Met Helmets Corso e Grancorso

Come è fatto il Corso

Tempo di lettura: 10 minuti

Come è fatto il Corso

Si respira aria di famiglia con il Corso: anche se non ha l’omologazione NTA 8776 può vantare ugualmente una corposa protezione di tempie e nuca. Forma anche qui a berretto, ugual numero di prese d’aria (otto) e visiera (removibile e sostituibile, vedremo) presente.

Troviamo le due prese frontali e le scanalature che aiutano i flussi; le prese superiori sporgono quel poco che permette di convogliare più aria.

Stesso schema usato per il Grancorso, quindi entriamo in dettaglio: partiamo dalle prese d’aria frontali. Due, una per lato, ben sviluppate ma non tanto da indebolire la struttura o scoprire la zona tempie.

Quattro prese sulla sommità della calotta.

E due grosse uscite di sfogo nella parte posteriore.

Anche per questo Met Helmets Corso ho deciso di seguire la strada delle luci dall’interno per evidenziare le prese. Bianca per l’ingresso.

E rosso per l’uscita.

La visiera è removibile, uguale a quella vista nel paragrafo precedente e installata sul Grancorso.

Identico quindi il sistema di aggancio, che sfrutta i piolini integrati sulla visiera da incastrare negli alloggiamenti sagomati sul casco.

Chi non ama la visiera potrà farne a meno senza che restino antiestetici fori a vista.

Però oltre la visiera rigida, il Corso è fornito di serie di una altra visiera: morbida e da fissare all’interno.

Per applicarla basta rimuovere l’imbottitura frontale e sostituirla con questa visiera morbida.

Senza alcun sacrificio per il comfort perché, come si vede in basso, è anch’essa generosamente imbottita.

A visiera morbida montata il look cambia, diventa più sbarazzino; sembra di indossare un cappellino sotto il casco. Oltre ad avere maggiore protezione dalla luce perché l’estensione è maggiore rispetto alla visiera rigida.

Dettaglio importante, segno di ottima cura costruttiva e attenzione ai particolari: il bordo esterno della visiera morbida è in tessuto rifrangente.

Non è l’unico elemento a brillare se investito dalla luce: sia le due placche anteriori che affiancano le prese d’aria che quella posteriore hanno identica prerogativa.

Purtroppo anche qui subentrano le mie modeste capacità di fotografo e la brillantezza risulta assai inferiore a quella rilevabile a occhio nudo. Uno stellato argento, capace di farsi notare pure da buona distanza.

La visibilità, che è essa stessa sicurezza, non è presa sottogamba da Met Helmets. Così abbiamo il pomello di regolazione della calzata che è in realtà una luce a led. Due funzioni, luce fissa e lampeggiante e alimentazione con una piccola batteria a bottone, già in sede.

Tre led brillanti. La luce ha identica foggia di quella che vedemmo nel test del Met Helmets Strale. Però mentre sul casco sportivo è optional e removibile, qui è integrata e di serie. E trovo sia una valida scelta.

Tra l’altro il suo generoso dimensionamento, superiore a quello della rotellina, permette di agire facilmente anche indossando spessi guanti invernali.

Il sistema di regolazione della calzata è il Safe-T E-Mid, quindi privo dello scorrimento su più posizioni in senso longitudinale.

Una leggera imbottitura aiuta il comfort; l’elevata escursione permette una sicura calzata in ogni caso.

Gli interni sono in quattro pezzi, removibili e traforati; identici a quelli del Grancorso e questo è un punto a favore del fratellino.

Il cinturino prevede la classica fibbia a incastro, con pattina per evitare il contatto con la pelle.

La regolazione laterale si avvale delle conosciute clip; non mancano anello per agevolare la regolazione e cinturino in gomma per bloccare l’eccesso.

Peso da me rilevato per la taglia M in prova: 290 grammi. Leggero.

Oltre il bianco visto fin qui, altri cinque colori disponibili.

Nessun segreto è rimasto celato nemmeno per questo Met Helmets Corso.

Ora non resta che indossare i caschi (uno alla volta ovvio…) e partire con la prova su strada. Che sarà in unico paragrafo, perché molti risultati sono simili.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • Luca

    Se si fanno molti km in inverno, un casco con la visiera ci vuole, da utilizzare fino ad aprile; stavo pensando al Grancorso, ma poi ho visto il Giro Vanquish…. Altra tipologia, altro livello, d’accordo, ma puoi farci tutto.

    • Elessarbicycle

      Ciao Luca, hai ragione: è altra tipologia, non sono modelli confrontabili. Il Grancorso è casco tipicamente urbano, studiato e ottimizzato per questo utilizzo. La cui foggia è determinata anche dai parametri da rispettare per l’omologazione NTA.
      Alla fine è questione di necessità e scelte personali: basta che sia un buon casco e che uno lo indossi, è questo che mi preme ribadire, sempre.

      Fabio

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