Mozzo posteriore White Industries MI5, manutenzione e sostituzione corpetto ruota libera

Manutenzione corpetto ruota libera e/o sostituzione

Tempo di lettura: 4 minuti

Manutenzione corpetto ruota libera e/o sostituzione

Quanta manutenzione richiede un corpetto ruota libera? Poca ma di vitale importanza: la lubrificazione dei cani, pawl in inglese, ossia i dentini che sotto la spinta di una molla permettono la rotazione libera in un senso e la impediscono in quello opposto.

Una immagine prelevata da Wikipedia chiarisce il concetto. Non raffigura una ruota libera da bici ma il meccanismo è identico.

Sui mozzi da bici i produttori non usano tutti la stessa soluzione ma tutti la medesima tecnologia. C’è chi preferisce le molle elicoidali, chi le bandelle, chi usa tre cani e chi una infinità: però lo schema è sempre quello, altrimenti avremo una bici a scatto fisso.

Sono parti in movimento e quindi necessitano di lubrificazione.

Le molle esercitano una pressione modesta per aprire i cani e quindi tutto il meccanismo necessita di lubrificazione fluida. Significa che il grasso troppo denso è bandito. Al massimo si può dare una spalmata sulla pista dentata interna al mozzo, soprattutto chi non ama il ronzio troppo insistente.

Per i cani si usa olio; denso, molto denso, ma che sia olio.

Bene, ora che abbiamo una veloce infarinatura di come funziona un corpetto ruota libera possiamo iniziare a occuparci del nostro White Industries MI5.

Ce lo giriamo tra le mani, lo guardiamo da un lato e dall’altro e riconosciamo che è bello (anche quando è sporco…) ma troviamo solo superfici lisce: nessun ingaggio per attrezzi.

Il che è buona notizia perché significa non dobbiamo svenarci in estrattori e chiavi specifiche. Ma al tempo stesso potrebbe indurci in errore, facendoci ritenere che gli elementi siano uniti solo per interferenza: basta tirare e vengono via? No, e se forziamo, rompiamo.

Ci sono tre piccole brugole da allentare, celate alla vista. Se non lo sai, non lo intuisci. La pulizia della linea ne guadagna (non come alcuni mozzi che la espongono) ma effettivamente sono nascoste bene. E’ c’è un solo foro per inserire la chiave.

E’ sul lato sinistro, quello opposto al corpetto per capirci: nella immagine in basso l’ho cerchiato in rosso.

Infiliamo una chiave a brugola da 2mm e allentiamo.

Non è necessario rimuoverla del tutto, basta svitare di qualche giro.

Sempre lasciando la chiave a brugola nel foro, ruotiamo il cappuccio: raggiunta la brugola successiva la ingaggerà immediatamente. E così anche per la terza.

Ecco in basso l’anello di fermo con le sue brugole, che vi mostro adesso anche se per poterlo rimuovere dobbiamo prima sfilare il cappuccio. Ma voglio soddisfare subito la vostra curiosità 😀

Allentate le piccole e nascoste brugole dobbiamo tirar via il cappuccio dell’asse.

Osservando in dettaglio possiamo notare che l’interno del foro di alloggiamento del QR è filettato. Perché?

Perché lì avviteremo una vite M6, che funzionerà da efficace “maniglia” per estrarlo con facilità.

Vi assicuro che seppure inserito per interferenza e con la brugola di fermo ormai libera, l’accoppiamento è tenace e a mano non viene via agevolmente. In alternativa si potrebbe usare una pinza, ma significherebbe segnare irrimediabilmente l’alluminio: vale la pena? No, soprattutto se tutto quello che serve è una semplice vite.

E infatti grazie a lei il nostro cappuccio è rimosso.

Tolto il cappuccio ci avviciniamo alla meta, non la raggiungiamo: prossimo passo, rimuovere l’asse interno.

Come si fa? Semplice, servono un martello in gomma e un elemento di spinta. Che nel nostro caso è una comune bussola da 10.

Un paio di colpi decisi ma non violenti e siamo a posto.

L’asse lascerà la propria sede, portando con sé il nostro corpetto.

Due brevi notazioni prima di proseguire.

Ho indicato la bussola da 10 perché sono attrezzi a misura standard. Ossia la circonferenza esterna, quella che a noi interessa, è sempre uguale. Nel caso, raro ma possibile, si possegga una attrezzatura diversa (alcune cassette tutto compreso di bassa qualità) vi serve una bussola a diametro esterno di 14 mm.

Ho suggerito il martello in gomma perché è materiale che “assorbe” il colpo, diluisce se così vogliamo dire. Uno in ferro sferrerebbe con troppa decisione e siccome la bussola, per quanto a misura, potrebbe non essere perfettamente ortogonale all’asse, la possibilità di danneggiarlo è da prendere in considerazione.

Proseguiamo.

Sull’asse lato corpetto c’è un altro cappuccio. Che ci lascia indifferenti perché noi sfileremo dall’altro lato, andando a ritroso.

Se oppone resistenza qualche sapiente colpo col nostro martello in gomma (che ci torna nuovamente utile ed è attrezzo che mai deve mancare a chi lavora su una bici) dal lato opposto al corpetto, ossia quello dove prima c’era il cappuccio che abbiamo sfilato, lo indurrà a miti consigli. Avevo la foto, per un mio errore in postproduzione l’ho danneggiata irrimediabilmente. Sorry.

