermo o provato almeno un certo timore. Appunto…

C’è poi da considerare un altro fattore importante: io ho selezionato gli Ultra, indicati per turismo/urban, gravel e in misura minore gravity. Non indicati per uso stradale sportivo.

L’ho fatto perché ho chiesto all’azienda anche i Road, pedale solo stradale da usare con scarpa tre fori.

Però a catalogo Magped ci sono anche altri modelli, e infatti nel caso di indisponibilità dei Road avrei dirottato in test unico provando solo il modello Sport, il più poliedrico (ed economico all’acquisto) tra i differenti modelli proposti. Qundi c’è scelta.

Perché poi, alla fine, è la tecnologia di attacco che ci interessa.

Una tecnologia che all’atto pratico si è rivelata ottima, ben fatta, efficace.

Non ponendosi in diretta concorrenza con un pedale Spd, non magnificando cioè qualità che non ha, Magped non ha svicolato.

Semplicemente ha scelto una strada diversa, proponendo una validissima alternativa a chi con le tacchette e gli agganci non va d’accordo.

L’assenza della precisa regolazione di una tacchetta va posta su ambo i piatti della bilancia, altrimenti si richia di falsare il giudizio finale.

Se da un lato è vero che la posizione di una tacchetta Spd permette precisione assoluta, dall’altro è vero che la libertà di posizione e movimento offerta dalla soluzione magnetica ha i suoi pregi e può, potenzialmente, interessare platea più vasta di chi ha semplicemente timore dell’attacco.

Nulla vale più dei segnali del nostro corpo per ottenere la giusta posizione in sella. Poterla variare, assecondando piedi e ginocchia, non va trascurato, anzi. Certo, serve saperli interpretare questi segnali, ma uso ed esperienza provvedono se si ha la volontà di ascoltare.

In uso amatoriale, che poi è il nostro, devo dire che non ho trovato limiti evidenti; un diverso approccio e differente tecnica di sgancio, questo si. Tecnica che io, abituato allo sgancio meccanico, ho impiegato più tempo a far mia perché avevo da contrastare anni di abitudine.

Così ho chiesto aiuto a un ciclista che pedala sempre con pedali flat, un amico che usa la bici essenzialmente per andare al lavoro, come mezzo di trasporto. Non un appasionato, è vero: ma per me aveva il vantaggio indiscutibile di non dover pagare dazio all’abitudine.

Tempo un minuto ha preso confidenza con la tecnica di disimpegno; tempo quindici minuti ha deciso l’acquisto.

Insomma, a me serviva capire se ero io a faticare nei primi giorni col movimento di sgancio o era effettivamente un limite oggettivo. Posso dire che era limite mio, perchè poi, dopo aver visto la naturalezza del mio amico costretto ad aiutarmi, mi sono messo d’impegno e fatta mia la traslazione laterale, senza commettere l’errore di usare la zona di attacco quale fulcro.

Vi dico la verità: questi Ultra si pongono seriamente candidati a sostuire i doppia funzione classici per i mie test, almeno finché potrò tenerli con me ché li ho da febbraio e arrivo solo ora online, altro che inizio aprile come avevo programmato. Ma sappiamo tutti quello che stiamo vivendo, abbiamo vissuto e anche le botte che ho preso, già che mi sia tornata voglia di impegnarmi col blog e coi test è un mezzo miracolo.

L’ultima difficoltà è indicare le categorie di ciclisti che potrebbero far propri i pedali Magped, questi Ultra o un modello diverso.

Qui è davvero difficile, perché essendo un prodotto alternativo più che a una categoria di ciclisti stilata per specialità devo pensare a categoria di ciclisti elaborata sull’esigenza.

Bene, credo di poter consigliare tranquillamente i Magped ai ciclisti che, anche se abituati alle tacchette, preferiscono una soluzione molto semplice e immediata di sgancio, vogliono godere una certa libertà nel posizionare il piede, vogliono eccellenza pedalando sganciati, non vogliono rinunciare alla trazione, alla pedalata rotonda cioè, e non amano la sporgenza delle tacchette una volta scesi di sella.

Chi si riconosce in un ciclista così, non resterà deluso.

E non li vedo come pedali rivolto solo ai neofiti, a chi ha paura dell’aggancio meccanico.

Perché all’atto pratico coprono tranquillamente le esigenze di noi pedalatori appassionati ma non agonisti. Per quanto riguarda il sistema di attacco. Per la qualità costruttiva, beh, pochi i pedali sul mercato costruiti con tanta cura. Un asse così performante l’ho incontrato solo su pedali stradali di altissima gamma. Lo stesso per il corpo pedale.

