Met Crossover

Le conclusioni

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Le conclusioni 

Ho fatto riferimento di continuo al prezzo, aggressivo; però non l’ho mai quantificato.

Ora spazzo via la suspance: appena 60 euro sullo shop ufficiale.

Non dovrei dirlo perché quando una azienda ha vendita diretta hai il dovere di attenerti al canale ufficiale; però faccio uno strappo confidando nella reciproca stima che c’è tra me è il responsabile comunicazione di Met Helmets e rilevo da una rapida ricerca in rete che è possibile risparmiare anche il 30%. Un affare.  

Ha tante qualità a poco prezzo che è difficile non farsi piacere questo Met Crossover.

E’ un casco buono per ogni occasione.

Io l’ho usato in strada con bici sportiva, in fuoristrada con bici di impostazione allroad, in città con qualunque bici mi trovassi in quel momento a usare.

E’ diventato in queste settimane un gesto naturale prendere lui dalla mensola; dove riposano al momento nove caschi…

Tanti ma tutti a loro modo “specialistici”. 

Vero che nulla mi vieta di pedalare tra le vie del centro col casco sportivo invece di quello urbano; vero che usare quello urbano sulla specialissima da strada non è l’ideale (l’aerazione è inferiore) ma volendo per brevi tratti potrei farlo; vero che potrei andare in fuoristrada col top di gamma stradale (e lo faccio) come col caschetto da città (e l’ho fatto).

Però ogni volta stavo lì a dirmi che non era il suo habitat.

Fino a che schiacciato (metaforicamente…) tra caschi che costano dalle tre alle cinque volte tanto è arrivato il Met Crossover a chiedere spazio sulla mensola.

Lasciandolo vuoto più spesso di quanto avrei immaginato all’inizio.

I primi giorni perché scelta obbligata, quest’anno ho iniziato tardi a lavorare sui test a causa dell’infortunio; poi per scelta e basta, sia che dovessi farmi una sgroppata domenicale o la spesa al supermercato.

Quindi ricapitolando.

Completa versatilità d’uso, qualunque sia lo scopo dell’uscita, ammesso che per pedalare ci serva uno scopo, indossi il Crossover e vai.

Ottimo livello di comfort globale, che come abbiamo visto nel paragrafo precedente è voce che racchiude più elementi.

Aerazione ottimale, un pelo meno incisivo l’apporto della presa superiore pedalando a bassa velocità.

Comoda presenza della retina e qui apro un inciso. Pedalando con alcuni amici, un paio di loro hanno ritenuto la presenza della retina scomoda perché “quando mi sfilo gli occhiali poi non li posso infilare nel casco; tu come fai?”

Io non lo faccio perché sono miope e i miei occhiali hanno clip da vista: se me li tolgo vado a sbattere; e se pure potessi, baratterei con piacere l’aria da prof con gli occhiali infilati nel casco (che poi scivolano, solo che i prof mica se li devono ricomprare, pensataci cari emulatori…) per la protezione dalla vespa. Che una volta mi punse in fronte e vi dico che fa male, ma tanto male…

Il plus della luce integrata e anche qui la coppia di prima mi ha fatto notare che anche un casco proposto da una nota catena di supermercati ha la lucetta posteriore. Vero, ma di quel casco ho saggiato la qualità: non ci siamo.

E’ un casco che la casa pone nella gamma Active, quindi a rigore non potremmo definirlo per lunghe ore a pedalare. Io l’ho fatto e vi ho raccontato che mi ero pure dimenticato di averlo ancora in testa.

Tutto questo a un prezzo decisamente conveniente.

L’ho alternato spesso al Rivale sempre di casa Met perché sto lavorando anche alla sua recensione (nata per scherzo, diciamo così, poi vi racconterò) che secondo me è il vero best seller dell’azienda; eppure ogni volta che reindossavo il Crossover mi veniva simpatico. 

Non fa sfoggio di materiali nobili come il fratello Trenta carbon, di soluzione aerodinamiche ardite come il fratello Manta o finiture di pregio come il fratello Rivale. 

Si fa apprezzare per la sostanza, la funzionalità, l’efficacia. Mica poco a questo prezzo.

In chiusura il mio ringraziamento ad Antonello Ferrara per il grande aiuto per la parte fotografica.  

Questi i link ufficiali

Met Helmet

Gamma Active

Met Crossover 

Shop

Buone pedalate.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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