Comunque rimedio riciclando altra immagine: la freccia indica dove battere col martello mentre con l’altra mano impugniamo il corpetto.

Sfilato il corpetto dall’asse possiamo procedere con la pulizia. Io qui ho trovato grasso impastato, non messo da me. E non ho trovato la rondella che solitamente è a battuta sul cuscinetto del corpetto. Le ruote non sono mie; io le raggiai ma questa è la prima volta che apro questi mozzi. Devo ricordarmi di chiedere al proprietario se qualcuno ci ha messo le mani…

Ed eccolo pulito, coi cani e le molle in sede.

Non resta che lasciar cadere qualche goccia di olio molto denso e attendere che penetri nelle sedi dei cani.

I più attenti avranno notato che nelle immagini sopra sto lubrificando i cani di un corpetto XD. Giusto, è perché ho ricavato questo articolo durante appunto la sostituzione del corpetto; e poiché malgrado il prezzo scandalosamente alto non sono stati forniti i cani col nuovo corpetto, ho eseguito il trasbordo.

Per le molle non è necessario lubrificare. Volendo si può dare un velo di grasso nelle loro sedi, rimuovendole prima, con funzione protettiva e antissoidazione.

Chi non ha voglia di attendere che l’olio penetri o, come nel mio caso e per il motivo appena raccontato, vuole o deve rimuovere i cani PRESTASSE MASSIMA ATTENZIONE AL VERSO DI MONTAGGIO!

Non ricordo il mittente e nemmeno quando esattamente, mi sembra lo scorso inverno, ma mi arrivò una mail con la foto di un cane (due? Nemmeno questo ricordo con esattezza) spezzato. Era stato rimontato al contrario.

Mi ero ripromesso di salvare la foto prima di cancellare la mail (cancello sempre dopo aver risposto, unico modo per non saltare nessuno di voi…) e invece non l’ho fatto.

Se il proprietario di quel mozzo è all’ascolto e avesse conservato l’immagine, sarebbe utile pubblicarla.

In ogni caso per evitare sbadataggini in fase di rimontaggio eccovi la foto con l’esatto verso.

L’estremità libera presenta una precisa lavorazione.

Il lato con lo spigolo (leggermente smussato) deve essere guardare all’esterno: è lui che bloccherà la rotazione entrando in contatto con le scanalature interne al mozzo.

Il lato con il piccolo taglio a fetta di salame dovrà guardare verso l’interno.

Non è possibile invece invertire gli alloggiamenti, cioè montare la molla nella sede del cane o viceversa.

A una prima occhiata le sedi sembrano identiche; nella realtà hanno diverso dimensionamento, per cui è impossibile sbagliare.

Però nella fretta si potrebbe sbagliare il verso di montaggio della molla: quello in basso è giusto.

Ora non resta che rimontare.

Da qui in avanti proseguiremo con il corpetto XD; perché, come ho detto, questo articolo è nato (le foto in realtà, credo le feci la scorsa primavera) in occasione del passaggio a trasmissione 1x.

Passo prima i cani da uno all’altro.

Lubrifico.

E rimonto, sempre infilando il corpetto sull’asse dal suo lato opposto.

Non è necessario battere, entra con facilità. Una oliata all’asse lo fa scivolare meglio. Olio, non grasso che sarebbe rimosso a causa del montaggio per interferenza con gioco davvero minimo.

Adesso è tutto facile, basta eseguire a ritroso le operazioni di smontaggio.

Infilato nuovamente l’insieme asse/corpetto nel mozzo, montiamo la ghiera con le brugole e il cappuccio, infiliamo la chiave a brugola da 2mm nel foro e fissiamo il tutto.

Mio personale consiglio: non mandiamo subito a battuta una brugola per poi passare alla successiva. Avvitiamo ognuna poco alla volta, si centrano meglio.

Ultime righe dedicate ai cuscinetti.

Non necessitano manutenzione, sono di eccelsa qualità.

Sia quelli del mozzo che quello del corpetto vanno estratti con un normale estrattore per cuscinetti, meglio se del tipo a spinta.

L’inserimento va eseguito con una normale pressa con elementi a misura; o battendo con bussola da 20, che ha diametro esterno da 24mm.

Ma, francamente, sono eterni o quasi. E’ probabile che la bici cada a pezzi prima che sia necessario sostituirli. A meno di danni causati da fattori esterni, per esempio un errore nella pulizia che rovina le protezione aprendo la strada a sporco e polvere.

Non posso qui mostrarvi come operare perché i mozzi non sono miei; rimuovere i cuscinetti è operazione da fare solo se poi saranno sostituiti con altri nuovi. Rimontare gli stessi significa compromettere la funzionalità. E poiché questi girano una meraviglia, o acquistavo i cuscinetti nuovi e scattavo le foto della procedura o attenderò quando e se il proprietario avrà necessità di cambiarli.

La lubrificazione del meccanismo corpetto è invece operazione da eseguire spesso, una volta l’anno su bassi chilometraggi; anche due in caso di pioggia frequente e distanze elevate. E questa adesso sapete come si fa.

Buone pedalate

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
Se l’articolo che stai leggendo ti piace, condividilo sui tuoi social usando i pulsanti in basso. E’ facile e aiuti il blog a crescere.

Commenta anche tu!