[News] SPD: Shimano reinventa se stessa…

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…e tanto altro. Già, perché come abitudine della casa giapponese le novità non arrivano mai una alla volta.

Oggi sono tre: nuove tacchette SPD, nuovi pedali gravity, nuove scarpe da gravel.

Parto dalle nuove tacchette due fori SPD, una innovazione che mi intriga ben più delle altre.

Compatibili con tutte le scarpe e i pedali fin qui prodotti, quindi non serve rinnovare l’attrezzatura, hanno molteplici angoli/posizioni di aggancio e sgancio.

Cosa significa? Provo a spiegare.

Le tacchette SPD SH51, quelle più usate, hanno una posizione di aggancio e sgancio unico, ossia un movimento da eseguire a seconda delle intenzioni: ingresso punta con piede parallelo alla bici, sgancio con rotazione verso l’esterno del tallone.

Da anni, solitamente come proposta aftermarket – ma anche in dotazione con alcuni pedali doppia funzione della casa – ci sono le SH56, che sempre vanno inserite di punta ma offrono tre angoli di sgancio, sempre però con movimento del tallone.

Dopo 30 anni dall’introduzione dello standard SPD, Shimano rivoluziona proprio la sua tacchetta, il suo sistema dovrei dire, che è divenuto sinonimo di pedale da off-road.

E lo fa con le nuove tacchette CL-MT001.

Come vedete all’apparenza son sempre loro. Per fortuna devo dire, significa appunto piena compatibilità con tutte le scarpe e i pedali attualmente in commercio.

Ma offrono molteplici possibilità di aggancio/sgancio:

di punta, come fatto fino ad oggi;

prima tallone e poi punta;

semplicemente premendo dall’alto, schiacciando il piede sul pedale diciamo così.

Questo video originale enfatizza i movimenti possibili.

 

Ok, a molti sembrerà poca cosa, in un mondo di innovazioni sempre più tecnologiche ed eclatanti, con l’elettronica divenuta regina, i materiali sempre più lussuosi e sofisticati, la spasmodica ricerca del watt in più, arrivo io e mi esalto per queste tacchette.

Va bene, però se la ritengo una delle innovazioni migliori degli ultimi tempi, ho le mie ragioni. Ve le racconto, poi lascio a voi giudicarmi.

Da sempre sostengo l’importanza del connubio scarpa-pedale, non solo per la migliore trasmissione dell’energia ma anche per il pieno controllo della bici. Pensiamo, per esempio, alla pressione esercitata in discesa per tenere la bici carica in traiettoria.

Da sempre sostengo che oltre una certa distanza è bene pedalare agganciati, anche se è solo per diporto, perché questo evita l’insorgere di infiammazioni e/o danni alle articolazioni, ginocchia in primis.

Da sempre sostengo che non si deve aver timore, per i nuovi pedalatori, dello stare agganciati. Poi certo, pure io alcuni passaggi in off road li eseguo sganciato, mi serve il piede a terra, ma sono momenti residuali. Il fatto che mi vedete spesso nei test con pedali doppia funzione è per questioni pratiche, durante le recensioni mi capita di uscire in abiti civili per alcune verifiche o mi trovo in situazioni dove mi serve sfruttare il lato flat. Ma nulla c’entra con la pedalata in sé, è solo mia logistica.

Da sempre provo a invogliare i nuovi pedalatori a usare pedali ad attacco, SPD anche sulla stradale all’inizio, se serve a vincere il timore.

Ora con queste premesse, secondo voi come dovrei accogliere un sistema che come metti metti il piede lo agganci? E lo sganci con la stessa facilità? Vabbè, non è proprio come “metti metti” però passatemela.

Questo per i nuovi, che potrebbero così vincere definitivamente ogni timore.

E i ciclisti più scafati? Hai voglia, c’è ne sta pure per loro.

Passando da un estremo all’altro del nostro mondo a pedali, pensiamo all’agonista.

