Montare freni GRX e leve freno supplementari BL-RX812

Installazione delle leve supplementari RX812

Tempo di lettura: 6 minuti

Installazione delle leve supplementari RX812

Durante il montaggio del gruppo Shimano GRX mi sono trovato a un bivio con queste leve: montarle subito o in un secondo momento?

Perché questa domanda? Per alcuni motivi. Non sapevo se era meglio fare tutto subito o replicare il più possibile “l’esperienza cliente”, visto che son leve che possono funzionare anche con altri comandi strada della casa nipponica e quindi ci sta che un ciclista le monti dopo, magari su gruppo diverso che già possiede.

E’ la mia prima volta con questi comandi, non avevo riferimenti su come mi sarei trovato e che inclinazione dargli; e poiché sono idraulici, ogni modifica significa cambiare tubi, spine e olive, tutta roba non proprio regalata (e sapete mi secca star lì a chiedere materiale alle aziende ogni due e tre) e nemmeno facile da trovare dalle mie parti, obbligandomi all’acquisto online con aggravio della spedizione.

Volevo prima capire i comandi principali GRX, senza distrazioni. E visto che la loro collocazione influenza, giocoforza, anche quella delle leve supplementari (almeno per determinare la giusta lunghezza tubo da leva principale a secondaria) ho pensato fosse meglio prima impratichirmi coi comandi principali.

Voi state leggendo ora ma sapete che la messa online di un articolo è sempre (di molto…) posticipata rispetto alla sua stesura. La bici è in strada e fuoristrada da prima di Natale, alla data di questa pubblicazione dovrei essere vicinissimo alla chiusura dei test. Spero.

Ma basta perdermi in chiacchiere, montiamo le leve.

Anzi no, prima c’è da svolgere il nastro manubrio.

Che sapevo già avrei dovuto rimuovere, quindi ho evitato di sfruttare l’adesivo posto sul retro, lasciando alle spire ben tese il compito di tenerlo in posizione. E’ un Brooks in cuoio, lo permette senza difficoltà.

Se avete nastro normale, di buona fattura e volete evitare di sostituirlo, usate un comune phon. Scaldando bene e svolgendo con delicatezza non si rovinerà e potrete riutilizzarlo.

Liberiamo tubi e guaine dal nastro adesivo che usiamo per tenerle in posizione.

Ora posizioniamo le leve sul manubrio.

Hanno collarino per diametro da 31,8; è collarino leggermente apribile ed elastico, quindi non serve rimuovere le leve principali. Però evitiamo di forzare.

Stringiamo senza eccedere, l’importante è che l’unghia di fermo sia a battuta.

Cosa intendo per unghia di fermo?

E’ questa sporgenza sagomata che nella foto in basso si trova a sinistra del collarino. Impatta sulla piega, ripartisce la tensione e impedisce la rotazione della leva.

Questo impone una verifica prima del montaggio; meglio se prima dell’acquisto.

Sul punto il disegno delle istruzioni ufficiali è fuorviante, sembra che a dover avere diametro di 31,8 mm sia una zona pari alla lunghezza complessiva della leva.

No, a partire dal bordo esterno del collarino e sino al bordo esterno dell’unghia di fermo dobbiamo avere una zona libera a diametro costante di 31,8 mm.

Meglio non misurare dal limite dell’attacco manubrio; alcuni, come il Redshift Shockstop che sto usando, hanno piastrina corposa. E poi serve collocare le leve in modo ci sia luce sia per agire sul frontalino dell’attacco manubrio che spazio per il passaggio e innesto tubi idraulici sotto.

Le immagini appena viste le ho scattate prima di montare la bici, vi ho detto nell’articolo sulle regolazioni di cambio e deragliatore che mi ero tenuto largo con le guaine proprio per questo; e che le avevo messe su per regolarmi e non trovarmi a mal partito dopo.

Ora invece ci sono tubi e guaine installate.

E diventa quindi necessario fare qualche prova, collocando le leve in modo che rispettino i requisiti detti prima; ma anche che siano in corretta posizione di azionamento per le nostre mani e il nostro assetto in sella.

Ma più di tutto è fondamentale ci sia spazio per l’innesto dei tubi, che andranno lì dove ora vedete i tappi neri.

Vale la pena perdere qualche minuto in questa fase e assicurarsi, al di là di ogni ragionevole dubbio come direbbe una Corte anglosassone, che la posizione sia corretta. Perché questa determina la lunghezza del tubo idraulico che collega leva principale alla secondaria.

Operazione che ho deciso di compiere per prima. Dopo varie prove sul campo, chiamiamole così, ho preferito seguire una sequenza dei lavori che si discosta da quella delle istruzioni ufficiali.

Le operazioni sono le stesse, ovvio; cambia il momento in cui eseguirle. Una scelta dettata da alcune considerazioni.