Io mi sono dannato, letteralmente, per questo test; ancor più complicato quello del modello stradale Road che leggeremo penso a breve, perché lì l’uso è più specifico e da un pedale stradale chiediamo prestazioni differenti rispetto a questi Magped Ultra. E senza alcun riferimento vista l’unicità dei Road, senza cioè poter attingere a maturate esperienze posso garantirvi che è un lavoraccio.

Però sono contento.

Ero curioso ma lo sono sempre; credo che aver scelto di affrontare a modo mio questo test sia stata una bella sfida anche per me, che mi sono dovuto riparametrare in tanti aspetti.

E credo di esserne alla fine venuto a capo, dando risposta alle domande che, vedendoli, vi sarete posti.

Se poi facciano o meno al caso vostro questo solo voi potete saperlo.

L’importante è l’essere riuscito a mettervi in condizione di scoprirlo, che è il motivo alla base di ogni mio test: informarvi al meglio che posso.

Vi lascio i link.

Sito Magped

Shop ufficiale Magped

Catadiottri per Magped Ultra

Buone pedalate  

COMMENTS

  • Paolo Mori

    Ciao Fabio, ho ancora un paio di domande. Non che al momento abbia in programma di comprare altri pedali, ma non si sa mai…
    Comunque: se ho capito bene, il piede può muoversi avanti/indietro e ruotare sul magnete, ma regolazioni laterali non sono possibili in nessun modo, giusto?
    Secondo: hai avuto modo di provare come si comportano il magnete e pedale in condizioni sub-ottimali (bagnato, ricoperto di fango) e ti sei fatto un’idea se richiede manutenzione/pulizia costante intorno al magnete? Sul sito riportano ovviamente “nessun problema, mai”, ma volevo sapere se hai qualcosa da aggiungere di un po’ più sfumato…

    • Elessarbicycle

      Ciao Paolo, non ho fatto cenno nel test ad acqua e fango semplicemente perché non influiscono sulla funzionalità.
      Non c’è meccanismo che possa bloccarsi con lo sporco, se qualcosa si deposita scivola via appeni li usi e l’acqua non altera la funzionalità del magnete.
      Stesso discorso con la piastra, che è liscia e lunga e manco lì si deposita/accumula.

      Fabio

      • Paolo Mori

        Quindi sostanzialmente sporco/fango non riescono ad accumularsi. Buono a sapersi 🙂

        • Elessarbicycle

          Beh si, non essendoci il meccanismo spd ma questi cilindretti piani gli mancano gli interstizi dove restare. E lo stesso con la tacchetta.
          Poi ovvio, se lo poggi nel fango qullo si impasta, ma al momento di agganciare lo toglio via stesso al momento di innesto.
          Però non è pedale agonistico…

          Fabio

  • Ciao Fabio, prima di tutto complimenti per i tuoi articoli sempre, tutti molto dettagliati
    Sono da poco approdato nel mondo delle bici, costretto dall’ortopedico.
    Mi sto accorgendo di avere necessità di una maggiore aderenza piede-pedale, così impaurito dalgi spd sto guardando appunto questi pedali magnetici.
    Ho una trek checkpoint al3 , vado sopratutto in strada e qualche sterrato diciamo 80/20, ho visto che hai provato il modello ultra, tu pensi che il modello sport possa andare bene, dico questo sia per motivi di spesa che di adattabilità nel caso non dovessi trovarmi a mio agio, ti ringrazio per l’attenzione.

    • Elessarbicycle

      Ciao Francesco, coi test tendi a scegliere le configurazioni al vertice ma è regola che non sempre seguo, anzi. Ho gran simpatia per quello che gli altri snobbano, convinto che i ciclisti si perdono molto inseguendo le mode.
      Nel caso dei pedali magnetici ho preferito andare sui top ma se anche gli sport mantengono la stessa qualità (seppure con qualche raffinatezza in meno per contenere i costi) direi che ci siamo.
      Se, come mi sembra intuire, non fai alcun uso di pedali ad aggancio troverai i magnetici di facile utilizzo. Perché non hai assimilato ilmovimento di sgancio Spd, parti con terreno vergine ed è meglio.
      Importante la scelta della scarpa, una suola troppo “aggressiva” rende questi pedali inutilizzabili se non pericolosi.
      E valuta la selezione del magnete.

      Bella scelta la Checkpoint, con poche differenze è quella che ho provato io mantandola col GRX e mi ha dato e sta dando grandi soddisfazioni. In barba alla leggenda dell’alluminio scarso…

  • Bene, ero quasi convinto e ora lo sono di più, per le scarpe ho le scott crus-r boa 2019, non sono prorprio piatte come suola ma credo possano andare, almeno da quanto vedo sul sito magped.
    Non mi resta che ringraziarti e continuare a seguirti sul blog veramente illuminante.

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