Il cambio bici in una gara di ciclocross? Salti in sella alla bersagliera, non alla Fantozzi però, e zacchete che sei agganciato.

Il biker che in fuoristrada deve mollare un attimo il pedale, zampata e poi riprendere? Una frazione di secondo, senza possibilità di sbagliare. 

Il gravellista (oddio, come è brutta questa parola…) che si trova la difficoltà imprevista, in gara deve scendere e risalire e così via? Un puff.

Adesso siete d’accordo con me che è proprio una bella innovazione? Migliora la nostra pedalata, l’esperienza della pedalata come dicono quelli bravi.

E tutto ciò che rende la nostra uscita migliore, beh, mi trova e mi troverà sempre favorevole.

Anzi, sapete bene che la ricerca di tutto ciò che ci rende felici sui pedali è alla base di questo blog.

Però c’è il però: fin qui, per me, è tutto sulla carta.

Non che dubiti, ci mancherebbe, stiamo parlando di Shimano, non ne sbagliano una. Anzi una si, un modello di cantilever molti anni fa, ma da che ho memoria, quei freni restano l’unico componente che non mi ha soddisfatto.

Comunque la prova sul campo è necessaria, quindi appena disponibili le proverò, mettendole a confronto con le SH51, magari pure le SH56, e così potremo stilare il giudizio finale.

Andiamo avanti, altra novità molto interessante: la scarpa da gravel RX910 S-Phyre.

Progettata da zero con il contributo degli atleti professionisti Shimano, la RX910 offre un trasferimento di potenza da calzatura stradale, capacità fuoristrada e comfort per tutto il giorno.

Le gare Gravel sono intrinsecamente contraddittorie: i ciclisti hanno bisogno di un trasferimento di potenza efficiente per lunghi tratti di pedalata ma anche di trazione in fuoristrada per affrontare il fango, i guadi e i terreni tecnici. Le nuove scarpe Shimano S-PHYRE RX910 risolvono questa contraddizione offrendo trasferimento di potenza senza pari, stabilità nella camminata e comfort di pedalata per tutto il giorno con un design compatto e performante.

Certo, anche qui servirebbe provare, però mi affido alle parole di Pete Statina, atleta che ha collaborato allo sviluppo delle RX910: “Certo, puoi cavartela con scarpe da strada o MTB per le gare Gravel,” dice Pete Stetina, ciclista professionista gravel Shimano che ha collaborato allo sviluppo delle RX910. Ma per ottimizzare le prestazioni nel Gravel serve una scarpa leggera e rigida, con una superficie di contatto solida per un trasferimento di potenza costante, oltre alla capacità di affrontare tratti a piedi e situazioni fangose.”

Se lo dice lui, per quanto io sia notoriamente presuntuoso, non mi metto certo a cavillare. Comunque se mamma Shimano sentisse l’esigenza del mio parere, io le provo eh, mica mi tiro indietro… ehehehehehehe

Ma la cosa bella di queste Shimano RX910 è che non sono un compromesso tra strada e fuoristrada, come sempre (o quasi) con le calzature gravel: sono pensate proprio per il gravel, tecnico ok, ma pur sempre gravel. E non è detto non possa far comodo anche ai plinti come me.

Al centro dell’innovazione delle Shimano RX910 c’è il nuovo sistema Pontoon Cleat. Questa tecnologia include una coppia di blocchi di contatto in TPU modulari e sostituibili che migliorano notevolmente il punto di contatto tra scarpa e pedale, ottimizzando il trasferimento di potenza. Il sistema offre un’interfaccia di pedalata simile a quella delle scarpe da strada, pur mantenendo la compatibilità SPD e la piena funzionalità in fuoristrada.

Racconta ancora Statina: “Per me, il sistema Pontoon Cleat è l’aspetto più entusiasmante di questa scarpa. Ora hai la stabilità e il trasferimento di potenza tipici delle calzature da strada, con tutti i vantaggi off-road come la resistenza al fango e l’aggancio rapido del sistema SPD.”