La principale è che se uno cerca istruzioni è perché un lavoro non l’ha mai fatto, quindi meglio indicare una via semplice. La subordinata è che stiamo lavorando ad impianto primario già montato, con olio all’interno: meno tempo resta “aperto”, meglio è.

Quindi dedichiamoci a una operazione preliminare.

Nella confezione originale sono compresi due spezzoni di tubo idraulico SM-BH90, quattro bulloni di giunzione, quattro cappucci in gomma e la dotazione di spine e olive, tre kit per ogni lato.

E’ giusto: due spine e olive serviranno per il collegamento tra le leve, una spina e una oliva per la parte di tubo che parte dalla pinza e si innesta nella leva supplementare.

In più, ovviamente, abbiamo due dadi di giunzione per ogni leva. Non tre, per l’innesto alla leva principale riutilizzeremo quello suo.   

I cappucci in gomma (del tutto simili a quelli di tanti impianti Mtb della casa ma più corti) rendono la finitura pulita.

Il tubo in dotazione è ben più lungo del necessario; quindi possiamo tranquillamente prendere un riferimento sfruttando la testa del bullone di giunzione alla leva principale e aggiungere i classici 21 mm.

Fissiamo temporaneamente con del nastro, possibilmente con una certa precisione. Non maniacale ma nemmeno alla carlona.

Facciamo percorrere al nostro pezzo di tubo il percorso sino al suo punto di ingresso nella leva secondaria.

Segniamo il punto di ingresso.

Aggiungiamo 18 mm e prendiamo un riferimento.

Ora conosciamo la lunghezza giusta del nostro tubo, quella noi necessaria. 

Da tagliar via sarà la parte in eccesso che ci è avanzata dopo l’ultima misurazione, questa appena presa all’innesto della leva secondaria più i 18 mm. Nell’immagine in alto corrisponde all’eccedenza di sinistra.

Perché allora prendere la misura anche alla leva principale? Perché altrimenti non avremmo avuto certezza della corretta lunghezza.

Su un tubo singolo che dalla pinza arriva alla leva il mezzo centimetro non fa differenza. Per esperienza con tante leve supplementari ad azionamento meccanico so che la precisione nella lunghezza della guaina da comando principale a leva secondaria è sempre molto importante. Per un corretto funzionamento e per poterla sistemare in modo corretto lungo la piega.

Qui è ad azionamento idraulico, quindi la prima esigenza non è influenzata dalla lunghezza; la seconda si. 

Assembliamo il nostro tubo di collegamento tra leva principale e secondaria.

La legenda è: 1. Spina

                      2. Gommino 

                      3. Bullone di giunzione

                      4. Oliva

                      5. Spina

Per le istruzioni su come tagliare il tubo e installare la spina potete fare riferimento a questo articolo che sfrutta l’attrezzo specifico Shimano TL-BH 62; in coda c’è anche la procedura inserendo la spina con i fermi Shimano TL-BH61, utilizzati durante la composizione di quest’altro articolo.

Abbiamo il nostro tubo di unione pronto, mettiamolo da parte. Ho scelto di eseguire prima questa operazione perché così limitiamo al minimo il tempo in cui l’impianto resta aperto. Ricordo che dentro c’è l’olio.

Perché aperto? Perché adesso dobbiamo tagliare il tubo principale, quello che collega leva primaria e pinza. 

Fissiamolo in posizione una altra volta.

Tagliamolo poco dopo la curvatura della piega.

E’ un buon punto, ci lascia margine. Non è infatti il taglio definitivo, quello a misura del tubo tra pinza e leva secondaria. Meglio tenersi larghi.

Mettiamo del panno carta e, se l’abbiamo, anche il fermo di sicurezza alla leva. Qualche goccia d’olio ruscellerà dal tubo, è inevitabile. Non aumentiamo il danno con una pressione involontaria alla leva…

Fissiamo il tubo principale, quello cioè che arriva dalla pinza, replicando il più possibile il suo percorso definitivo sino alla porta di innesto nella leva secondaria.  

Segniamo il punto, aggiungiamo 18 mm e sappiamo dove tagliare.

Tagliamo, inseriamo cappuccio, bullone di giunzione, oliva e spina e anche il tubo principale è pronto.

Una spalmata di grasso (un velo) su oliva e bullone e avvitiamo il tubo principale; serve una chiave da 8.

Serrato sino in fondo, copriamo col cappuccio e un collegamento è fatto.

Ora portiamoci sul comando principale: è rimasto uno spezzone di tubo, serve rimuoverlo e serve ruotare il comando (o la piega se preferite) affinché l’ingresso sia in piano. Come fatto al primo montaggio per capirci.

Sempre con chiave da 8 svitiamo il bullone di giunzione flangiato.

Libero.

Attenzione a dove poggiate il bullone di giunzione appena rimosso: serve lui per chiudere l’impianto.