A differenza dei tradizionali blocchi di contatto montati sulla suola, i pontoni delle RX910 fanno parte dell’interfaccia della tacchetta stessa. Questo significa che si muovono insieme alla posizione della tacchetta — verticalmente o lateralmente — garantendo supporto e efficienza costanti, indipendentemente da come sono configurate le tacchette. Inoltre, i pontoni sono sostituibili, permettendo ai ciclisti di iniziare ogni gara con un’interfaccia scarpa-pedale perfetta.

Si, serve provarle, ho deciso! Numero 43, possibilmente le verdine (deep sea), si intonano meglio al mio outfit gravel…

Ops, dimenticavo: ecco le caratteristiche principali.

Peso: 304 grammi (taglia 43)

Colori disponibili: Nero, Bianco, Blu, Deep Sea

Rigidità: 12

Taglie standard: 38–48

Mezze misure: 41.5–46.5

Taglie larghe: 40–48

Prezzo consigliato: €399.99 EUR   

Non proprio regalate ma parliamo di tanta roba…

Infine la terza novità di oggi: i pedali XTR-PD9220.

Sigla che come ben sanno i ciclisti indica il vertice di gamma, seppure sia classificazione che non amo, ogni prodotto ha il suo perché e la sua destinazione. Se funziona bene nel suo ambito, se rispetta quello che per cui è pensato, allora per me è al top.

Ma lasciamo da parte le mie fisime e guardiamo il pedale.

Il pedale Shimano PD-M9220 è stato progettato per affrontare i sentieri più impegnativi e per i rider più aggressivi. Realizzato con un focus sulla durabilità e sul controllo del ciclista, il PD-M9220 è il pedale ideale per chi pretende il massimo dalla propria attrezzatura quando spinge al limite sui trail.

Garantiti estremamente resistenti, utilizzano un’ampia area di contatto che migliora l’efficienza della pedalata, assicurando che nessuna potenza venga sprecata durante le salite. In discesa, la piattaforma rialzata e allargata, combinata con quattro pin di trazione regolabili, aumenta la stabilità, la sicurezza e il controllo del ciclista, soprattutto quando non è agganciato.

Una robusta gabbia esterna protegge il meccanismo di aggancio del pedale da urti con rocce e altri ostacoli del trail, mentre un design migliorato delle guarnizioni garantisce che questi pedali, pensati per l’enduro, restino fluidi, precisi e privi di gioco stagione dopo stagione.

Caratteristiche principali.

Attacco SPD su entrambi i lati

Ampia area di contatto per una maggiore efficienza nella pedalata

Piattaforma rialzata per un controllo superiore

Quattro pin di trazione regolabili per mantenere il piede stabile anche quando non si è agganciati

Robusta gabbia esterna che protegge il meccanismo di aggancio da urti con rocce

Design migliorato delle guarnizioni per una durabilità a lungo termine

Una evoluzione quindi di un già ottimo pedale, mi è capitato di usarlo (ma non c’è test, era uso personale – che poi detto così suona equivoco – durante altri test, in un momento in cui ero a corto di pedali per le troppe bici), quindi anche qui non ho motivo di dubitare della bontà delle dichiarazioni ufficiali.

Ultima notazione. Di solito riverso anche in video queste notizie, soprattutto se come in questo caso ritengo ci sia qualcosa di importante, che per me si è capito sono le nuove tacchette SPD. 

Il video ora non c’è, arriverà spero domani o dopodomani, sono rientrato l’altro giorno alla “sede centrale” per lavoro e con l’occasione ho anche girato il video dello stem Redshift; però ho dimenticato lì i microfoni e tanto altro che dovevo portare qui al campo base estivo e che mi servirà nei prossimi giorni. Comunque ho chiesto di portarmeli, senza loro l’audio è davvero basso, quindi un poco di pazienza.

EDIT: ecco il video, questo il link diretto, oppure miniatura in basso.

Buone pedalate.

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