Prendiamo il tubo di collegamento preparato prima, aggiungiamo una seconda oliva (devono sempre essere nuove, non riciclatele per favore, è una questione di sicurezza), il dado di giunzione che abbiamo prelevato dalla leva principale e diamo un velo di grasso.

Inseriamo il tutto nel comando principale, avvitiamo spingendo al contempo e anche questa è fatta.

Ultimo passaggio, collegare l’altra estremità del tubo di collegamento, la parte destinata alla leva secondaria.

Togliamo il tappo, e l’abbiamo fatto pure prima, collegando il tubo dalla pinza; però data la posizione una foto decente non mi veniva, quindi mostro ora 😀 

Avvitiamo, chiave da 8 e sempre spingendo.

Tappo in gomma per la finitura.

Nota a margine; io qui ho lavorato con le leve al manubrio, poco pratico a causa dello spazio risicato. Più comodo mi è risultato innestare i tubi e avvitarli con leve staccate dal manubrio. Però per le foto sarebbe stato un disastro, si vede nulla. Se uno presta attenzione a come posiziona la leva e al percorso dei tubi, è possibile operare le giunzioni con le leve secondarie smontate e poi rimontarle alla piega. ATTENZIONE solo a non intrecciare i tubi. 

E abbiamo finito pure noi.

Anzi no, le leve secondarie non hanno olio all’interno e noi in più ne abbiamo perso abbastanza, malgrado ogni cautela.

Serve un rabbocco, accompagnato dallo spurgo dell’aria, che non è la sostituzione completa dell’olio come alcuni credono. Se l’olio è nuovo, basta rabboccare e spurgare l’aria. Se montiamo questo impianto dopo un annetto dall’ultima sostituzione o comunque siamo vicini alla scadenza, tanto vale mettere tutto nuovo.

Dodici mesi vi sembrano pochi? Ma come, la bici frena bene!

No, coi freni non si scherza e l’olio va sostituito ogni anno; anche prima se l’uso è stato gravoso.

E come si fa? Ve lo racconto, ma la prossima volta 😀

Buone pedalate.

COMMENTS

  • Ciao Fabio
    Da grande fan delle leve supplemetari la trovo una novità molto gradita, soprattutto per chi come me usa la stessa bici per fare tutto.
    Frenare in città con il manubrio da corsa non è sempre il massimo.
    Una nota:quando ho fatto montare le leve supplementari (dischi meccanici ) le ho fatte distanziare dall’attacco in modo che ci stesse l’attacco della borsa da manubrio della Ortlieb.Viste le istruzioni del montaggio (i 38 mm a diametro costante) e il maggiore ingombro per l’idraulica bisognerà scegiera un manubrio adatto per poter montare l’attaccco di quest’ accessorio diffusissimo tra cicloturisti.
    Ciao Franesco

    • Elessarbicycle

      Ciao Francesco, questo degli ingombri è problema comune a qualunque leva supplementare, meccanica o idraulica che sia.
      Però con queste idrauliche, che come ho scritto nell’introduzione sono una novità assoluta, effettivamente c’è maggiore ingombro.
      Quello che influisce molto è la prolunga a battuta, di fatto impedisce di sfruttare un bel pezzo di piega.
      Sto facendo alcune prove di ingombro in vista della pubblicazione del test completo del gruppo GRX ma ho difficoltà perché non ho tante borse da provare.
      Comunque dipende anche dalla piega, con una da gravel più aperta si riesce a trovare spazio per le cinghie.
      Vedremo col tempo, sono leve arrivate da poco, qualcuno inventerà una soluzione. Credo.

      Fabio

  • alfonso

    A tale proposito, visto che per montare queste leve supplementari sono costretto a cambiare il manubrio, volevo chiederti, caro Fabio, se quello dove le hai montate, cioè il “PRO MANUBRIO CICLOCROSS / GRAVEL PLT DISCOVER 44CM FLARE 30°” (presumo…?) secondo te mi lascerebbe un cm di spazio ulteriore per montare un anello sul quale di solito monto la luce anteriore? Insomma, mi sembra di capire che invece di 38mm, a me servirebbero 48… Per la tua esperienza empirica ciò può ritenersi possibile su questo manubrio? Grazie!

    • Elessarbicycle

      Ciao Alfonso, come si intuisce dalle foto la piega usata ha un flare assai più modesto, questa infatti è la versione 12°.
      Spazio per le luci dubito, non conta la larghezza della piega. Che sia una 42 come quella usata nell’articolo o una 44, la zona di clamp, ossia quella da 31,8, è sempre uguale.
      Ed è così con qualunque piega, una più larga o più stretta avranno sempre la zona clamp uguale tra loro, indipendentemente dalla larghezza.
      Conviene ricorrere a uno dei tanti supporti aftermarket da collegare al frontalino dello stem, così hai spazio per luci, computer ecc.

      Fabio

  • alfonso

    ah! dimenticavo: Monto anch’io il redshift.

  • alfonso

    Grazie Fabio!

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